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I debiti del Comune - Vignali, Broglia e Buzzi contro Ciclosi: "Gravi errori. Accuse deliranti"

I debiti del Comune - Vignali, Broglia e Buzzi contro Ciclosi: "Gravi errori. Accuse deliranti"
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E' una vero e proprio attacco frontale al commissario Ciclosi e alla relazione sui conti quello deirappresentanti della Giunta Vignali.

A partire proprio dall'ex sindaco. Vignali parla di «affermazioni gratuite al limite della diffamazione, di un’accentuata venatura politica tanto nei toni quanto nelle cifre che appare del tutto impropria, a maggior ragione perché proveniente da un presunto tecnico».E in precedenza, altre dure reazioni erano venute da Buzzi e Broglia.

VIGNALI - E’ difficile rispondere in poche righe alle 250 pagine della Relazione finale
del Commissario Ciclosi, ricche, oltre che di confusione e di affermazioni
gratuite al limite della diffamazione, di un’accentuata venatura politica tanto
nei toni quanto nelle cifre che appare del tutto impropria, a maggior ragione
perché proveniente da un presunto “tecnico”.
Il Commissario parla di “degenerazione etica” che avrebbe coinvolto l’intero
Comune. Mi chiedo come si possa buttare lì una frase del genere, al limite
della diffamazione, su un intero Ente senza entrare nel merito, senza citare
persone e fatti specifici. Stessa faciloneria con la quale ha scritto che il
fondo di riserva sarebbe stato impiegato per utilità politiche, quando al
contrario il suo utilizzo è sempre stato approvato con variazioni di bilancio 
regolarmente approvate dalla Giunta.
Delirante è l’accusa di “invenzioni di delibere prive di regolarità
contabile”: tutte le delibere del Consiglio Comunale e della Giunta avevano
ricevuto il parere positivo del dirigente competente e del segretario generale
perché altrimenti, come Ciclosi dovrebbe sapere, non sarebbero potute neppure
arrivare in Consiglio e in Giunta.
Poi Ciclosi scrive di “snaturamento delle funzioni dirigenziali”, senza
specificare nel merito cosa intenda; si vanta di aver introdotto una
“conferenza settimanale” dei dirigenti quando in qualità di sindaco con i
dirigenti e assessori di riferimento mi confrontavo tutti i giorni. Sbrodola
una paginata di fantomatiche “potenziali passività”, citando diversi lavori
come la Questura e il Palasport, ma non si comprende davvero sulla base di
quali principi contabili essi possano costituire delle passività dal momento
che sono progetti non avviati per i quali non sono stati sottoscritti contratti
e quindi non avranno nessuna ripercussione né futura né potenziale sulle casse
comunali.
Sorprendente è l’accusa di proliferazione di società partecipate, quando negli
ultimi quattro anni il Comune ha creato solo 3 società partecipate nuove su 30
(Engioi, Alfa e STT, di cui Stt, tra l’altro, non è neppure una società vera e
propria ma una holding che raggruppa società già esistenti).
Poi sul debito. Il debito del Comune è nella media nazionale non raggiungendo
i 900 euro per abitante quando esistono comuni come quello di Torino il cui
debito pro capite supera i 3000 euro. La quasi totalità di quello delle
partecipate è relativo a Stu Stazione, Stu Pasubio e Spip, interventi decisi
quando io non ero ancora sindaco e che mi sono ritrovato con i cantieri già
aperti e quindi nell’impossibilità di bloccarli. Detto questo, queste opere si
possono discutere ma creano comunque un patrimonio del Comune e rappresentano
degli investimenti. Sono riuscito a bloccare la Metropolitana facendo
risparmiare al Comune quasi 100 ml di euro. Tra l’altro occorre rilevare che
una parte significativa del debito riguarda società partecipate di cui il
Comune è socio insieme ad altri enti, e quindi le scelte sono state condivise
da altri Enti come la Provincia, l’Unione Industriali e da tutti gli altri
azionisti per finanziare interventi essenziali come, ad esempio, gli
investimenti realizzati dalle Fiere di Parma, autocamionale della Cisa, Soprip,
aeroporto ecc.
Il Commissario non manca di dilungarsi nel citare tra le attività svolte una
serie di interventi che altro non sono che progetti avviati dalla nostra
Amministrazione, finendo con l’auto-lodarsi per iniziative microscopiche prive
di ogni interesse, se non ridicole, questa volta sì da lui pensate. E’ arrivato
addirittura a sbandierare come grande dimostrazione di trasparenza e contatto
con i cittadini l’aver aperto una casella e-mail a cui poter scrivere. Gli
ricordo che il Comune ha aperto un Contact Center per ricevere le segnalazioni
dei cittadini e provvedere agli interventi immediati, ricevendo e gestendone
qualche migliaio alla settimana. Per non parlare del vanto di essersi fatto
inviare le segnalazioni dai cittadini per l’assegnazione dei premi di Sant’
Ilario... gli ricordo che da sempre i parmigiani possono indicare nomi, è
sempre stato così, durante e prima il mio mandato.
Infine il Commissario sostiene di aver messo a posto i conti. Diciamo che lo
ha fatto nel modo più semplice e sbrigativo, ovvero aumentando al massimo le
tasse e le tariffe a carico dei cittadini: i parmigiani così si ritroveranno l’
Irpef al massimo, l’Imu al massimo e tutte le tariffe dei servizi comunali
aumentate. Noi abbiamo garantito per anni piu’ di 100 ml di servizi alla
persona senza aumentare ne le tasse ne le tariffe. Un po’ più di realismo e
conoscenza dei fatti non sarebbero guastati in questa sua relazione di fine
incarico, caro Commissario. Di certo lei avrebbe lasciato un più bel ricordo di
sé con un pizzico di umiltà in più e con un pizzico di auto-incensazione in
meno.

Pietro Vignali

BUZZI - Paolo Buzzi, coordinatore provinciale del Pdl e neo eletto consigliere comunale, attacca l'ex commissario straordinario Mario Ciclosi e la sua relazione finale sullo stato del Comune. «È veramente disdicevole ed incredibile - dice Buzzi attraverso un lungo comunicato - che un commissario straordinario di Governo produca, a distanza di soli cinque mesi, una relazione così gratuitamente diffamatoria, in molti punti sbagliata, per buona parte autoreferenziale, ma che denota una incompetenza che appare ancor più grave se realizzata da un commissario straordinario».
Aggiunge l'esponente del Pdl: «Occorrerebbero davvero molte pagine per replicare a tutte le inesattezze riportate nella logorroica relazione ma, per rispetto di chi legge, per ora riporterò solo alcune delle questioni macroscopiche di tutta evidenza. In primo luogo i numeri. Risulta evidente che il Commissario fa confusione, non si sa se voluta o frutto di ignoranza, tra indebitamente effettivamente contratto e residui passivi, facendo una sommatoria che alla fine porta ad un risultato completamente difforme dal vero. Infatti l’incremento dal 2007 indicato in 112 milioni di euro, comprende, nei calcoli di Ciclosi, anche i residui passivi che rappresentano impegni presi ad effettuare lavori che spesso non vengono eseguiti e che, quindi non si tramutano in debiti. Nella realtà i debiti sono aumentati di soli 30 milioni di euro a fronte di investimento di oltre 300 milioni di euro… Ma la cosa ancora più grave è che nelle fantasmagoriche tabelle vengono inseriti i soli residui passivi (sbagliando) senza considerare i residui attivi (i crediti certi ancora da incassare del Comune di Parma) pari a circa 115 milioni di euro. Sinceramente ci saremmo aspettati una competenza diversa. Da qui si capisce subito che le indicazioni portate da Ciclosi non riguardano assolutamente un bilancio consolidato dato che vengono riportate soltanto le passività e non i crediti».

Buzzi va avanti come un fiume in piena. «C’è un aspetto ancora più strabiliante ed è rappresentato da quel fondo rischi che il commissario ha istituito per far fronte a potenziali passività derivanti da potenziali contenziosi: insomma tutto è potenziale e nulla di certo in un tesoretto di 45 milioni di euro creato per far fronte a che cosa? Per esempio 20 milioni per l’eventuale contenzioso per la mancata realizzazione questura di Viale Fratti? Saremmo solo curiosi di sapere chi dovrebbe instaurare tale contenzioso visto che non vi è alcun impegno contrattuale nei confronti di nessuno. Troviamo poi in questo fondo altri 20 milioni di euro per cause su espropri (come se il comune le dovesse perdere tutte) e 15 milioni per cause di risarcimento danni (come se la responsabilità civile non fosse garantita da polizze assicurative)».
«Altro esempio dell’approssimazione (ad essere buoni) con cui è stata fatta questa relazione è l’indicazione di 21.418.000 euro di debiti di Parma Gestione Entrate che altro non sono che un versamento effettuato alle Casse comunali relative al saldo Ici che vengono riversate nelle casse del comune 10 giorni dopo l’incasso e che non sono assolutamente un debito. Altra chicca nel bilancio di STU Authority è compreso un debito di euro 36 milioni e 800 mila che, invece, è a totale a carico dell’EFSA».

Il coordinatore del Pdl aggiunge che, a suo giudizio, le considerazioni di Ciclosi sulla "degenerazione etica" rappresentano una diffamazione, cui potrebbero seguire risposte sul piano legale: «Evidentemente il Commissario cade nel solito inganno di considerare i debiti avulsi dagli investimenti e dal patrimonio come se le risorse fossero state gettate dalla finestra. Ed anche nel caso delle società potremmo continuare con inesattezze, imprecisioni e varie amenità… Al di là dei numeri e dell’impostazione sbagliata ciò che appare estremamente grave e che richiede una reazione che andrà oltre la semplice replica giornalistica, sono le affermazioni riportate nelle premesse e nella analisi della situazione secondo cui nel comune di Parma ci sarebbero stati “anni di degenerazione etica”, “evidenti cedimenti a favore di soggetti esterni portatori di interessi di parte”, “gestione del fondo di riserva come riserva privata per la politica”, “invenzione di deliberazioni prive della regolarità contabile”… Si tratta di affermazioni gravissime che se non supportate da elementi probatori nelle opportune sedi integrano una diffamazione nei confronti di coloro che hanno amministrato l’Ente e gettano un discredito sul Comune di Parma descritto come una entità completamente destrutturata dal punto di vista organizzativo e strutturale: giudizi completamente gratuiti che non corrispondono alla realtà dei fatti…. La realtà, dal nostro punto di vista, è che ci siamo trovati di fronte ad un Commissario evidentemente deluso dall’esito elettorale che tenta di far credere ai cittadini di Parma di essere il salvatore della patria elencando una serie di attività eseguite che non sono altro che il proseguimento di quelle impostate dalla precedente amministrazione e che di suo ha compiuto soltanto tre cose: primo, una massiccia tassazione dei contribuenti parmigiani, facendo credere che tale provvedimento serviva per evitare il dissesto mentre in realtà nemmeno un euro andrà a finanziare il debito; secondo, mettere a casa personale alle dipendenze del comune in scadenza di contratto; terzo, stralciare praticamente tutti le spese in conto capitale bloccando quindi lo sviluppo della città».

«Da ultimo una considerazione che chiarisce l’inflessione politica che il commissario ha inteso dare al suo ruolo: in premessa di relazione si legge che secondo il commissario, “risulta chiaro” che la vera natura della crisi del governo della città “prima ancora che politica è di natura economica-finanziaria”. Vorremo ricordare al dottor Ciclosi che il commissariamento del Comune di Parma è intervenuto per dimissioni del sindaco e della Giunta a seguito di gravi fatti avvenuti e per la presa d’atto della mancanza delle condizioni politiche che consentissero il proseguimento dell’amministrazione. Ogni altra illazione o considerazione è del tutto gratuita e viene respinta a chi l’ha proferita essendo difforme dalla realtà storica dei fatti… Diversamente il commissariamento sarebbe intervenuto per dissesto dell’Ente, dissesto che fino ad oggi nessuno ha dichiarato forse perché nelle condizioni del Comune di Parma si trova la maggior parte dei comuni italiani e per questi non viene certo sollevato il polverone che invece su Parma si è abbattuto».

BROGLIA - La guerra delle cifre è iniziata. Per l’ex commissario Mario Ciclosi il debito del Comune, al netto di quello delle società partecipate, arriva a 266,7 milioni di euro, mentre per l’ex assessore al Bilancio, Gianluca Broglia, l’indebitamento dell’ente è di molto inferiore e si attesta sui 165 milioni. «Se solo mi avesse contattato, il commissario non sarebbe incappato in questi gravi errori di valutazione», afferma Broglia, prima di addentrarsi nella spiegazione delle cifre. «Il commissario, sbagliando, ha aggiunto ai 165 milioni di debito effettivamente esistente i 101 milioni di euro di residui passivi – spiega – i quali non sono altro che impegni di spesa per realizzare delle opere. Opere che non sono state eseguite e quindi quei soldi non sono stati spesi». Ma in base all’analisi dell’ex assessore, l’errore del commissario è doppio. «Ciclosi – aggiunge – oltre ad aver considerato i residui passivi come parte del debito, quando debito non sono, non ha nemmeno tenuto conto dei 115 milioni di euro di residui attivi, cioè di crediti certi che il Comune ha incassato o andrà ad incassare e che derivano, per esempio, dai fondi ex metro, dagli oneri di urbanizzazione e dai contributi regionali e statali». A conferma del fatto che i conti del Comune non sarebbero in una situazione disastrosa, l’assessore mostra una tabella de Il Sole 24 Ore che pone Parma al 51esimo posto in Italia come indebitamento pro capite, con 917 euro per abitante. In testa alla classifica c'è Torino, dove il debito del Comune pesa su ogni cittadino per un importo pari a 3.520 euro.Broglia difende inoltre il suo operato ricordando di aver abbassato da 30 a 5 milioni di euro il ricorso alle entrate straordinarie per pagare le spese correnti, senza aumentare la pressione fiscale. «Con il commissario – aggiunge – le entrate tributarie sono aumentate di oltre 35 milioni di euro tra il 2011 e il 2012 a causa del raddoppio dell’addizionale Irpef e dell’Imu al massimo». «E' sbagliato affermare – conclude Broglia – che l’incremento della pressione fiscale è stato fatto per pagare i fornitori, in quanto il Comune aveva una notevole liquidità bloccata dai vincoli del Patto di Stabilità. Sarebbe bastato sfondare il Patto e tutti i fornitori sarebbero stati saldati».
P.Dall.

 

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  • dado

    08 Giugno @ 12.58

    Non trovo la relazione di Ciclosi corretta, la Cancellieri a Bologna non ha fatto la stessa cosa si è comportata con maggiore dignità rispettando anche l'Ex Giunta nonostante ne abbia combinate di tutti i colori infatti è ancora vivo il ricordo di Delbono delle sue amanti e dei soldi pubblici che veramente aveva utilizzato a scopo personale tanto è vero che è addirittura andato a giudizio. NOnostante questo la Cancellieri si è limitata a svolgere il suo lavoro e basta senza tranciare giudizi. Ciclosi poi in cosa è laureato? NOn mi sembra sia un ingegnere o un commercialista, da dove ricava tutta questa esperienza contable?? E' solo un prefetto un soggetto che dovrebbe traghettare con tranquillità e in modo imparziale un Comune fino alle elezioni. Invece ha esagerato, tra l'altro chi vota a sinistra ha poco da invocare la legalità perchè con la vittoria di Pizzarotti evidentemente i cittadini hanno valutato poco virtuosa anche la condotta dei politici di sinistra.

    Rispondi

  • Dedo

    08 Giugno @ 12.23

    Se presentassi un bilancio come quello stilato da Ciclosi verrei licenziato immediatamente sia in Germania che in Italia. I criteri adottati sono a dir poco dilettanteschi. Con quei criteri anche il Comune di Reggio Emilia, che pubblica online bilanci perfetti, sarebbe inguaiato, molto meno di quello di Parma ma sempre inguaiato. Il che è falso adottando criteri contabili un po' meno approssimativi di quelli di Ciclosi. Noto poi che molti parmigiani dimenticano che Vignali non occupò il Palazzo d'Inverno nel 2007 alla testa di milizie armate ma fu eletto con il 56,6 dei voti dei cittadini di Parma. Memoria corta o semplice malafede?.

    Rispondi

  • ANDREA

    08 Giugno @ 08.55

    VIGNALI BROGLIA E BUZZI. Ma con che faccia fate queste affermazioni? Proprio voi? L'OPINIONE PUBBLICA non ne vuole più sapere di voi anzi vorrebbe che voi pagaste per ciò che avete fatto. Per il malaffare e l'incomptenza. VORREI DIRE A TUTTI che anche questa vostra reazione è il segno evidente della vostra ARROGANZA. Abbiamo il buion gusto di sparire e stare in silenzio. Le affermazioni che leggiamo non possono venire da voi.

    Rispondi

  • isabella pontremoli

    08 Giugno @ 08.24

    Dopo l'arresto di tanti "dirigenti" e politici area Vignali, stupisce che questi soggetti ancora si difendano. Un plauso al Dottor Ciclosi, un uomo molto serio, corretto, conosciuto da coloro che hanno lavorato con lui in Prefettura per una persona veramente capace ed onesta, che relazionato in modo molto leale verso i cittadini. Un degrado morale, etico, professionale, veramente immenso. Dall'uso scorretto di cellulari fino alla creazione di aziende municipale atte solo a depauperare il Comune e i cittadini. Altro che degrado etico e morale, ben altre parole andrebbero detto. Complimenti al Dottor Ciclosi. Vergogna a chi si "difende".

    Rispondi

  • beppe

    08 Giugno @ 00.51

    BUZZI, VIGNALI, BROGLIA, UBALDI SIETE LA BANDA DEL BUCOOO!!!!!!!!!! ANDATEVI A NASCONDERE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Rispondi

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