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L'Ausl: "Tagli? No, grazie: bilancio perfetto"

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di Monica Tiezzi

La spending review? «E' da anni che a Parma la facciamo. Tanto che le   perdite annuali di bilancio  sono     inferiori  alle previsioni». E' soddisfatta del bilancio Ausl la direttrice amministrativa Elena Saccenti.  
Ancor di più il direttore generale Massimo Fabi: «E' un gioiello». Qui abbiamo già   razionalizzato  il possibile, non c'è molto da risparmiare -  è il ritornello  da via Del Quartiere  -  e con i tagli lineari voluti da Monti ci rimetteranno soprattutto le aziende virtuose.  «Non è ancora chiaro, ad esempio, se  chi ha i  conti in ordine avrà deroghe rispetto alle indicazioni della spending review»,  aggiunge  Cristina Gazzola, responsabile del servizio risorse economiche e finanziarie dell'Ausl. 
 Per il  2011 la Regione aveva fissato come obiettivo per l'Ausl di Parma una perdita, pari ad ammortamenti netti, di  tre milioni e 286 mila euro. L'azienda ha chiuso in realtà a meno 852 mila euro.  «Un risultato  migliore del 2010, quando avevamo chiuso  a  meno 863 mila, a fronte di una previsione di perdita di due milioni e 982 mila euro», dice Saccenti. 
 Questo nonostante il finanziamento regionale 2011   (diviso fra le varie Ausl  in base a  quota e composizione della popolazione) sia stato di 748 milioni di euro, solo tre milioni di euro in più (lo 0,4%) rispetto al 2010. E nonostante la manovra del luglio scorso sui ticket abbia comportato per la sanità di Parma una decurtazione di due milioni e 800 mila euro (2,2 milioni per l'Ausl, 600 mila euro per l'ospedale Maggiore). «Avremmo dovuto compensare la cifra con i maggiori introiti da  ticket. Non ci siamo riusciti completamente e abbiamo dovuto far ricorso ad economie di gestione», spiega Cristina Gazzola.
Ma come impiega l'Ausl i soldi risparmiati? «Li investe. Per il 2011,  ad esempio,   su attrezzature elettromedicali e hardware, negli anni passati su manutenzione degli immobili, nuove costruzioni, ambulanze», dice Saccenti. C'è poi in ballo il piano triennale 2011-2013 per le 26 Case della salute: stanziati 4,920  milioni di euro, di cui 1,120 milioni da risorse aziendali. «Abbiamo speso 500 mila euro nel 2011 e finiremo per spendere un milione e mezzo nel 2012», spiega la Saccenti. Finora è stato tagliato il nastro delle «case» di Busseto, Langhirano, Medesano, Monticelli, Bedonia, Felino, Sala Baganza, Traversetolo. Entro l'anno toccherà a Berceto, Colorno, Collecchio e San Secondo. Sempre entro l'anno dovrebbero partire i lavori nell'ex sede Efsa di viale Mentana che diventerà la «casa Parma centro».
Il «valore della produzione»  dell'Ausl nel 2011  (cioè le entrate dalla Regione, il ricavato di ticket e tariffe sanitarie, i rimborsi da altre Asl per i pazienti da fuori Regione)  è stato di 820 milioni e 823 mila euro. Di questi,   quasi otto milioni dai ticket, con un aumento di quasi 500 mila euro rispetto al 2010. 
Il costo dei  servizi sanitari erogati è stato di  585 milioni e 280 mila euro, quattro milioni di euro in meno rispetto al 2010.
La «scure» si è abbattuta soprattutto sui farmaci. La farmaceutica convenzionata, recitano i bilanci Ausl, è calata di sei milioni e 982 mila euro:  per una contrazione delle prescrizioni,   per un maggior uso dei farmaci generici (non «di marca»), per i nuovi ticket, per manovre nazionali che hanno ridotto il costo dei farmaci. 
E' cresciuta però la somministrazione di farmaci per patologie gravi (ad esempio oncologia, emofilia, ipertensione polmonare, malattie rare) direttamente dagli ospedali:  più  un milione e 432 mila euro  (il 7,5%)   rispetto al 2010.
L'Ausl è riuscita anche a risparmiare sulla degenza rimborsata all'ospedale Maggiore (meno due milioni rispetto al 2010) grazie ad una revisione sull'accordo di fornitura fra le due aziende.
Ha invece speso di più per l'assistenza territoriale di medici di base, pediatri, guardia medica: un milione e 600 mila euro più del 2010 «giustificato dal maggior costo dell'associazionismo fra medici,   che ha preso piede e che fornisce maggiori servizi», spiega Saccenti.
Ha speso di più, complessivamente,  anche per l'acquisto di beni sanitari come farmaci, protesi, emoderivati ed emocomponenti, «in parte per un incremento effettivo e in parte per uno spostamento di voci di contabilità», dice Gazzola.
Praticamente invariati i costi per protesica, manutenzioni e riparazioni, personale. Per quest'ultima voce l'Ausl ha speso  134 milioni e 946 mila euro, con un più  0,5% rispetto al 2010.
Infine la mobilità dei pazienti  da e per altre regioni. E' calata la spesa per la degenza di parmigiani ricoverati fuori dall'Emilia Romagna, ma è aumentata la spesa per i farmaci somministrati agli «emigrati» e per le cure specialistiche: complessivamente  da 25 milioni e 561 mila euro del 2010 a 25 milioni e 984 mila euro del 2011 (+1,66%).  
Aumentano però anche i rimborsi da altre regioni per pazienti che hanno scelto la nostra provincia per curarsi: circa   un milione di euro in più (da 23,5 milioni a 24,5), soprattutto grazie al richiamo di alcune case di cura  come Città di Parma, Centro cardinal Ferrari, Villa Maria Luigia, Piccole Figlie, Don Gnocchi.
 

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