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Comune e partecipate devono pagare oltre 71 milioni di euro ai fornitori

Comune e partecipate devono pagare oltre 71 milioni di euro ai fornitori
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Durante la seduta del Consiglio comunale, l'assessore al Bilancio Gino Capelli ha consegnato ai consiglieri una risposta scritta all'interrogazione di Nicola Dall'Olio (Pd) che chiedeva i dettagli della situazione dell'esposizione del Comune verso i fornitori, in particolare le imprese edili.
Il debito residuo verso i fornitori è di oltre 33 milioni di euro per la parte del municipio e di 38 milioni per quanto riguarda le controllate. Il debito consolidato (Comune e società partecipate insieme) verso i fornitori è di oltre 71 milioni di euro.

Ecco il testo della risposta scritta di Capelli a Dall'Olio:

Con riferimento all’interrogazione n. 19  avanzata dal Consigliere Dall’Olio, con la quale si chiede a quanto ammonti, allo stato attuale l’esposizione del Comune nei riguardi dei fornitori e in particolare delle imprese del settore edile, nonché quale piano e quali provvedimenti finanziari il Comune intende adottare per garantire il pagamento in tempi rapidi e certi dei debiti pregressi delle ditte creditrici, riferisco quanto appresso.
Anzitutto va rilevato che il Comune adempie regolarmente il suo debito di parte corrente. Diverso, è invece il discorso per il debito in conto capitale.
Attualmente, il debito alla data odierna in conto capitale del Comune ammonta a Euro 71.070.680  di cui:
1)      Euro 38.045.380  riferito a debito nei confronti delle società controllate dal Comune, di cui:
a.      Euro 3.762.879 da corrispondere a società di factoring;
b.      Euro 12.157.546  nei confronti di Parma Infrastrutture, in gran parte riferibile a debiti verso imprese edili;
c.      Per il residuo importo, trattasi per la maggior parte di debito nei confronti di STU Stazione S.p.a.
 
2)      Il residuo importo di Euro 33.025.300  è il debito diretto del Comune verso i suoi fornitori; tale importo può essere così suddiviso:
a.      Euro 19.638.763  sono riferibili al debito nei confronti delle società di factoring che si sono rese cessionarie di crediti nei confronti del Comune;
b.      Euro  3.890.495   sono riferibili ad altre tipologie di fornitori;
c.      Euro  5.197.645   sono riferibili a debiti nei confronti delle imprese edili;
d.      Euro  4.298.397   sono riferibili a debiti verso Iren.
L’importo di Euro 71.070.680, inoltre si riferisce:
-         per Euro 2.685.556 a importi fatturati   nel corrente anno;
-         per la differenza, pari a Euro 68.385.124, a debiti sorti anteriormente al corrente anno.
Circa le azioni per il pagamento di tale debito in tempi rapidi e certi, va rilevato quanto appresso.
L’amministrazione è ben consapevole del particolare momento che attraversano sia la nostra Città che il Paese intero, delle difficoltà che quotidianamente vivono le imprese, i lavoratori e la Comunità tutta.
Al tempo stesso, l’azione del Comune è fortemente limitata da una serie di vincoli.
In primis il vincolo del patto di stabilità, vera camicia di forza per l’Ente, che non consente né il pagamento immediato dei debiti, né di poter formulare ipotesi di pagamento certe, ma solo probabili.
Poi, il taglio dei trasferimenti a favore dei Comuni stabilito dai recenti provvedimenti del Governo, non solo per il prossimo anno, ma addirittura per il corrente esercizio.
Di conseguenza, l’assoluta necessità che il bilancio del Comune evidenzi rilevanti avanzi di parte corrente, con tutto ciò che questo significa in termini di imposte, costi dei servizi, contrazione della spesa.
In tutto questo, non va poi taciuto che a oggi rilevanti entrate inserite a bilancio negli esercizi precedenti non si sono realizzate, per complessivi Euro 45 milioni circa (entrate da POC, entrate da alienazioni di immobili a favore di controllate).
Questa è l’eredità della precedente amministrazione: un rilevante debito in conto capitale che non può essere agevolmente onorato per i vincoli del patto di stabilità, oltre a rilevanti entrate che non si sono realizzate.
Questa Amministrazione, pur non portando la responsabilità di tutto ciò, cercherà di portarne il peso, nell’interesse esclusivo della nostra Città, ben consapevole delle difficoltà del momento e dei rischi che incombono sulla Città.
Intendiamoci: non sarà facile.
Non sarà facile uscire da questa situazione, stretti come siamo tra legittime attese e vincoli, rischi e difficoltà, vincoli e scarsità di risorse.
Ma se ognuno farà la sua parte, Parma supererà questo momento.
L’Amministrazione, da parte sua, farà quanto necessario per rimediare alla pesantissima eredità che ci troviamo a gestire e di cui la Città, comunque, dovrà farsi carico.
Tale sforzo, tuttavia, sarebbe vano, se ciò non fosse accompagnato dalla disponibilità del sistema finanziario a supportarci e ciò, in particolare, da parte degli istituti che hanno il nome della nostra Città nella loro ragione sociale e dai quali, proprio per questo legame, ci attendiamo massima disponibilità.
Al contempo, i creditori dovranno comprendere che il soddisfacimento immediato delle loro - legittime -ragioni dovrà fare i conti con questi vincoli.
Auspichiamo che prevalga in tutti il senso di responsabilità, la chiara consapevolezza dei rischi che incombono sulla nostra Comunità.

A settembre confidiamo di redigere un piano dei pagamenti che consentirà di dare previsione non certa, ma ragionevolmente affidabile, di tempi e modi dei pagamenti dei creditori. Avremo quindi modo, dopo l’estate, di tornare sulla questione e di dare risposta, oltre che Consigliere Dall’Olio, anche alle attese della Città tutta.

Al contempo, dopo l’estate, dovrà essere affrontata la questione della moltitudine delle società partecipate, a loro volta pesantissima eredità del passato e fonte di difficoltà, impegni, rischi.

Se la Città, se tutti noi, Ente, creditori, Associazioni di categoria, istituti di credito, faremo la nostra parte, non ho alcun dubbio che questo momento sarà - in breve - superato.

L’alternativa, non è immaginabile.

 


 

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  • giancarlo

    27 Luglio @ 18.19

    Che la situazione delle casse comunali fosse drammatica si sapeva già prima delle elezioni.Se si chiedono finanziamenti alle banche (Cariparma e Monte) anche questi prima o poi si dovranno restituire,C'è il rischio che i fornitori non pagati possano chiedere dei pignoramenti. A questo punto,come dice l'assessore nella sua risposta all'interrogazione,la città se ne deve fare carico.Bene,io penso che siamo tutti disposti a farlo,ma bisogna sapere come,quando,con quali tempi e quali prospettive (ammesso che ce ne siano).Sarebbe forse meglio che chi ha responsabilità amministrative cominci a pensare quali e quanti servizi tagliare e quali tasse potrebbe aumentare.Se poi,dopo la cura dimagrante,vi troverete gli indignati con le pentole sotto i portici del grano farete sempre in tempo a dare la responsabilità al governo ladro,anche se non pioverà.

    Rispondi

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