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Università, a Lettere nasce uno spazio autogestito

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Il giorno dopo lo sciopero generale che ha coinvolto tantissime città italiane, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha annunciato che riceverà una rappresentanza di studenti per farsi esporre "più ampiamente le loro posizioni" sulla legge Gelmini. Alla Camera, nel frattempo, nel corso di un'informativa urgente del governo, il sottosegretario dell'Interno Francesco Nitto Palma ha riferito sugli scontri di mercoledì tra studenti «rossi» e «neri» a Roma. Durante il Consiglio dei ministri, applausi dei colleghi al ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. "L'abbiamo applaudita per come ha contrastato le falsità sulla riforma della scuola", ha detto il ministro della Difesa Ignazio la Russa. La rete degli studenti Medi ha invitato per l' "ennesima volta il Governo a smettere di denunciare situazioni pacifiche di protesta, cercando di alzare la tensione". Continua anche la polemica sulla linea dura di Maroni, che ha annunciato che denuncerà chi occupa le scuole.

AULA AUTOGESTITA A LETTERE - Consentire a tutti gli studenti di avere un luogo permanente di discussione, informazione e mobilitazione sulla legge 133, sulla riforma Gelmini e sul disegno complessivo di dismissione della formazione. Con queste parole un gruppo di studenti eterogeneo (perché appartenenti a diversi corsi di laurea) ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla richiesta (poi accettata) di sfruttare l’aula B della facoltà di Lettere come zona autogestita. Da questa mattina è cominciata l’iniziativa che, per ora, non ha una data di termine. Il tutto è partito ieri, in occasione del presidio e del corteo contro la riforma scolastica. Fuori dal corridoio che porta all’aula, a pochi passi dal chiostro di Lettere, un cartellone: Legge 133, Art.14: “Le università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato”. A seguire due quesiti: L’università non dovrebbe essere aperta a tutti? Un diritto alla conoscenza comune di tutti noi?

PERCHE’ LETTERE? Studenti di diverse facoltà uniti nella scelta di Lettere come punto di riferimento da cui partire. Le motivazioni? E’ in posizione centrale rispetto alle facoltà scientifiche che hanno sede al campus. Inoltre la vicinanza con Economia facilità il passaggio di tanti studenti e la presa di coscienza di ciò che sta succedendo. Tutti i giorni, alle ore 16, si svolgerà un’assemblea nel convincimento che la formazione debba essere ripensata partendo da chi quotidianamente tocca con mano ciò che avviene nel mondo della scuola e dell’università.
 

COSA CAMBIERA’? L’azione, che fa seguito a un’assemblea autoconvocata lanciata durante la manifestazione nazionale di ieri, prevede esperienze di autoformazione e autodidattica, analisi delle riforme che hanno riguardato l’istruzione, rassegna stampa giornaliera oltre a momenti di socializzazione e condivisione. La volontà finale è quella di far nascere consapevolezza sui cambiamenti che stanno coinvolgendo il mondo universitario, proponendo nuove idee per quella che viene definita “una vera riforma che prenda in considerazione le esigenze e le idee di chi quotidianamente vive il mondo dell’istruzione”.

Ieri è stato il giorno della grande manifestazione nazionale di Scuola e Università contro la legge Gelmini e la legge 133: migliaia di ragazzi hanno sfilato in corteo anche a Parma (foto e video in Mediagallery)

La cronaca della mattinata (di Andrea Violi)

h 8,30-10: gli studenti si radunano in centro per il corteo contro le leggi su scuola e Università promosse dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La protesta è in primis promossa e animata da studenti e professori delle scuole superiori. Ci sono anche tanti studenti universitari, che sostengono la protesta contro la «legge Gelmini» ma ribadiscono il loro «no» ai tagli di fondi decisi da un'altra discussa legge, la 133.

h 10: «Dalle scuole all'Università la Gelmini non passerà»: è questo lo slogan del corteo partito da piazza Garibaldi alla volta dell'Oltretorrente. Studenti e professori faranno il giro di via Bixio e viale Maria Luigia, fermandosi davanti ai principali licei.
 
h 10,15: È evidente che a Parma è sceso in piazza qualche migliaio di persone. Dal Ponte di Mezzo si vede la testa del corteo già all'edicola di via Bixio, ma via Mazzini è ancora piena di gente. Lungo tutto il percorso si vedono striscioni e slogan e, in fondo, qualche bandiera di Rifondazione comunista.

h 10,30: Il corteo sta attraversando via Bixio e sta facendo il giro dei licei. Intervistati da Gazzettadiparma.it, professori e alunni di scuola superiore concordano: «I cambiamenti della legge Gelmini - spiegano - impediranno di fare gite e uscite didattiche e pregiudicheranno le nuove iniziative delle scuole». Con i tagli di fondi e personale, in sostanza, i professori e i ragazzi di Parma sottolineano che «non potremo fare i corsi di lingua aggiuntivi all'inglese (come corsi di tedesco e francese), né i laboratori di informatica e altre lezioni pomeridiane».

h 11: I manifestanti sono fermi di fianco all'Ulivi, in via Gorizia. Da dietro alle finestre chiuse si vedono alcuni ragazzi che non si sono uniti alla protesta, scegliendo di andare regolarmente a scuola. Dalla strada molti manifestanti gridano colorite critiche agli studenti che non protestano e gridano loro «fuori, fuori». A giudizio dei manifestanti, chi non si unisce alla protesta non capisce «la gravità delle conseguenze» dei provvedimenti al centro della discussione.

h 11,30: Il corteo ha passato il Ponte Caprazucca e attraversa via Farini. A margine del corteo si staccano gruppetti di ragazzi che «prendono d'assalto» le panetterie per uno spuntino. A tratti il corteo continua a fermarsi per scandire slogan contro il ministro, i tagli di fondi, il maestro unico e il rischio che la scuola diventi «privata».

h 12-12,30: La manifestazione si conclude con un sit-in in piazza Garibaldi. Mentre la folla inizia a disperdersi, dalla finestra del Palazzo del Governatore una persona estranea alla manifestazione studentesca mostra un cartello inneggiante al Duce, che scatena cori di protesta da parte degli studenti. La scritta viene tolta quasi subito e tutto si risolve in pochi minuti.
Il corteo si scioglie e dall'altoparlante gli organizzatori chiamano i ragazzi a partecipare a un'assemblea autoconvocata a Lettere, per le 16.

Inviateci foto e video all'indirizzo sito@gazzettadiparma.net - LE VOSTRE FOTO

IL MINISTRO MARONI E LE OCCUPAZIONI - Chi occupa abusivamente le scuole impedendo ad altri di studiare sarà denunciato. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Ed ha aggiunto: " «Finora il fenomeno delle occupazioni rientra in manifestazioni fisiologiche di dissenso», ha aggiunto Maroni, parlando delle proteste studentesche. «La continuità didattica finora è garantita».

«Davanti a questa ennesima prova muscolare del governo, che minaccia denunce nei confronti di chi sta legittimamente manifestando le proprie ragioni, a noi viene un interrogativo: perchè, invece di denunciare gli studenti, non denunciamo un reato ben più grave che è quello del 'furto di futurò dei giovani contenuto nella legge Gelmini e nei tagli della manovra estiva a danno della scuola e dell’università pubblica?». Se lo chiede la deputata del Pd, capogruppo nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni replicando alle dichiarazioni del ministro Maroni sulle manifestazioni studentesche.

COSA DICE LA LEGGE GELMINI - (Quella per cui in linea di massima protestano le scuole) Ecco alcune delle novità introdotte:

MAESTRO UNICO (art.4) - Nelle scuole primarie, le classi avranno un unico insegnante con un orario di 24 ore a settimana. La disciplina entrerà in vigore dall'anno scolastico 2009/2010 nelle prime classi del ciclo scolastico. 

TESTI SCOLASTICI (art.5)-  I competenti organi scolastici adottano libri di testo che l'editore si è impegnato a mantenere invariati per cinque anni. Possono essere inserite delle appendici, che però devono essere disponibili separatamente.  Il dirigente scolastico ha il compito di vigilare affinché le delibere del collegio dei docenti sull'adozione deui libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni.

VOTO IN CONDOTTA (articolo 2, commi 1 e 2) - In sede di scrutinio intermedio e finale nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado viene valutato il comportamento di ogni studente con un voto espresso in decimi. Il voto fa media e se inferiore a sei comporta la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo.

GRADUATORIE A ESAURIMENTO (art.5-bis) - Gli specializzandi Ssis non saranno più inseriti nelle graduatorie in coda, ma nella posizione spettante in base a titoli posseduti.

VALORE ABILITANTE DELLA LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA (art.6) -La disposizione attribuisce all'esame di laurea in scienze della formazione primaria, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal percorso, il valore di esame di Stato che abilita all'insegnamento nella scuola dell'infanzia o nella scuola primaria, a seconda dell'indirizzo prescelto. La disposizione si applica anche a chi ha sostenuto l'esame di laurea conclusivo dei corsi di Scienze della formazione primaria nel periodo compreso fra l'entrata in vigore della legge 244/2007 e la data di entrata in vigore del decreto legge 137/2008.

Leggi il testo nella sua versione completa (l'intestazione riporta ancora la dicitura: "decreto legge")

COSA DICE LA LEGGE 133 (quella per cui protesta il mondo universitario)
Quando si parla di “legge 133” si fa riferimento a tutta una serie di nuove misure che, fra le altre, interessano anche l'università.  La legge 133 del 6 agosto 2008 è infatti la conversione in legge di un decreto (n.112 del 25 giugno 2008) che reca “disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” e che non è quindi incentrato solo sul mondo dell'istruzione.

Ecco alcune delle novità introdotte:

TAGLI-  La legge prevede il taglio di 1.441,5 milioni di euro al fondo di finanziamento ordinario (FFO) nel quinquennio 2009/2013.

BLOCCO DEL TURN-OVER - al di sotto del 20% fino al 2011: questo significa che ci sarà una nuova assunzione del personale universitario ogni dieci posti liberati.

LE UNIVERSITA' POSSONO TRASFORMARSI IN FONDAZIONI PRIVATE – A decidere la trasformazione è il Senato accademico a maggioranza assoluta (50%+1): la decisione deve essere approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. L'università diventerà fondazione dal 1 gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.  Le fondazioni, si dice nel testo di legge, hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, ma non sono enti commerciali e non è ammessa in ogni caso la distribuzione di utili. In sostanza, nessuno si può arricchire: se ci sono dei soldi in più, vanno destinati alle attività universitarie.

RAPPORTO ALUNNI DOCENTI – Il comma 1 dell'articolo 64 della legge prevede dall'anno scolastico 2009/2010 che siano adottati provvedimenti e misure volte ad incrementare di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l'anno scolastico 2011/2012.

ORGANICI – Il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (Ata) dovrà subire una riduzione complessiva nel triennio 2009-2011 del 17% della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l'anno scolastico 2007-2008.

PROGRAMMI –Nelle scuole si prevede la stesura entro dodici mesi dall'entrata in vigore del decreto l'adozione di uno o più regolamenti basati sui criteri di razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell'impiego dei docenti, la ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi e altri. 

Per leggere il testo integrale della legge clicca qui

VOTA IL SONDAGGIO: Firmereste il referendum per abrogare la legge Gelmini?

LA MOZIONE DELL'UNIVERSITA' Continuano anche oggi le proteste del mondo universitario, con lezioni all'aperto e manifestazioni.  Il Senato accademico e il cda dell'università si sono espressi contro la legge 133 con una mozione - Leggi il testo

 

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  • I veri danni...

    31 Ottobre @ 17.09

    Tra gli slogan di questi giorni campeggiano scritte che difendono giustamente il sacrosanto "diritto allo studio". Bene, vogliamo fare il conto di quante ore sono state sottratte in questi giorni alle lezioni del nostro ateneo causa manifestazioni, scioperi, proclami in aula (anche e soprattutto ad opera di professori già poco vogliosi di insegnare), annessi e connessi? Personalmente, a quest'ora avrei imparato qualcosa in più e come me tanti altri studenti. E ciò avrebbe contribuito al bene di tutta la società. Manifestare è un diritto di tutti, ma senza esagerare e danneggiare chi ha veramente voglia di studiare.

    Rispondi

  • Lucas

    31 Ottobre @ 13.13

    Io credo che : l'80% di chi protesta non sa neanche perchè lo stia facendo, oppure lo sa che è contro il decreto Gelmini, ma non ha idea di cosa contenga, l'importante è fare casino e non essere interrogati. Il restante 20% si divide in centri sociali e in chi attua lo sport nazionale preferito dalla sinistra e cioè dai addosso al Cavaliere !!! Che più o meno sono la stessa cosa .. Alla fine ditemi voi quanti, realmente, sono contro al decreto Gelmini ??

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  • franz

    31 Ottobre @ 11.15

    "Ma quale clima di tensione? Il clima di tensione lo crea chi scende in piazza senza un motivo valido per farlo! La manifestazione di ieri è l'ennesima strumentalizzazione politica di sinistroidi. ANDATE A LEGGERE IL DECRRETO (ANZI LA LEGGE) GELMINI prima di scioperare che vi risparmiate brutte figure!"

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    • giancarlo

      31 Ottobre @ 18.28

      Egregio Signor Franz, ho esitato un pò prima di decidere di rispondere brevemente alla sua invettiva forse perchè i piani di discussione sono diversi. Non ho ben capito quali siano i suoi riferimenti letterari sulla lettura e il saper leggere ma dal linguaggio usato e dal tono così violento non mi viene da pensar bene. Credo che si possa dissentire anche in maniera diversa e più articolata, oltre che civile, da posizioni che è legittimo non condividere ma il livello di discussione deve sempre essere mantenuto nei confini dell'educazione e della ragionevolezza. In buona sostanza bisognerebbe stimolare più spesso quella parte della nostra corteccia cerebrale che presiede alle nostre funzioni superiori quali possono essere la capacità di comprensione e di astrazione. E' vero e provato che avere dei nemici aiuta a vivere meglio e a deviare lo sguardo da se stessi (per alcuni sarebbe insopportabile) ma alla fine questa strada non porta da nessuna parte .

      Rispondi

  • franz

    31 Ottobre @ 10.20

    Manifestazione stupida e ingiustificata... Bastava leggersi il decreto Gelmini per capire che nessuno mette a rischio il futuro di nessuno.. La solita strumentalizzazione politica di beceri sinistroidi ignoranti e antidemocratici... 9 studenti su 10 erano lì par saltare le lezioni. Poi si parla di riforma della scuola, ma quale riforma della scuola!?!? è semplicemente l'attuazione di una legge prevista dalla finanziaria! Quello che conta è che più del 70% della popolazione italiana è favorevole a questo governo e oggi il decreto è finalmente diventato legge alla faccia di tutti quegli stolti malinformati che parlano per sentito dire e manifestano come tante pecorelle messe in fila! IGNORANTI IMPARATE A LEGGERE!

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    • Cristina

      31 Ottobre @ 10.47

      Spero si sia capito che "l’Italia sta mUorendo" è una provocazione che era scritta su uno dei cartelloni di questi giorni…non vorrei si scatenassero repliche che tolgono attenzione al contenuto del mio messaggio..

      Rispondi

  • Giuseppe

    31 Ottobre @ 10.07

    La casta che governa vuole ricreare lo stesso clima di tensione e di guerra civile che ha portato ad insanguinare le vie di Genova per il G8 italiano. Sono le stesse persone e gli stessi metodi: minaccie, manganello ed infiltrati per provocare disordini. E' la stategia del terrore che negli anni 70 aveva lacerato l'Italia. I giovani devono continuare, tutti uniti, a battersi nelle piazze contro le leggi che il Governo emette a colpi di fiducia, che toglieranno loro un futuro dignitoso. Non è bastato inondarci di leggi che sistemavano i loro affari con la giustizia: ora vogliono liquidare lo stato di diritto.

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