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Rifiuti - La replica di Castellani: "Il Comune pensi alle promesse non mantenute" - Folli: "Rivediamo il Piano rifiuti"

Rifiuti - La replica di Castellani: "Il Comune pensi alle promesse non mantenute" - Folli: "Rivediamo il Piano rifiuti"
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Comunicato stampa assessore Castellani

“Non credo che i cittadini si lasceranno distrarre dalle parole dell’assessore all’ambiente Folli. Il punto è che la campagna elettorale è finita da mesi e su questa questione nessuna promessa fatta è stata mantenuta. I rifiuti continuano a essere prodotti in quantità considerevoli e per lo smaltimento ricorriamo ad altri territori”. Così Gian Carlo Castellani assessore provinciale all’Ambiente che interviene sulla questione del termovalorizzatore in particolare sulla vicenda delle tariffe.
 “Sulle tariffe è bene ricordare che non sono stabilite dalla Provincia, ma da Regione e Atersir (ex Ato), nel cui consiglio manca ancora il rappresentante del Comune di Parma che non ha provveduto a sostituire il sub commissario – spiega Castellani - Non è una novità che le tariffe di Parma siano le più alte perché dipendiamo completamente da altri territori. Non solo: sulla nostra tariffa incidono anche le quote, circa 1 mln di euro all’anno,  che il Comune annualmente incassa e, se l’impianto partirà, incasserà per vent’anni, legate a opere di mitigazione e compensazione (piantumazioni, piste ciclabili, isole ecologiche…)”.
Sul fatto che il termovalorizzatore comporti o meno un vantaggio economico Castellani dice: “resto alla dichiarazione fatta da Iren, di cui il Comune è importante azionista esprimendone il vicepresidente, secondo cui si tornerà alle tariffe in vigore nel 2008 più l’aggiornamento Istat. Su questa base abbiamo sostenuto che l’impianto avrebbe ridotto la crescita esponenziale  dei costi tariffari determinati anche dalle caratteristiche degli impianti e del sistema di gestione”.
Alcuni esempi che l’assessore Castellani ricorda.
A Piacenza il costo è 117euro/tonnellata, ma in quell’impianto si smaltiscono i rifiuti cosiddetti “talquale”, non c’è preselezione e recupero di materiale, operazione che ha un costo rilevante e che invece è prevista nel Paip di Parma.
A Reggio Emilia, che ha discariche nel proprio territorio provinciale, la tariffa oggi è a 121 euro/tonnellata  e passerà a 150euro fra due anni.
A Brescia l’impianto smaltisce sino a 800mila tonnellate, sei volte più grande di quello in costruzione a Parma e tratta prevalentemente rifiuti speciali operazione remunerativa per il gestore. Per quanto riguarda Napoli, i 109euro di costo sono riferiti all’invio su nave ( a Parma dovrebbero essere spediti su gomma fino a un porto) della piccola parte che prende la strada dell’Olanda ma non comprendono il costo di raccolta e trasporto all’imbarco, il resto va in discarica con costi più elevati.
“ Personalmente – conclude Castellani - ritengo che l’assessore all’ambiente del Comune di Parma abbia tutte le condizioni e il potere per realizzare obiettivi importanti fra cui togliere i cassonetti dalle strade, estendere subito il porta a porta e portare la differenziata al 65% entro il 2012, così come previsto dal Piano provinciale gestione rifiuti, approvato secondo le regole dal Consiglio provinciale e dalla Regione, che ritengo mantenga tutta la sua validità. Siamo disponibili a confronti tecnici che non abbiano esiti precostituiti, al contrario non accettiamo un dibattito fondato  sul conflitto fra  istituzioni. Il Comune si è impegnato a non far partire l’impianto di Parma, restiamo in attesa di conoscere come, quando e con quali costi per i cittadini ciò avverrà”.

Comunicato stampa assessore Folli:  

“Ringraziamo l’assessore all’Ambiente Castellani  per la replica alle domande poste al Presidente Bernazzoli. Tuttavia ribadiamo che le assicurazioni che tutti i cittadini di Parma avevano avuto dal Presidente della Provincia erano quelle di avere costi di smaltimento più bassi rispetto agli attuali e non “Che l’impianto avrebbe ridotto la crescita esponenziale dei costi tariffari determinati anche dalle caratteristiche degli impianti e del sistema di gestione”.  Francamente continuare a sostenere che i 168 Euro di Parma contro i 97 di Torino siano un affare ci pare un esercizio acrobatico che lasciamo volentieri ad altri. Peraltro sullo stesso sito di Iren Ambiente sono consultabili i costi relativi a Reggio e Piacenza (http://www.irenambiente.it/attivita.php?id=19).
Sul tema sarebbe opportuno che si esprimesse a questo punto l’agenzia regionale per i rifiuti ex-Ato ora Atersir, cui spetta la verifica di congruità della tariffa dell'impianto previsto dal Piano Provinciale, in modo da stabilire definitivamente quali saranno i costi a carico dei cittadini della Provincia di Parma (è bene ricordare che anche gli altri comuni in provincia saranno vincolati a questa tariffa almeno fino a quando non scadrà il contratto con il gestore).

Riformuliamo nuovamente l’invito alla Provincia per la costituzione di un tavolo tecnico per collaborare alla revisione del PPGR, ritenendo questa un’operazione non di stampo talebano ma opportuna e necessaria  per concorrere a dotare il territorio di una politica di gestione rifiuti ambientalmente ed economicamente corretta.

Siamo sempre disponibili a collaborare in qualunque momento, anche dopo accesi dibattiti che ci vedono su posizioni distanti.  Il ruolo istituzionale non ci impedisce però di chiedere chiarezza a chi ha speso parole importanti verso i cittadini su un tema così delicato e sentito dall’opinione pubblica”.

L’assessore all’Ambiente Gabriele Folli

Comunicato capogruppo Pd Dall'Olio    

Ha ragione l'assessore Folli a puntare il dito contro il piano economico dell'inceneritore e la prevista tariffa di smaltimento di € 168 a tonnellata. Ma continuare a ribadire il proprio impegno per impedire l'apertura dell'inceneritore non va certo nella direzione auspicata di abbassare le tariffe. Nel caso venisse impedita l'entrata in esercizio dell'impianto, gli abitanti di Parma, già tartassati da imposte comunali ai massimi di legge, si ritroverebbero a dover pagare in tariffa i costi di risarcimento di Iren (come minimo pari al valore dell'impianto), i costi di smaltimento extra-provincia dei rifiuti (oggi Reggio Emilia, domani Olanda?), e i costi di investimento degli impianti alternativi all'inceneritore, per i quali si è ancora in attesa di una proposta concreta. Tre tariffe al posto di una: un bell'affare!


Se l'Assessore, smessi i comodi panni del comitato e indossati quelli più impegnativi dell'amministratore, davvero si preoccupa delle tasche dei cittadini, invece di chiedere un tavolo istituzionale per la revisione del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti, già superato nei fatti dalle recenti riforme amministrative, dovrebbe promuovere un tavolo di confronto tra i medesimi soggetti istituzionali e Iren per rivedere il piano economico e di smaltimento dell'inceneritore, subordinando l'entrata in esercizio a una correzione al ribasso delle tariffe e a una progressiva riduzione del quantitativo smaltito in funzione dei risultati raggiunti con la raccolta differenziata.


Sarebbe un atteggiamento di responsabilità che potrebbe riscuotere anche sostegno in Consiglio Comunale, nonostante ancora una volta si sia preferito scavalcarne le prerogative a dispetto delle promesse di trasparenza. Purtroppo le dichiarazioni rilasciate non sono incoraggianti: la contrapposizione intransigente all'inceneritore non consente all'amministrazione comunale alcun margine di manovra e di negoziazione e il rischio concreto è che, alla fine, il costo finale per gli utenti e per la città possa essere ancora più salato.


Nicola Dall'Olio
Capogruppo PD Consiglio Comunale di Parma
 

LA POLEMICA

 L'attacco di Folli: "Bernazzoli non rettifica i dati?"

 I numeri dell'inceneritore: durerà 20 anni e non abbasserà le tariffe

 Database Parma - Inceneritore e rifiuti: le notizie più recenti su gazzettadiparma.it

 

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  • andrea

    16 Agosto @ 09.07

    Un assessore all'ambiente che si schiera e peggio non si interessa ai metodi moderni di trattamento rifiuti dovrebbe essere dimesso d'ufficio per incompetenza manifesta! Caro Castellani fai largo ai giovani e và in pensione.

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  • Pinocchio

    16 Agosto @ 08.04

    Dall'Olio per favore invece di sparare alla Luna si impegni se ne è capace affinchè i sindaci della provincia si mettano intorno ad un tavolo con il Comune di Parma per cambiare questo scellerato piano rifiuti e fermare l'inceneritore.

    Rispondi

  • Franco

    15 Agosto @ 21.50

    Come cittadino di Parma debbo notare che l'assessore Folli a tre mesi dalle elezioni continua a discutere dell'inceneritore in chiave demagogica senza entrare in concreto nel problema, come durante la campagna elettorale. In materia di costo di smaltimento mi chiedo perchè non abbia ancora approfondito l'argomento sulla base dei documenti in possesso del Comune . Gli darei un suggerimento: perchè non vengono tagliati i circa 2 milioni che ogni anno vengono pagati da IREN al Comune di Parma (50%) e ad altri comuni (50%) a titolo di ristoro? Già questo ridurrebbe la tariffa dei rifiuti urbani di circa 22 €/t. Con qualche altra sforbiciata ed agendo sulle tariffe degli speciali si potrebbero raggiungere i 35-40 €/t di riduzione. Questo renderebbe anche omogenei i confronti. Basta con la demagogia demenziale, parliamo di fatti concreti.

    Rispondi

  • Geronimo

    15 Agosto @ 20.43

    Massimiliano se tu leggi libero che è uno dei meno attendibili giornali italiani e famoso per le notize false e i falsi scandali non sei proprio il custode della verità, per il resto i grillini non percepiscono rimborsi elettorali, percepiscono soldi per attività consiliare e loro non lo hanno mai negato, sembra una sottile differenza tra rimborsi elettorali e rimborsi per attività consiliari ma penso che in realtà siano due cose completamente diverse, concordi?

    Rispondi

  • redstar

    15 Agosto @ 17.38

    ..."cara" Redazione (che ha sostenuto Ubaldi - Vignali - Bernazzoli) chi vi scrive è un NON Grillino ma che pensa che è meglio morire Grillini anzichè FASCISTI - DEMOCRISTIANI - SOCIALISTI - BERLUSCONIANI - PIDDINI !!!

    Rispondi

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