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I medici del Pronto soccorso: "Disagi e rischi per i pazienti"

I medici del Pronto soccorso: "Disagi e rischi per i pazienti"
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Margherita Portelli

Spazi inadeguati, organizzazione  sbilanciata del personale, carichi di lavoro insostenibili e scarsa ricettività degli altri reparti ospedalieri. E' questo il ritratto delle condizioni in cui sempre più spesso sono costretti a lavorare medici, infermieri e operatori sociosanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Parma, determinando un superaffollamento tale da compromettere il normale svolgimento del lavoro, senza poter garantire le emergenze e le urgenze, o poter seguire tutti i pazienti, alcuni dei quali rimangono in attesa di un letto per giorni.

A denunciare il problema sono alcuni degli stessi medici del Pronto soccorso, che in una lettera fatta recapitare nei giorni scorsi alle autorità competenti, lamentano una situazione difficile. «Occasioni sempre più frequenti, che, per lunghi periodi, sono di fatto la normalità dei nostri ritmi di lavoro. Chiediamo aiuto in nome e per conto dei nostri pazienti che sono degni di una diversa dedizione»: queste parole chiudono la missiva e precedono le firme di 16 dei 17 medici strutturati del pronto soccorso. Si sentono soli ed esasperati, i firmatari, e lamentano «pericolo» per i pazienti. Troppi disagi da troppo tempo, a scapito dei professionisti che non riescono a svolgere come vorrebbero il loro lavoro, e, di riflesso, dei pazienti.

Una struttura nuova (l’inaugurazione risale al febbraio del 2010), che a detta di molti medici non ha affatto risolto i problemi di partenza. Tra i destinatari della lettera, anche Leonida Grisendi, direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria di Parma. «Il pronto soccorso è una struttura modernissima, ha due emicicli con 18 posti letto di prima accoglienza monitorata, 8 posti letto nell’area dei codici rossi e ulteriori 10 posti letto per la permanenza dei pazienti durante il percorso diagnostico e terapeutico svolto nella struttura - ha commentato Grisendi -. Negli ultimi due anni sono inoltre stati attivati 36 posti letto nelle strutture di Medicina d’urgenza e altri 32 posti letto nella Medicina interna sono dedicati alle esigenze del pronto soccorso. Recentemente poi, ulteriori 14 posti letto di Osservazione breve intensiva. L’investimento in termini di personale addetto è stato ingente: ora sono presenti in Pronto soccorso e Medicina d’urgenza in totale 195 operatori impegnati nell’assistenza al paziente, il numero più alto di tutti i Pronto soccorso della Regione».

E aggiunge: «Durante l’estate la riduzione del numero di posti letto per consentire la fruizione delle ferie del personale, a cui spesso si accompagnava una riduzione della domanda di prestazioni sanitarie, genera alcune difficoltà. Continueremo a mantenere costante l’attenzione e l’affiancamento della direzione sanitaria al Pronto soccorso al fine di agevolare il più rapido superamento delle necessità della struttura, anche mediante l’attivazione straordinaria di posti letto, grazie all’impegno costante del personale dei reparti». Anche Gianfranco Cervellin, primario del Pronto soccorso, ha commentato: «Gli accessi alla struttura, come in tutto il mondo occidentale, manifestano un costante e progressivo incremento dovuto ad una serie di ragioni, tra cui l’invecchiamento della popolazione, flussi migratori, l’aumento delle richieste e delle aspettative degli utenti. Salvo occasionali picchi di superafflusso (oltre i 280-300 pazienti al giorno) che mettono a dura prova il sistema, la nostra struttura è ampiamente in grado di far fronte alle richieste dell’utenza. I momenti di difficoltà si vengono a determinare quando c’è squilibrio tra necessità di ricovero e disponibilità di posti letto».

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  • Geronimo

    13 Luglio @ 15.50

    io sono contento del mio medico curante, non mi fa fare esami tramite il servizio sanitario se non sono utili, per le stupidate dice che ognuno deve andare privatamente e ci sono alcuni che chiedono le cose più disparate, se sto male e voglio un certificato medico di malattia devo farmi vedere da lui (lo scorso anno ero solo a casa a Traversetolo, medico a Parma, mi sono fatto in auto con 40 di febbre il tragitto, io ho rischiato ma il mio medico aveva ragione, al massimo non potendo venire lui da ma mi ha detto di chiamare la guardia medica), quando si poteva lui evitava di fare i certificati retrodatati, non prescrive medicine se non ne è convinto. Sono contento del mio medico, odio i medici che quando vai trovi sulla parete ricette mediche e certificati di malattia compilati dopo conversazione telefonica senza aver visitato preventivamente

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  • Francesco

    13 Luglio @ 11.24

    REDAZIONE GAZZETTA DI PARMA , COMPATITE MICHELE COME LO COMPATISCO IO. E, naturalmente ,ma non c' è bisogno di dirvelo, pubblicate ciò che ritenete voi , non ciò che vorrebbero gli altri. Se gli argomenti del povero Michele sono quelli del suo ultimo messaggio è veramente al lumicino.......

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  • Michele

    13 Luglio @ 05.45

    REDAZIONE GAZZETTA DI PARMA, visto che il Sig. Vercingetorige è duro di comprendonio e non capisce l'importanza della netiquette in strumenti informatici quali questo, sarebbe cosa gradita di non pubblicare i suoi commenti fino a quando non imparerà a comportarsi e scrivere in modo corretto. va anche bene in maiuscolo la singola parola o concetto, ma se ha intenzione di mettere in risalto TUTTI I SUOI COMMENTI la cosa infastidisce non poco. chissa' perchè ma problemi di maiuscolo e di risalto li ha solo lui (e, per intenderci, se scrive tutto in maiuscolo, dov'e' il risalto? risaltare il suo commento rispetto agli altri? si chiama EGOCENTRISMO...) grazie anticipatamente

    Rispondi

  • Michele

    13 Luglio @ 05.45

    REDAZIONE GAZZETTA DI PARMA, visto che il Sig. Vercingetorige è duro di comprendonio e non capisce l'importanza della netiquette in strumenti informatici quali questo, sarebbe cosa gradita di non pubblicare i suoi commenti fino a quando non imparerà a comportarsi e scrivere in modo corretto. va anche bene in maiuscolo la singola parola o concetto, ma se ha intenzione di mettere in risalto TUTTI I SUOI COMMENTI la cosa infastidisce non poco. chissa' perchè ma problemi di maiuscolo e di risalto li ha solo lui (e, per intenderci, se scrive tutto in maiuscolo, dov'e' il risalto? risaltare il suo commento rispetto agli altri? si chiama EGOCENTRISMO...) grazie anticipatamente

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  • LC

    12 Luglio @ 19.08

    Alcune considerazioni spicciole: (1.) Un tempo c'era la regola secondo cui "a parte qualche eccezione che deve essere eccezione,... non si va a all'Ospedale stando in piedi!". In altri termini, quando qualcuno non si sente bene, ma si regge in piedi, non è l'Ospedale dove - in linea di principio - si deve dirigere. Altri tempi, altre regole. (2.) Si deve essere consapevoli che, in realtà, l'intasamento del P.S. non è un problema dell'Ospedale di Parma, ma è un problema di tutti gli ospedali del mondo. (3.) Mi pare di capire che il principale problema non è nel P.S. sensu strictu, ma nel fatto che l'Ospedale che è alle spalle del P.S. non offre una adeguata disponibilità di posti letti. Si potrebbe pensare che la soluzione sia quella di aumentare i posti letto. Anni e anni di analisi dei flussi suggeriscono - in modo controintuitivo - che l'aumento dei posti letto nelle corsie non risolve il problema. (4.) Un mio collega di lavoro - circa mezz'ora fa - mi ha raccontato di essere andato dal proprio medico curante di Parma per richiedere uno specifico esame di laboratorio per una malattia (tutto sommato, non fortunatamente maligna) a possibile trasmissione sessuale, poichè era venuto sapere che una ragazza con cui aveva avuto rapporti sessuali, era infetta. Da notare che il mio collega è giovane e sanissimo. Il medico curante gli ha prescritto - oltre all'esame richiesto - una lista di esami di laboratorio lunghissima e lo ha pure inviato a una consulenza specialistica. Insomma, gli ha prescritto uno degli innumerevoli quanto inutilissimi check-up. E' in questo modo che la Sanità spreca denaro. Questo punto non ci azzecca con il problema del P.S., ma mi ha fatto talmente indispettire, che mi ha indotto a riportarlo. (Mi chiedo sempre se coloro che effettuano regolari check-up, almeno un giorno all'anno, in pieno benessere, si misurano la temperatura corporea. Non si rendono conto che il significato del check-up eseguito in stato di benessere è uguale al misurarsi la febbre, quando si è in perfetta forma fisica).

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