18°

28°

Parma

La lettera - A proposito di Parma Jazz Frontiere

Ricevi gratis le news
1

Questa la lettera arrivata in redazione da una lettrice:

"Si è concluso da poco Parma Jazz Frontiere, il festival jazz che da 15 anni accompagna le serate di novembre e dicembre avvolte in un velo di nebbia più o meno consistente, più o meno affascinante che avvolge tutto in un ovattato silenzio. Ho partecipato con grande attenzione al festival e trovo importante e giusto, in un momento come questo, fare un resoconto che consenta di guardare al passato e al futuro. Siamo come alberi, con le radici ben piantate nella terra e alla ricerca di acqua e di nutrimento – ovvero, il nostro passato - e con le foglie e le fronde al vento, protesi verso il futuro. Ebbene, Parma Jazz Frontiere anche in questa edizione si è distinta per le idee che da sempre porta avanti. Idee che ruotano intorno a due capisaldi essenzialmente: il primo è l'apertura verso frontiere sempre nuove, il secondo è un'apertura e una sensibilità verso il jazz così come il jazz si è trasformato in questi anni.E qui, si impone per me una riflessione. Poiché la cifra che da sempre contraddistingue il jazz è l'apertura, la sperimentazione, l'improvvisazione, il coraggio dell'improvvisazione. Nel jazz, fin dalle sue origini, è stata proprio l'improvvisazione che ha scandito ogni passaggio ad una fase nuova, ogni scoperta nuova, ogni forma musicale che, arrivata all'apice della sua stessa definizione, si è evoluta verso una forma nuova e una ricerca nuova. In un crescendo e in un accelerando che abbiamo visto, nel corso degli anni, non arrestarsi mai.
Perché, se sappiamo da dove veniamo, e sappiamo dove vogliamo andare, è inutile attardarsi in nostalgiche evocazioni di campi di cotone o in un jazz che diventa una specie di rievocazione del jazz classico, che ha perso ogni contatto con la sperimentazione, che si crogiola soltanto in forme preesistenti e ormai classiche, che ha perso il coraggio dell'improvvisazione, che si gonfia in orchestre altisonanti in cui compare ad un certo punto una voce nera dall'inconfondibile stile, quello stile che abbiamo tanto amato e che ancora amiamo ma che vogliamo lasciare al suo posto, nella storia del jazz. Non in un presente sclerotizzato del jazz.
Mi rifiuto di credere che il jazz sia questo perché sono convinta che il jazz si è evoluto e ancora una volta è riuscito a stupirci ed ad emozionarci.
Ciò che rende il jazz così speciale è la sua aderenza - nella sua nuova forma - a ciò che stiamo vivendo, a ciò a cui stiamo assistendo, ovvero ad una babelizzazione del mondo. È il momento della storia in cui - più che in qualsiasi altra epoca storica - più culture vengono a stretto contatto l'una con le altre e questo fenomeno sta incidendo e profondamente modificando la nostra percezione della realtà, della storia che stiamo scrivendo. Il jazz si è aperto a tutte le forme di jazz del mondo, è diventato globale, ogni realtà europea sta sviluppando sue forme specifiche di jazz. Solo qualche esempio. La lentissima e sinuosissima musica di Anouar Brahem che ci introduce in un jazz con elementi e strumenti mediorientali; il jazz scandinavo, e in particolare quello norvegese, con Arve Henriksen, Yan Bang, Sidsel Endresen per citare solo alcuni; i Moscow Art Trio, e i loro ritmi dell'est scatenati e nostalgici. Potrei continuare all'infinito. Tutte sfumature toccate in questi anni da Parma Jazz Frontiere, in alcuni momenti con incredibile lungimiranza. Da anni, Parma Jazz Frontiere unisce tante latitudini diverse con un unico filo, il jazz, sempre uguale e sempre così tremendamente diverso.
Negli anni, è cresciuta la nostra consapevolezza che ogni parte del mondo ci regala il suo specifico jazz, in cui elementi di tradizione della musica popolare si intrecciano con un secolo di tradizione di musica jazz e ultimamente si contaminano con la musica contemporanea e la sinergia produce come risultato ultimo forme meravigliose, nuove e ancora capaci di sperimentazione e di improvvisazione, che non tradiscono il jazz deprivandolo della sua cifra fondamentale, l'improvvisazione appunto. Inoltre, da pochi anni si è schiuso anche lo spazio per altri strumenti musicali nel jazz, anche perché solo recentemente nei conservatori il jazz è stato riconosciuto come genere con sue specificità e sono state create classi di jazz tra gli studenti di musica classica, elemento questo che anch'esso contribuisce a rinnovate contaminazioni, dal momento che la maggior parte dei musicisti jazz attuali partono da una formazione classica e contemporanea e anche questi elementi stanno andando a mescolarsi. Nel festival, tutto ciò vive, anche se per poco, ma trova spazio e vive. Lo ritengo un valore. Fondamentale.
E così, anche quest'anno, siamo stati trasportati in altrove musicali. Vorrei citare tutti e non dimenticare nessuno, perché ognuno di questi musicisti ha dato un contributo fondamentale al misterioso processo che conduce alla creazione di questa musica in quell'istante in cui noi ascoltiamo. Per brevità, non cito esplicitamente tutti, ma tutti i musicisti che hanno preso parte al festival mi hanno veramente emozionato. Mathias Eick, giovanissimo rappresentante del jazz elettronico norvegese, ha inaugurato questo festival e ha entusiasmato il pubblico con la sua energia febbrile; Ralph Towner, e le frontiere si sono spostano – in senso musicale e non – completamente altrove; per poi passare all'apertura di una nuova frontiera, quella col Sudafrica attraverso la Youth Day Suite di Gareth Walwyn. E ancora, altri altrove, Alessandro Sgobbio, che ci ha trasportato nella poesia e nella leggerezza, insieme a Roberto Bonati e Diana Torto, dove il jazz diventa delicatezza baritonale di un contrabbasso che gioca con una voce, nell'indimenticabile scenario dell'Auditorium del Carmine. Non voglio dimenticare le emozioni del Gap Trio. E nemmeno il simmetrico trio di Marc Ducret.
Voglio ricordare Stian Westerhus e Vincenzo Mingiardi, istante dilatato in cui due chitarre elettriche si sono unite a campionature di suoni, battiti del cuore che scandivano uno spazio tra la lentezza e la velocità, tra il silenzio e il rumore, un altrove in cui dal caos nascevano mattini di rarefatto bianco, quell'altrove scandinavo in dialogo con il qui ed ora delle nostre nebbie. Un viaggio nel suono che non ha temuto estremi e paesaggi inesplorati, condensandosi in ululati e inusitati barriti, e l'abbandono ad un ritmo ora forsennato ora di squisita lentezza.
E poi, 1982 trio, in dialogo con la danza silenziosa e sinuosa di Sara Ippoliti, fiore nero che dilata i suoi gesti delicati accovacciata nell'aria e librata per terra, gli occhi profondi di chi vede oltre le cose e contamina il mondo con il suo sguardo incantato.
Indimenticabile, infine, nella sezione “I desideri delle montagne” la lettura teatrale del testo “Una canzone per Castor” di Mari Cavalli e Will_be, dove la poesia del testo si è fusa e confusa con la forza espressiva di Adriano Engelbrecht, in un mistico trascendere di confini ancora diversi, altri, con sconfinamenti sonori del “Q Ensemble”.
Insomma, in tanta bellezza, un dubbio: sarà possibile conservare questa ricchezza che la città possiede? Sarà prima o poi possibile estendere tanta bellezza a sempre più persone, togliendo la malefica aura di “festival di nicchia” a questo festival che ha tanto da dare, e, a mio parere, a tutti indistintamente?

Gemma Carbone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

  • andrea dondi

    11 Dicembre @ 21.43

    Jazz? A casa mia sta da un altra parte non in quell accozzaglia di presuntuose elucubrazioni pseudo intelletualistiche con la scusante della ricerca che trascende l atto compositivo esecutivo e tutte quelle baggianate della perfomance e dell autocompiacimento al limite dell insopportabile!!!! Jazz e`tutta un altra cosa!!!Prima di tutto e`ordine non caos e`un viaggio razionale non l opposto ,l opposto e`merda le note a caso sono merda ma la merda oggi piace e vince !! Ascolti Hampton Hawes Tommy Flanagan Ray Bryant Hank Jones Horace Silver Lionel Hampton Coltrane James Moody Gary Bartz Mc Coy Tyner Cedar Walton Roy Haynes Steve Grossman Han fatto tanti bei dischi sa....questi signori ...con tutte le note a posto!....SA!!! E l elenco dei bravi MAESTRI e`lungo sa !!!! Le consiglio Roland Kirk se lo ascolti bene o MONK !!!!! o FLECTCHER HENDERSON o COLEMAN HAWKINS O BEN WEBSTER O BUD POWELL O BIRD!!!!!!SE vuole le do qualche dritta su come si armonizza una diminuita!Cosi`puo`avere uno strumento x comprendere qualcosa di questa musica !!!Poi ce`Sonny ROLLINS !!!!Tutto il resto e`NOIA!!!!!

    Rispondi

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

"A du pass": aperitivo italo-rumeno. Ecco chi c'era: foto

FESTE PGN

"A du pass": aperitivo italo-rumeno Foto

Belen Iannone

VIP

Belen ha lasciato Iannone: sul web impazza il gossip

Scurano, tuffi e bagni di sole nello scenario del Fuso

PGN

Scurano, tuffi e bagni di sole nello scenario del Fuso Foto

Notiziepiùlette

Ultime notizie

57 annunci di lavoro

LA BACHECA

Ecco 57 offerte per chi cerca lavoro

Lealtrenotizie

Incendio di Poggio Sant'Ilario: Mohon condannato a dieci anni

Felino

Incendio di Poggio Sant'Ilario: Mohon condannato a dieci anni

Dopo il borseggio sul bus

I ladri prelevano 1750 euro con il bancomat

lutto

Scomparso Mino Bruschi

SIVIZZANO

Addio all'imprenditore Romano Schiappa

calcio

Riecco Ciciretti

SALSO

E' morto Ruggero Vanucci, storico edicolante

Fidenza

Audi nel mirino dei ladri: da una rubato anche il volante

MOBILITA'

Pista ciclabile pericolosa

INCIDENTI

Auto incastrata sotto un camion in Autocisa: muore una donna

AUDITORIUM PAGANINI

"Il meglio di noi": 12 TvParma presenta le novità, dal palinsesto ai nuovi studi

2commenti

FATTO DEL GIORNO

Parma Europa, lo sport, "Parma-Reggio A/R" e altri programmi: ecco come cambia 12 TvParma

CARABINIERI

Minaccia l'ex compagna e pretende sempre più denaro: arrestato 33enne di Polesine 

L'uomo è accusato di estorsione. E' stato arrestato dai carabinieri dopo l'ultima richiesta: 300 euro da consegnare in un parcheggio

via bixio

La casa dello spaccio con le dosi cucite nelle lenzuola: tre arresti grazie ai residenti "sentinella" Video

5commenti

12 tg parma

Presto il via libera al taser anche a Parma. Ma la polemica sicurezza continua Video

5commenti

49 ANNI

Addio a Sonia Angela Santagati

storia

C'era una volta Parma sul tram (e sui primi bus): inaugurato l'Archivio storico Tep Foto

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Le Olimpiadi dei litigi nel Paese dei campanili

di Aldo Tagliaferro

2commenti

L'ESPERTO

Disoccupazione: come funziona la Naspi

di Paolo Zani*

ITALIA/MONDO

A21

Incidente a Piacenza: un morto e tre feriti gravissimi. Due bimbi portati al Maggiore

ROMA

Auto investe pedoni vicino a San Pietro: 4 polacchi feriti

SPORT

CHAMPIONS

La Juve in dieci stende il Valencia. Roma travolta dal Real

INTERVISTA

Golf, inizia il Tour Championship: sfida importante per Francesco Molinari Video

SOCIETA'

nuoto

Federica Pellegrini: "Credo ancora all'amore ma con meno paranoie"

natura

Sarà un autunno da record per la raccolta di funghi in tutta Italia

MOTORI

I PIANI DELLA ROSSA

"In arrivo Ferrari Purosangue. Ma non chiamatelo Suv"

La pagella

Al volante di Volvo XC40 D4 R-Design