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Editoriale - Un voto per scegliere il futuro della nostra città

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Giuliano Molossi

 

Finalmente ci siamo. Domani e lunedì si vota. Diciamo finalmente perché non ne possiamo davvero più di questo diluvio di parole, giuramenti, proclami, impegni solenni, buoni propositi che i dieci candidati  in  corsa per la poltrona di sindaco di Parma da oltre un mese a questa parte stanno riservando alla cittadinanza. Tanto più che, come sappiamo, molte sono promesse da marinaio. Abbiamo assistito a noiosissimi dibattiti su tutti i temi possibili e immaginabili e alla solita parata dei big nazionali venuti a incoraggiare, tra brindisi e banalità,  il loro portacolori locale. Oggi, se Dio vuole, è la giornata del silenzio. Gli indecisi, che stando ai sondaggi sono davvero tanti, avranno il tempo per riflettere prima di tracciare la croce sulla scheda. Gli aspiranti sindaco tireranno un po' il fiato dopo la maratona elettorale.

Fra loro, diversamente da quello che accade in altre città chiamate al voto,  non c'è il primo cittadino uscente. Come si sa, l'ex sindaco gettò la spugna il 28 settembre dell'anno scorso, all'indomani dell'arresto per corruzione del suo assessore Bernini.   Vignali, pur non essendo stato indagato, fu costretto alla resa dopo aver constatato di non aver più la maggioranza in consiglio comunale. Ha lasciato una città stanca di cantieri infiniti, indebitata come non mai e ferita, umiliata dalle mazzette che finivano nelle tasche di alcuni dirigenti comunali. Non c'è lui ma c'è invece il suo vice, Paolo Buzzi, candidato del Pdl, che si presenta «a testa alta», come recita il suo slogan, senza vergognarsi degli scandali, ma con l'orgoglio di aver ringiovanito Parma dopo gli anni di «nostalgico provincialismo» delle giunte rosse. Sventola il «Quoziente Parma», diventato un modello per molte altre città, e glissa sui suoi compagni di avventura finiti nei guai: «Se saranno riconosciuti colpevoli, è giusto che paghino, ma non accetto lezioni dal Pd che di indagati, in giro per l'Italia, ne ha centinaia, e per fatti molto più gravi».  Buzzi corre da outsider, al pari di Roberto Ghiretti,   leader della lista civica «Parma Unita». Ghiretti, che non è sostenuto da alcun partito politico (ma questo potrebbe venir apprezzato e portargli voti) ha fatto una buona campagna:  è una persona perbene e onesta. Di questi tempi, è già molto. Ma in termini di notorietà parte molto svantaggiato rispetto ai due favoriti, Ubaldi e Bernazzoli. Il primo, già sindaco per due mandati, ha lucidato la campana di Civiltà parmigiana e ci riprova con qualche anno in più ma con la passione, la grinta e l'entusiasmo di un tempo. Sa bene che questa è la partita più difficile fra tutte quelle che ha giocato ma se vince qualcuno dovrà fargli un monumento. Il «vecchio leone», come lo chiamano affettuosamente i suoi fedelissimi, ammette solo un errore, quello di aver scelto Vignali come delfino, ma rivendica i successi ottenuti rilanciando la città dopo un lungo periodo di immobilismo. Nell'ultima fase di campagna, condotta con l'appoggio dell'Udc  di Casini, ha alzato il tiro contro il suo rivale del centrosinistra, accusandolo di  rappresentare una visione burocratica, statalista e partitocratica della  politica. 

Dal canto suo, il grande favorito Bernazzoli si presenta al via forte del sostegno del Pd e di altre sei liste che spaziano dal civismo della Guarnieri alla sinistra di Vendola, dai socialisti a Di Pietro, dai pensionati ai comunisti di Diliberto. Il candidato della grande coalizione di centrosinistra sogna di vincere al primo turno ma è probabile, visto l'affollamento ai nastri di partenza, che sarà costretto al ballottaggio. Bernazzoli è persona seria e moderata e ha amministrato la Provincia senza acuti ma con equilibrio. Si propone di riportare in Comune serietà e sobrietà «dopo la propaganda e la grandeur del berlusconismo». In caso di ballottaggio potrebbero servirgli i voti che al primo turno andranno alle due «pasionarie» rosse, Liliana Spaggiari, del partito comunista dei lavoratori, e  Roberta Roberti, «indignata» di Parma bene comune  e Rifondazione comunista.  Difficile, se non impossibile, che possa contare su quelli dei «grillini» che candidano a sindaco Federico Pizzarotti. C'è da scommettere che sarà lui la sorpresa di queste elezioni. L'antipolitica va forte di questi tempi e un voto ai «grillini» è visto come un voto contro i privilegi della casta, contro i politici di professione, incollati alla poltrona. 

Faticosa e tormentata è stata invece la campagna elettorale di Andrea Zorandi della Lega. Prima la bufera sul Carroccio, tra diamanti e diplomi comprati (il «Trota» si è laureato in Albania a sua insaputa...), poi la tragica fine di Ablondi e la sospensione dell'attività politica in segno di lutto. L'obiettivo realistico è quello di entrare in consiglio. Allo stesso risultato punta Priamo Bocchi, giovane alfiere della Destra, abile a  distinguersi dal Pdl ma azzoppato dall'inchiesta sulle firme false che la Procura ha scoperto a decine nella sua lista. Resta Wally Bonvicini che aspetta un voto da tutti quelli che hanno in odio le banche ed Equitalia.

Dieci candidati: non c'è che l'imbarazzo della scelta. La peggiore sarebbe quella di restare a casa. Il voto non è solo un dovere: è anche un diritto. Non lasciamo che altri decidano per noi il futuro di questa nostra bella città.

 

 

 

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  • roberto

    08 Maggio @ 19.07

    Peccato li abbiate cestinati. Per la loro passione, credo meritassero di essere pubblicati, sia pure a posteriori. Come importante testimonianza del clima che si respirava nell'opinione pubblica il giorno delle elezioni.

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    06 Maggio @ 20.39

    Oggi, come lei stesso ricorda, è giornata di silenzio, Quindi i commenti (di tutte le fazioni) arrivati oggi sono stati purtroppo inevitabilmente cestinati. Ma domani alle 14 riapriremo come il solito il nostro spazio commenti, aperto a tutte le fazioni e tutte le opinioni.

    Rispondi

  • roberto

    06 Maggio @ 20.12

    Giusto rispettare il silenzio elettorale. Spero però che dopo le 15 di domani pubblichiate anche i commenti inviati oggi.

    Rispondi

  • Adria

    05 Maggio @ 23.31

    Trovo di pessimo gusto dire che i grillini siano l'antipolitica! Il MOVIMENTO 5 STELLE,è un partito che fa politica con una linea di pensiero così forte e chiara da aver dato fastidio a tutti e in tutta Italia. Altro che antipolitica! FORZA PIZZAROTTI!

    Rispondi

  • manuel

    05 Maggio @ 17.21

    bernazzoli sarà serio ma sicuramente attaccato alla poltrona, se uno decide di fare il sindaco si dimette da presidente della provincia invece facendo così se non dovesse farcela ha sempre la sua poltrona pronta.. tempo fa diceva che se si fosse dimesso l'ente sarebbe andato in difficoltà io dico che allora l'errore è stato candidarsi.. un errore che spero paghi con la sconfitta.. FORZA PIZZAROTTI chiudi quell'inceneritore li..

    Rispondi

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