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I Giovani democratici: "Delusi e poco considerati. Ma ora si riparta da noi"

I Giovani democratici: "Delusi e poco considerati. Ma ora si riparta da noi"
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I Giovani Democratici analizzano la campagna al fianco di Bernazzoli e la sconfitta. Ecco il loro comunicato.

"Nel 2008, la vecchia sinistra giovanile, assieme a tutti i cambiamenti che hanno interessato il centrosinistra italiano, è andata incontro ad un processo di rinnovamento e restaurazione. Nascevano allora i Giovani Democratici, attuale realtà associativa della politica giovanile italiana; forse ci si permette d’asserire, l’unica, per impegno dimostrato sul territorio e per partecipazione, oltre che per sostegno dato al “partito dei grandi”. Partito dei grandi che indubbiamente deve lavarsi il capo con le ceneri e battersi il petto, fare un onesto mea culpa, specie a Parma, sito dal quale perviene questa lettera che, nonostante la tentazione sia forte, vuole lasciare la rabbia e le salite in cattedra invasate a chi ha dimostrato di saperlo fare meglio, a chi lo fa per professione. La presente rischia di essere poco più, o forse qualcosa di meno, di una voce debole, tra urla stentoree dall’accento ligure. Eppure sentiamo la necessità di gridare il nostro, almeno di provarci, senza farci testimoni di una realtà spesso travisata e presentata nel modo che più si confà agli interessi del momento.
Perché noi Giovani Democratici abbiamo dovuto ingoiare in questi giorni rospi e bocconi amari, più di quanto fosse lecito. In quanto giovani ci sentiamo offesi ed oltraggiati dal perpetuo disinteresse mostrato nei nostri confronti dalla stampa. Ogni mattina le lavatacce per fare volantinaggio nelle vie del centro di Parma, tutti i giorni a combattere per una causa che ritenevamo e che riteniamo, tuttora, giusta. Tutto questo senza chiedere nulla in cambio e senza, ad onor del vero, ricevere un qualsivoglia tornaconto. È indicativo, seppur episodico, lo scambio di battute al quale abbiamo assistito, in piazza Garibaldi, tra un “grillino” e una Giovane Democratica di Modena:
-          Quanto ti pagano per essere qui?
In tutta risposta la ragazza estrae dalla borsetta uno scontrino che reca l’importo di trentacinque euro, rilasciato da un benzinaio sulla via Emilia.
-          Ecco quanto mi pagano. Mi pago anche la benzina!
Non siamo “non morti”, mummie, antiquariato o zombie; siamo la linfa vitale di questo partito che forse, dopo questa cocente sconfitta, arriverà a rendersene conto, e di qua in avanti lo ricorderà sistematicamente. Tutto ciò che facciamo, tutto ciò che ci ha spinto sotto il cocente sole di Maggio per intere giornate, spostandoci come trottole tra un polo e l’altro della città lo facciamo per una passione, vivida, sana, pulita.
Un connubio indissolubile tra passione genuina e ragione ci guida nella nostra attività di ragazzi e ragazze, che si affacciano volenterosi e curiosi al mondo della Politica, e che la Politica vogliono avere la possibilità di conoscere e di fare, prima che venga consumata sino al suo annientamento da un singolo individuo, istrione delle budella e della volgarità. Tutto ciò nella speranza di poter essere in prima linea quando questo sistema, obiettivamente malato, avrà bisogno di qualcuno che sia pronto a guarirlo. E bisogno ce n’è già.
Sono dunque, prima di tutto, i nostri ideali a guidarci, che non sono messi al servizio di un potere già costituito e che, perlomeno, nell’occasione della campagna elettorale pro-Bernazzoli, sono stati vessati per l’ultima volta da direttive e limitazioni di politicanti professionisti, ancora troppo legati, seppur mai in mala fede, a vecchie dinamiche di partito,.
Noi portiamo avanti le nostre lotte, anche se siamo spesso ignorati, travisati o denigrati dalla stampa e sovente troppo poco considerati da chi ha preso le decisioni che hanno contato – male – durante la campagna elettorale; crediamo fermamente nella possibilità di cambiare ciò che a Parma e nel Paese non va da troppo tempo; crediamo fermamente che si possa tornare a parlare e a sperare  in “una locomotiva, che come cosa viva, è lanciata a bomba contro l’ingiustizia”. Ma non prendeteci per brigatisti, estremisti od esaltati; siamo giovani, con forti ideali, capaci di tramutare questi in concrete proposte politiche e, nei limiti della nostra inesperienza, anche in buona pratica amministrativa.
Che non ci si dimentichi più di noi, quando si accostano politici come Vincenzo Bernazzoli a “bancarelle dell’antiquariato” (TG La7, 22/05/2012 edizione delle 20:00).
Non chiedeteci moderazione (o siate realistici nel farlo), perché non è una nostra prerogativa, non è peculiarità della nostra età, ma dovrebbe esserla per presunti leader politici, ex comici, che credono di poter sparare a zero su tutti, come facevano a teatro suonandosela e cantandosela da sé, pretendendo di essere immuni loro stessi da critiche o battute sarcastiche.
Non siamo ciechi verso i problemi della politica e del nostro partito, per questo siamo qui: per combattere dall’interno i nodi, non guardando semplicemente il panorama attuale per poi abbandonarci a laconici: “Tutto fa schifo”. Grandi intellettuali dei giorni nostri, che hanno combattuto negli anni ’60 e ’70, hanno oggi perso la fiducia nelle istituzioni, nei poteri, nel dialogo risolutivo e nella possibilità di cambiare. Noi siamo qui per dimostrare che le loro battaglie non sono state vane, e che la loro memoria non è andata perduta nel vento. Siamo qui per dare continuità, con i mezzi e le conoscenze che servono impiegare sul campo oggi; per recuperare magari il furore e la correttezza che ispirarono i grandi confronti e i grandi personaggi: da Berlinguer a Moro, passando per Spadolini ed altri grandi che hanno caratterizzato il nostro Paese e la sua buona Politica nel Dopoguerra, facendone un esempio di civiltà.
Scriviamo a nome di tutta l’associazione Giovani Democratici della federazione di Parma e provincia, sperando che le nostre parole ispirino una riflessione a chi tende continuamente ad ignorarci per comodità e ritorni di share.
 
 
                      Edoardo Pastorino                                                                               Marco Riva
(Tesserato circolo GD “Centro Città Parma”)                                     (Segretario circolo GD “Giacomo Ulivi”)

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  • Marco

    02 Giugno @ 15.08

    Cari Gregorio, Hugo e Mario fate bene a scrivere le vostre opinioni, le vostre critiche. Siete liberi di farlo; e per fortuna che, anche se sono critiche, qualcuno ancora pensa. Però queste critiche non passano addosso come acqua, stridono anzi direi. Avete, come la maggior parte della gente, l'incredibile facoltà di sputare veleno contro cose che conoscete per sentito dire soltanto; e se le avete consociute da vicino, vissute direttamente in passato... beh sappiate che adesso è molto difficile fare il GIovane Democratico. Dopo la tre giorni in cui si è ridefinito il vertice del partito mi sono finalmente reso conto quanto pesa la nostra associazione, quanto il partito la tenga presente (per niente) ignorando l'enorme risorsa che si ritroverebbe a gestire. Le vostre critiche sono ingenerose e qualsiasi pargone portato non regge con la realtà di Parma. Perchè? Semplicemente perchè è la realtà di Parma e, qualsiasi politico accorto dovrebbe andare piano a fare paragoni facili. Le variabili ci sono ovunque. Per la storia del "lavarsi il capo con le ceneri"... beh voleva essere un gioco di parole, dove il capo è la testa ma anche il vestito, la livrea. Vedo che non è pervenuto...

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  • Guido

    27 Maggio @ 21.04

    Caro Pastorino,non me la dai a bere. La possibilità di scaravoltare il tavolo l'avevate prima delle primarie. Questo strumento diabolico per perdere le elezioni è proprio l'arma delle cariatidi. Un partito prevalentemente votato da un elettorato anziano,per non dire vecchio,non ha(o meglio,aveva)difficoltà a far digerire candidati improponobili(Palermo docet). L'urlo deve avvenire prima o non uscirete da una squallida forma di autoassoluzione. Ai miei tempi le primarie non c'erano,ma le pillole da ingoiare c'erano eccome. Ti ho detto già che pure io ho mancato di coraggio,ma almeno ho la decenza di ammetterlo. Le possibilità sono solo e solo due: o mostrate i pugni o ve ne andate(come me),una terza possibilità non si dà;a meno che non nutriate l'illusione che queste rivendicazioni postume possano scuotere una dirigenza autoreferenziale e politicamente impreparata.

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  • federicaJacobo

    27 Maggio @ 20.28

    e no cari GD! Non potete chiamarvi fuori dal disastro annunciato e lamentarvi di non essere stati ascoltati, di non avere avuto mezzi(?),ecc.ecc. Le primarie del PD le avete vissute e collaudate in prima persona , avete subito il candidato da Bologna con la benedizione di Roma pur avendo in casa ben più valide alternative, siete stati allineati e coperti prestandovi in toto alla campagna di Vincenzo il Magnifico e la vostra voce "contro" non la si è sentita.Militare in un partito per dei giovani è difficile , specialmente se il partito è il PD (o Pdl) e quindi se non fate sentire ben forte i vostri liberi pensieri rimarrete solo uno strumento in mano ai soliti vecchi marpioni.

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  • Mario

    27 Maggio @ 15.07

    A parte che il capo non si lava con le ceneri ma lo si cosparge con esse, cari GD, fate un po' pena, un po' tenerezza. A Parma, semplicemente, risultate non pervenuti, tutti presi da divisioni interne tipo quelle tra Udu e sinistra studentesca. Prima di chiedere ai big di cambiare, pensate a cosa siete in grado di proporre voi.

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  • Edoardo Pastorino

    25 Maggio @ 09.11

    Caro Gregorio sbagli di grosso. Non abbiamo "urlato" prima perché, come abbiamo detto 10000 volte, abbiamo rispettato il candidato uscente dalle primarie. Ora che si tratta di dire qualcosa non abbiamo la minima intenzione di farlo attraverso un comunicato su un giornale. Lo faremo nei posti giusti, confrontandoci in prima persona con chi di dovere. Ti assicuro che "la voce grossa" siamo in grado di farla con chiunque e lo faremo, se lo riterremo utile e costruttivo.

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