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Gcr presenta una ricerca di diverse associazioni e lancia l'allarme diossina

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E' stata presentata dall'associazione Gcr una piccola ricerca autonoma sull'inquinamento da diossina, commissionata da diverse associazioni, con «campionamenti sul latte materno, su animali da cortile e sulle uova», in quattro aree della provincia di Parma. Secondo l'esito presentato, «le matrici animali studiate e in particolare il latte materno dei campioni esaminati risultano avere dosaggi di diossine superiori ai dati limite previsti per la commercializzazione dei prodotti (uova, polli, latte vaccino)».

«Siamo consci della valenza non statistica della ricerca - ammettono le associazioni - ma il quadro emerso rimane preoccupante e richiede un urgente intervento».  «I risultati fanno certamente riflettere», commenta l'assessore comunale all’Ambiente Gabriele Folli: «Ci obbligano come Amministrazione nel proseguire nella convinzione che nuove fonti di emissioni evitabili non devono essere autorizzate». Il riferimento è all’inceneritore in costruzione, che secondo il programma del Movimento 5 Stelle non dovrà entrare in funzione e dovrà essere convertito.
Le associazioni sono Isde di Parma (Medici per l’ambiente), Futura per l’allattamento al seno, Comitato Rubbiano per la vita e Gestione corretta rifiuti. Le quattro aree interessate dall’iniziativa sono «il territorio cittadino, la zona di ricaduta dell’inceneritore di Ugozzolo, l’area di Rubbiano (Fornovo) per la Laterlite che dal 2000 brucia, autorizzata dalla Provincia, oli esausti e pericolosi; e un "punto bianco" a Bardi e Bore, zone teoricamente non interessate da inquinanti». 
«Auspichiamo - evidenzia poi l'assessore Folli - che questo tipo di analisi venga portato avanti su larga scala dalle autorità competenti in materia, nella consapevolezza che è necessario che tutti i cittadini siano coscienti della criticità ambientali del nostro territorio al fine di adottare comportamenti quotidiani che siano sempre più attenti alla sostenibilità ambientale. Crediamo - prosegue - che sia giunto il momento di fare qualcosa di concreto anche da parte delle Amministrazioni e su questo il nostro impegno e la disponibilità saranno massimi». 

Le associazioni hanno motivato la propria iniziativa affermando una «scarsa o nulla informazione» sull'inquinamento da diossine a Parma e dintorni, "nessuna evidenza" negli studi sanitari propedeutici alla Valutazione di impatto ambientale sull'inceneritore di Ugozzolo, nè riscontri nell’imponente studio regionale Moniter (“non ha dosato le diossine su materiale biologico, ma solo la concentrazione in aria e nell’ambiente»).  «Non vogliamo lanciare un allarme ingiustificato - commentano le associazioni - ma il latte materno è una delle matrici che meglio evidenzia l’accumulo degli inquinanti persistenti negli esseri umani».

Le azioni di ricerca sono state realizzate grazie a contributi di cittadini: «Un gesto che mi pare significativo - sottolinea l’assessore - e per cui li ringrazio».

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  • Geronimo

    28 Giugno @ 16.28

    Verginetoringe c’è un equivoco perché su alcuni temi la penso esattamente come lei, il mio primo intervento era riferito solamente a quello che c’è a Rubbiano perché a mio parere quello che c’è li è molto peggio di un inceneritore perché si bruciano legalmente dei rifiuti pericolosi che sono poi oli esausti delle aziende, questo lo so perché mi occupo dei rifiuti e gli oli non alimentari sono tutti rifiuti pericolosi, alcuni tipi sono riutilizzabili e vanno a recupero mentre altri tipi, nel caso quelli che poi vanno a Rubbiano, non sono riutilizzabili quindi vanno smaltiti. Questi oli vengono smaltiti appunto facendoli passare come benefici per l’ambiente perché l’azienda A dopo che ha raccolto l’olio esausto lo smaltisce pagando alti costi tramite l’azienda B che guadagna e che a sua volta lo rivende all’azienda C a basso costo che lo utilizza bruciandolo ad esempio per lavorare i laterizi. Il bello che il prodotto che esce magari ha anche il marchio ecologico perché non brucia metano o gasolio ma contribuisce allo smaltimento di rifiuti pericolosi…. Io non mi riferisco all’inceneritore di Parma perché lo ritengo un male necessario ma solo al male non necessario di Rubbiano dove anche l’Arpa ha rilevato valori ampiamente fuori norma ma dove “inspiegabilmente” (o meglio io me lo spiego ma già per aver parlato poco ho subito pressioni quindi starò attento a quello che dico visto che non ho difensori in grado di salvarmi l’esistenza) è stato detto che i valori fuori norma non sono collegati allo stabilimento in questione. Concludo che addirittura l’azienda in questione è stata costretta a chiudere uno stabilimento addirittura in Campania, una regione famosa non certo per la salvaguardia dell’ambiente dai rifiuti

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  • Franco S

    28 Giugno @ 12.31

    A me invece dispiace che molte persone ignorino che alcuni rifiuti (es. i rifiuti ospedalieri) debbano necessariamente essere inceneriti, anche a detta del famoso documento tirato in ballo dell'Unione Europea, per evitare inquinamenti e contaminazioni ben più gravi. Dovreste accanirvi con la stessa foga, inoltre, anche con tutti i produttori che continuano a utilizzare materiali per imballaggio non riciclabili. Non capisco perché, anziché tentare di risolvere il problema alla radice, molti ecologisti ritengano di dover bloccare una delle poche soluzioni esistenti al problema, sicuramente non perfetta ma tra le più efficienti, come la stessa UE dichiara e come gli inceneritori nei pressi di Copenaghen e Berlino dimostrano. Dispiace inoltre che non vengano riconosciuti gli immensi sforzi fatti dagli ingegneri e dagli scienziati per filtrare le emissioni degli inceneritori a livelli bassissimi, inimmaginabili fino a qualche anno fa. Nello specifico non so quale tecnologia usi Iren, ma non tutti gli inceneritori sono uguali.

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  • Francesco

    28 Giugno @ 12.07

    SIGNOR MATTEO, sicuro che "la battaglia dell' inceneritore" i katharnafili l' abbiano vinta ?

    Rispondi

  • Francesco

    28 Giugno @ 11.30

    NO, NO, NO, SIGNOR MAURIZIO E SIGNOR ROBERTO ! ALLORA , O SONO IO CHE NON RIESCO A SPIEGARMI , O SIETE VOI CHE NON MI VOLETE CAPIRE. IO NON SONO NIENT' AFFATTO "CONTRARIO ALL' ECOLOGIA" ! Ma è proprio per questo che vorrei che gli ecologisti (chè, poi, non so neanche se, quelli del GCR , lo siano, perchè, a Parma, i "verdi" ed "ecologisti" stanno da un' altra parte ) , proprio A DIFESA DELL' ATTENDIBILITA' DELL' ECOLOGIA, SI COMPORTASSERO DA PERSONE SERIE , INVECE DI FARE SCANDALISMO DOZZINALE FAZIOSO, SPAVENTANDO LA GENTE CON TREMENDE PAURE SENZA FONDAMENTO. Tornando alla vostra "ricerca". Voi stessi dite che si tratta di dati insufficienti e non esaustivi. Ma non per questo bisogna buttarli via, PERO' , SE VOI SIETE PERSONE ONESTE , E NON IMBROGLIONI, DOVETE PORTARLI ALL' UFFICIO DI IGIENE PUBBLICA DELL' AUSL, OPPURE ALL' ARPA, OPPURE AI CARABINIERI DEL NOE, OPPURE ALL' EFSA , E CHIEDERE CHE VENGANO VERIFICATI DA PERSONALE SPECIALIZZATO, CON APPARECCHIATURE ADEGUATE E PROCEDURE CORRETTE. Invece no ! Sparate in giro comunicati terroristici ad uso dei clienti dell' "osteria delle tre pecche" ! (traduzione per il presidente del consiglio comunale di Parma (sic !), Vagnozzi da Terni "osteria dei tre gradini"). MA VI RENDETE CONTO CHE, IN QUESTO MODO, CATTURATE I POLLI, MA PERDETE IL RISPETTO DELLE PERSONE RAZIOCINANTI ? Pur se è vero che, coi voti dei polli, ci avete vinto il Comune di Parma. .....VOI AVETE L' INCUBO DELL' INCENERITORE , MA, CON QUESTA VOSTRA RICERCA , VI DATE LA ZAPPA SUI PIEDI, PERCHE' , SE L' INQUINAMENTO AMBIENTALE A PARMA E' COSI' GRAVE COME VOI DITE , DOPO CHE, DA DECENNI, NON C' E' NESSUN INCENERITORE IN FUNZIONE , SIGNIFICA CHE LA COLPA NON CE L' HANNO GLI INCENERITORI, anche se è chiaro che i loro fumi non sono le inalazioni di Tabiano........ Ma dite la verità alla gente di Parma che vi ha eletto in Comune ! Dite che il GCR è stato costituito da cosiddetti "nimby" , cioè da persone che abitano o lavorano nelle vicinanze di Ugozzolo e si seccano (anche comprensibilmente) di avere il fumo davanti alle finestre. Adesso andate a tirar fuori Rubbiano. Non c' è mai stato nessun inceneritore a Rubbiano ! "CANCRO" E' UN PAROLONE COMODO PER SPAVENTARE TUTTI , MA CHIEDETE ALL' AZIENDA OSPEDALIERA, ALL' AZIENDA AUSL, ALL' ISTITUTO D' IGIENE DELL' UNIVERSITA' di fare uno studio osservazionale retroattivo per dirci se, nella zona di Rubbiano, o di Baganzola, o da qualche altra parte del nostro Territorio, negli ultimi decenni , c' è stata un' incidenza di cancro significativamente diversa dalle zone di controllo. Se no , signor Maurizio, quel che le ha detto "pour parler" il tecnico di Rubbiano, ha lo stesso valore di quel che mi dice la mia vicina di casa sul marito della parrucchiera !

    Rispondi

  • Dedo

    28 Giugno @ 11.14

    Roberto non tiene conto che anche l'ecologia è un business. Qui in Germania la maggior parte degli impianti di riciclo (che comunque hanno un costo in termini di energia e, specialmente quelli per il riciclo della plastica, in termini di emissioni nocive ed impatto ambientale) sono costruiti da ditte dai nomi più svariati ma quasi tutti riconducibili, per impianti chiavi in mano o per la loro componentistica, ad una joint-venture Siemens-Mitsubishi. Ovvero la stessa che costruisce la maggior parte dei termovalorizzatori. I costi ed i guadagni alla fine si pareggiano. Non viviamo da nessuna parte nel mondo delle favole.

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