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Bilancio - Broglia e Buzzi: "Si confermano le nostre stime"

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 Il PdL di Parma affida a Gianluca Broglia, ex assessore al bilancio della giunta Vignali il commento “tecnico” al bilancio di previsione 2012 targato Ciclosi


«Procedendo all’analisi della documentazione inerente la redazione del bilancio preventivo 2012 – spiega Broglia - messa a disposizione dal Comune di Parma, emergono una serie di considerazioni molto importanti da valutare con la massima attenzione per evitare di trarre conclusioni assolutamente non rispondenti al vero».
Entrate e uscite
«Nel triennio 2012-2014 non vengono comprese nella parte corrente entrate straordinarie tra cui oneri di urbanizzazione e plusvalore. Si tratta di un dato molto positivo che evidenzia un bilancio in equilibrio, grazie soprattutto alle operazioni di razionalizzazione effettuate dall’Amministrazione precedente negli ultimi due esercizi in cui sono state progressivamente ridotte le entrate straordinarie (nel consuntivo 2011 si attestano a 5 milioni di euro circa a fronte di somme che in passato si avvicinavano ai 30 milioni): sarebbe a questo punto interessante sapere quali altri comuni in Italia possono permettersi un comportamento altrettanto virtuoso. Per non parlare di un bilancio che prevede tra i suoi accantonamenti circa 15 milioni annui di fondi di riserva per far fronte ad ipotetiche obbligazioni ad oggi non definite o prevedibili, è indice di una solidità in termini di entrate che possiamo definire straordinaria».
L’indebitamento
«L’indebitamento del comune di Parma è pari a 162 milioni di euro (BOC, mutui bancari, Cassa Depositi e Prestiti) a fronte di un patrimonio stimato in oltre un miliardo e 200 milioni: come confermato a più riprese da Il Sole 24 ore e da altri quotidiani, anche nel corso del 2011, il debito pro-capite, di circa 850 euro per abitante, è di molto inferiore a quelle della altre città capoluogo e ridottissimo rispetto al proprio capitale: si tratta di due dati incontrovertibili ed apprezzabili. Per quanto attiene, poi,  i debiti del comune verso i fornitori di opere pubbliche (non di certo di servizi che vengono onorati con la massima tempestività) occorre esaminare la tabella redatta dal Commissario per scoprire che debiti verso i fornitori scaduti in realtà ammontano a 5 milioni di euro circa, poichè 20 milioni sono stati ceduti alle banche e altri 15 milioni, andranno a scadere nel corso del 2012. I 96 milioni di debiti verso i fornitori di cui si è parlato nei giorni scorsi, quindi, rappresentano un dato completamente infondato. La maggior parte dei debiti del comune (43 milioni circa) concerne contributi vantati dalle società partecipate regolarmente finanziati nei bilanci 2011 e precedenti, ma che non sono stati ancora erogati per effetto del ben noto problema del patto di stabilità (“Stupidi vincoli”, come sono stati definiti dal sindaco di Torino Piero Fassino) cui tutti gli enti locali si devono confrontare con enormi difficoltà: le dichiarazioni pesanti sul patto di stabilità pronunciate dal Presidente dell’ANCI Graziano del Rio (sindaco di Reggio Emilia) risuonano ovunque».
«La liquidità attuale del comune – continua Broglia - ammonta a circa 70 milioni di euro: è evidente a chiunque che i debiti scaduti nei confronti di fornitori e partecipate (5 e 43 milioni) non sono stati pagati nei tempi adeguati esclusivamente per vincoli legislativi che nulla hanno a che fare con la mancanza di disponibilità finanziaria. Se il commissario nella sua autonomia avesse fatto la scelta, da me non condivisa, di sforare il patto di stabilità come deciso dal Comune di Torino, non ci sarebbe più alcun arretrato nei pagamenti: occorre finirla con il concetto che il comune non paga perché non ha i soldi.
Da ultimo, ma importantissimo, ricordiamo che la precedente Amministrazione ha ottenuto l’assegnazione dei fondi ex-Metro per un importo di circa 75 milioni di euro, i cui benefici andranno a favore della città nel corso del 2012 per portare a conclusione importanti opere pubbliche (PSH, nuova stazione ecc.) senza incorrere questa volta nei rigidi vincoli del patto di stabilità. È di ieri infatti la notizia che sono entrati nelle casse del Comune i primi 15 milioni  che permetteranno fin da subito di trasferire ulteriore somme alle società partecipate».
La pressione fiscale
«L’addizionale comunale IRPEF all’0,8% è una misura che la quasi totalità dei comuni ha già adottato o sta adottando in questi giorni: a conferma basta leggere i quotidiani nazionali e quelli locali che costantemente si occupano di questi incrementi. Dire che l’aumento dell’addizionale serve per coprire buchi o pesanti difficoltà del comune di Parma è un’evidente falsità.
L’introduzione della nuova IMU, invece, credo sia evidenza di una decisione presa, in questi giorni, dal Governo Nazionale e non dal Commissario Ciclosi: era già noto a tutti noi come le statistiche nazionali (Il Sole 24 ore ecc.) prevedevano per Parma incrementi di entrate assolutamente eccezionali a seguito dell’introduzione dell’imposta municipale proprio per le caratteristiche intrinseche del nostro patrimonio immobiliare.
Il Commissario stesso conferma, nelle slides messe a disposizione, che le nuove imposte serviranno soprattutto per far fonte ai rilevanti minori trasferimenti statali, alla riduzione dei contributi delle fondazioni bancarie, dei dividendi di società partecipate (IREN soprattutto) anch’esse realtà che devono fare i conti con il difficile momento economico che stiamo attraversando.
Concordiamo con il Commissario che l’aumento delle entrate fiscali consente di migliorare i saldi ai fini del patto di stabilità e, quindi, consente di accelerare i pagamenti nei confronti di fornitori di opere pubbliche e soprattutto delle società partecipate, pagamenti che ahimè, sarebbero stati eseguiti in tempi più lunghi: nulla a che vedere con l’esigenza di coprire debiti fuori bilancio o non finanziati.
Parma, avrebbe potuto permettersi, a differenza delle altre città, un incremento fiscale inferiore a quello previsto in questo bilancio diminuendo, evidentemente, un aggravio che pesa sui contribuenti soprattutto per effetto della tassazione massiccia introdotta dall’attuale governo: speriamo, ma sappiamo già che non sarà così, che nel corso della campagna elettorale già iniziata, non si parli più di una città a rischio dissesto come la nostra opposizione ha sempre cercato di farci credere, ma si parli finalmente di programmi e di progetti per il futuro».
La situazione economica e finanziaria del Comune di Parma
«In conclusione: il bilancio del Comune di Parma è solido e sano e non penalizzerà in alcun modo chi avrà l’onere di amministrare la città in futuro. Ogni altra valutazione non può che essere una preventiva giustificazione che denota una chiara faziosità politica. Lasciamo quindi ai cittadini di valutare affermazioni che davano l’indebitamento complessivo del comune di Parma tra i 600 milioni e il miliardo di euro! Ribadiamo lal nostra accusa di ingiustificato catastrofismo nei confronti di chi per anni ha sostenuto dissesti o debiti fuori bilancio assolutamente inesistenti».
 
____________________________________
 
BUZZI (PDL): «I DEBITI DELLE PARTECIPATE INFERIORI ALLE NOSTRE STESSE PREVISIONI. INVESTIMENTI NECESSARI PER RINNOVARE LA PARMA DI DOMANI»
 
Il PdL di Parma affida a Paolo Buzzi, ex vicesindaco della giunta Vignali, il commento relativo all’indebitamento delle società partecipate.

«Dai numeri del bilancio di previsione presentato, appare con tutta evidenza che il dato relativo al debito delle società partecipate, ammontante a 260 milioni di euro circa, risulta addirittura inferiore a quello stimato dalla scorsa amministrazione nel dicembre del 2010, pubblicato e portato all’attenzione del Consiglio Comunale dopo un’attenta ricognizione effettuata da una delle più titolate società di revisione, incaricata per tale scopo».
«Oggi in molti, con una faccia tosta degna del miglior trasformismo, - continua Buzzi - dicono che finalmente emergono “dati chiari”, quando in realtà erano già da tempo disponibili, da quando, cioè, in molti sostenevano addirittura che il debito complessivo sfiorava addirittura il miliardo di euro! Per l’ennesima volta spieghiamo a chi fa finta di non capire innanzitutto che “debito” non significa non avere le risorse per farvi fronte (dato dimostrato dalla liquidità di cassa presente presso il tesoriere comunale); e, in secondo luogo, che parlare di debito senza spiegare a che cosa è servito, cioè ad affettuare investimenti destinati ad incrementare il patrimonio pubblico (nuova Stazione, riqualificazione del quartiere San Leonardo, Parma social housing…) è indice di strabismo contabile prima ancora che politico. Se un soggetto contrae un prestito bancario per acquistare una casa non dice solo che ha un debito ma che ha anche una casa; così analogamente se Parma fa dei debiti per costruire la nuova stazione, alla fine dell’intervento si troverà con un patrimonio di infrastrutture viarie completamento rinnovato e funzionale».
«L’analisi sull’indebitamento complessivo delle diverse tipologie di società concludeva specificando che l’indebitamento era adeguatamente supportato da capitale investito. In particolare, con riferimento alle società di scopo, veniva specificato che “gli interventi di trasformazione e valorizzazione del territorio richiedono importanti investimenti il cui ritorno economico finanziario è però garantito dalla commercializzazione/ gestione delle strutture ovvero, in casi specifici, da contributi pubblici”. Occorre, dunque, considerare che la gran parte del debito esistente riguarda società nate allo scopo di realizzare grandi opere infrastrutturali, il cui costo a debito viene ammortizzato in anni: sarebbe come pretendere che il comune di Parma estinguesse nell’arco di un anno il debito generato dal rifacimento della stazione ferroviaria, stimato attorno a 70 milioni di euro, mentre a soggetto privato che contrae un mutuo per la casa gli si concedono 15 o 20 anni». Certamente i piani industriali di queste società hanno sofferto in conseguenza della crisi del mercato immobiliare e, di conseguenza, certe previsioni e certe tempistiche non sono state rispettate, ma è altrettanto vero che questi piani sono stati rivisti ed aggiornati riportandoli ad una attualità problematica, ma pur sempre tesa alla conclusione delle opere programmate.
«In conclusione i detrattori della precedente amministrazione vogliono far credere che il debito esistente sia stato generato da sperperi o da disfunzioni finanziarie, mentre in realtà è di tutta evidenza come queste risorse siano servite al miglioramento infrastrutturale della città, percepibile immediatamente da chiunque, oltretutto in un momento economico generale di estrema difficoltà. Rivendichiamo perciò il coraggio di avere proseguito un’opera di trasformazione della città che può essere discussa e discutibile nelle forme ma non nei contenuti intrinseci, che soltanto i posteri saranno in grado di valutare appieno».
 

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  • stefano

    06 Gennaio @ 11.59

    @ste facciamo un giochetto, la Barilla nel 2010 ha ridotto drasticamente il debito portandolo a 563 milioni quanto fa? i dipendenti della Barilla non dicono, abbiamo centinaia di euro di debiti a testa, dicono che sono in una grande azienda che continua ad investire e a crescere e ad esportare in tutto il mondo i suoi prodotti.

    Rispondi

  • stefano

    06 Gennaio @ 11.52

    Dai @Ippotommaso, quando sarai uscito dal mondo dei balocchi, dove vedo ti sai destreggiare bene, e tornerai al mondo reale, forse potrai capire qual'è la verità e cos'è un debito. Vatti a vedere i bilanci (sono pubblici) di tutte le P.A. o delle aziende pubbliche e private, ti renderai conto che tutte sono indebitate e tutte fanno investimenti. Gli investimenti non si fanno con le sole tasse. Tante aziende hanno fatto investimenti e poi sono state colpite dalla crisi e ora fanno fatica. Questo per dirti che quello che raccontano, bisogna poi andarlo a verificare, altrimenti continuate a farvi prendere per i fondelli. E la regione, la provincia, le coop e tante altre corporazioni, hanno tutto l'interesse di riprendere in mano il potere per fare quello che hanno fatta nei 40 anni precedenti. NIENTE.

    Rispondi

  • ste

    05 Gennaio @ 22.44

    Bè visto che è l'anniversario dell'euro, propongo un giochetto: quanto fanno in vecchie lire 422 milioni di euro di debiti? il risultato è di 817.000.000.000 e poco più (!); sono i debiti del Comune di Parma... E dicono che hanno lavorato bene!! si, han vinto la coppa delle bidonate.

    Rispondi

  • Ippotommaso

    05 Gennaio @ 21.34

    Dai Stefano! Dai! Insisti che poi la maggior parte dei cittadini, scopre che Stefano sa raccontare solo falsità per fare propaganda negativa e tornare al potere. Saluta il tuo amico Tanzi ed i tuoi amici politici. Hai un futuro da comico da Bagaglino. "come si fa a difendersi in una regione completamente rossa", stai giocando a Risiko e le armate rosse che ti vogliono invadere la Kamčatka? Difenditi con tre dadi. Dai che sei sempre più patetico. Le lampade per essere abbronzato al prossimo happening le hai fatte?

    Rispondi

  • Geronimo

    05 Gennaio @ 20.20

    No ma questi due non sono normali, hanno sempre negato i debiti e adesso dicono che sono confermate le loro stime... Felice di non essere del comune di parma

    Rispondi

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