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Lettera: "Per non morire in bici"

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Nel 2010 in Italia sono morti investiti da un veicolo a motore 614 pedoni e 263 ciclisti. Negli ultimi 10 anni sono stati 2.556 i ciclisti che hanno perso la vita sulle nostre strade. "E questi non sono numeri, sono persone. Non è un fatto naturale, come la pioggia." Anche a Parma, come il drammatico incidente di ieri lo dimostra,  gli utenti deboli, pedoni e ciclisti, sono costantemente in pericolo a causa di una viabilità progettata unicamente per rendere i flussi degli autoveicoli sempre più veloci, per dare alle auto sempre più spazio, confinando  pedoni e ciclisti a litigare sui marciapedi.  E' ora di invertire le logiche. Pedoni e biciclette devono avere la priorità perchè non inquinano, non disturbano, non costano, non fanno rumore. L'educazione stradale deve essere rivolta capillarmente a tutti, pedoni, ciclisti, e automobilisti. Sono necessarie e non più rinviabili misure drastiche di riduzione della velocità degli autoveicoli su tutte le strade interne alla città.  I 30 km/h permettano la convivenza e una riduzione della gravità degli incidenti.  Le piste ciclabili non bastano e non possono rappresentare l'unica risposta, soprattutto essendo state pensate e realizzate  in modo non ottimale, e spesso esse stesse generatrici di situazioni di pericolo. Questi sono temi che chiamano in causa i candidati sindaco e le politiche della mobilità cittadina, per fare scelte tempestive e rigorose. Credo che questo sia l'unico modo per non rendere vana la morte di un ragazzo.
 

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  • nocciola

    30 Aprile @ 11.22

    @sebcarrera: le statistiche? Che c'entrano? Ce li hai gli occhi per vedere cosa succede nelle strade? Forse li hai foderati di salame altrimenti non ci si può spiegare la solita ottusità con cui commenti notizie relative ad incidenti stradali. I ciclisti fanno cazzate esattamente come gli automobilisti ed è giusto che inizino a pagare anche loro. Gli automobilisti si prendono le colpe anche quando non ne hanno solo perchè "poverino il ciclista si è fatto male". Responsabilità per le due ruote. Basta anarchia in strada.

    Rispondi

  • sabcarrera

    28 Aprile @ 20.03

    nviato da Nocciola Hai qualche numero per far capire quanto uccidono le auto e quanto le bici invece di usare il condizionale? Preferisco un mondo dove le morti in strada non sono disgrazie accettate come cultura quotidiana. Si le cause di morte prematura mi stanno antipatiche.

    Rispondi

  • nocciola

    28 Aprile @ 19.46

    Caro sebcarrera, guarda che anche le bici sono mortali sai? Tutto è mortale! Chi va in bici può ferire, e potenzialmente uccidere, altri ciclisti o i pedoni ed inoltre può causare (come molto spesso accade) incidenti in cui magari è proprio l'automobilista a farsi male per schivare il pirla di turno. Per non parlare degli incidenti, sempre causati da ciclisti, in cui chi pedala ci lascia le penne ed il povero automobilista innocente e superstite deve cmq continuare a vivere col ricordo di aver ucciso una persona (poco conta di chi sia la colpa, immagino ci si soffra ugualmente tanto). Quindi scusa tanto, ma le tue solite tirate contro le auto sarebbe il caso le evitassi. Come sempre è l'individuo che fa la differenza, ricordatelo. E ripeto anche qui: le bici sono mezzi di locomozione? Sì. Circolano su strade pubbliche? Sì. E allora targa, assicurazione, patentino e casco obbligatorio per tutti. Dai 14 anni in su. Prima di tale età in bici ci vai solo ai giardinetti. O così, o pomì! Responsabilità per tutti, non solo per quelli che ci stanno antipatici!

    Rispondi

  • sabcarrera

    28 Aprile @ 18.48

    Franca Le bici sfrecciano su i marciapiedi perché il comune ha pensato di renderle ciclabili, forse andrebbe fatto presente a chi ha sovvenzionato un lavoro che ha consistito in pitturare dei marciapiedi di rosso. Ci vogliono i 30 km/h in città - questo vuol dire frenare in un terzo dello spazio o fare un terzo del danno in caso di collisione. Chi non sa questo dovrebbe perdere la patente. Le automobili sono mortali.

    Rispondi

  • Franca

    28 Aprile @ 12.20

    Ci vuole attenzione e buonsenso da parte di tutti, invece soprattutto in città si vedono bici che sfrecciano sui marciapiedi, salvo quando c'è una pista ciclabile come in via Trento o viale dei Mille, e allora guai ad usarla! Le regole vanno rispettate da tutti, automobilisti, pedoni e ciclisti. Niente cellulare né in auto né in bici, ma anche niente ombrelli quando si va in bicicletta, e guardare quando si attraversa. E multe anche per i ciclisti non in regola. Abito in città e giro in bici, e vedo tutti i giorni robe da paura!

    Rispondi

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