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Inchiesta - C'era una volta la città rossa - Quarta puntata: Nicola Dall'Olio

Inchiesta - C'era una volta la città rossa - Quarta puntata: Nicola Dall'Olio
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La sconfitta del centrosinistra: quarta puntata. Dopo Giorgio Pagliari ora chiudiamo, per ora, il nostro viaggio nel centrosinistra sconfitto alle urne con un altro protagonista di questa campagna elettorale: Nicola Dall'Olio. Protagonista in positivo alle primarie, e forse primo segnale di debolezza di Bernazzoli; poi coinvolto nell'avventura uscita sconfitta il 21 maggio; oggi (come si vede in un altro articolo della nostra home page) elogiato dallo stesso Movimento 5 Stelle. Così, con Dall'Olio abbiamo fatto riflessioni personali, analisi della sconfitta, e una fotografia del Pd visto dal di dentro da un rapresentante della nuova leva dei politic del centrosinistra.

  Intervista a Nicola Dall'Olio: prima parte - seconda parte - terza parte - quarta parte

Le puntate precedenti

 

Guarda la videointervista a Matteo Caselli 

Guarda la videointervista a Luigi Allegri  

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Inchiesta - C'era una volta la città rossa

Gabriele Balestrazzi

In principio fu lo "schiaffo" di Ubaldi, e sembrava un incidente di percorso da attribuire al "tradimento" di Tommasini e all'immagine "grigia" della giunta Lavagetto..

Poi Ubaldi fece il bis (addirittura al primo turno, contro Albertina Soliani); poi fu la volta di Alfredo Peri, costretto a cedere il passo a Pietro Vignali, delfino di Ubaldi nella lista che ne portava il nome.

Finchè, nel 2011, arrivarono gli arresti e le dimissioni della giunta Vignali. Il Municipio sembrava lì a portata di mano. Il comizio estivo di Pierluigi Bersani, sotto i Portici del Grano, sembrava il prologo della festa: bastava, appunto, salire le scale. Quasi un "rigore a porta vuota": ed anche la frase di Elvio Ubaldi sembrava una "gufata". E perfino il ritorno dell'ex sindaco pareva potere essere neutralizzato, opponendogli il presidente della Provincia, il vincente di due consultazioni (contro Paglia e contro Lavagetto), il numero uno del partito, anche se forse più rispettato che amato: Vincenzo Bernazzoli.

In estate, a Ravadese, un nostro viaggio nella Festa democratica (ex Festa dell'Unità) aveva registrato, accanto alle speranze, anche i tanti dubbi. E aveva impietosamente svelato che la Festa era sì affollata, ma soprattutto nello spazio musica e nei ristoranti, mentre i dibattiti, anche con i leader, non raccoglievano più di 20-30 persone.

I dubbi e i malesseri si erano ulteriormente svelati con le primarie: prima la sofferta rinuncia di Pagliari ( sulla base di un sondaggo: il più berlusconiano fra gli strumenti politici....), poi l'importante risultato di Dall'Olio. Ma anche il pragmatico commento del vincitore Bernazzoli: "La cosa che conta è vincere il 6 maggio".

Come è finita lo sappiamo tutti. Per dirla con le parole (infelici) di Bersani, è arrivata la quarta "non vittoria" in 14 anni. Così, sabato in via Treves sono iniziati i processi, dopo le dimissioni (Garbi e Dodi) e in attesa di decidere i nomi dell'ennesimo "rinnovamento". E alla cronaca delle analisi ufficiali, abbiamo da subito affiancato le impressioni dei semplici cittadini ( L'opinione dei lettori  ). Un dibattito che, ovviamente, coinvolge e divide gli esponenti del Pd di Parma: oggi sulla Gazzetta Adele Tonini ha difeso la scelta di candidare Bernazzoli.

Gazzettadiparma.it inizia ora un suo viaggio nel centrosinistra nuovamente sconfitto, nella città per decenni "rossa", poi ubaldiana ed ora a 5 Stelle.

Una riflessione sulle quattro sconfitte elettorali e su un Pd che qualcuno definisce "il partito mai nato".

 E l'inchiesta rimane ovviamente aperta anche ai lettori: dite la vostra nello spazio commenti

 Nella foto: il comizio in Piazza di Bernazzoli-Pisapia

 

Intervista a Giorgio Pagliari: prima parte - seconda parte

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  • andrea

    06 Giugno @ 10.23

    credo che l'inizio debba essere per forza lento per diversi motivi: 1) non sono politici di professione ma cittadini che cercheranno di dare il meglio 2) la complessità dei debiti 3) l'attesa di mezza italia ...sicuramente chi ha esperienza parte di botto... ma bisogna vedere cosa ppotrebbe portare di veramente nuovo nell'amministrazione. Una giunta fatta di giovani può veramente portare una ventata nuova e moderna. Magari no... io non credo comunque perché molti grandi esperti correranno a parma per farsi vedere... parma sarà una grande vetrina... quindi gente di parma non abbiate timore... forse dovete aspettare un po' all'inizio.. ma meglio aspettare per valutare... capire bene la strategia non è tempo perso... gli altri avranno iniziato ma si stanno muovendo sui soliti passi... io ho fiducia.. magari mi sbaglierò... allora dopo magari la penserò diversamente... ma finora è esaltante vedere una cosa del genere.

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  • baffo

    06 Giugno @ 10.16

    per tornare,non dico a vincere,ma quantomeno a pareggiare,il centrosinistra dovrebbe semplicemente tornare a fare quello che si aspetta faccia la maggior parte dei suoi elettori,a mio modesto avviso presumo per la maggior parte lavoratori dipendenti.e' chiaro che se per salvare i privilegi dei suoi parlamentari vengono accettate riforme come quella della fornero ogni elettore che possa definirsi libero di votare vota poi di conseguenza.

    Rispondi

  • sergio

    05 Giugno @ 17.46

    Più che una batosta al Pd sembra essere una autobatosta della città di Parma. 5 stelle il nuovo? I voti del Pdl di nuovo hanno solo la voglia di cambiare tutto per conservare tutto come era. Adesso vedremo cosa sapranno fare concretamente, oltre insultare ed urlare. L'inizio fa...schifo.

    Rispondi

  • Geronimo

    05 Giugno @ 09.24

    Arrivo in ritardo al dibattito ma voglio dire la mia, penso che il problema non sia tanto la sinistra in se ma l’attaccamento alla cosa tipico degli italiani dove una persona in ogni campo si sente in diritto di restare in un determinato posto fino a morte naturale non si sa bene per quale motivo e, spesso, non si sa bene per quali meriti. Di esempi ne abbiamo in abbondanza non solo in politica ma anche nello sport ad esempio dove magari nelle società minori di ogni disciplina un ex giocatore di 40 anni fa ha il diritto di fare il presidente o allenatore a vita anche se non allineato all’era moderna. Un esempio lo posso fare su me stesso dove se pur giovane sono consigliere di un circolo Anspi da 12 anni, ebbene io come gli altri giovani alle elezioni veniamo eletti esclusivamente grazie ai voti dei nostri amici coetanei ma gli anziani votano persone anziane solo grazie al nome e quando si tratta di votare qualsiasi iniziativa questa viene bocciata a meno che sia una cena o una gara di briscola. Il risultato è che il circolo pur avendo oltre 200 soci viene frequentato da una media di 15 persone nel fine settimana quando ci sono le partite (la partita ha la precedenza su tutto, infatti ogni sera da settembre a maggio il salone è indisponibile perché dedicato alla visione delle partite) e durante le giornate da 4 anziani che giocano a briscola consumando soltanto un caffè mentre la sera si arriva talvolta a 7/8 soci presenti. Addirittura in consiglio c’è uno che per motivi di salute non si presenta da oltre un anno alle riunioni, da statuto andrebbe sostituito ma visto che la prima esclusa è una ragazza e lui rappresenta la storia, non si procede alla sostituzione. Scusate la lunghezza ma la politica è così, nel centrosinistra ci sono tante persone valide come anche un Matteo Caselli che però per avere qualche chance dovrà aspettare il ritiro o la morte degli anziani. Discorso brutto ma penso che sia la realtà, Pizzarotti ha vinto in buona parte grazie alla campagna contro l’inceneritore ma anche perché rappresenta il nuovo, la speranza e anche la giovinezza, cosa rara nel paese

    Rispondi

  • Sborry

    04 Giugno @ 19.37

    E chi ha detto che la sinistra ha perso? Io credo che abbia vinto. Con Pizzarotti. A mio parere credo che Pizzarotti interpreti (o quantomeno dia l'impressione di interpretare) molto meglio le idee di sinistra partecipata di quanto non abbia fatto (e stia facendo) il PD. Il problema è che la gente non ne può più di votare sempre e comunque il "meno peggio" da scegliere obbligatoriamente fra una cerchia di poltronai. Preferisce votare gente diversa. Anche sbagliando, purchè diversa. A chi nega il fatto che Parma sia storicamente di sinistra consiglio invece di andarsi a leggere i libri di storia, perchè a differenza di ciò che pensa qualcuno, la storia non inizia negli anni 90 con "Striscia la notizia".

    Rispondi

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