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VistodaParma - Quei distributori di morte che a Parma non vogliamo

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Pino Agnetti 

 Stanno dilagando in tutta Italia. Dal Nord al Sud. E anche in Emilia-Romagna. Sono l’ultima trovata dei delinquenti che - magari agitando la bandiera di non meglio precisate «libertà individuali» - non si fanno scrupolo di distruggere la vita dei nostri ragazzi pur di lucrarci sopra. Di che si tratta? Dei distributori automatici di «smart drugs». Vale a dire, di droghe (perché tali sono) di origine naturale o sintetica proibite comunque dalla legge. Ma che, ormai da parecchio, si trovano in commercio sia nelle erboristerie (per fortuna solo in una minuscola parte di esse) che nei quasi omonimi «smart shops» dove vengono spacciate (è proprio il caso di dirlo) come innocui profumatori di ambiente e incensi dai nomi vagamente suggestivi. Per incrementare il loro sporco traffico, i delinquenti di cui sopra si erano lanciati sul web, riempiendolo di schifezze pericolosissime tipo «Hurricane» e similari. Ma non bastava. 

Anche perché, nel frattempo, gli inquirenti hanno messo sotto monitoraggio e fatto chiudere parecchi di questi siti. E allora, ecco l’altra trovata geniale: usiamo le macchinette automatiche. Praticamente le stesse da cui ci si può rifornire per strada di bibite, sigarette e profilattici. Sono aperte 24 ore su 24. Accessibili da chiunque, soprattutto da giovani e giovanissimi (infatti non c’è bisogno di esibire la carta d’identità prima di infilare qualche spicciolo e premere il pulsante).
 E, come tali, possono sfuggire a qualsiasi controllo. Perfette, insomma, tanto sono comode e «discrete». E, naturalmente, micidiali. Sentite un po’ cosa c’hanno trovato dentro gli investigatori dell’operazione «Oro e incenso» che ha già portato all’arresto di 19 persone (fra cui i titolari di alcuni «smart shop») in tutta Italia. Altro che incensi e aromatizzanti vari. No, delle droghe vere e proprie prodotte - fate bene attenzione - con degli scarti di laboratorio! Come purtroppo confermato - analisi a parte - dai recenti trenta ricoveri per intossicazione registrati fra i «clienti», per lo più adolescenti, delle infernali macchinette. Da dove viene tutto questo fiume di… (insomma avete già capito) che poi finisce impacchettato e bell’e che pronto per essere sniffato?
 L’avrete già capito: dalla Cina, dove è abbastanza probabile che «Hurricane» e le altre «smart drugs» vengano confezionate utilizzando e miscelando fra loro quegli stessi rifiuti che noi gli spediamo gentilmente ogni giorno per liberarcene. L’ultima annotazione riguarda la vastità del giro delle «smart drugs» automatiche. La si evince scorrendo l’elenco delle regioni interessate, finora, dall’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Catania: Lazio, Piemonte, Campania, Friuli- Venezia Giulia, Veneto ed infine Emilia-Romagna. Insomma, questa marea putrida e schifosa ce l’abbiamo ormai alle porte di casa. E chissà che non si sia già infiltrata pure qui, o che non stia tentando di farlo. Qualcuno - pare già di sentirlo - griderà naturalmente alla «caccia alle streghe». Invece, si tratta di ben altro: pura e semplice prevenzione. Comunque, sia chiaro: a Parma, quei distributori di morte, noi non li vogliamo! 

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  • Geronimo

    14 Gennaio @ 16.07

    Giorgio sono fiero di essere ignorante come il signor agnetti, le ho già spiegato più volte il motivo per cui la legalizzazione più che inutile sarebbe deleteria ma lei stranamente evita sempre di scendere del merito copiando dubbie relazioni di paesi esteri

    Rispondi

  • baba

    14 Gennaio @ 10.56

    distributori di morte? quante overdosi ci sono già state? le smart drugs sono delle porcherie e pure i giovani lo sanno..infatti solo una percentuale irrilevante di persone ne fa uso.. che esagerazione questo articolo..un pò come se tabaccai, bar e vinoteche venissero etichettate con: venditori di tumori, infarti e coma etilici! (il bello è che di sigarette, caffè e alcol migliaia di persone ci hanno lasciato la pelle).

    Rispondi

  • paolo

    14 Gennaio @ 09.33

    basterebbe sospendere l'assistenza sanitaria a carico dello stato e vedi che prima di assumere schifezze ci pensano....dopo che hanno addebbitato ai genitori 20000 euro di spese mediche. Un paese di bamboccioni di tutte le età.

    Rispondi

  • Antonella

    14 Gennaio @ 08.52

    Ma per favore non devono esistere per nulla macchinette o negozi camuffati per spacciare sostanze tossiche,è ora di finirla con la storia che il fumo di sigaretta fa male ugualmente come le droghe,fa male è vero ma questo non deve permettere lo sdoganamento e la liberalizzazione di altre sostanze tossiche e nocive sopratutto perchè vengono usate dai giovani che non hanno la consapevolezza della gravità della cosa.

    Rispondi

  • mario

    14 Gennaio @ 05.39

    ed eccolo il commento del cannarolo di turno... mi piacerebbe che ve le legalizzassero veramente, sia leggere che pesanti... poi che faresti per (credere di) avere l'aspetto losco e macho ???

    Rispondi

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