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Folli: "Il modello Iren non funziona. Il piano rifiuti va rivisto sull'esempio di Reggio"

Folli: "Il modello Iren non funziona. Il piano rifiuti va rivisto sull'esempio di Reggio"
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In un incontro con la stampa in municipio, l'assessore all'Ambiente Gabriele Folli fa alcune considerazioni sul tema inceneritore e sulla questione rifiuti. Secondo Folli il modello Iren (multiutility sempre più grande) «non ha dato alcun beneficio al territorio». Per questo secondo Folli è preferibile il modello di multiutility più piccole ed è importante che si separi chi fa raccolta e chi fa smaltimento, per evitare conflitti d'interesse. Nel 2014 andranno a gara la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Parma: è in quel momento che, dice l'assessore, «dovrà esserci concorrenza fra più operatori».

Folli ribadisce il "no" a multiutlity «infarcite di nomine politiche» e rivela che ha inviato una seconda lettera al vicepresidente di Iren Luigi Giuseppe Villani, per chiedere di nuovo che si dimetta. Lettera che finora non ha ottenuto risposta.

L'assessore spiega inoltre che bisognerà rivedere il Piano provinciale di gestione dei rifiuti, incentrato sull'inceneritore, ora oggetto di richiesta di sequestro da parte della Procura. Il modello auspicato dal Comune è quello di Reggio Emilia, che spegne il suo inceneritore e va verso il Trattamento Meccanico Biologico. Per eventuali discariche o soluzioni alternative, dice Folli, decideranno altri enti (Provincia, Regione).

All'assessore provinciale all'Ambiente Giancarlo Castellani è stata chiesta anche una riunione dell'organo locale dell'Atersir (ex Ato), dove entrerà Folli come rappresentante del Comune al posto del sub-commissario Formiglio.

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  • bernardo

    05 Settembre @ 00.37

    Di questo passo Parma uguale a Napoli,basta con polemiche sterili e più fatti e una migliore raccolta differenziata e poi dovete dire dove volete fare le discariche in sostituzione del forno

    Rispondi

  • massimiliano

    04 Settembre @ 22.30

    Caro asessore, guardi che anche a Reggio c'è IREN. E poi, tutto questo accanimento verso il Dott. Vilani, che legittimamente ricopre l'incarico, come mai? Forse vorrebbe essere al suo posto????? Io penso di si..............

    Rispondi

  • S.Otto

    04 Settembre @ 19.15

    C'e' del marcio a Parma. Aspettiamo che la magistratura faccia il suo lavoro prima di dare giudizi ma, due sospetti e' un indizio, tre e' una prova, oltre e' una certezza. Il tempo sara' galantuomo per tutti.

    Rispondi

  • Nicola Martini

    04 Settembre @ 18.03

    Nulla di nuovo sotto il sole che l'Assessore e la Giunta non vogliano l'attivazione dell'inceneritore. In fin dei conti buona parte della campagna elettorale è stata basata sull'impianto in costruzione ad Ugozzolo. Le perplessità giungono quando viene richiesta una revisione del piano rifiuti e che le decisioni in merito alle discariche o altre soluzioni alternative siano a carico di altri Enti, ed in specifico Provincia e Regione. La posizione di questi altri Enti, è cosa nota, è da anni rivolta alla risoluzione del problema relativo allo smaltimento dei rifiuti residui non differenziabili attraverso l'incenerimento nell'impianto in costruzione a Parma. Il Comune di Parma è quello che ha messo in discussione tutta l'attività svolta finora affinché il nostro territorio sia autonomo nello smaltimento del pattume, pertanto il minimo che possa fare è definire delle proposte alternative sostenibili, in modo tale da non mettere in estrema difficoltà l'intero territorio provinciale su questa delicata tematica. Mi pare un discorso di semplice buonsenso aspettarsi che il soggetto che crea la questione (abbastanza gratuita a mio modesto avviso) sia anche quello che deve presentare, e non per grandi linee ed in maniera fumosa, un piano alternativo sostenibile e credibile sotto tutti i punti di vista. Richiedere che siano altri Enti a dover gestire i problemi relativi ad un sistema diverso di smaltimento è estremamente discutibile, sopratutto in seguito agli avvertimenti forniti a chi è contrario alla attivazione del Pai, in merito alle difficoltà di elaborazione di un piano alternativo efficace. Il modello reggiano ha certamente richiesto un lasso di tempo medio-lungo per la sua elaborazione con il favore, oltretutto, di aver nel proprio territorio delle discariche (la cui maggior salubrità rispetto ad un inceneritore mi pare tutta da dimostrarsi) già attive da anni. L'attuale piano rifiuti, sicuramente perfettibile beninteso, dovrà già scontrarsi con le problematiche attuali (non ultima la richiesta di sequestro del cantiere dell'inceneritore presentata dalla Procura) e difficilmente potrà essere stravolto, senza produrre nocumento alcuno. Gli Organi competenti regionali e provinciali, ovviamente, svolgeranno le proprie funzioni secondo i doveri istituzionali e le contingenze che si presenteranno, ma pare poco ragionevole la pretesa che redigano un piano alternativo nell'immediato, senza prendere in considerazione il fatto che a loro modo di vedere quello sussistente sia più che adeguato.

    Rispondi

  • MA BENE

    04 Settembre @ 16.23

    caro assesssssore( cobìn tante sss) si va a gare in tutta la provincia e non solo parma e sarà l'ato a farla...

    Rispondi

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