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I parmigiani, le rotatorie e le frecce

I parmigiani, le rotatorie e le frecce
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David Vezzali

Se c’è una cosa positiva che si può dire degli automobilisti parmigiani è che in città difficilmente si dimenticano, prima di svoltare, di utilizzare gli indicatori di direzione, altrimenti detti «frecce». Questo, però, vale solo per gli incroci «tradizionali» (e, per carità, escluse le tangenziali), perché nelle rotatorie le frecce sono spesso dimenticate o utilizzate male. Ormai in tutta la città (e in tutte le città) le rotatorie sono del tipo cosiddetto «alla francese», così chiamato visto che la Francia – negli anni Ottanta – è stata la prima nazione a realizzare in gran numero le rotonde in cui la segnaletica attribuisce la precedenza a chi circola già all’interno della rotatoria. Queste rotonde (che poi possono avere anche forme molto «elaborate») sono ormai diffusissime perché è stato riconosciuto che servono a moderare e snellire il traffico automobilistico, con sensibile diminuzione del numero e della gravità degli incidenti.

Tante «opinioni» 
 Nelle rotatorie c’è chi utilizza le frecce per segnalare che «ruota» all’interno di essa, c’è chi le utilizza per indicare l’intenzione di uscire dalla rotatoria, c’è poi anche chi utilizza le frecce sia quando «ruota» nella rotatoria sia  quando ne esce e, infine, c’è chi non ritiene di segnalare niente a nessuno e, quindi, entra, «ruota» e poi esce dalla rotatoria senza azionare alcuna freccia. Nella prima categoria (chiamiamoli «tradizionalisti») rientrano quelli che sono convinti che la rotatoria sia un incrocio come gli altri e, quindi, se devono andare in una strada che si trova alla loro sinistra azionano la freccia sinistra. Nella seconda «categoria» (chiamiamoli «aperti alle innovazioni») rientrano quelli che sono convinti che la rotatoria vada affrontata diversamente da un incrocio tradizionale, e quindi ritengono che, per uscire dalla rotatoria, sia necessario trovarsi nella corsia vicina all’uscita. Nella terza categoria» (potremmo definirli «scrupolosi al massimo») rientrano quelli che, volendo costituire il meno possibile un pericolo per gli altri, azionano la freccia sia nel «ruotare» sia nell’uscire dalla rotonda, col rischio, però, di rovinare l’impianto delle frecce, soprattutto se la rotatoria è di piccole dimensioni. Nell’ultima categoria (ironicamente potremmo chiamarli  «difensori della propria privacy») rientrano quelli che non utilizzano mai le frecce nelle rotatorie; questi ultimi non si rendono conto che azionare le frecce serve – ovviamente – per far sapere in anticipo agli altri dove si ha intenzione di andare, al fine di evitare «incomprensioni» e ridurre il più possibile gli incidenti.

Cosa c’è per terra
A differenza di tutti gli incroci di gran traffico, nelle rotatorie in cui sono presenti più corsie di marcia non ci sono mai frecce direzionali tracciate per terra, nemmeno quando la maggior parte del traffico tende ad uscire dalla rotatoria da tutte le (ben tre) corsie della rotonda: per esempio, il traffico che proviene da viale Pier Maria Rossi, da strada Repubblica e da viale Mentana e si immette in viale Tanara. L’assenza di frecce per terra fa sì che, praticamente, tanti automobilisti – nell’uscire dalla rotonda – «tagliano» la o le corsie alla loro destra, senza tanti complimenti per le altre auto.

La velocità
La rotatoria è un tratto di strada per lo più in curva, con una successione di incroci ravvicinati, quindi i veicoli dovrebbero tenere una velocità moderata. Tutti d’accordo? Mah, non si direbbe proprio.

L’arco di San Lazzaro
Le rotonde che si trovano a Parma sono tutte «alla francese»? No: c’è una rotonda di vecchio tipo che ancora «sopravvive». La troviamo attorno all’arco di San Lazzaro, ma ogni tanto qualche automobilista che gira attorno all’arco pensa di trovarsi in una rotonda come le altre e allora l’incidente è in agguato. Che scherzo del destino, però: proprio lo storico arco di San Lazzaro che ricorda tanto l’arco di Trionfo di Parigi… si trova nell’unica rotatoria di Parma che non è «alla francese»!

La «lezione» della Polizia stradale di Parma 
 Ma come si deve circolare nelle rotatorie e quando vanno azionate le «frecce»? Ecco come la Polizia stradale di Parma – in una puntata della trasmissione «Easy driver» di Rai Uno – ha illustrato che cosa bisogna fare nelle rotatorie. «Nelle rotatorie più diffuse in Italia, cosiddette “alla francese”, ha diritto di precedenza chi circola all’interno della rotonda. Avvicinandosi ad una rotonda occorre rallentare, dare la precedenza ai veicoli che già vi circolano e quindi immettersi senza necessità di segnalare la manovra ai veicoli che seguono. Chi invece si trova all’interno della rotonda e intende cambiare di corsia o uscire deve invece obbligatoriamente segnalarlo con gli indicatori di direzione. Nelle rotatorie a due o più corsie di scorrimento bisogna impegnare quella più esterna nel caso in cui si debba subito svoltare a destra. Il creare pericolo o intralcio nel cambiamento di corsia o l’uso improprio degli indicatori di direzione è punito con la sanzione amministrativa da 39 a 159 euro e con la decurtazione di due punti dalla patente».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • sabcarrera

    02 Maggio @ 20.02

    pier, se è una cosa facilmente risolta perché non farla, o bisogna rompere le scatole al prossimo dato che ci sono cose più importanti. Luca, la freccia a sinistra serve in tutti i casi perché da alla persona dietro informazioni sulla direzione della macchina che lo precede, la freccia a sinistra si mette su tutte le rotonde nel resto dell'Europa e nessuna freccia si usa in Italia. .

    Rispondi

  • pier

    02 Maggio @ 16.47

    Con tutti i problemi della nostra società credo che quello delle frecce nelle rotatorie si possa risolvere con tranquillità.... Mi stupisco di quanta gente abbia come problema prioritario questo.....beati loro!

    Rispondi

  • marco

    02 Maggio @ 14.54

    sento parlare di frecce........ma perchè rotonda o non rotonda ......qualcuno le usa ???

    Rispondi

  • dd_77

    02 Maggio @ 13.48

    io l'unica rotonda in cui uso la freccia a sinistra è la rotonda della coop di fidenza (direzione da parma verso piacenza) perchè altrimenti il genio che è sulla corsia di destra crede che voglia fare a gara con lui per immettermi in via 24 maggio anzicchè svoltare per prendere via ponte nuovo

    Rispondi

  • dd_77

    02 Maggio @ 13.43

    è vero quello che dice la polizia stradale, qui a parma si guida come in medio oriente.. in tangenziale le auto che si immettono non danno precedenzza, loro entrano poi se chi era già in tangenziale si sposta bene altrimenti amen.. i pedoni? inutili birilli da schivare o anticipare i ciclisti? qui si deve fare un diistinguo, ci sono ciclisti diligenti che comunque vengono visti come "spalle rubate all'agricoltura" che occupano spazio utile in careggiata, e ci sono ciclisti (come l'anziana di stamane su via montanara) che NON SANNO COSA SIANO LE CICLABILI!!! e qui fa venire il nervoso la questione perchè ce l'hai li affianco, bella pulita, in ottimo stato e cavolo non la usi??? sei un idiota!! a maggior ragione lo sei se a stento riesci a pedalare e respirare insieme!! quando ci vuole ci vuole! in sostanza c'è poco senso civico in tutte le persone che abitano la città, che siano a piedi (certo esasperati del ben servito che ricevono dagli autisti), che siano ciclisti (talvolta vittime e talvolta incoscenti), che siano automobilisti (letteralmente analfabeti del codice stradale), c'è il sentimento che ognu nel suo piccolo abbia ragione e la colpa sia sempre degli altri.

    Rispondi

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