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I ragazzi dell'Ulivi interrogano i politici con domande "bipartisan"

I ragazzi dell'Ulivi interrogano i politici con domande "bipartisan"
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di Andrea Violi

L'istruzione vista come un investimento e non un costo da tagliare, il maestro unico, le classi separate per stranieri, la paventata chiusura di scuole in montagna: è stata un'assemblea ricca di temi, quella che si è svolta nel pomeriggio al liceo Ulivi. I ragazzi hanno «interrogato» l'assessore comunale all'Infanzia Giampaolo Lavagetto e Pietro Baga, responsabile Scuola e Università dell'esecutivo provinciale del Partito democratico.

Nella palestra del liceo, numerose classi si sono riunite in assemblea, durante la quale sono state preparate le domande (per semplicità, durante il dibattito le ha lette Cristina Farri, insegnante di italiano e latino). I politici dovevano spiegare agli studenti il proprio punto di vista sulle questioni più «calde» del momento. La discussione è stata apprezzata: prova ne sia che, dopo le domande «ufficiali», molti si sono rivolti spontaneamente per continuare a dibattere con gli ospiti. E nonostante qualcuno dovesse scappare a prendere la corriera, molti sono rimasti per due ore, fino alla fine.
Come detto, sono numerosi i temi toccati. Baga si è detto contrario ai tagli alla scuola. «Il 98% delle risorse serve per il personale ma non è questo che mi preoccupa, né gli sprechi - dice invece Lavagetto -. Il sistema della pubblica istruzione italiana purtroppo ci pone a un livello di qualità dell'offerta fra i più bassi in Europa».

La scuola - è stato sottolineato - deve dare ai ragazzi la formazione e la possibilità di renderli competitivi. Obiettivi che mal si conciliano con una politica di tagli ma anche con una disorganizzaione strutturale. Lavagetto fa un esempio: per trovare un supplente la legge obbliga a rivolgersi alla graduatoria nazionale e a fare telefonate e telegrammi. «Ci sono scuole che hanno fatto 570 telefonate per trovare un supplente - spiega -. In Italia sono stati spesi l'anno scorso 50 milioni di euro in telegrammi! È un'organizzazione intelligente e parsimoniosa?».

«Occorre partire da ciò che si vuole avere dalla scuola, anziché partire dai tagli», sottolinea Baga. E, rispondendo agli studenti, il politico del Pd critica l'eventualità che vengano chiuse scuole in montagna con meno di 50 alunni. «In Italia c'è tanta montagna - spiega -. Se non vogliamo che il territorio venga abbandonato, bisogna tutelare le scuole». In merito Lavagetto ribatte che la normativa parla di un «accorpamento amministrativo» delle scuole più piccole e impone verifiche caso per caso, per evitare disagi ad esempio in montagna.

Il dibattito, cominciato alle 16, è continuato fin verso le 18, parlando anche delle contrapposizioni politiche sui temi della scuola e delle classi per stranieri. Baga ritiene che la proposta sia sbagliata. Lavagetto risponde alla domanda dei ragazzi portando l'esempio del Comune di Parma, che già oggi organizza speciali «classi» di bambini stranieri per aiutarli a imparare l'italiano. E così, a inserirsi meglio a scuola e nella società.

Guarda le interviste agli allievi dopo l'assemblea che ha ospitato Lavagetto e Baga: video 1, video 2.

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  • www.gazzettadiparma.it

    06 Novembre @ 10.36

    "Inseriamo nel "dite la vostra" le lettere di due studenti dell'Ulivi che ci hanno scritto aprendo la discussione su questo articolo. Ho già risposto a Nicola, ora rispondo a Giacomo. Innanzitutto, il nome della professoressa l'ho cambiato subito: mi scuso per aver involontariamente trasformato il suo nome da Farri in Ferri. Che l'articolo sia impreciso e disorganico, Giacomo, è una sua opinione; faccio notare che si tratta di una sintesi di due ore di intenso dibattito. Una sintesi inevitabile: essere prolissi, specie sul web, aiuta il lettore ad annoiarsi. Questo articolo ha dei video apposta per integrare e idealmente allungare il testo (sono stati inseriti questa mattina a causa di questioni tecniche). Gli esempi di Baga e Lavagetto che si potrebbero citare sono numerosi, è vero. Ho scelto questi, lei ne avrebbe scelti altri e se le va può continuare a scriverci dicendo cosa l'ha colpita di più: questa tra l'altro è una delle domande che ho fatto "a caldo" a diversi studenti che hanno accettato di farsi intervistate (link in fondo all'articolo). Lei dice "posso anche scriverlo io l'articolo": nulla impedisce ai lettori di qualunque nostro articolo di inviare foto, video e propri pensieri scritti, lo diciamo sempre. Un appunto personale: lasci da parte una certa presunzione, che emerge dalla sua lettera. E poi penso che gli organizzatori della manifestazione debbano essere già contenti: c'era un pubblico di studenti numerosi e attenti e durante l'assemblea ho sentito diversi commenti positivi dei ragazzi. Più che cercare visibilità personale, continuate a lavorare come gruppo, con spirito di servizio, per i vostri compagni, organizzando iniziative utili e costruttive come l'assemblea di ieri e sicuramente tante altre che farete.

    Rispondi

  • Giacomo

    06 Novembre @ 10.09

    Sono un ragazzo di quinta del liceo ulivi e vorrei precisare alcune cose. Il nome della professoressa che ha mediato il dibattito è Farri e non Ferri come invece è scritto. Vorrei sottolineare quanto sia a sproposito la citazione dell'assessore Lavagetto riguardo i telegrammi in quanto è ciò di più insignificante tra gli argomenti e gli esempi fatti (ho tutti gli appunti dei dialoghi, per precisare) e la stessa valutazione per la citazione con il 98%, che si riferisce a tutt'altra domanda. Mi permetto anche di sottolineare quanto l'articolo sia disorganico e non renda giustizia a quanto è stato fatto: è impreciso e non vi è alcun riferimento all'organizzazione studentesca e alle condizioni che hanno permesso tale incontro. Nel caso in cui valutaste la mia critica senza fondamento, possiedo il video del dibattito per dimostrarlo; se ritenete che sia giusto posso anche scriverlo io l'articolo. Se la mia richiesta verrà realmente presa in considerazione, potrò con piacere notare che i mezzi informativi non sono totalmente sordi e ciechi; in altro caso sarò sicuramente rammaricato e non potrò fare altro che dire le stesse cose sotto altra forma, probabilmente meno diplomatica.

    Rispondi

    • Giacomo

      06 Novembre @ 19.43

      Buonasera. Vorrei precisare che il tono esplicitamente arrabbiato e deluso del mio intervento non è dettato da una mia personale opinione, ma è condivisa da alunni e docenti della mia scuola. Con questo, spero che questo dibattito non vada a discapito degli altri studenti , spesso soggetti a generalizzazioni per singoli eventi. Buonasera ancore

      Rispondi

      • Giacomo

        09 Novembre @ 15.02

        Salve. Visto che non ha accettato le mie critiche sarò più preciso e dettagliato: mi soffermo sull'ultimo paragrafo dell'articolo. In realtà è Lavagetto a parlare per primo e articola il suo intervento su due diverse linee: da una parte sostiene che non sia giusto il fatto che la scuola debba sostenere da sola l'integrazione degli studenti stranieri (guardi dove sono mandati gli studenti dall'associazione AFS o intercultura, che lavora da 50 anni) e che in Svezia anche gli adulti devono sostenere un periodo di 3 mesi di studio della lingua (faccio notare che il concetto di integrazione nei paesi nordici è discutibile). Parallelamente l'assessore spiega il lodevole progetto che nella provincia di parma prevede corsi pomeridiani paralleli al normale piano orario scolastico, e non di classi speciali come è invece scritto nell'articolo. Baga approva il progetto sviluppatosi nel nostro territorio e lo propone come reale soluzione del problema dell'integrazione degli studenti stranieri in opposizione a quanto proposto dal governo. Mi sembra che l'articolo distorca quanto è stato detto in proposito. Invito tutti a riflettere su quanto i sistemi di informazione ci influenziano e su come essi siano scritti in rapporto alla realtà che viviamo. Grazie

        Rispondi

  • www.gazzettadiparma.it

    06 Novembre @ 10.07

    Rispondo a Nicola. L'articolo dice chiaramente, nel secondo paragrafo, che "le classi si sono riunite in assemblea, durante la quale sono state preparate le domande". E come ho scritto, gli argomenti toccati sono stati numerosi: ho inserito nella sintesi alcuni punti essenziali dei discorsi dei due ospiti, visto che comunque era quello il fulcro dell'incontro.

    Rispondi

  • Nicola

    06 Novembre @ 10.01

    Ci tenevo a farvi notare che a mio parere, dedicandosi quasi interamente a riportare le opinioni dei due esponenti politici intervenuti, sono state tralasciate informazioni essenziali, come il fatto che l'assemblea era autogestita e organizzata dai rappresentanti di Istituto con l'appoggio di professori volontari, e che le persone erano lì a scuola dalle due e mezza, a preparare le domande. In definitiva la mia impressione è che l'articolo non renda giustizia all'impegno e alle fatiche profuse nell'organizzazione di tutto questo. grazie per l'attenzione, Nicola

    Rispondi

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