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Parma non dimentica la Georgia

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«Georgia chiama Parma. Rispondi anche tu» è la scritta che campeggia nel manifesto presentato a Palazzo Soragna. Poche parole sotto una foto scattata due mesi fa, subito dopo il conflitto tra Russia e Georgia per l'Ossezia, che ritrare il volto spaurito di un bambino, e che porta la firma parmigiana di Pino Agnetti.

Per aiutare la Georgia, e per non dimenticare quel dramma, è nato il comitato «Georgia chiama Parma»: comprende il Comune e la Provincia, le Fondazioni Cariparma e Monte di Parma, la Diocesi, l'Unione industriali e la Gazzetta di Parma. Fiduciario e rappresentante del comitato,  lo stesso Pino Agnetti, collaboratore ed editorialista del nostro giornale: «il primo a raccontare gli orrori di questa guerra, battendo gli inviati dei giornali nazionali», come ha sottolineato   Giuliano Molossi.
«Oggi sono ancora più orgoglioso di essere parmigiano -  ha affermato Agnetti -. Non credo ci siano molti precedenti a di iniziative di solidarietà al cui tavolo siedano tante istituzioni".

DOVE EFFETTUARE I VERSAMENTI - I numeri dei conti correnti

Banca Monte Parma IBAN IT91D0693012700000000046027

Cariparma Crédit Agricole IBAN IT93J0623012700000036636979

Fondazione Caritas Sant'Ilario IBAN IT42S0623012700000036322034

Causale "Emergenza profughi Georgia"

SABATO 1 NOVEMBRE - L'ADESIONE DEI TAXISTI

Un taxi è in viaggio fra Parma e la Georgia: un viaggio ideale e nel segno della solidarietà.

Questa mattina,  in piazza Garibaldi,  il Consorzio Taxisti di Parma  e il Comitato “Georgia chiama Parma” hanno presentato l’iniziativa “In Taxi per la Georgia” , un occasione per invitare i cittadini a non rimanere indifferenti e ad  aiutare  gli oltre 400 mila  profughi  vittime di una delle più gravi emergenze umanitarie attualmente in Europa.
“Oltre all’amicizia che ci lega al Consorzio, altro motivo per cui abbiamo scelto di collaborare e condividere l’iniziativa con loro  è che Tbilisi, capitale della Georgia, ha il più elevato numero di taxi in Europa e il taxista è il lavoro prevalente nella città”, ha spiegato Pino Agnetti fiduciaro  e rappresentante del comitato “Georgia chiama Parma”.
Trenta  dei settantacinque  taxi a disposizione del Consorzio, infatti,  avranno esposti sul cofano la locandina con la foto di uno dei tanti bambini georgiani vittima della guerra, immagine ufficiale della campagna, dando all’iniziativa una visibilità di 24 ore su 24 per tutti i giorni della settimana.  Inoltre,  al termine di ogni corsa i taxisti consegneranno al cliente una cartolina con gli estremi dei conti corrente sul quale poter effettuare il versamento. Il ricavato delle donazioni verrà devoluto interamente a Caritas Georgia.
“Abbiamo accolto volentieri l’invito a partecipare a questo progetto perché pensiamo che al di là dell’esposizione pubblicitaria, il taxi può essere anche un mezzo per sensibilizzare l’opinione pubblica”, ha affermato il Presidente del Consorzio taxisti di Parma Gianluca Amadasi.
Sono intervenuti alla presentazione in piazza anche Paolo Salvarani, consigliere del Consorzio, e l’assessore alla Sicurezza Urbana Costantino Monteverdi, il quale  ha espresso la sua gratitudine verso i protagonisti del  nuovo progetto e ha invitato la cittadinanza tutta a sostenere  questa campagna di solidarietà.

 

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  • Mary

    06 Novembre @ 15.02

    Ma dico troviamo il cavillo anche in un'azione che è più che meritevole????

    Rispondi

  • Andrea

    27 Ottobre @ 18.41

    non intendo sminuire l'iniziativa. intendo solo che anche dalla parte osseta e verso l'Ossetia del nord sono confluiti profughi, cittadini osseti in fuga. da quello che capisco che lei dice il bambino della foto è di nazionalità georgiana abitante in Ossetia del sud e quindi da lì profugo in madre patria. purtroppo gli assurdi war games tra occidente e resto del mondo provocano umana sofferenza da entrambe le parti e sarebbe interessante coinvolgere istituzioni come quelle coinvolte ora nel vostro progetto di aiuti in entrambe le direzioni senza, appunto, distinzioni o connotazioni politiche alcune.

    Rispondi

  • Andrea

    27 Ottobre @ 12.48

    sarebbe altrettanto interessante che si istituisse, con lo stesso spiritio caritatevole verso gli essere umani in difficoltà, anche un "Ossetia chiama Parma". ma purtroppo stiamo assistendo al solito asservimento alla nostra madre patria gli U.S.A. lasciamo che gli osseti si arrangino con la carità dell'altra parte del mondo.

    Rispondi

    • Pino Agnetti

      27 Ottobre @ 14.03

      Il bambino del manifesto ufficiale della campagna "Goergia chiama Parma" viene proprio dall'Ossetia ed è stato da me fotografato in uno dei campi profughi della Caritas Georgia a cui saranno devoluti i fondi raccolti a Parma. A riprova del fatto che, come annunciato e chiarito più volte, il Comitato "Georgia chiama Parma" intende aiutare "tutti "i profughi georgiani senza distinzione o connotazione politica alcuna. Qualsiasi tentativo di "colorare" diversamente la nostra iniziativa e di snaturarne il significato reale è quindi destituito di ogni fondamento e gli autori se ne assumeranno direttamente la responsabilità. Pino Agnetti Fiduciario e rappresentante Comitato "Georgia chiama Parma"

      Rispondi

  • valter vitali

    20 Ottobre @ 12.04

    Per la questione Georgia chiama Parma spero vivamente che i fondi che vengono raccolti vadano davvero a chi ne ha bisogno e che i governi locali non li devino per altre cose invece di destiranrli a chi li deve ricevere. Comunque una bella iniziativa

    Rispondi

    • Pino Agnetti

      21 Ottobre @ 12.38

      Come fiduciario e rappresentante del Comitato "Georgia chiama Parma" ringrazio vivamente il sig. Vitali delle belle parole di apprezzamento alla nostra iniziativa. Giustamente egli auspica che i fondi raccolti non vengano distolti dai governi locali per altri fini. Voglio rassicurarlo che questo non accadrà nella maniera più assoluta. Infatti, come annunciato, l'intero ricavato sarà devoluto alla Caritas Georgia (quindi non a un ente governativo o paragovernativo), vale a dire all'unica realtà che oggi opera con efficacia "sul campo" a esclusivo favore dei profughi. E sempre la "Caritas Georgia" ci fornirà il rendiconto di dove e di come sono stati spesi gli aiuti. Come vede, caro sig. Vitali, neanche un centesimo della generosità dei parmigiani come lei andrà sprecato. Ed è con questa certezza che il Comitato "Georgia chiama Parma" non solo la ringrazia del suo sostegno ma torna a dire a tutti i cittadini di Parma e provincia "Rispondi anche tu" alla richiesta di aiuto dei 400.000 profughi della Georgia vittime della più grave emergenza umanitaria in atto oggi in Europa.

      Rispondi

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