17°

29°

Parma

La Befana vien di notte... Riti e tradizioni

La Befana vien di notte... Riti e tradizioni
Ricevi gratis le news
0

Lorenzo Sartorio

Mai e poi mai fare gli auguri ad una donna nel giorno dell’Epifania, sarebbe come affibbiarle della «befana».
La Befana, come vuole la tradizione,  è rappresentata come  una brutta vecchiaccia dal naso adunco, gonnellone  ampio e scuro, grembiule con le tasche tappezzato di toppe, uno spesso scialle nero, un fazzolettone o un capellaccio  in testa e un paio di ciabatte consunte. 
Per di più la Befana soffre di alitosi in quanto l’usanza vuole che abbia  « al fiè c’ al spussa d’aij».
C’è chi sostiene che il nome «befana» sia una storpiatura  popolare di Epifania, comunque le sue origini  si perdono  nella notte dei tempi.
La Befana, sotto il profilo esoterico,  è brutta in quanto rappresenta  la natura spoglia che in primavera si rinnoverà mentre  la sua figura laida e non certo accattivante diventa un simbolo sacrificale in quanto rappresenta  la parte dell’anno che abbiamo lasciato dietro le spalle con tutte le sue pene.
Da qui l’usanza di bruciarla nei grandi  falò della notte dell’Epifania. Per la nostra gente dei campi,  i falò dell’Epifania erano propiziatori  in quanto  invocavano  la generosità della terra madre.
Era l’arcana «nòta äd fazagna».
Una notte magica dove le tenebre, lentamente,  dovevano cedere il passo alla luce che avrebbe avuto la propria schiacciante  vittoria nel solstizio  estivo.
Da qui l’antico saggio popolare «Pasqua bifagna al giorèn se slonga ‘l sält d’na cagna». Il «fär fazagna» dalle nostre parti, in modo particolare nella pedemontana, era un rituale scaramantico  di antichissime origini utilizzato per propiziare un buon raccolto di frutta.
E se i bambini, in quella notte arcana, attendevano che la calza accanto al camino fosse riempita dalla Befana con qualche giocattolo di legno o di latta, un paio di torroncini, il solito mandarino, una manciata di castagne secche e alcune caramelle, gli adulti e i giovanotti erano impegnati nel rito della «fazagna».
Cosa voglia dire «fazagna» non è ben chiaro, anche se questo strano vocabolo figurava in un’antichissima tiritera che i nostri nonni  recitavano all’imbrunire o dopo la mezzanotte del 5 gennaio. Era infatti tradizione che, appena scese le tenebre, i contadini armati di fiaccole, si portassero nei campi e lì processionalmente procedessero tra la neve cantilenando attorno alle piante da frutta : «fazagna fazagnòn tutt’ i broc un cavagnòn».
Un’altra nenia quasi simile era la seguente: «Pasqua bifagna tutt’i broc ‘na cavagna». In alcune località, sempre nella notte dell’Epifania, falò venivano pure appiccati nei campi con l’intento di scacciare possibili negatività che in qualche modo avessero intaccato i semi e le piante in fase di lenta germogliazione.
I nostri vecchi, dunque, si affidavano alla sacralità del fuoco, fedele e antico alleato del loro lavoro e delle loro fatiche. Nella notte dell’Epifania i contadini cercavano, con un espediente un po’ ingenuo e ammantato di singolare candore d’animo, di tutelare i germogli dalle insidie del gelo e della «galabruza».
Al termine di questi riti esoterico-scaramantici che fondavano le loro radici nella nebbia del tempo, i contadini, dopo la rituale cena della vigilia dell’Epifania a base di minestrone col «gras pist» nel quale la «rezdora» «buttava giù» i «maltagliati» fatti con la «fojäda» avanzata degli anolini di Natale e per secondo piedini di maiale bolliti per quelle famiglie che avevano già ucciso al «nimèl», si radunavano nelle stalle, il salotto agreste delle invernate padane, per scaldare ossa, ugole e orecchie con vin brulè accompagnato da qualche dolcetto che la «rezdora» aveva preparato per l’Epifania.
E questi dolcetti, tradizionalmente,  erano i  tortelli dolci fatti di pasta frolla e ripieni di marmellata  di susine e amaretti inzuppati  in cognac o marsala.
I tortelli  venivano messi in forno per la cottura e quindi sfornati e deposti in terrine, imbiancati di zucchero a velo e coperti da candidi «boras».
Dopo il rito della «fazagna», venivano gustati da uomini, donne, vecchi e ragazzi accompagnati da vino bianco. Mentre invece  nelle cucinone, accanto al camino dov’era appesa la calza,  e dove la Befana  avrebbe dovuto deporre i miseri doni per i bambini, veniva lasciata un po’ di «panadella» in quanto la vecchia,  essendo sdentata,  non poteva certo mangiare cibi solidi come appunto i tortelli dolci.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Lory Del Santo

Lory Del Santo

dramma

Lory Del Santo: "Mio figlio Loren si è tolto la vita"

Miss Italia, spuntano foto di nudo, Carlotta rischia il titolo

Il caso

Miss Italia, spuntano foto di nudo, Carlotta rischia il titolo

"A du pass": aperitivo italo-rumeno. Ecco chi c'era: foto

FESTE PGN

"A du pass": aperitivo italo-rumeno Foto

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Disoccupazione: come funziona la Naspi

L'ESPERTO

Disoccupazione: come funziona la Naspi

di Paolo Zani*

Lealtrenotizie

Furgone in fiamme all'incrocio tra via Venezia e via Trento

san leonardo

Furgone in fiamme all'incrocio tra via Venezia e via Trento. Video: lo spaventoso incendio - 2

1commento

PARMA

Sicurezza: 60 nuove telecamere e più agenti di polizia municipale Video

Ecco i progetti annunciati dal Comune

6commenti

Crédit Agricole

Giampiero Maioli insignito Cavaliere della Legione d’Onore dall'Ambasciata Francese

anteprima gazzetta

Sicurezza a Parma, il caso ora è politico: "Ma ai parmigiani interessa che si faccia qualcosa"

1commento

SPETTACOLI

Verdi Off - La grande notte in piazza Duomo Tutti gli appuntamenti

Si comincia con la danza verticale "Full Wall" e l'installazione "Macbeth"

LAGASTRELLO

Un fungaiolo cade in un dirupo e muore fra il Parmense e la Lunigiana

Il recupero del corpo è difficile, perché si trova in una zona impervia

carabinieri

Salumi contraffatti: sequestri a Parma (Reggio e Piacenza) Video

PARMA

I ladri prelevano 1750 euro con il bancomat dopo il borseggio sul bus

5commenti

visita

Ferrero, il presidente "esplosivo" a Parma

incontro

Nando Dalla Chiesa: "Criminalità, mai abbassare la guardia" Video

trasporti

Campari (Lega) richiama Ferrovie: "Alta velocità, collegamenti con Parma carenti"

QUARTIERE TAMBURI

Fondazione Pizzarotti e Parole di Lulù onlus insieme per i bambini di Taranto

gazzareporter

Bici e pure la borsetta sotto il ponte

PARMA

Riporta il carrello dopo la spesa e la borsa sparisce dall'auto: denunciato un 29enne

INCIDENTE

Auto sbanda e finisce contro un albero: muore un 69enne a San Polo d'Enza

Montechiarugolo

E' morto Mino Bruschi, fu psicoterapeuta nella clinica di Monticelli

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Sicurezza: nessuno volti le spalle alla città

di Filiberto Molossi

GAZZAFUN

10 piazze della nostra provincia: in quale comune siamo?

ITALIA/MONDO

MILANO

Pedofilia: 6 anni e 4 mesi a don Galli

OMICIDIO-SUICIDIO

Uccide la madre e si getta da un ponte nel Reggiano

SPORT

EUROPA LEAGUE

Zampata di Higuain: il Milan stende il Dudelange

Serie C

Sospese fino a data da destinarsi le gare dell'Entella

SOCIETA'

STATI UNITI

Aragoste sedate con la marijuana prima di finire in pentola

dublino

Aereo tenta l'atterraggio: il vento costringe a riprendere il volo

MOTORI

VOLKSWAGEN

T-Roc diesel, doppio "Porte aperte"

ANTEPRIMA

Honda, il nuovo CR-V. Come va in 5 mosse