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La famiglia Bagnaresi non è più parte civile

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 La famiglia di Matteo Bagnaresi, l'ultrà parmigiano morto il 30 marzo del 2008 dopo essere stato investito da un pullman dei tifosi della Juventus in un’area di sosta, ha deciso di ritirare la propria costituzione di parte civile nel processo per omicidio colposo a carico di Siro Spolti, autista del mezzo coinvolto nella vicenda. Lo ha comunicato il legale della famiglia Bagnaresi.

L'avv.Mario Bonati ha spiegato che «daremo corso, nelle prossime settimane, alla revoca delle costituzioni di parte civile nel procedimento penale pendente davanti al tribunale di Asti. I familiari di Matteo hanno infatti accettato la somma offerta dall’ente assicuratore dello Spolti, ciò al solo scopo di poter destinare, integralmente, la somma ricevuta alle iniziative di rilevante impegno economico che la Fondazione dedicata a Matteo Bagnaresi intende intraprendere». La somma, di cui il legale su disposizione della famiglia non ha inteso fornire l’entità, sarà pagata dall’assicurazione Allianz con la quale sono già state concluse trattative e accordo. Interpellato sul perchè la famiglia del tifoso deceduto non abbia voluto fornire l’ammontare del risarcimento, il legale ha aggiunto che «per i Bagnaresi la morte di Matteo non potrà essere mai e in nessun modo oggetto di un risarcimento. Ma hanno inteso, affidando alla Fondazione l’intera cifra, coltivare in un modo che al proprio figlio sarebbe certamente piaciuto la sua memoria».
 
La somma oggetto del risarcimento sarebbe, comunque, «ingente», a detta dello stesso legale che ha concluso: «Il procedimento penale proseguirà comunque, avendo ad oggetto il reato di omicidio colposo, e i familiari confidano che l'autorità giudiziaria possa fare piena luce sulla responsabilità in ordine alla morte di Matteo». Il fatto accadde nella stazione di servizio 'Crocetta Nord’ a Castello d’Annone (Asti), sull'autostrada A21, alle 12.45 del 30 marzo 2008, a poche ore dall’inizio della partita di campionato Juventus-Parma.

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  • Alberto

    27 Novembre @ 02.40

    Non voglio giudicare perché non ero presente, ma da quanto ho letto da alcuni articoli su internet al momento della "disgrazia" si parla di passamontagna in testa, di cintura dei pantaloni sfilata, di bastoni e bottiglie di birra, di scontri tra "tifosi". Se cosi' fosse la curva non credo dovrebbe chiamarsi Matteo Bagnaresi. E basta con queste scritte sui muri........a che cosa servono? Comunque bellissimo gesto da parte dei genitori.

    Rispondi

  • Luigi

    27 Novembre @ 01.44

    Gentile Katia. Grazie per avermi giudicato senza conoscermi e di avermi dato del benestante arrogante. Non metto in dubbio che bagnaresi fosse un bravo ragazzo, non lo conoscevo, anche se conosco tante brave persone che lo sono ogni giorno a partire dall'esempio che danno agli altri con il loro modo di comportarsi. Bagnaresi stava assaltando un pullman di tifosi avversari. Questo è un fatto. Si sbaglia nella vita, per carità, lo faccio in continuzione anch'io anche se sono "arrogante e benestante" e gli errori come vede si pagano. Non metto in dubbio che fosse una brava persona e che i genitori gli avessero impartito un'educazione esemplare, dico solo che i modelli da seguire a mio avviso sono altri, e che anche se lui era un bravo ragazzo si è circondato di ragazzi un pò meno bravi, che si sono comportati da teppisti in quell'occasione e continuano a farlo imbrattando da anni i muri della nostra città. Qualche scritta rovina la città eccome. Io sarò anche arrogante, ma lei è fuori come un balcone! Saluti.

    Rispondi

  • katiatorri

    26 Novembre @ 16.22

    il Bagna si occupava dei più deboli e i soldi andranno per loro,qualche scritta non rovina una città,l'abrutimento di chi dall'alto della sua benestante arroganza pensa solo a se stesso si.

    Rispondi

  • Luigi

    26 Novembre @ 15.08

    Anch'io sono dell'idea che la famiglia potrebbe destinare parte della somma a ripulire Parma dalle centinaia di scritte che i vandali amici di loro figlio hanno fatto in ogni dove. Mi dispiace molto per la loro perdita, dev'essere l'inferno per due genitori perdere così il loro figlio, anche se non mi sentirei di farne un eroe viste le circostanze in cui è morto e quello che stava facendo. Credo anche che sarebbe ora che prendessero posizione contro i violenti e vandali amici di loro figlio che stanno rovinando inpunemente la città da anni. Dobbiamo pagare tutti?

    Rispondi

  • kaf

    26 Novembre @ 08.29

    è il minimo...visto che da quello che dicono i giornali, Bagnaresi "non stava attraversando sulle strisce pedonali" come dovrebbe fare un bravo cittadino ma altro... mi dispiace per la famiglia ma basta con far diventare degli idoli persone che hanno sprecato la loro vita per una squadra di calcio... se un operaio muore durante il suo lavoro a nessuno interessa.... P.S. visto che a me da fastidio pagare le tasse e sprecare dei soldi che potrebbero essere usati per cose più serie,parte del risarcimento potrebbe essere usato per cancellare tutte le scritte sui muri del "Bagna"...

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