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Lettera al direttore - Sfrattati dalla biblioteca

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Gentile direttore,

siamo un gruppo di studenti dell'Università di Parma che si sono trovati in una situazione molto spiacevole questa mattina. Alle 8,55 eravamo davanti alla Biblioteca internazionale Ilari Alpi per iniziare la nostra abituale giornata di studio. Purtroppo, a causa della chiusura di tutte le biblioteche di facoltà, che seguono i calendari di chiusure delle scuole e non le esigenze dettate dagli appelli universitari, questa era già affollatissima. Superando il disagio dato dall'ambiente molto freddo e dal rumore causato dal vocìo poco rispettoso di alcuni studenti, e mai ripreso dagli addetti, studiamo fino alle ore 13,45. Rientrando dopo una sola ora di pausa, ci troviamo davanti alla spiacevole sorpresa dello sfratto dei nostri libri e materiali didattici. Lamentandoci, increduli, dell'accaduto, ci viene risposto che «per mangiare bastano 15 minuti... la biblioteca è piena e voi, ragazzi, siete poco rispettosi perchè non capite anche le esigenze degli altri...». Di fronte a questo atteggiamento ci chiediamo: qualcuno ha scritto che la pausa pranzo deve essere inferiore a un'ora? Assolutamente no, avviso che invece nelle altre biblioteche è ben affisso all'ingresso per garantirsi il posto-studio al proprio rientro: «Vietato prolungare la pausa pranzo per più di 60 minuti». Esiste un regolamento uguale per tutte le biblioteche comunali o sta al buon senso organizzativo degli addetti garantire ordine? Per far rispettare una regola, e per poter sanzionare le persone appellandole come irrispettose, crediamo sia necessario istituirle prima! E poi, perchè uno studente, spesso fuori sede, a volte non con un'illimitata disponibilità economica, deve spendere ogni giorno più di 10 euro quando una biblioteca non fornisce neanche di un servizio di macchinette per bevande e cibo, costringendolo ogni volta ad interrompere per un tempo maggiore il proprio studio, uscendo per recarsi in un bar? Poter studiare in un posto accogliente e confortevole dovrebbe essere un diritto, soprattutto per un Comune che «tanto» si preoccupa dei giovani, dei loro interessi e dei loro bisogni. Siamo ben contenti di poter godere di iniziative gratuite come l'Opera al Regio, ma solo dopo aver svolto la nostra vita di studenti in condizioni più favorevoli. Lettera firmata
 

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  • Aleph

    19 Gennaio @ 19.06

    Intanto ricordo che quando studiavo all'università ed andavo in biblioteca si osservava una semplice regola, dettata dal buon senso, dall'educazione e dal rispetto degli altri e che non aveva bisogno di alcun cartello: chi si alza ed ESCE dalla biblioteca (per andare a lezione, a mangiare, al caffè) libera il tavolo dai libri e lascia il posto ad altri utenti (studenti, anziani, ecc.) che ne hanno bisogno. Inoltre vorrei osservare che la lettera parte dalla considerazione che il problema si evidenzia soprattutto a causa della chiusura delle biblioteche universitarie. Mi sembrerebbe logico quindi che le proteste siano indirizzate soprattutto all'Università che riceve tra l'altro fior di tasse dagli studenti che dovrebbero ricevere in cambio servizi adeguati alle loro esigenze di studio. Le biblioteche pubbliche (non universitarie) dovrebbero invece garantire un servizio per TUTTI i cittadini, molti dei quali, proprio per la presenza eccessiva di universitari che hanno bisogno solo di un tavolo, una sedia, di un ambiente caldo in inverno e, possibilmente fresco in estate, per studiare con libri propri, trovano questi spazi occupati in modo improprio e non si sentono liberi di girare fra gli scaffali, scegliere un libro o una rivista e trovare un posto tranquillo per esercitare il loro diritto di leggere ed informarsi.

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  • Chiara Tincati

    09 Gennaio @ 21.22

    Che i posti a sedere non siano di proprietà di chi è tanto maleducato da occuparli per poi uscire e farsi i propri comodi dovrebbe essere ovvio – nel senso che uno potrebbe e dovrebbe arrivarci da solo anche senza bisogno di cartelli – ma che questi siano anche così arroganti da pretendere di aver ragione...

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  • IlPollo

    09 Gennaio @ 19.24

    Ahahah!alcuni di questi commenti sono stupendi!grazie alle persone che non avendo nulla da fare ci regalano perle di infinita e gratuita cattiveria!c\'è una diffusa credenza nel fatto che gli studenti oggi non facciano nulla, e quindi si spara a zero. Qui il punto non é l' averci messo un\'ora a fare la pausa pranzo, ma che in assenza di regole (e chi commenta non è mai evidentemente neanche passato vicino alla biblioteca Alpi), non si può buttare fuori gli studenti. Non sono loro a danneggiare gli altri, ma chi non ha istituito la regola alla base. Chi non amministra, chi fa le cose un tanto al chilo perché lo stipendio per un posto di lavoro del genere a fine mese gli arriva lo stesso!i ragazzi non sono fanno nulla?meno male che c\'è la vecchia generazione, la stessa dei bibliotecari che seduti dalla mattina alla sera non hanno nemmeno lo spirito d\'iniziativa di attaccare un foglio con 2 regole.nelle altre biblioteche il cartello c\'è e le regole sono rispettate..sarà un caso..\r\nComunque il problema é risolto: da domani tutti a studiare nelle 100 stanze del caro commentatore studioso!:)

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  • UniversitarioDavvero

    07 Gennaio @ 17.58

    @mike aitken: 3 ore filate di studio? tutte di fila? wow... attenti a non ammazzarvi dal lavoro.

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  • mario

    07 Gennaio @ 14.20

    @Sonne: è per la gente maleducata come te che le biblioteche non sono usate al meglio.Forse dovresti leggere più attentamente l'articolo e poi rispondere a tono. Chi va per studiare, come i ragazzi dell'articolo in questione, non deve essere confusa con chi va per disturbare. è proprio il contrario la denuncia fatta: abbasso gli scansafatiche!! Forse tu puoi godere di una casa con 100 stanze e anche 15 studi personali. Io sono studente fuori sede e vivo in una doppia, quindi in biblioteca ci vado per fare il mio lavoro di studente ( ed è grazie allo studio in biblioteca che posso permettermi la borsa di studio con il massimo dei voti in ingengneria) . Sono d'accordo con i ragazzi che hanno scritto l'articolo, la biblioteca è luogo di studio e impegno e i funzionari devono impegnarsi a garantirlo. Gli irrispettosi sono stati loro che hanno "premiato" gli studenti che sono arrivati all'ora di pranzo e punito quelli che erano operativi già dalle prime ore della mattina. Se vuoi studiare ti svegli presto e occupi il tuo posto dalle prime ore, non arrivi alle 14 !

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