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Buzzi: "I blocchi del traffico strangolano gli ultimi negozi del centro"

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COMUNICATO

«Provvedimenti tanto populisti quanto inutili». Boccia così l’ipotesi di estensione dei blocchi programmati del traffico a più giornate, avanzata dall’assessore all’Ambiente di Parma Gabriele Folli, il capogruppo del PdL in consiglio comunale Paolo Buzzi.

Che continua: «Le sperimentazioni portate avanti su scala regionale dalle passate amministrazioni hanno dimostrato che un giorno in più di blocco del traffico non risolve il problema dell’inquinamento urbano anche perché alle emissioni veicolari è imputabile solo una minima parte degli agenti inquinanti presenti nell’aria. Estendere, poi, il blocco del traffico anche ai veicolo Euro 4, mi sembra un boutade propagandistica fatta unicamente per finire sui blog e sui giornali e ricevere un discreto numero di “Mi piace” da parte di qualche accanito, quanto disinformato, ambientalista».

«Il problema vero – continua Buzzi – è che con questo genere di proposte sgangherate si rischia di dare il colpo grazia anche alle ultime attività commerciali rimaste aperte in centro. Anche in questo caso, infatti, dobbiamo constatare a malincuore che né il sindaco, né la sua giunta, tantomeno l’assessore Folli, si sono ancora resi conto che il centro di Parma si sta progressivamente spopolando e che le poche attività commerciali superstiti stanno ormai lasciando il posto ai bivacchi e alle risse serali che diventate una triste consuetudine. Ma purtroppo a colpi di proclami propagandistici non si risolvono i problemi, si strangolano i commercianti e si accelera la desertificazione del centro-città».

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  • claudio

    06 Agosto @ 23.06

    @Maurizio. Benissimo! E, allora, adottiamo la soluzione più razionale per una città pulita, civile e MODERNA: potenziamo enormemente i servizi di trasporto pubblico e OBBLIGHIAMO i cittadini a spostarsi con i mezzi pubblici all'interno del centro storico. Stop totale e definitivo alle auto! Un centro intasato e ammorbato dal traffico veicolare privato non ha futuro. In quanto, alle movide, io non mi limiterei ad una severa regolamentazione, bensì...le proibirei totalmente! Dietro la maschera mistificatoria della movida, si AVVELENANO i giovani-giovanissimi (consumo smodato di alcol e sballo libero), vengono propagandati comportamenti demenziali e sopra le righe, e si rende la vita impossibile ai residenti (e io, che ho la sventura di abitare in via D'Azeglio, ne so qualcosa!). E' ora di smetterla! E di chiudere i pub il prima possibile.

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  • Maurizio

    06 Agosto @ 19.22

    @ Claudio. Non sono per nulla un sostenitore delle movide, penso anzi che con la mancanza di regole attuale contribuiscano al degrado. E quindi credo debbano essere regolamentate severamente. Mi riferivo alle attività commerciali, artigianali e di servizio. Si può facilmente osservare che dove vengono meno attività commerciali e servizi di buon livello interi isolati subiscono una progressiva involuzione e si trasformano progressivamente in pezzi di città di tipo levantino; si creano addirittura dei ghetti etnici, con tutti i problemi che questo implica. La zona che Lei cita ad esempio non fa testo, perché regge ancora bene dal punto di vista commerciale; ma si va restringendo ed e' sempre più dall'involuzione di cui si diceva. Se poi ci focalizziamo sul problema dell'inquinamento, guardando alla città nel suo insieme, e non pezzo per pezzo, vediamo facilmente che la ideologia del decentramento ha prodotto effetti nefasti: un consumo pazzesco di territorio, generazione di flussi di traffico veicolare molto elevati, un aumento del carico di inquinanti sul sistema città molto elevato. In mancanza di una razionale ristrutturazione e potenziamento della rete di trasporti collettivi l'uso del mezzo privato e' cresciuto a dismisura, e l'inquinamento di pari passo.

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  • claudio

    06 Agosto @ 17.48

    @maurizio: sono d'accordo soprattutto con il tuo punto 4. Ma non con la solita storiella che, dove non impera il nefasto (per tutti: fruitori e vittime) casino della Movida, dove c'è meno passaggio di gente insomma, la delinquenza regni sovrana! Al contrario, frequento tutti i tranquillissimi e civilissimi vicoletti oscuri vicoletti attorno al Duomo e al Battistero e ti assicuro che non c'è mai delinquenza, bensì civiltà e decoro. Mentre in Via D'Azeglio, proprio "grazie" alla Movida, bivaccano ormai abitualmente personaggi assai loschi e traffici illeciti. Sì, il modello rimane la città del passato: meno affollata (da balordi), piccola, pulita, dignitosa, civile.

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  • Maurizio

    06 Agosto @ 16.45

    Dibattito interessante, peccato che non siamo più nel 1970 o nel 1980. Al di la' della surreale sortita dell'ex - vicesindaco, si discute accanitamente di cose che non esistono più, se non nell'immaginario degli ultraquarantenni. Se guardassimo alla realtà vedremmo che: 1) il centro storico oggi, con tutti i vincoli a cui e' sottoposto, genera solo una frazione del traffico automobilistico privato con motivazioni commerciali. Il grosso e' movimentato dai centri commerciali, per almeno sei, sette volte tanto. Basta vedere per rendersi conto. Purtroppo le auto che vanno verso i centri commerciali inquinano tanto quanto quelle che andavano in centro. La situazione e' dunque rovesciata rispetto a trenta anni fa, il carico di inquinamento che era concentrato sul centro storico oggi e' concentrato sulle zone dove si trovano i centri commerciali; globalmente e' aumentato di molto, perché si USA di più l'auto proprio per recarsi nei centri commerciali, dove non si vedono le frotte di biciclette che si vedono in centro. 2) Concentrare i divieti sul centro dunque assomiglia oggi a un accanimento terapeutico, si rischia di ammazzare il paziente per eccesso di cure. Semmai, per migliorare la qualità ambientale complessiva bisognerebbe istituire dei limiti su tutto il territorio comunale, tipo targhe alterne sempre dalle 9 alle 18. Ci sarebbe la rivolta dei centri commerciali, probabilmente, pero' migliorerebbero la qualità dell'aria e la salute di tutti. 3) la sofferenza della rete commerciale e di servizio dei centri storici non fa bene alle città, checche' ne pensino i nostalgici del bel tempo andato. Dove vengono meno le attività commerciale e artigianali si innesca un processo di degrado economico e sociale pericoloso, gli immobili subiscono un progressivo deterioramento e si insinuano "attività" problematiche e un'utenza abitativa ancor più problematica. Il capoluogo regionale e' un esempio da manuale di questa involuzione: il centro storico curato e scintillante di vent'anni fa e' diventato, a parte quelle tre o quattro vie principali, una sorta di città levantina. Noi siamo un po' indietro, ma ci stiamo allineando rapidamente. 4) Non si rimedia al degrado con le movide, come demagogicamente e' stato fatto dalle passate amministrazioni; ne' si può pensare di rimettere le auto in centro. Tutta la città trarrebbe giovamento da una ristrutturazione della rete di trasporto pubblico, attualmente dimensionata su una città divtrenta anni fa. Bisogna far muovere la gente con mezzi pubblici più efficienti, più capaci e più capillari. Se ne gioverebbero il centro storico prima di tutto, ma anche le periferie che oggi sono asfissiate dal traffico automobilistico.

    Rispondi

  • claudio

    06 Agosto @ 11.37

    Grazie per la cortese e dettagliata risposta. Spiace che l'"intraprendenza" (ossia "chi urla più forte", come accade spesso nella starnazzante società di oggi) sia premiata rispetto agli oggettivi e più impellenti motivi di legittima doglianza (ormai un autentico grido di dolore) dei cittadini. Ma io rimango un eterno idealista e continuo a sognare una città pulita, decorosa, civile e piena di senso civico e rispetto come quella in cui trascorsi la mia infanzia e la mia adolescenza (una trentina di anni fa). Faccio affidamento sulla Vostra promessa: magari verso fine Agosto, voce anche ai residenti non più giovanissimi, ai parmigiani DOC e...non commercianti! Attenderò fiducioso. Buon proseguimento Claudio

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