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Bombe in via del Taglio: Nora? Una "ereditiera" - Chiesta la convalida dell'arresto per Fonte Castelbonese

Bombe in via del Taglio: Nora? Una "ereditiera" - Chiesta la convalida dell'arresto per Fonte Castelbonese
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E' ricca, ha fatto studi universitari e proviene da una famiglia della Genova-bene. Ma per amore si è allontanata dalla città natale, seguendo il fidanzato Giuseppe Sciacca. E con lui è stata arrestata assieme ad altre due persone per le bombe lanciate in via del Taglio contro la sede della Polizia municipale.
La protagonista della vicenda è Nora Gattiglia. La 24enne è figlia di Maurizio Gattiglia, amministratore delegato di una grossa impresa che opera nel settore della distribuzione. I Gattiglia sono commercianti e imprenditori dall'inizio del Novecento e Nora può essere considerata una "ereditiera". In realtà lei non si pone proprio in questi termini: si è avvicinata ad associazioni animaliste e agli ambienti nei quali è maturata l'idea di colpire la Polizia municipale di Parma con due bombe-carta.

Intanto la Procura ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere nei confronti di Santo Fonte Castelbonese, uno dei quattro giovani accusati di aver lanciato bombe-carta contro la sede della Polizia municipale. Secondo quanto appreso dagli inquirenti, l'uomo non voleva aprire la porta di casa alle forze dell’ordine. Nell’auto di Fonte Castelbonese inoltre è stato ritrovato un fumogeno simile a quello utilizzato come innesco per la bomba carta fatta esplodere domenica notte di fronte alla sede dei vigili.

LA CRONACA DI IERI

Quattro ragazzi: due uomini, due donne. Età media: 25 anni. Sarebbero loro i responsabili del lancio delle due bombe carta contro la sede della Polizia Municipale in via del Taglio avvenuta due notti fa, anche se ancora non lo ammettono. Tre di loro sono stati fermati dalla Digos a Verona a bordo di un'auto,  l'altro, nel suo appartamento parmigiano di via Langhirano all'indomani dell'azione dimostrativa. Secondo il dirigente della Digos Giuseppe  Capriello nel corso della perquisizione nel Veronese sono stati  trovati alcuni componenti per la fabbricazione di ordigni  esplosivi, una spada giapponese tipo katana e un tirapugni. Materiale "compatibile" con quello utilizzato in via del Taglio. E compatibile sarebbe anche quello trovato nell'appartamento di via Langhirano.

4 GIOVANI IN CARCERE - Tre giovani si trovano nel carcere scaligero; un quarto, l'ultimo fermato, in quello parmigiano di via Burla. Giuseppe Sciacca, 29 anni, di origini catanesi, il concittadino 28enne Santo Fonti Castelbonese  (l'ultimo individuato) e Nora Gattiglia, 24enne di Genova, abitavano insieme in un appartamento di via Langhirano. Maddalena Calore, 21enne, invece,è originaria di Padova (Abano Terme) ma viveva nel Bolognese. Agli autori del gesto si è risaliti grazie alle immagini registrate dalle telecamere davanti alla sede di Veterinaria in via del Taglio, ma soprattutto grazie alla segnalazione di un vigilantes in servizio la scorsa notte che ha trascritto la targa della Volkswagen Polo da cui erano stati lanciati gli ordigni.
Le indagini proseguono, in particolare per scoprire se i presunti autori del gesto violento dell'altra notte abbiano avuto una "rete di favoreggiamento" nelle fasi preparatorie.

LA PADRONA DI CASA: "INSOSPETTABILI". "Quando ho siglato il contratto con loro, dopo i piccoli screzi che ho avuto con i precedenti inquilini, mi sono raccomandata: 'Non voglio grane'. Loro hanno risposto di stare tranquilla, che non  avrei avuto mai problemi. 'Siamo persone assolutamente trasparenti', hanno ripetuto. E guardate cosa è successo". La padrona dell'appartamento di via Langhirano 346 dove, nell'ultimo mese, hanno abitato tre degli accusati per le bombe carta in via del Taglio scuote la testa. Quei ragazzi, segnalati da un'agenzia, si presentavano tranquilli, sembrava tutto normale e anche i vicini li descrivono come bravi ragazzi.

Leggi tutti i dettagli negli articoli sulla Gazzetta di Parma in edicola oggi.

CHI SONO GLI ARRESTATI - Sciacca e Calore hanno precedenti specifici, secondo la  Digos, e apparterrebbero all’area anarco- insurrezionalista.  Sciacca e la ragazza genovese si erano trasferiti da poco a  Parma. In particolare il giovane, appartenente a un gruppo punk anarchico e ultrà della curva nord del Calcio Catania, aveva soggiornato prima nella  città ligure e poi in Emilia. Il giovane siciliano ha numerosi  precedenti, compreso l’arresto avvenuto nel 2004 con l’accusa  di coinvolgimento in un attentato con esplosivo alla caserma dei  carabinieri di Catania, il cui procedimento è ancora aperto.  Il giovane era stato fermato all’indomani dell’attentato e  alcuni giorni dopo il Gip convalidò il provvedimento  restrittivo ipotizzando nei suoi confronti il reato di  terrorismo. Nel suo 'curriculum', figurano inoltre accuse di istigazione a  delinquere, vilipendio alla Repubblica, danneggiamenti,  resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Sciacca è stato  anche allontanato dalle manifestazioni sportive per violenze. 
Seppur giovanissima, anche Maddalena Calore, che gravita  nell’area emiliana, è ben nota alla polizia perchè già  indagata per associazione sovversiva, istigazione a delinquere,  lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Le forze dell’ordine  la ricordano sempre in prima fila nelle manifestazioni di  protesta e particolarmente aggressiva contro polizia e  carabinieri. A carico di Nora Gattiglia, invece, solo qualche  denuncia.  
Nora Gattiglia, genovese di 24  anni, è conosciuta dalla Digos genovese da circa un anno e  mezzo per il suo impegno sul fronte animalista. Le sue  frequentazioni con l’area anarchica sono iniziate nel gennaio  scorso, quando è stata fermata ed identificata più di una  volta con Sciacca a Genova. E' in coincidenza della sua amicizia con Sciacca che la  giovane prende a frequentare alcuni collettivi anarchici, come  ad esempio l’Inmensa di Genova-Bolzaneto ed il circolo  Umpalumpen in zona Vigne, chiuso una settimana fa. A Genova Gattiglia non ha mai condotto azioni violente, e  viene definita come una persona d’area, molto tranquilla. 

LE PERQUISIZIONI NELL'AMBIENTE ANARCO-INSURREZIONALISTA - Contemporaneamente al fermo da  parte della Digos di Verona sono scattate una serie di perquisizioni in casa di altri  giovani con simpatie anarchiche che hanno portato al sequestro  di diverso materiale. Gli agenti hanno sequestrato varie armi  bianche, scanner e ricetrasmittenti, rilevatori di onde elettromagnetiche (per bonifiche anti-intercettazioni),  documenti e video, soprattutto su scontri manifestanti-forze dell’ordine. La posizione di queste persone, che avrebbero dato  risposte evasive agli investigatori, è al vaglio della  magistratura.  La Digos di Verona ha lavorato tutta la notte in sintonia con  le Digos di Parma, Bologna, Genova e Catania, coordinata dalla  Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

 

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  • salvocd

    29 Ottobre @ 14.15

    Mi rivolgo direttamente agli agenti della D.i.g.o.s.,che avrebbero dovuto arrestare i vigili urbani da tempo. Ma visto che in Italia la legge "non è uguale per tutti", molta gente pensa di far vendetta o (rispettare la legge) come può,nel modo più giusto o sbagliato,tutto questo è dovuto al sistema contorto che sovrasta l'idea di pensiero della singola persona, e porta i più deboli o (disperati) a compiere atti "incomprensibili" per chi non ha voglia di comprendere, e per chi lo volesse ispira il modo in cui il mondo cambia e si evolve. Concludo dicendo che ogni azione appartiene a tutti noi e a nessuno! A buon intenditore poche parole!

    Rispondi

  • simona e ture

    29 Ottobre @ 13.28

    W Santo a bellezza... sei tutti noi!!

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    23 Ottobre @ 16.31

    Ci sono critiche lecite e salutari: e pubblicarle in questo spazio, al contrario di quello che lei dice, ci sembra proprio segno di libertà, e credo che in questi nostri primi mesi nessuno possa affermare il contrario. Che poi i giornalisti rispondano, visto che su internet questo avviene davvero alla pari (lei ha scritto, noi rispondiamo, e così via) ci sembra altrettanto interessante, ed è forse uno degli aspetti più stimolanti (e magari più "scomodi", per noi giornalisti) del web. Per il resto, mi spiace dover insistere: non abbiamo dato sentenze anticipate, nè si può dire che le testimonianze o gli aspetti delle indagini sfavorevoli ai vigili non abbiano avuto il giusto risalto. E come nel nostro messaggio precedente, ribadiamo che la verità la scriveranno i giudici: fino ad allora possiamo solo fare cronaca (noi) e commenti (voi) ovviamente non definitivi. Infine, è giusto che ognuno combatta quelle che ritiene le grandi ingiustizie, ma non diciamo che "di bombe carta non mi importa granchè": quando per le proprie ragioni si ricorre alla violenza si innesca qualcosa di negativo per tutti.

    Rispondi

  • Paolo

    23 Ottobre @ 15.36

    Ho scritto che il "discorso non è quello di assolvere chi commette errori". Tutti devono pagare per i loro errori, con equità. E' sbagliato far scoppiare una bomba carta che non fa né danni né feriti, è sbagliato picchiare un innocente, così com'è sbagliato disinformare l'opinione pubblica. E questo la Gazzetta lo fa tutti i giorni. Il caso in oggetto lo rende solo più evidente. Per un vigile che picchia un ragazzo (un giorno bianco, un giorno nero) si parla di "sospetti", si ipotizza "autolesionismo" (anche di fronte a testimoni), si invita alla moderazione e ad aspettare i tempi della giustizia. In altri casi (questo è uno dei tanti) le bombe carta diventano "bombe" (in prima pagina!!!), si pubblicano le foto in prima pagina, si creano i mostri, si invoca la certezza della pena. Che alla fine siate voi a dire d'aspettare che siano "accertate le responsabilità", permettimi, è ridicolo. Ridicolo come i vostri sondaggi, che testimoniano solo quanto siete riusciti a convincere (non ad informare!) i vostri lettori. O come il fatto che anche in questo spazio (caso più unico che raro) ci sia qualcuno del giornale incaricato di replicare a chi scrive opinioni in contrasto con quelle di chi finanzia il giornale. Segno evidente che la libertà vi spaventa molto, quella libertà che non concedete nella rubrica delle "Lettere al direttore" dove tagliate tutto quello che non è allineato o non sputtanabile. Ci si può anche lamentare (e a ragione) per chi non attraversa sulle striscie... ma tutto va messo nella giusta prospettiva. Di bombe carte che esplodono in cortili, senza fare né danni né feriti, non m'importa granché (anche se deprecabile). Che ci sia invece una classe politica inetta e interessata (a destra e a sinistra), che ci siano poteri e forze che godo d'immunità anche quando compioni azioni criminali, e una stampa asservita ai poteri forti, questi sono problemi molto grandi. Queste sono le violenze più brutte, le prime che condanno, le prime che vorrei vedere punite.

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    23 Ottobre @ 07.29

    Forse è "strategia della disinformazione" anche quella di chi, come lei, sembra trovare più grave un titolo (a torto o a ragione lo decideranno i lettori) di una bomba carta (è scritto chiaro questa volta?). E non è l'unico commento di questo tipo: allora discutiamo pure tutto, ma non diciamo - come ha fatto un altro interlocutore - che la colpa della bomba è...dei politici. Critichiamo pure giornalisti e politici, ma prima - forse - è meglio criticare chi affida le sue "ragioni" alla violenza. Chiunque sia: vale per dei vigili, se ne verranno accertate responsabilità penali, e vale per i quattro giovani in carcere, sempre se ne saranno accertate le responsabilità.

    Rispondi

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