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Rifiuti e trasporti. Sfida a cinque

Rifiuti e trasporti. Sfida a cinque
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 Pierluigi Dallapina

Cinque minuti di tempo per ogni argomento proposto: mobilità e traffico, rifiuti, verde urbano, territorio e infrastrutture. Per la prima volta i cinque candidati alle primarie - Vincenzo Bernazzoli, Gianpaolo Cantoni, Nicola Dall’Olio, Giuseppe La Pietra e Simone Rossi - si sono sfidati in pubblico nel corso di un faccia a faccia promosso e organizzato venerdì sera da Legambiente.
Il «ring», dove peraltro nessuno si è lasciato andare a colpi bassi ai danni degli avversari, è stato allestito nella barchessa del podere Bizzozero, presa d’assalto da un pubblico interessato a capire cosa pensano i cinque sui temi ambientali proposti. Nella fase più calda del dibattito, quella dedicata ai rifiuti, dalla sala qualcuno si è alzato e ha contestato l’arbitro dell’incontro, il presidente di Legambiente Parma, Francesco Dradi, per non aver messo in scaletta il problema del termovalorizzatore. Per fare un po' di chiarezza potrebbe essere utile ricordare che fra i candidati solo Simone Rossi si è già espresso con un «no senza se e senza ma» all’impianto, mentre per gli altri il forno può esistere all’interno di una strategia complessiva di una raccolta differenziata spinta e una forte riduzione della produzione pro capite di immondizia, che a Parma supera i 600 chili l’anno per abitante. 
Restando in tema, c'è chi, come Nicola Dall’Olio, scommette di riuscire a dimezzare la quota pro capite e di portare la differenziata all’80 per cento nel corso di una legislatura, mentre Bernazzoli propone con più prudenza un 70 per cento di differenziata a livello provinciale, al momento la percentuale è al 56. Cantoni e La Pietra pensano invece di coinvolgere anche le imprese affinché riducano il packaging.
In tema di mobilità e trasporti, spicca la proposta «aggressiva» di Simone Rossi che azzarda un «autobus gratis per tutti i residenti», in linea però con l’idea condivisa da tutti gli altri di andare verso una drastica limitazione delle auto private. Ad esempio, Bernazzoli spera di portare la gente in centro in dieci minuti grazie ai bus. Sulla trasformazione del territorio è interessante l’appello di La Pietra affinché gli appalti non vengano affidati ad imprese in odore di mafia. Cambiando totalmente tema, Cantoni propone di dare in adozione le piante ai ragazzi e di creare un parco con gli alberi piantati da personaggi illustri in visita in città. Chi sia stato il più convincente, nel corso della serata e non solo, a questo punto sarà stabilito dall’esito delle primarie. 
 
Traffico e viabilità

Bernazzoli: «Si potrebbe chiedere al Governo l’applicazione della norma europea che prevede aggravi tariffari per i mezzi pesanti più inquinanti. L’interporto deve essere il perno per trasferire le merci da gomma a ferro, in più va potenziato il trasporto pubblico locale per far raggiungere il centro in dieci minuti».
Cantoni: «Bisogna trasferire su ferro quelle merci che ora viaggiano su gomma, e intercettare anche il trasporto delle persone. Serve un sistema integrato che consenta di collegare la città ai paesi della cintura, dando la possibilità di salire sui mezzi pubblici con la bicicletta. Va incentivato l’uso del mezzo pubblico».
Dall’Olio: «Ben venga il potenziamento dei parcheggi scambiatori, accompagnato però dal miglioramento del trasporto ferroviario locale. Negli scambiatori potrebbero essere installati pannelli solari per la ricarica dei mezzi elettrici. Occorre disincentivare l’uso dell’auto anche con sistemi simili all’ecopass».
La Pietra: «Si devono potenziare le zone 30 in periferia, estendere le isole pedonali, soprattutto in prossimità delle scuole, e sostenere il trasporto pubblico locale ricorrendo ad agevolazioni per fasce di reddito. Sostenere il car sharing e avviare la sperimentazione del car pooling».
Rossi: «Rendere gratuiti i mezzi pubblici per i residenti. Il mancato introito dei biglietti, potrà essere recuperato tagliando sui bilanci delle  partecipate, eliminando alcune figure dirigenziali e  premi ai dirigenti comunali, tagliando auto blu e  consulenze».
 
Rifiuti e raccolta differenziata
 
Rossi: «La differenziata va estesa a tutto il territorio, con una modalità che consenta di riutilizzare quello che il cittadino separa. Ora il metallo non viene separato dalla plastica perché in fase di incenerimento catalizza le diossine sviluppate dalla combustione della plastica».
Cantoni: «Il Comune dovrà rivolgersi alle aziende e per commercializzare prodotti che non generino un’eccessiva produzione di rifiuti, dando in cambio sconti sull'Imu. Sarà fondamentale anche realizzare nuove abitazioni in cui l’organizzazione degli spazi consenta di fare la raccolta differenziata».
La Pietra: «Serve una rivoluzione culturale, per questo occorre educare i bambini alla raccolta differenziata  dalle scuole materne. Il Comune dovrà estendere la raccolta porta a porta spinta e prevedere tariffe che premiano i comportamenti virtuosi. Serve una responsabilizzazione delle aziende».
Bernazzoli: «Le buone esperienze registrate sul territorio vanno estese in città. In provincia siamo passati dal 26 per cento di differenziata nel 2000 al 56 per cento, e i primi dieci Comuni della regione sono sul nostro territorio. A livello provinciale penso che la raccolta differenziata possa raggiungere il 70 per cento».
Dall’Olio: «Dove si fa raccolta differenziata spinta c'è una riduzione della produzione di rifiuti. Dalle strade vanno eliminati i cassonetti dell’indifferenziato, e alla fine del mandato potremo raggiungere l’80 per cento di differenziata. Si dovrà dimezzare la produzione pro capite di rifiuti, che  è di oltre 600 chili».
 
Territorio e infrastrutture

Dall'Olio: «No al continuo consumo di suolo e sì alla ristrutturazione, che crea reddito e lavoro diffuso, non più concentrato in poche mani. Il Comune potrebbe essere un facilitatore nei processi di riqualificazione dei vecchi edifici assegnando anche incentivi volumetrici se si riqualifica in classe A».
Bernazzoli: «In futuro dovremo giocare sulla leva della riqualificazione, dosando al massimo i nuovi interventi. Considero la Tibre, come la Pontremolese un fattore  di sviluppo del nostro territorio, e per gli industriali, non esistono pregiudizi nei confronti di nessuno all’interno di un discorso definito dal pubblico».
La Pietra: «Occorre interrompere il metodo di un Comune che ha usato il cemento per fare cassa. Deve essere istituita un’anagrafe delle imprese coinvolte nei lavori pubblici, si deve superare il concetto del massimo ribasso e vanno escluse le aziende che hanno commesso reati contro la pubblica amministrazione».
Cantoni: «A Parma è stato fatto un Psc faraonico, mentre bisogna ridurre il consumo di suolo, e se si vuole costruire meglio farlo in altezza. Occorre ristrutturare gli edifici del centro e incentivare il ripopolamento di questo quartiere, perché un quartiere abitato è più sicuro».
Rossi: «Uscire dalla logica degli strumenti di pianificazione urbanistica che arricchiscono o impoveriscono i proprietari di un terreno, percorrendo la strada della riqualificazione e del consumo zero. La via Emilia bis non è nelle mie priorità. Preferisco spendere soldi nel sociale».
 
Verde urbano
 
La Pietra: «Nell’ordine delle priorità le aree vedi sono al primo posto, perché senza verde non si può vivere. Potrebbero essere assegnate alle associazioni per farle tornare a vivere e renderle luoghi dove si produce cultura. Si potrebbe far curare gli spazi verdi ai detenuti e coinvolgere anche le scuole».
Dall’Olio: «Il verde ha una funzione sia sociale che di mitigazione  contro l’inquinamento. Attorno alla tangenziale potrebbero essere creati polmoni verdi per migliorare il microclima cittadino, e poi va incentivato l’uso di orti urbani. Per quanto riguarda il Lungoparma la miglior cosa da fare è non toccarlo».
Rossi: «Il greto del torrente va curato per garantire sicurezza idraulica, e poi non sarebbe male fare percorsi pedonali, aree attrezzate e piste ciclabili per renderlo fruibile. A Parma c'è stata una gestione criminosa del verde, per il futuro propongo di assegnare le aree alla cura di tante cooperative».
Bernazzoli: «Il verde contrasta l’inquinamento, favorisce la socializzazione ed evita la creazione di quartieri dormitorio. In un periodo di risorse limitate, l’associazionismo potrà essere coinvolto nella gestione, mentre parlando del verde storico, penso che l’Orto botanico vada riaperto e reso fruibile».
Cantoni: «Il Lungoparma è l’arteria verde che qualifica la città, va  preservato. Bisogna coinvolgere i ragazzi nella cura del verde, magari dando loro in adozione un albero. Si potrebbe creare un parco con gli alberi piantati da personalità importanti in visita a Parma. Propongo anche un’anagrafe degli alberi secolari».
 
 
 
 

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  • chiara

    23 Gennaio @ 11.38

    x Simone Rossi: mi sa che ci sia un errore nella sua teoria sulle diossine. se si brucia plastica con metallo le diossine e i furani si formano. Non separare apposta mi sembra una teoria bizzarra... E meno male che è ingegnere con un comunicatore ingegnere. http://www.comunicati-stampa.net/com/cs-26632/Come_nascono_i_furani_e_le_diossine

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