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GCR: "Passato e Futuro, due visioni a confronto"

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Comunicato stampa

Passato e Futuro, due visioni a confronto

Ieri sera, in un auditorium stracolmo di cittadini, i due candidati a sindaco di Parma si sono scontrati faccia a faccia con il forno inceneritore.

Un tema urticante, che farà la differenza, domenica, all'appuntamento con le urne.

Un tema affrontato in prima battuta dalla presentazione del modello alternativo di gestione dei rifiuti da parte di Gcr, l'associazione che in questi anni ha riportato al centro del dibattito un problema che era stato tenuto nascosto all'opinione pubblica.

Dopo l'introduzione di Francesco Barbieri e la presentazione curata da Gabriele Folli, il dibattito fra i due aspiranti sindaco, moderato dal direttore di Teleducato, Pietro Adrasto Ferraguti.

Scambi serrati, tensione a mille, il tema dei rifiuti e delle soluzioni da adottare diventato centro nevralgico della campagna elettorale.

La risposta del pubblico ne è un evidente segnale, la presenza massiccia di stampa e tv anche nazionale la prova decisiva che l'inceneritore sarà l'ago della bilancia.

Le posizioni dei due candidati sono emerse in modo inequivocabile.

Vincenzo Bernazzoli, candidato del centrosinistra, ha confermato il suo sì incondizionato all'inceneritore: per lui non ci sono alternative. Mai è entrato nel merito della proposta Gcr, mai ha contestato le cifre che dimostrano che far senza inceneritore non solo si può ma è anche conveniente, sotto tutti i punti di vista, visto che tra l'altro si ottiene uno scarto inerte non pericoloso pari alla metà delle ceneri tossiche prodotte dall'inceneritore.

Insomma mai Bernazzoli ha dimostrato le sue tesi con qualche cosa di concreto. Ovunque in Italia si sta andando verso la soluzione senza forno: Reggio Emilia, la Sicilia, la Provincia di Lucca, l'Europa stessa che prevede al 2020 il divieto di bruciare materiali riciclabili o compostabili.

Ma a quanto pare a Parma vige la Legge Vincenzo, che non è discutibile ne emendabile. E' la Verità a cui secondo il ras dei democratici ci dovremmo sottomettere senza proferir parola.

Bernazzoli però nemmeno risponde alla domande scomode: dove metterà le ceneri tossiche dell'inceneritore? Non si sa. Per quelle pesanti le vuole mettere nei mattoni (a Treviso hanno abbattuto una casa infetta, ma che importa). Oggi si parla di bio-edilizia con bio-materiali in canapa... ( ma che importa). 39.000 tonnellate di ceneri verranno portate fuori provincia ogni anno così come tutto l'organico: e la tanto acclamata autosufficienza?

Bernazzoli nega poi le evidenze sanitarie. Afferma che gli impianti sono sicuri. Ma la Federazione Ordine Medici Emilia Romagna chiede la moratoria. Moniter consiglia di non costruire nuovi impianti perché ci sono segnali preoccupanti, tanto da portare la FRER a rinnovare la richiesta di Moratoria già avanzata nel Settembre 2007 e bellamente ignorata da Bernazzoli come presidente della provincia. Ma per il vecchio candidato d'apparato è solo terrorismo, la salute dei cittadini non è in gioco finché non ci sono prove certe dei tumori causati dagli impianti, il dubbio non gli basta. Dobbiamo aspettare di avere le corsie d'ospedale piene. Le forti preoccupazioni dei medici non lo toccano. Ma lui è un medico?

La raccolta differenziata in realtà serve a far risparmiare i cittadini e nel contempo a risparmiare risorse. A Ugozzolo invece si recupererà solo il 17% delle plastiche raccolte nel cassonetto giallo ed il resto verrà bruciato. Con l'inceneritore siamo costretti a smaltire i rifiuti, quindi a subire alti costi, che non ci sarebbero se invece di smaltire recuperassimo materia. La prospettiva di Bernazzoli è quella di arrivare ad inaugurare il forno e poi chi vivrà vedrà.

E' sulla sponda opposta il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Federico Pizzarotti, che rappresenta il futuro, che avanza inesorabile, che è un tempo in cui le risorse sono apprezzate e non distrutte con il fuoco atavico.
Per Pizzarotti l'inceneritore è un errore a cui porre rimedio, il cantiere è da riconvertire accettando la proposta dalla multiutility olandese che proprio ieri ha rinnovato la sua disponibilità a dare assistenza alla città di Parma nella sua migrazione verso una gestione corretta dei rifiuti senza incenerimento.

L'inceneritore per Pizzarotti è una oscura vicenda su cui bisogna fare completa luce, per fare emergere tutte le storture che hanno portato a decine di esposti, due infrazioni europee, il blocco del cantiere per abuso edilizio, il corretto timore di vedere arrivare da fuori provincia rifiuti di ogni genere ed origine (basta una firma), il mancato ascolto dell'opinione dei cittadini con il referendum respinto.

La prova della mancata chiarezza è per Federico Pizzarotti rappresentata proprio dal segreto sul piano finanziario (voci di corridoio parlano di 315 milioni di euro), negato ai cittadini ormai da due anni, prova certa del non volontà di essere trasparenti e limpidi su tutta la storia travagliata del progetto.

Il futuro per Pizzarotti è raccolta differenziata spinta, tariffa puntuale, tariffe adeguate alla capacità dei cittadini di comportarsi in modo virtuoso, riduzione dei rifiuti a monte, sviluppo del mondo del riciclo per sostenere anche l'occupazione che in questo settore crea posti di lavoro rispetto alla gestione con lo smaltimento negli inceneritori.

A confortare queste tesi l'esperienza di Ponte nelle Alpi, con il suo assessore postino, Ezio Orzes, che ha lanciato alla platea, ai candidati, alla città intera, un messaggio forte di speranza e di ottimismo, proponendo valori fondamentali per il vivere nel benessere.

Ponte nelle Alpi è un comune capace di assumersi la responsabilità di gestione dei propri scarti e di arrivare al 95% ri raccolta differenziata, riducendo nel contempo del 92% i costi per lo smaltimento, triplicando i posti di lavoro. Esperienza talmente straordinaria che ha portato un colosso come la Procter & Gamble a investire in innovazione proprio a Ponte grazie al progetto di recupero di pannoloni e pannolini. Con l'inceneritore nessuna azienda verrà a investire a Parma in innovazione perché Bernazzoli vuole bruciare, inquinare, dilapidare materie prime preziose.

L' inceneritore è oggi in definitiva una scelta arretrata anche culturalmente.

Ieri sera abbiamo visto a confronto due mondi lontanissimi.

La vitalità della nuova proposta, il mugugno dei vecchi schemi di partito, dell'archeologia partitica che ha permesso di svendere alle multiutility private aspetti fondamentali del nostro benessere come la gestione dei nostri scarti.

Chi affiderebbe alla Borsa ed a una Spa la nostra salute?  (...)

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Sono passati

717 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Sono passati

11 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di  Parma - GCR
Via Zaniboni 1 - 43126 Parma - Italia
www.gestionecorrettarifiuti.it
gestionecorrettarifiuti@gmail.com

posta certificata: gestionecorrettarifiuti@pec.it

 

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  • anna

    22 Maggio @ 17.28

    Nel caso ipotizzato di trattamento con il modello vedelago si tratta in caso di preferire il pretrattamento e conferimento in discarica in alternativa all’ inceneritore!\r\nPurtroppo questo è un argomento affrontato con impreparazione anche dai migliori giornalisti con rare e semisconosciute eccezioni (laseradiparma.it/)\r\n\r\nSul modello vedelago si segnala l’articolo, così ognuno può valutare la fattibilità nel poprio territorio\r\nhttp://www.novambiente.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1902&Itemid=262\r\ndove è riportato:\r\nNell’estrusore del Centro Riciclo Vedelago viene inserita una miscela di scarti dell’impianto di trattamento della plastica e di scarti plastici industriali: la miscela iniziale è mediamente composta soltanto dal 15% del rifiuto secco residuo urbano, quantitativo che dopo la selezione magnetico-manuale svolta prima dell’estrusione si riduce a circa l’8% della miscela in entrata. Circa il 39% (selezionato a monte dell’estrusore) del secco residuo viene comunque avviato a smaltimento in DISCARICA.\r\nQuindi se da un lato è interessante il metodo del CRV che consente un parziale riciclo anche del secco residuo, è chiaro che si è ancora lontani dall’obiettivo rifiuti zero e che comunque per riciclare una parte di secco servono più di 11 parti di plastica mista.\r\n\r\nL’analisi si basa sui dati ARPAV e mostra il recupero del secco residuo intorno al 61% con un 39% in discarica (38.9% del “secco residuo migliore” di Ponte nelle Alpi già depurato cioè da una raccolta differenziata spinta, anche pannolini e pannoloni, e da circa un 50% di secco residuo più problematico che è avviato a pretrattamento presso un impianto bellunese, i cui scarti vengono poi inceneriti presso l’inceneritore di Padova).\r\n\r\nVedere per credere, una delle tante presentazioni fatte dal Comune di Ponte nelle Alpi, unico “cliente” del sistema vedelago (diapositiva n.32) http://adtorvieto.files.wordpress.com/2011/09/ponte-nelle-alpi.pdf\r\n\r\nPurtroppo il modello vedelago è spesso “venduto” come riciclo del rifiuto secco residuo al 99%, anche da esperti illustri (Politecnico di Torino…), oltre che dai Grillini, poco informati.. che si basano “ingenuamente” sulle illustrazioni della titolare dell’impianto invece che sulle relazioni degli Enti competenti (in questo caso ARPAV, Provincia di Treviso e Provincia di Belluno, per autorizzare il conferimento “fuori provincia” del rifiuto residuo del Comune di Ponte nelle Alpi).\r\n\r\nIl frainteso del 99% di recupero deriva dal fatto che l’impianto di Vedelago è principalmente un impianto di selezione di imballaggi misti da raccolta differenziata, dove la sperimentazione sul rifiuto secco residuo è marginale (200 tonnellate di residuo sulle 22.000 tonnellate totali trattabili)\r\n\r\nA questo punto si tratta di scegliere se è più sostenibile, ammesso che abbia senso miscelare la plastica con del rifiuto residuo, alla fine utilizzare, per quanto ancora non recuperabile, la discarica o l’inceneritore… Certo le esperienze di molti Paesi nordici virtuosi nel recupero dei rifiuti, come molti studi LCA sul ciclo di vita della gestione dei rifiuti, sembrano preferire l’incenerimento con recupero energetico alla discarica

    Rispondi

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