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Editoriale - Intercettazioni e veleni: una brutta pagina

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Giuliano Molossi

Torbide manovre destabilizzanti, gioco al massacro, campagna di veleni, ricatti, complotti, trame, intrighi, insinuazioni e sospetti: la bufera che si è scatenata sul Quirinale per alcune conversazioni telefoniche del presidente Napolitano è tutto questo e molto di più, è una storiaccia dell'Italia peggiore con magistrati che fanno politica invece di fare giustizia e con giornalisti molto abili a sguazzare nel fango. Non sappiamo se il Presidente abbia davvero pronunciato, nei suoi colloqui con il senatore Mancino, quei giudizi taglienti che gli attribuiscono su alcuni personaggi. Ma poniamo di sì. Quelle registrazioni andavano cestinate, non certo perché imbarazzanti per il Quirinale, ma perché assolutamente irrilevanti ai fini dell'indagine in corso, quella sulla presunta trattativa Stato-mafia. E invece questo non è accaduto, scatenando lo stillicidio di supposizioni che sappiamo. E così, fin dal 16 luglio scorso, il Presidente è stato costretto a rivolgersi alla Corte Costituzionale chiedendo un pronuciamento sul tema di possibili intercettazioni di suoi colloqui telefonici.
Qualcuno sostiene che per mettere a tacere le polemiche, Napolitano dovrebbe rivelare il contenuto delle sue conversazioni con Mancino. E' solo una provocazione. A parte il fatto che si tratta di atti segreti, a parte il fatto che il Presidente non possiede i nastri delle sue telefonate, per quale ragione dovrebbe rendere pubblica una conversazione privata? Ma mettiamo pure che lo faccia. I sostenitori di questa tesi cosa si aspettano, che il Capo dello Stato vada in tv a reti unificate e dica: «Italiane e italiani, ebbene sì, lo confesso: al telefono ho detto a Mancino che Di Pietro è un cretino»?
Una storiaccia, dicevamo. Ma un merito ce l'ha: quello di aver riacceso i riflettori su una questione irrisolta, quella delle intercettazioni. Non a caso, la stampa di destra soffia sul fuoco. Non a caso Berlusconi dice: «Adesso tutti capiscono quello che ho passato io». Cresce il partito trasversale di chi addirittura vorrebbe vietarle. Sarebbe un imperdonabile errore che farebbe solo il gioco della criminalità. Le intercettazioni sono uno strumento preziosissimo, fondamentale per le indagini, non si può limitarne l'utilizzo, prevedendole solo per i reati più gravi. Bisogna invece regolamentarle e stabilire una volta per tutte il divieto di pubblicare quelle irrilevanti, quelle che non c'entrano nulla con le indagini. L'uso mediatico delle intercettazioni è un malcostume politico, come dice giustamente il professor Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale.
Va salvaguardata certamente la libertà di stampa, guai se non fosse così, ma a un patto: che non diventi libertà di diffamare.

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  • sb

    04 Settembre @ 11.13

    Smettere di intercettare il Presidente ? E' molto semplice . Basta che il Presidente smetta di telefonare a gente di dubbia moralità che ha il telefono sotto controllo.

    Rispondi

  • stefano

    03 Settembre @ 18.06

    Oseredi dire che sarebbe ora di mettere mano alla costituzione.... Abbiamo un Presidente INUTILE al bene della comunità e dannoso allo stesso tempo. Non ha nessun tipo di potere e ha 1800 dipendenti che ci costano milioni ogni mese. A questo punto o gli diamo poteri o lo eliminiamo dai costi. Qualcuno in Italia pensa che sia utile????????

    Rispondi

  • Puzzi

    02 Settembre @ 20.59

    Purtroppo la polemica l'ha creata proprio il Presidente Napolitano, aprendo un conflitto di attribuzione dinanzi alla Consulta, che non aveva alcuna ragion d'essere. Come noto, infatti, i padri fondatori della repubblica italiana, ovvero i membri dell'Assemblea Costituente, si chiesero se inserire nella Costituzione una norma di particolare tutela per il Presidente della Repubblica, come esisteva nel precedente Statuto Albertino ove era previsto il reato di "lesa maestà". Alla fine decisero di no, in quanto nella Costituzione avevano scritto norme di garanzia sufficienti per tutti gli Organi dello Stato repubblicano. Qualora, ad esempio, si intenda accusare di un reato un Deputato, un Ministro, ecc. e sottoporlo quindi a processo, occorre una particolare autorizzazione a procedere. Queste procedure costituzionali furono ritenute più che sufficienti anche per il Capo dello Stato, per cui temo che Napolitano, chiaro ed emerito costituzionalista qual è, sappia bene che ha invocato qualcosa che non esiste. Inoltre il GIP di Palermo (per chi non lo sapesse vuol dire Giudice delle INDAGINI PRELIMINARI) ha dichiarato che a suo avviso le registrazioni non contengono elementi utili ad un processo, semmai si farà, ma ha anche aggiunto che rimetterà la decisione definitiva al GUP, a cui spetterà stabilire se distruggere il nastro o avvalersene nel processo. Va ricordato che, al termine delle indagini svolte dal GIP viene fatta l'udienza preliminare che viene presieduta dal GUP, Giudice per l' UDIENZA PRELIMINARE. Questi, per chi non lo sapesse, decreta se la questione penale sottoposta alle indagini è da rinviare a processo vero e proprio o meno. Siamo quindi in attesa di una decisione definitiva che stabilirà se quel nastro ha un contenuto di rilievo penale o meno, e solo e soltanto quando venisse deciso in tal senso, il Giudice ha il dovere di chiedere alla Giunta per l'Autorizzazione a Procedere del Parlamento, il permesso di porre sotto accusa il Presidente della Repubblica. Queste sciocche difese di un qualcosa che non esiste sono quindi fuori luogo. Non vi è alcun complotto contro nessuno e Napolitano dovrebbe avere l'intelligenza di capire che, non solo sta invocando la "lesa maestà" che in Italia non esiste più dal 1948, ma che con queste sue lagne ingiustificate sta alimentando le polemiche innescate da anni da coloro che vogliono imbrigliare le intercettazioni.

    Rispondi

  • dd_77

    02 Settembre @ 20.57

    la solita inutile caccia alle streghe, non mi sembra che quelle parole del Capo di Stato siano imbarazzanti.. imbarazzante è la montatura mediatica che è stata innalzata a seguito di quelle parole, limpide e più che condivisibili da chiunque sano di mente.. se davvero sono irrilevanti quelle registrazioni perchè i media sono spaccati su due fronti, quelli che condannano le parole del Capo di Stato e il fronte dei contrari alle intercettazioni? semplice ognuno ha il proprio tornaconto nella propaganda elettorale e la guerra è appena cominciata, ci aspettano 7 lunghi mesi...

    Rispondi

  • Marco

    02 Settembre @ 18.52

    molossi sa che io pensavo che la legge fosse uguale per tutti!?!?!?Son proprio un ingenuo,eh!??!?!

    Rispondi

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