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Università: si allarga il fronte contro il rettore Ferretti

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I docenti Corrado Giacomini, ex preside di Economia, e Carlo Quintelli (ordinario di Architettura) si schierano al fianco di  Sergio Zani, decano dell’ateneo di Parma, che ha fissato le elezioni rettorali per il 27 settembre, opponendosi in questo modo alla seconda proroga del mandato di Gino Ferretti.
Questo l'intervento dei due docenti: «L’Università di Parma per numero di occupati, circa 2000 tra docenti e personale tecnico-amministrativo, per l’impatto sulla città di circa 30 mila studenti, moltissimi non residenti, e per il capillare inserimento delle sue strutture edilizie nel tessuto urbanistico rappresenta la più importante attività economica oltre che culturale e scientifica della città. Nonostante ciò anche il passato rettore,  Nicola Occhiocupo, constatando la disattenzione verso l’Università delle altre istituzioni cittadine, ha dovuto affermare spesso che Parma non riesce ad essere una vera città universitaria. D’altra parte è giusto riconoscere che la stessa istituzione universitaria non sembra sempre prendere sul serio il proprio ruolo. Infatti, in questi ultimi mesi l’Università è stata più volte posta all’attenzione dei lettori della “Gazzetta” per una vicenda che pare inserirsi tra quelle delle tanto famigerate “caste”, a cui gli italiani attribuiscono gran parte dei mali del Paese. La “casta”, in questo caso, è quella dei rettori (alcuni rettori) che sembra non vogliano proprio rispettare la scadenza naturale del proprio mandato e, sfidando i normali comportamenti che appartengono ormai ad ogni contesto di cosiddetta democrazia avanzata, pretenderebbero di governare tutte le fasi di ristrutturazione della futura governance universitaria prevista dalla riforma in atto. Un comportamento atipico e per lo meno illogico che non sarebbe praticabile in qualsivoglia altra istituzione o società pubblica o privata. E’ questo l’esempio che l’Università dà al mondo esterno dell’impresa, delle professioni e ai giovani in particolare? La legge Gelmini ha già previsto una proroga di un anno al mandato dei rettori in scadenza, ma questo sembra non bastare e alcuni di loro, per fortuna non tutti, auspicano una proroga ulteriore, la proroga della proroga, e tra questi il rettore della nostra Università. Tutto ciò appare forzato e contraddittorio a maggior ragione se pensiamo che alla fine di febbraio il rettore convocava il decano  Sergio Zani, vale a dire il professore più anziano dell’Ateneo cui spetta il compito statutario di indire le elezioni, per discutere dell’iter per arrivare alle elezioni del nuovo rettore, concordando che la data più opportuna sarebbe stato il mese di settembre 2012. Poi il dietro front all’insaputa del decano e degli altri organi accademici, sulla base di motivazioni senza alcun fondamento giuridico anche da parte del ministero. Infatti, all’interpretazione posta dal professor Ferretti all’attenzione del ministero, oltretutto estranea al suo ruolo istituzionale e di esclusiva competenza del decano, il direttore generale del ministero rispondeva semplicemente che l’interpretazione data dal rettore Ferretti, era “condivisibile”. Un po’ poco per un ministero dell’Università di un Paese europeo che deve essere garante dell’applicazione della legge! Questo è un comportamento che il ministero ha mantenuto costantemente sia nelle risposte date a numerose interrogazioni parlamentari sia in ulteriori interventi del direttore generale e del capo di gabinetto del ministro, fino ad arrivare all’assurdo di ricorrere al Tar, contro l’ Università di Parma, come ha fatto con quella dell’Aquila, per avere, il ministero (sic!), certezza del diritto. Risulta ulteriormente sconfortante poi che in tutte queste vicende il ministro Profumo non si sia mai esposto personalmente, nemmeno per rispondere alla lettera del professor  Zani che, di fronte a una situazione così incerta, per poter assolvere correttamente il compito che lo statuto e la legge gli assegna, ha chiesto al ministro, con una lettera spedita il 12 aprile scorso, di esprimersi definitivamente e con motivazioni giuridiche certe. Limitandosi al caso di Parma, che presenta delle particolarità rispetto ad altri atenei, viene spontanea questa considerazione fondamentale: se il rettore Ferretti non avesse potuto ottenere la proroga di legge per l’anno accademico 2011/2012, l’ateneo sarebbe stato sottoposto alla procedura di commissariamento. In realtà tale proroga è stata data e consumata ed ora una interpretazione diversa, come quella data dal rettore Ferretti e soltanto “condivisa” dal Ministero, vorrebbe dire, invece, concedere una ulteriore nuova proroga 2012-2013 al rettore, così conseguendo una superproroga di due anni, che va clamorosamente contro la lettera e lo spirito della legge, cosa questa ribadita dalla stessa ex ministro Gelmini in occasione di una recente conferenza stampa. Non avendo il Ministro assunto le sue responsabilità con un atto ufficiale, ma avendo ritenuto di ricorrere al Tar come qualsiasi cittadino, ogni opinione diventa quindi praticabile sia quella dell’avvocatura di Stato sia dei legali, peraltro di chiara fama, finora intervenuti nelle cause accese (l’Aquila e Parma promosse dal ministero; Perugia da un docente che rivendica il suo diritto di elettore, ed altre probabilmente seguiranno). Nessuna delle cause finora è arrivata a sentenza, anche il Tar dell’Aquila ha emesso solo un’ordinanza che blocca le elezioni rinviando il giudizio sul merito a novembre 2013, cioè a quando il fatto non sussisterà più (sic!). Queste brevi note sono scritte non solo per informare i cittadini di Parma sulle vicende di un Ateneo che è di noi tutti a cominciare dai nostri studenti, e su come questi comportamenti incidano negativamente, generalizzandosi, sull’immagine dell’intero corpo docente e dell’istituzione universitaria, ma soprattutto per rendere omaggio (e non è una parola esagerata) a un collega che sta svolgendo con serietà, onestà e prudenza il delicato compito di decano che lo statuto del nostro Ateneo e la legge gli ha affidato. Il professor  Zani, ordinario di statistica presso la facoltà di Economia, è uno studioso noto a livello nazionale e internazionale, conosciuto da tutti per il suo equilibrio e prudenza e così si è comportato per svolgere questo incarico che soltanto per ragioni anagrafiche gli è capitato tra capo e collo. Come aveva scritto al ministro, il professor  Zani si è rivolto agli stessi giuristi del nostro Ateneo per avere un parere, parere che è stato negativo sui fondamenti giuridici del diritto a una nuova proroga; ha atteso le risposte del ministro alle interrogazioni parlamentari che, come tutti possono verificare, sono oltremodo inconsistenti tanto che altre interrogazioni sono state annunciate; l’ordinanza del Tar dell’Aquila non ha aggiunto nulla per risolvere l’incertezza del caso di Parma, quindi il professor  Zani ha dovuto assolvere il suo dovere di indire le elezioni fissando la data al 27 settembre prossimo, dopo un colloquio franco con il rettore. Detto questo, è sorprendente e grave che l’avvocatura di Stato, su incarico del ministero, abbia presentato ricorso al Tar contro il decano  Zani e l’Università che lui rappresenta usando toni quasi intimidatori. Come colleghi di  Zani riteniamo che i cittadini di Parma, e in particolare tutto il personale docente e non docente nonché gli studenti dell’Ateneo, debbano esprimere il loro grazie a un concittadino che, a maggior ragione in questo momento critico del Paese, ha dimostrato di avere il senso dell’Istituzione a cui appartiene».
 

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