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I laureati a Parma? Trovano lavoro prima ma guadagnano meno. Tanti i precari

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A uno e tre anni dalla laurea il tasso di occupazione dei laureati dell’Università di Parma è più alto della media nazionale, anche se resta alto il tasso di precarietà

I dati presentati oggi a Roma nel corso del convegno “Dopo la laurea: studi ed esperienze di lavoro in Italia e nel contesto internazionale”
 Il XIV Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, che ha coinvolto a livello nazionale circa 400mila persone, conferma un quadro occupazionale complessivamente in difficoltà per i giovani in generale e nello specifico anche per i laureati, anche se nell’arco della vita la laurea, rispetto al diploma di scuola secondaria superiore, assicura ancora una migliore condizione occupazionale e retributiva.
All’interno di un quadro complessivamente difficile, la crisi ha accentuato le differenze di genere e territoriali nelle perfomance occupazionali. Preoccupa inoltre una tendenza: mentre al contrarsi dell’occupazione, negli altri paesi è cresciuta la quota di occupati ad alta qualificazione, in Italia è avvenuto il contrario.

E i laureati a Parma come si classificano?
«I dati relativi all’Università di Parma – commenta il Rettore Gino Ferretti – confermano, come negli anni passati, un’ottima performance dei laureati del nostro Ateneo in relazione all’inserimento nel sempre più complesso mondo del lavoro: il tasso di occupazione dei nostri laureati a uno e tre anni dalla laurea è infatti decisamente più alto della media nazionale. L’indagine  dimostra inoltre che la quota di occupati e la percentuale di stabilità del lavoro crescono sensibilmente man mano che aumenta la distanza dal conseguimento della laurea: questo dimostra ancora una volta che per un giovane vale la pena investire in un percorso di studi universitario, e che è sempre più urgente riportare al centro del dibattito pubblico italiano il valore della formazione universitaria, della ricerca e dell’innovazione per il bene di tutto il Paese».

L’indagine ha interessato complessivamente quasi 6.500 laureati di Parma. Nello specifico:
• 2.440 laureati triennali e 1.393 laureati specialistici biennali usciti dall’Università di Parma nel 2010 e intervistati dopo un anno, nel 2011;
• 1.200 laureati specialistici biennali usciti dall’Università di Parma nel 2008, intervistati dopo tre anni;
• 582 laureati pre-riforma del 2006, intervistati a cinque anni dalla laurea.


I LAUREATI TRIENNALI DEL 2010
Il tasso di occupazione dei 2.440 neolaureati triennali di Parma è pari al 47%, un valore superiore alla media nazionale del 44%. Tra gli occupati triennali di Parma, il 27% è dedito esclusivamente al lavoro, mentre il 20% coniuga con il lavoro un percorso di laurea magistrale. Chi continua gli studi con la laurea magistrale è il 63% dei neolaureati: il 44% è impegnato esclusivamente nello studio, mentre, come detto, il 20% studia e lavora. Sette laureati triennali di Parma su cento non lavorano e non sono iscritti a una laurea magistrale, e si dichiarano quindi alla ricerca di lavoro.

Il lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo) coinvolge, a un anno dalla laurea, 31 laureati su cento di primo livello di Parma (la media nazionale è del 36%). Il lavoro atipico (contratti a tempo determinato, collaborazioni, ecc.) coinvolge il 69% dei laureati di Parma (il 64% a livello nazionale), con il 33% di contratti a tempo determinato.

Il guadagno (influenzato in negativo dalla precarietà) si attesta su valori inferiori alla media nazionale: a un anno dalla laurea i laureati di primo livello di Parma guadagnano 883 euro mensili netti; la media nazionale è di 942 euro.

L’analisi dei dati relativi ai laureati triennali deve ovviamente tenere conto che si tratta di giovani che nella maggioranza dei casi continuano gli studi, rimandando cioè al post laurea di tipo magistrale il vero ingresso nel mondo del lavoro.


I LAUREATI SPECIALISTICI DEL 2010
Il tasso di occupazione dei 1.393 laureati specialistici a un anno dalla laurea è molto buono: a dodici mesi dalla conclusione degli studi risulta occupato il 62% dei laureati specialistici dell’Università di Parma, un valore superiore alla media nazionale che si ferma al 56%. Il 13% continua la formazione. Chi cerca lavoro è il 25% dei laureati specialistici di Parma, contro il 30% del totale laureati.

A un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per un quarto dei laureati di Parma (25%); la media nazionale è del 33%. L'area della precarietà (caratterizzata per la maggior parte da contratti a tempo determinato) riguarda 74 laureati di Parma su cento.

Il guadagno è in linea con la media nazionale: 1.051 euro mensili netti, contro i 1.056 del complesso dei laureati specialistici.


TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO NEL MEDIO PERIODO: ESITI OCCUPAZIONALI A TRE E CINQUE ANNI DAL TITOLO
Le crescenti difficoltà occupazionali incontrate dai giovani, neolaureati compresi, negli ultimi anni si sono inevitabilmente riversate anche sui laureati di più lunga data, anche se occorre sottolineare che, col trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo, le performance occupazionali migliorano considerevolmente.

Sono 1.200 i laureati biennali specialistici di Parma del 2008 intervistati a tre anni dal conseguimento del titolo. Il 79% è occupato, più che a livello nazionale (73%), mentre l’11% risulta ancora impegnato nella formazione. Chi cerca lavoro è il 10%.
La quota di occupati stabili cresce apprezzabilmente (di 34 punti percentuali) tra uno e tre anni dal titolo, raggiungendo il 59% degli occupati (la media nazionale è del 55%). Le retribuzioni nominali arrivano, a tre anni, a 1.285 euro mensili netti (1.227 euro la media nazionale).

Le condizioni di lavoro migliorano ancora man mano che ci si allontana dal conseguimento della laurea: i 582 laureati pre-riforma di Parma del 2006 intervistati dopo cinque anni dalla laurea raggiungono un tasso di occupazione dell’85%. Migliora contestualmente anche la stabilità, che coinvolge il 74% dei laureati. Il reddito è di 1.252 euro mensili netti; a livello nazionale è di 1.238 euro.

 

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  • carmen

    09 Marzo @ 14.48

    Laurearsi a parma conviene più che altrove? I laureati parmigiani sono più bravi di quelli di altri atenei? E se per caso si opta per una facoltà presente solo in alcune città si parte in svantaggio? Scusate ma dove devo porre l'accento? Sui laureati parmigiani(che dall'articolo sembrano essere più favoriti)su quelli laureati altrove ,sulla precarietà o sullo studio che ormai ha perso la sua importanza ?

    Rispondi

  • Valerio

    09 Marzo @ 11.51

    ritorno all'apprendistato, e far capire ai propri figli che lavorare non è una punizione, ma un onore e soprattutto capire che l'università deve essere una rampa di lancio, non un posto dove stazionare per anni e anni. Se questo inizia ad essere capito, si capirà anche che deve essere rivista tutta la struttura per dare piu' aria nuova. e mio figlio senz'altro farà il muratore o l'idraulico.

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  • bila

    09 Marzo @ 10.24

    1) studiate solo se avete un vero interesse per quella materia. 2) sappiate che spesso è richiesto un laureato solo perchè gli costa tanto uguale ad un diplomato. 3) scoprirete che il grado di imprenditorialità non è poi così elevato e che il mestiere che farete è di livello medio-basso. 4) il nepotismo avrà sempre la meglio.

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  • Vè!

    09 Marzo @ 09.43

    da laureato sposato con laureata, mi auguro che mia figlia faccia la velina e/o mio figlio il calciatore...altrimenti elettricista, idraulico, imbianchino...ma mai l'università

    Rispondi

  • MARCO

    09 Marzo @ 06.05

    Purtroppo la realtà è che per realizzare i propri sogni di carriera bisogna emigrare all'estero, questo paese NON può offrire niente.. non è possibile che un laureato / scienziato prenda così poco, è una vergogna...bisogna andare in germania o regno unito per appagare gli studi, è la triste verità

    Rispondi

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