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Stop all'alcol, la movida si svuota

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Alle 21 meno dieci, quando sta per scattare l'ora «X» stop all'«ape» con lo spritz, ma non ai brindisi di protesta al «Pizza», così come i ragazzi chiamano il sindaco a 5 stelle. Più che la «prima puntata» dell'ordinanza comunale, sembra una prova generale, con l'Oltretorrente che si svuota o quasi. Anche  strada Garibaldi e piazza Ghiaia nel mercoledì di debutto dei divieti soffrono il nuovo «proibizionismo». No alcol, sì a chinotto, aranciata e spremute, fuori dal locale. Il «popolo dell'Ospedale Vecchio» alle dieci di sera è ridotto, contrariamente a via Farini, porto svizzero di questi tempi. Lì, lo spritz si beve, eccome. In via D'Azeglio, invece, i baristi contano i bicchieri, solo dopo le 23 la strada si rianima. Chi ha il plateatico respira, ma chi non ce l'ha va in apnea. Sì perchè se c'è spazio per bere a tavolino, una birra si può acquistare e nessuno dice niente. Ma se manca l'«apertura» sulla strada allora è diverso: o ti fai il «goccetto» all'interno oppure salti aperitivo e digestivo. Insomma, un bel caos. (...)
(L'articolo completo di Mara Varoli con le interviste e gli approfondimenti sono sulla Gazzetta di Parma in edicola oggi)

La cronaca di ieri (25 luglio)
Provvedimento contro l'alcol, ancora polemiche. Casa risponde ad Ascom e Confesercenti: "Ordinanza concertata"

Resta infuocato il dibattito sull'ordinanza del sindaco che vieta la vendita di alcolici in vetro in alcune zone del centro, dopo le 21. I gestori dei locali bocciano il provvedimento, mentre l'assessore Casa puntualizza che la proposta dell'ordinanza era già emersa in una riunione con Ascom e Confesercenti. E, secondo l'assessore, non ci sarebbero state obiezioni a questa ipotesi.
Inoltre si è scatenato il dibattito fra i nostri lettori: 190 commenti sono arrivati nelle prime ventiquatt'ore (leggi i commenti del 24-25 luglio).

LE CRITICHE DELLE ASSOCIAZIONI DEI GESTORI DI LOCALI. L'ordinanza vera e propria l'hanno vista solo dopo la sua entrata in vigore. Nel frattempo si sono accontentati di leggere le novità sul giornale. Ma questo modo di procedere da parte dell'amministrazione comunale non piace per niente all'Ascom e alla Confesercenti, soprattutto quando si tratta di imporre divieti a bar e ristoranti del centro. «Per quanto ci riguarda - afferma Claudio Franchini, direttore Area associativa dell'Ascom - siamo ancora in attesa di un incontro con l'assessore per discutere sulla possibilità di un regolamento per la movida di via D'Azeglio, dato che quella del regolamento condiviso è la migliore soluzione possibile». Per Franchini procedere a colpi di ordinanze non rappresenta la soluzione ai problemi di degrado provocati dagli ubriachi e dai clienti più rumorosi dei locali notturni, e vietare la vendita degli alcolici non farebbe altro che mettere in crisi le attività. «L'ordinanza impone di usare solo bicchieri di plastica negli spazi esterni di pertinenza dei locali - continua Franchini - ma quali sono questi spazi? Il solo plateatico? Se sono un ristorante con i tavoli all'esterno, devo servire il vino nei bicchieri di plastica? Credo che la strada delle ordinanze abbia vita breve. Basta ricordarsi cosa è successo in via Farini, dove diversi esercenti hanno presentato ricorso al Tar». E proprio per evitare di risolvere in tribunale le eventuali controversie fra il Comune e i gestori dei locali, Franchini invita l'amministrazione «a un confronto con le associazioni di categoria, i residenti e gli operatori commerciali per trovare una giusta convivenza».
Boccia l'ordinanza anche Stefano Cantoni, responsabile della Federazione italiana esercenti pubblici e turistici (Fiepet) di Confesercenti. «In un momento così drammatico per l’economia nazionale e locale - scrive - prendiamo atto che vengono attivati provvedimenti come questi, che imbrigliano e limitano le attività economiche anziché metterle in condizioni di lavoro ottimali».E pensare che Confesercenti e Ascom, come ricorda Cantoni, avevano proposto al Comune di organizzare la movida di via D'Azeglio al mercoledì e al venerdì, con l'impiego di stuard per il controllo della sicurezza, chiusura dei locali all'1.30 e pulizia, con sanificazione della strada e dei borghi dell'Oltretorrente a proprie spese.«La questione del lavoro e dell’occupazione dovrebbe essere il faro, la luce da seguire e incentivare ogni volta che vi sono segnali positivi: qua invece si fa al contrario», lamenta il rappresentante di Confesercenti. Per Cantoni, infine, «ancora una volta viene emessa un’ordinanza poco chiara, discriminante e di difficile applicazione: ad esempio sembra che i ristoranti e i bar che hanno tavoli esterni debbano comunque servire le bevande in bicchieri di plastica anche ai pasti, il che francamente è surreale».Un'ultima critica al Comune riguarda la tempistica di invio dell'ordinanza. «Il testo dell’ordinanza stessa è arrivato in Confesercenti questa mattina (ieri per chi legge, ndr), senza la richiesta di alcun parere preliminare o consultivo da parte nostra. Auspichiamo quindi che vi sia la disponibilità a correggere, chiarire e possibilmente evitare queste ordinanze».

L'ASSESSORE CASA: "PARLAMMO DI ALCOL E MOVIDA IN UNA RIUNIONE LO SCORSO 11 LUGLIO".
Dopo le critiche di Ascom e Fiepet-Confesercenti arriva la risposta dell'assessore alle Attività produttive del Comune, Cristiano Casa, attraverso un comunicato:
"In data 11 luglio 2012 dalle 17 alle 20 presso l’ufficio del sottoscritto si è tenuta una riunione organizzata al fine di condividere soluzioni legate alla questione “Movida”. Oltre al sottoscritto, erano presenti il sig. Cantoni (Fiepet Confersercenti Parma), un rappresentante di Ascom, tre titolari di pubblici esercizi di via D’Azeglio, il titolare di Edicta (agenzia incaricata dai pubblici esercizi di gestire le serate di Movida organizzata) con alcune sue collaboratrici, oltre ad un dirigente ed un funzionario del Comune di Parma. Nel corso del lungo confronto abbiamo specificatamente chiesto agli intervenuti quali ritenessero essere a loro parere le principali problematiche nel contesto di via D’Azeglio. La risposta fu che vi sono alcune attività commerciali, attività artigianali e pubblici esercizi che svolgono in maniera prevalente attività di vendita per asporto di alcolici che poi vengono consumati lungo la strada o sotto i portici dell’Ospedale Vecchio. La nostra immediata domanda ai presenti fu: “Se emanassimo una ordinanza indirizzata a vietare la vendita per asporto di alcolici, vi creerebbe qualche problema?”. Risposta unanime: “Nessun problema per noi e per le nostre attività”.  
Dopo esserci ulteriormente soffermati su tale possibilità, concordammo pertanto che avremmo lavorato su tale ordinanza, confermandolo ufficialmente anche all’indomani durante il Consiglio comunale nella risposta alla mozione del consigliere Ghiretti.
Abbiamo poi elaborato il testo dell’ordinanza e, visto che l’indirizzo da parte dei presenti alla riunione dell’11 luglio era molto chiaro e finalizzato ad assicurare la vivibilità e la sicurezza, abbiamo direttamente emanato l’ordinanza, non prima di avere sentito il parere della polizia municipale e del prefetto”.

DA OGGI SCATTANO LE SANZIONI. Ieri l'assessore Casa aveva detto che il primo giorno la polizia municipale avrebbe fatto prevenzione e informazione. Ma già da oggi gli esercenti sorpresi a violare l'ordinanza rischiano multe da 500 euro (leggi)

EDICTA: "SONO STATI I PUBBLICI ESERCIZI A CHIEDERE UN'ORDINANZA".
(Comunicato stampa) Alla luce delle polemiche nate in seguito all’ordinanza emessa il 23 luglio dal Comune di Parma, Edicta Eventi, presente alla riunione del 11 luglio in qualità di organizzatore dell’edizione precedente della movida in Oltretorrente, desidera precisare quanto segue.
Senza entrare nel merito del provvedimento preso dal Comune, aspetto che non compete a Edicta Eventi, la richiesta di un’ordinanza che risolvesse il problema delle vendite per asporto di bevande alcoliche in vetro - riscontrata in via D’Azeglio come in altre zone - è stata mossa, durante la stessa riunione, dai titolari dei pubblici esercizi coinvolti e dalle associazioni di categoria del commercio.

 Leggi i commenti del 24-25 luglio

 L'ordinanza vieta di vendere bevande in contenitori di vetro dopo le 21 (leggi)

 

 

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  • gazzettadiparma.it

    28 Luglio @ 10.33

    gentile Claudio, le spiego con quale criterio i commenti vengono cancellati: no a parolacce e bestemmie, no a offese, no a frasi diffamatorie per cui sia noi che i lettori saremmo passibili di querela. le faccio un esempio: se un commentatore dice che ci sono commercianti che non rispettano le regole è un conto, se uno dice che a non rispettare le regole è proprio quel commerciante in quella via e in quel tal negozio, allora la faccenda diventa passibile di querela per diffamazione a mezzo stampa. Nessun asservimento: chi rispetta queste "poche regole ma chiare" può dire in questo spazio quel che vuole: ci sono diversi modi per esprimere lo stesso concetto, non trova? e se guarda i commenti che precedono il suo ce ne sono parecchi che non difendono certo i commercianti. (c.c.)

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  • claudio

    27 Luglio @ 22.45

    Che cosa penosa e patetica tagliare i commenti sgraditi! Da far ridere i polli! Stampa ASSERVITA, come sempre, ai commercianti! Vergognoso!

    Rispondi

  • claudio

    27 Luglio @ 19.34

    Ma davvero, Renz? A Parma i gangsters ci sono davvero e sono identificabili con un pugno di avidi baristi e con i loro clienti maleducati, sporcaccionii e casinisti. Il proibizionismo serve eccome! In un quartiere (via D'Azeglio e dintorni) ormai allo sfascio servirà a tutelare un pochino la qualità della vita dei residenti! Forse ai movidari da quattro soldi darà fastidio, ma...ci siamo anche noi: i residenti.

    Rispondi

  • Shunkakan

    27 Luglio @ 19.34

    Per fortuna non abito più in città da anni! Me ne sono fuggita appena ho potuto tra i meravigliosi silenzi dei nostri appennini dove l'unico rumore che si sente è quello delle rane, delle cicale, qualche muggito di mucca o nitrito di cavallo l'ululato di qualche lupacchiotto innamorato o di capriolo. Almeno fino a settembre quando arrivano quei rompi b....dei cacciatori alle 6 di sabato o domenica mattina urlando sguaiatamente ai loro cani e sparando all'impazzata come se esistessero solo loro al mondo. Inoltre rovinano i campi con i loro fuoristrada, lasciano pallettoni in giro che poi vanno a finire nel fieno ( per legge dovrebbero raccoglierli visto che inquinano), spesso lasciano i rifiuti dei loro pranzi per i prati, sono maleducati e strafottenti e anche pericolosi perchè sparano a tutto quello che si muove. A me sono state tagliate le reti e sono stata sfiorata da pallettoni nella MIA proprietà RECINTATA.Se si potessero eliminare dal mondo anche i cacciatori saremmo tutti più contenti! Non si può almeno fare un'ordinanza contro la caccia?Pensate anche a chi abita in montagna! Io, e non solo, preferisco avere i cinghiali e i lupi nei campi che codesti incivili. Quindi tutta la mia comprensione per chi ha la sfortuna di abitare nei dintorni dei bar delle movide, magari persone che si alzano presto per lavorare anche al sabato e alla domenica ed avrebbero il sacrosanto diritto al riposo! Chi vuole ubriacarsi, fare casino, sparare e rompere agli altri se ne vada in discoteca, al poligono di tiro o a casa propria!

    Rispondi

  • marco

    27 Luglio @ 19.09

    Parma = CHICAGO ! I Gangster ci sono da un pezzo ! Ci MANCAVA SOLO IL PROIBIZIONISMO. PIZZA ! Che errore ! La STORIA insegna che i proibizionismi creano più danni dei VIZI proibiti.

    Rispondi

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