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La lettera - Neonato dimesso con l'ago nel braccio L'ospedale: "Solo un catetere morbido. Rammarico, ma nessuna conseguenza per il bimbo"

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Riceviamo e pubblichiamo:

Buongiorno,
scrivo perchè voglio rendere noto quello che mi è capitato all'ospedale di Parma, affinchè negligenze di questo tipo non capitino più. Io e mia moglie siamo diventati genitori il 10/12/2011, il nostro bimbo è nato in salute e senza complicazioni del caso. Al momento della visita per valutare le dimissioni del neonato gli viene trovata la glicemia bassa, e quindi viene deciso di non mandarlo a casa ma di tenerlo una notte in più e fargli del glucosato per via endovenosa affinchè la glicemia torni al di sopra dei livelli di guardia. Ieri, 14/12/2011, il problema glicemia è stato risolto con successo e il bimbo viene dimesso. Potete solo immaginare la nostra contentezza, finalmente torniamo a casa con il nostro bimbo e possiamo cominciare la nostra vita da neogenitori e come famiglia, quando verso sera sitemando il bimbo per la notte, ci siamo accorti che nel braccio aveva ancora il catetere venoso !!! Hanno dimesso il bambino con l'ago della flebo ancora nel braccio !!! Non ci volevamo credere, siamo ritornati a Parma verso le 22.00/22.30 e hanno sfilato l'ago dal braccio.Ora, mia moglie ed io ci domandiamo come sia possibile una dimenticanza del genere ? Com'è possibile che al passaggio delle consegne da un cambio turno all'altro non ci sia stata una comunicazione adeguata? La maternità dovrebbe essere un reparto dove l'attenzione del personale dovrebbe essere molto più alta, perchè il paziente ricoverato  (neonati per l'appunto) non hanno la facoltà di poter esprimere a parole il loro eventuale disagio. Forse sono sotto organico e quindi la mole di lavoro per ogni singolo addetto ai lavori (infermiere/ostetriche/medici in generale) aumenta, ma anche se fosse, una negligenza del genere non può passare inosservata. E' mia ferma intenzione rivolgermi anche agli enti preposti affinchè cose di questo genere non accadano più.
Distinti saluti.
Marco Rabita

Questa la risposta arrivata  dal direttore delegato dell'unità operativa di Neonatologia Cinzia Magnani:
 

Egregio direttore,
in risposta alla lettera “Neonato dimesso con l'ago nel braccio” pubblicata oggi sul quotidiano www.gazzettadiparma.it desidero precisare che non era presente ”alcun ago” nel braccio del piccolo al momento della dimissione, ma un catetere morbido adatto a permanere in situ per un arco di tempo utile a rispondere ad eventuali prelievi successivi, evitando così ulteriori procedure dolorose anche in occasione del controllo programmato per il giorno successivo.
Non avere fornito, a questo riguardo, comunicazione e spiegazione ai genitori al momento delle dimissioni, ha causato in loro un senso di preoccupazione, per il quale ci scusiamo.
Esprimendo quindi a nome di tutti gli operatori il rammarico per quanto accaduto, vorrei, però, confermare che il fatto segnalato non ha determinato conseguenza alcuna per il neonato, pur costituendo motivo di riflessione per gli operatori, utile al miglioramento dell’assistenza.  Preme infine rassicurare che dedizione e responsabilità espressa da tutto il personale nei confronti dei pazienti che fruiscono delle cure del reparto sono elementi di impegno che caratterizzano la qualità delle prestazioni erogate.

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  • Francesco

    18 Dicembre @ 13.42

    CARO SIGNOR CLAUDIO MARZIANI, sono d' accordo con lei . Sono il primo a riconoscere che gli Errori medici esistono. Sarebbe contro natura che non esistessero ! IL MESSAGGIO CHE TENTO DI FAR PASSARE E' CHE , IN ITALIA, NON CE NE SONO PIU' CHE IN TUTTO IL RESTO DEL MONDO. LEI FA UN ESEMPIO CLAMOROSO . QUELLO SENZ' ALTRO DI UN GRAVE "INCIDENTE " CHE NON DEVE SUCCEDERE , E, CHI NE E' RESPONSABILE, DEVE RISPONDERNE. PERO' il modo in cui può accadere chi ha pratica di Sala Operatoria lo può capire. BADI BENE DICO "CAPIRE" NON DICO "GIUSTIFICARE". Durante gli interventi chirurgici, soprattutto sull' addome , il paziente viene tenuto sotto l' effetto di farmaci che paralizzano i muscoli, i quali, altrimenti, si contrarrebbero, impedendo al Chirurgo di lavorare. Può succedere, durante l' "operazione" , che la paralisi dei muscoli diminuisca (uso parole povere per farmi capire da tutti ) . Quando questo accade la muscolatura della pancia comincia a sobbalzare contraendosi in una specie di singulto, e, questo "singulto" può "inghiottire" un ferro posto sui visceri . Il Chirurgo non lo vede più e "chiude" senza toglierlo , e la "frittata" è fatta . CON QUESTO NON VOGLIO ASSOLUTAMENTE DIRE CHE L' ERRORE NON CI SIA . L' ERRORE, SENZA DUBBIO, C' E' ! Però , per valutarlo, bisogna conoscere un pò la materia . Nel caso clamoroso del "ferro dimenticato nella pancia" , probabilmente lo sbaglio va diviso tra il chirurgo e l' anestesista , visto che mantenere la paralisi muscolare dipende da quest' ultimo. SONO ARGOMENTI COMPLESSI , PER PARLARE DEI QUALI CI VUOLE COGNIZIONE DI CAUSA, INVECE C' E' PIENO DI INCOMPETENTI CHE INSULTANO MEDICI ED OSPEDALI E VANEGGIANO DI "MALASANITA' " SENZA SAPERE DI COSA PARLANO. Ad ogni modo , se questo più tranquillizzarla, oggi i ferri che vengono posti sui visceri durante un intervento sono collegati ad una catenella che resta a penzolare al- l' esterno, per cui è difficile "chiudere" senza accorgersi della catenella che vien fuori..........poi, sa, a volte la realtà supera la fantasia..........

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  • Geronimo

    17 Dicembre @ 19.26

    Io prima di scagliarmi contro i medici per una dimenticanza di poco conto (non sono esperto ma dal racconto deduco che sia un qualcosa di plastica o similare, di quelle cose che te le lasciano quando vai a casa sapendo che devi tornare per fare altre cose magari il giorno dopo, oppure sempre quiei dispositivi per cure prolungate) che non ha e n on poteva provocare nulla di grave, proverei a pensare un attimo alla sanità italiana, alle realtà da nord a sud, alle cliniche private convenzionate, dove spesso ti fanno credere che è d'obbligo il parto cesareo o bisogna per forza fare quel tipo di intervento, agli ospedali pubblici. Ci sono realtà, soprattutto al sud (a me è morta una nonna a causa della leggerezza del medico e forse anche l'altra nonna e nonno) dove rischi seriamente di morire, come detto ci sono realtà non pubbliche dove ti fanno fare determinate cure od operazioni solo perchè il rimborso pubblico che va a loro è maggiore (quanche migliaio di euro per un parto cesareo), l'ospedale di Parma invece è invidiato da molti, vengono da sud e dal nord a Parma. Faccio un esempio, quasi 5 anni fa mi sono operato al setto nasale da un noto chirurgo parmigiano che opera sia in convenzione che privatamente, stessa cosa ha fatto un mio amico 2 mesi dopo di me, io l'ho fatto tramite mutua pagando il ticket, il mio amico mi dava del matto, lui lo ha fatto a pagamento con lo stesso ottimo e bravo chirurgo perchè, dice il mio amico, "la sanità pubblica in italia fa schifo, meglio andare nel privato perchè ti trattano meglio. Alla fine io ho pagato 36,15 euro, il mio amico 500 euro tondi, il chirurgo era lo stesso, stessa sala operatoria, stesso tipo di operazione, stessa degenza e cura post operatoria, stessa clinica convenzionata ma mi sfugge ancora il motivo per cui il mio amico mi dava del matto. Morale cari parmigiani tenetevo stretto il vostro ospedale, purtroppo la sanità è politica e serve ad ogni tornata elettorale, non credete allo sconfitto di turno sempre pronto a criticare, si ci sono degli sprechi e questo è grave ma cosa preferite un ospedale con sprechi dove oltretutto siete sicuri di entrare ma non di uscire?

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  • Francesco

    17 Dicembre @ 11.24

    CARI SIGNORI ANDREA E PIETRO , magari sono cattivo, ed , in tal caso, chiedo scusa ,ma, secondo me, voi siete simili a quelle persone che vanno al Pronto Soccorso per niente , poi fanno scenate al Personale perchè devono aspettare dietro un infartuato che sta rischiando di morire, e gridano alla "malasanità" perché il loro ditino non passa davanti all' infarto. L' ITALIA E' "DI MALASANITA' " NON PIU' DEGLI ALTRI PAESI DEL MONDO, ANZI, IN MOLTI CASI, E' MIGLIORE. GLI ERRORI MEDICI ESISTONO OVUNQUE, E, IN ITALIA, NON CE NE SONO PIU' CHE ALTROVE. LA DIFFERENZA STA NELLO SCANDALISMO DOZZINALE SULLA "MALASANITA' " CHE, EFFETTIVAMENTE , QUI DA NOI , SI FA PIU' CHE ALTROVE , GENERALMENTE DA PARTE DI PERSONE CHE SANNO POCO DEGLI ARGOMENTI DI CUI PARLANO. IL "MINISTRO" NON HA NESSUNA FACOLTA' DI CHIUDERE NESSUN OSPEDALE E, SE CHIUDESSE QUELLO DI PARMA, DOVREBBE CHIUDERE ANCHE QUELLI DI NEW YORK . Al Pronto Soccorso del Mount Sinai General Hospital (uno dei più importanti e famosi della "Grande Mela" ), ci sono pazienti con coliche renali che fanno la "flebo" con l' antidolorifico in piedi, perchè non solo non ci sono più né letti, né barelle, ma neanche sedie disponibili. Non voglio essere maleducato, ma , certe persone, che parlano e sparlano di "malasanità in Italia , avrebbero bisogno di andare a provare la Sanità altrove, e poi ritornerebbero di corsa a quella italiana !

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  • claudio marziani

    17 Dicembre @ 11.17

    Caro Vercingetorige io la capisco perfettamente, è inutile creare allarmismi, purtroppo però quando dimenticanze ben più gravi di questa, con conseguenze pesanti vanno subito riconosciute, allora meno medici saranno sbattuti in prima pagina e opereranno più tranquilli. Non penso che lasciare uno strumento chirurgico nel ventre di un paziente, possa essere giustificato dal fatto che alcuni mesi dopo, avrebbe dovuto subire un nuovo intervento, quindi l'avrebbero avuto a portata di mano. Oppure, che la rimozione dello stesso strumento è avvenuto durante un'intervento non causato da questa negligenza, per cui non ha avuto conseguenze di natura biologica. La medicina legale un ramo della scienza molto complicato ma non può e non deve sempre essere dalla parte della struttura sanitaria.

    Rispondi

  • pietro

    16 Dicembre @ 22.47

    QUELLO CHJE è SUCCCESSO A QUESTO BIMBO, DIMOSTRA LA GRANDE PROFESSIONALITà ( SBANDIERATA DALLA DIRIGENZA ), DELLA DIIREZIONE, DEI VARI RESPONSABILI, DELLA SANITà. INVECE DI STRAPAGARE I DIRIGENTI........ E I POILITICI................. POI, FIGURIAMOCI SE PUNISCONO CHI HA SBAGLIATO!!!!!!!!!!! SIAMO O NON SIAMO IN ITALIA? IN QUELLA ITALIA DI MALASANITà?

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