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Pamela e il dramma di quel nipotino malato di cancro

Pamela e il dramma di quel nipotino malato di cancro
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 La sua immagine alla manifestazione contro l'Ilva di Taranto ha fatto il giro di mezza Italia. Quel bimbo di Taranto malato di cancro ha una zia, Pamela, da 10 anni residente a Parma. La famiglia di Pamela vive nei pressi dell’Ilva, lo stabilimento siderurgico di Taranto che nelle ultime settimane ha riempito le pagine dei quotidiani.   «Vivere lì - racconta - ha segnato tanti amici e parenti. E’ una situazione critica, che sta torturano i tarantini: che dipenda o no dall’impianto, in quella zona l’incidenza dei tumori è aumentata». Un tumore si è portato via la mamma di Pamela, e oggi è il suo nipotino, di 3 anni, a lottare contro una lesione cerebrale, diagnosticata a 4 mesi di vita. Nonostante la tenerissima età, ha già dovuto subire diversi interventi e ora si sta sottoponendo ad un ciclo di chemioterapia. «Mio fratello, il padre del bimbo, ha abbandonato il lavoro e si è trasferito a Firenze, dove c’è un centro specializzato che si occupa del piccolo. E’ dura stare lontano da casa, ma non c’è alternativa». E allora, appena qualche giorno di vacanza lo permette, ci si mette in viaggio e si ritorna in Puglia, dove vivono ancora il papà e la sorella di Pamela. 

«Non sono tante le occasioni in cui possiamo stare tutti insieme ed essere una famiglia - racconta Pamela -. Vivere in una città serena, dove c'è attenzione verso la salute, ti dà tanta forza; lo ha imparato mio fratello e l’ho imparato io vivendo a Parma». «A Taranto è facile perdere la speranza, ma chi come noi vive lontano può raccogliere la serenità che serve per tornare a riabbracciare la famiglia e la terra che ha sempre nel cuore. Fosse anche solo per un weekend».

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  • Shunkakan

    21 Agosto @ 11.03

    E' uno schifo come l'era industriale ha rovinato il mondo! Prima la vita era più lenta, si seguivano i ritmi della natura e delle stagioni ed i prodotti erano tutti più buoni, saporiti e nutrienti. Poi, per sete di guadagno, si è cominciato a dover produrre di più e sempre più alla svelta: le macchine hanno cominciato a sostituire il cervello e le braccia degli uomini velocizzando il mondo e la vita della gente che ora è sempre di corsa. I prodotti alimentari fanno sempre più schifo, la verdura e l'erba crescono su terreni contaminati da radiazioni e rifiuti tossici, gli animali vengono fatti vivere come macchine di produzione, ingrassati a forza con sostanze di dubbia provenienza e antibiotici che poi vanno a finire nel latte e nelle uova ( e nella carne per chi la mangia) il tutto per guadagnare sempre più soldi. Ci nutriamo di sostanze tossiche, respiriamo gas che ci bruciano lentamente i polmoni, beviamo acqua avvelenata, di conseguenza veniamo colpiti da terribili malattie che ci stanno uccidendo poco per volta. E' scandaloso che i soldi siano più importanti della vita delle persone e dell'inquinamento del pianeta. Siamo la sola specie animale che distrugge il proprio habitat ed inventa cose per uccidere i propri simili ( tipo le armi). E questa sarebbe l'evoluzione? Era meglio rimanere scimmie! Un grande abbraccio a questa famiglia che ha già tanto sofferto.

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