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Polemiche in alcune scuole: "Ci hanno costretti a star dentro"

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Nella mattinata della paura, per le due scosse forti di questa mattina, si inseriscono anche le polemiche che arrivano da alcuni istituti. Già nelle ore precedenti abbiamno ricevuto alcune segnalazioni nello spazio commenti dei vari articoli sul terremoto. Qui sotto, una lettera che è stata pubblicata sul web e che riguarda le situazioni che si sarebbero create al Toschi. Ovviamente lasciamo a chi scrive la responsabilità delle proprie affermazioni, e restiamo a disposizioni di chiunque per altre segnalazioni o precisazioni, attraverso lo spazio commenti di questo articolo.

Da un lettore : quello che è accaduto al Toschi

(N.B: - Abbiamo eliminato alcuni termini che non ci sembravano pubblicabili: saremo retrogradi, ma crediamo che i propri racconti non siano più efficaci se conditi di parolacce...)

 Tralasciando il titolo, volevo scrivere due righe riguardo a un avvenimento accaduto oggi nell’istituto che frequento, di cui non farò il nome, durante le scosse di terremoto. LICEO ARTISTICO PAOLO TOSCHI, PARMA.

 All’arrivo delle prime due scosse consecutive, giustamente la scuola ha evacuato l’edificio (come prevede la norma) recandosi nel cortile. Alcune persone hanno attacchi di panico (c’è chi è più “emotivo”; anche io soffro d’ansia ma non ero al loro livello). Dopo circa 40 minuti, ci viene comunicato di rientrare nelle proprie aule, in attesa che il comune venga per far dei sopralluoghi e comunicarci la situazione.
Domanda 1: C’è gente che trema come foglie, non pensi sia giusto lasciarli perlomeno in cortile? 
Risposta: per loro, NO.
Queste persone si sono recate, impaurite, nel cortile, con cancello CHIUSO e inferriata che non permetteva l’uscita sul marciapiede. Il luogo dove potevan sentirsi più al sicuro, insomma. 
Pensate però che hanno deciso di ricacciare dentro queste persone, a suon di minacce a livello di provvedimenti disciplinari.
Ora mi chiedo.. QUALE DISCIPLINA?! Sono tanti Michael J.Fox messi insieme all’aria aperta che non chiedono altro di starsene li, fermi, senza recar fastidio alcuno e TU li minacci di rientrare in classe per riprendere le lezioni in attesa della provincia? Ma che fastidio ti danno?! Hai paura che vadano in strada? E come, volando? O può atterrare una navicella aliena in cortile, sequestrandoli e mettendo nei casini l’insegnante della tale ora? R I D I C O L O
 
Proseguiamo la bella storiella
 
Durante l’attesa dell’arrivo dei tecnici addetti al sopralluogo, nelle varie aule si creano dibattiti su cosa sia giusto fare. Gli insegnanti  non potevano dire nulla, ma le loro facce parlavano per sé. E attendiamo. Altra piccola scossa. E attendiamo.
Nella mia classe arriva uno dei membri della presidenza per dirci che dobbiamo rimanere razionali e che dobbiam tranquillizzarci, nell’attesa del resoconto dei fantomatici tecnici. Inutile elencarvi tutta la ramanzina.
 
Domanda 2: I genitori giustamente preoccupati chiamano i propri figli mentre quest’ultimi sono nell’edificio in attesa di una risposta.. Si può fare uno strappo alla regola facendo rispondere i figli in classe?
Risposta: per loro, NO.
A una mia compagna le è stato detto (dal membro della presidenza) di spegnere il cellulare, perché a scuola va tenuto spento. La cosa più buffa è che la madre la stava chiamando perché voleva sapere se la situazione era tutta ok.. E lei non ha potuto rispondere. Inutile è stato il tentativo di replicare al dirigente, non l’ha lasciata parlare.
Finalmente arriva l’annuncio in tutte le aule che la scuola non ha subito danni, onde per cui le lezioni continueranno normalmente. Qui sono partite imprecazioni. 
Tempo 20 secondi e spunta nella nostra aula.
 
Domanda 3: Almeno, vi avranno lasciato un po’ di libertà d’espressione, no? Per sentire i vostri pareri
Domanda 4: la risposta è nuovamente NO.
Sia il dirigente che il preside, una volta entrati, han detto ciò che volevan dire e qualsiasi tentativo di scambio d’opinione veniva fermato in partenza, come se la loro parola fosse d’oro.
Personalmente avevo preso lo zaino per andarmene fuori e mi è stato detto di evitare queste improvvisazioni, che siamo una comunità e cose varie. 
La vita è MIA, se non mi sento sicuro in quel posto e VOGLIO andarmene fuori, o a casa,  e se la cosa non riguarda un singolo individuo ma praticamente TUTTI gli studenti (e docenti),chi mi può tenere incollato sulla sedia?
 
Soffrendo d’ansia, tremavo involontariamente e non potevo distinguere la mia suggestione da un terremoto, mi sarei sentito molto più al sicuro in un cortile. invece NO, NO, NO e ancora NO! Chiuso in una aula a cercar di sdrammatizzare. 
 
Concludo con le cose più divertenti: la vice preside aveva una paura boia, mi è stato riferito che era ad abbracciare le alunne per tranquillizzarsi a vicenda. 
Le scosse sono state 4 e solo alla quarta (fine orario scolastico per giunta) ci han lasciato andare
Qualsiasi tentativo di organizzazione degli alunni sarebbe stato inutile in quanto le linee telefoniche eran tutte intasate.
 
Morale: per colpa di DUE, ripeto DUE  PERSONE, un intero istituto è dovuto rimanere a far “lezioni” (come se poi gli insegnanti fossero allegri e spensierati). Chi ha provato ad esprimersi è stato totalmente ignorato .
La gente DEVE aver paura dei terremoti, non deve far finta di niente. E’ la natura, è imprevedibile, non si può dire “non ci sono danni, continuate”.
E i “danni” temporanei psicologici delle persone, quelli non si contano? Ovvio che no, bisogna tenerli chiusi in gabbia.
 
Oggi mi sono sentito valere meno di zero. Ma non solo io, tutta la gente nella mia stessa situazione l’ho sentita valer zero. Ma cosa siamo, burattini da esporre sui banchi? Che neanche possono sentire le loro famiglie in momenti di tensione?
Democrazia, eh? Burocrazia, sì, certo. 
 
P.S. : Solo tre scuole di tutta parma sono rimaste in classe, tutte le altre si son rifiutate di continuar le lezioni (deduco pure la presidenza, dunque) alle 9 e 40 e son rientrate solo per prendere gli zaini e uscir di nuovo. Anche questa è una cosa che ci ha dato un po’ fastidio, ma vabbé, era una cosa “minore”
 
P.P.S. : dai, fate pure i figli di puttana, dite tutto ciò che ho scritto. Tanto lo penso veramente, come lo pensano un sacco di altre persone che si son ritrovati nei miei panni oggi.
A voce non mi sarebbe comunque stato possibile dire niente dato che a nessuno è stata lasciata la libertà d’espressione.
 
 
Fonte: http://tmblr.co/ZljbbwMMItat
 
 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • marco

    31 Maggio @ 13.32

    @Vero ... forse hai sbagliato persona, il nome di scrive è sotto al commento non sopra.

    Rispondi

  • Vero

    31 Maggio @ 10.19

    Va bene "Mark", ora sappiamo che anche tu sai scrivere... Anche se non capisco l'utilità di un commento che si limita a giudicare la sintassi, e non i fatti . "Vero" è una signorina, a cui non sembra di aver scritto un testo claudicante e che, in ogni caso, non aveva certo la necessità di aggiungere il proprio commento al solo scopo di ostentare un linguaggio altisonante, desueto e dai contenuti piuttosto sterili. Ti suggerisco di firmarti "Masolino D'Amico", la prossima volta.

    Rispondi

  • andrea

    30 Maggio @ 21.51

    @Isotta ce ne fossero di ragazzi maturi come te!

    Rispondi

  • marco

    30 Maggio @ 19.02

    Per tutti quelli che danno fiato alle corde vocali, dicendo che le scuole non sono state danneggiate. Vi pensate davvero più intelligenti di ragazzi che hanno avuto paura? http://video.repubblica.it/dossier/terremoto-emilia-20-maggio/l-inviata-a-mirandola-non-ci-sono-piu-scuole/96861?video

    Rispondi

  • omar

    30 Maggio @ 18.07

    Vero, chi è? un signorotto benpensante di provincia? un grassottello borghesotto del paesello ducale? Come ci si permette di adottare un tale tono e registro linguistico, una prosuccia velenosa e polemica venata di un grasso e grossolano umorismo gerontico nel rivolgersi a un giovane? La sintassi è stentata, claudicante, nervosa. Il signor Vero manifesta un costante atteggiamento paternalistico e condiscendente nel suo pur breve ma encomiabile Testo. La chiusa merita la citazione integrale: "C\'è da fare una scelta, perchè vedete, gli \"adulti\" ieri hanno continuato a lavorare nei loro uffici e nelle loro fabbriche, e nessuno di loro si è sognato di scrivere alla Gazzetta per insultare il proprio capo... " Un esempio di delirante, confusa ottusità italica.

    Rispondi

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