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Slittano i tempi, Scuola europea a rischio

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 Gian Luca Zurlini

E' passato poco più di un mese e mezzo dal trionfale annuncio con cui il Comune e Stt rendevano noto il raggiungimento dell'accordo con le imprese costruttrici (Co.Ge e Unieco) per il completamento della nuova sede della Scuola per l'Europa. Ma quell'annuncio rischia di diventare un clamoroso «boomerang», visto che il completamento della scuola torna a essere a rischio. E questo perché il Comune, che doveva ratificare entro 45 giorni dalla firma dell'accordo, avvenuta il 3 agosto scorso, il documento sottoscritto dalle imprese appaltatrici e da Stu Authority con l'avallo di Stt Holding non soltanto non lo ha ratificato finora (impedendo così di proseguire nei vari punti previsti nel documento) ma proprio pochi giorni fa, per la precisione lunedì, ha richiesto ulteriori  30 giorni di tempo per la ratifica.
Uno slittamento dei tempi che però, vista la già tormentatissima storia di questo cantiere, rimasto già chiuso per circa 3 mesi fra maggio e agosto per ritardi nei pagamenti, rischia di diventare la pietra tombale sul completamento dell'intera opera.  Già, perché a questo punto le imprese non sembrano più avere alcuna intenzione di  pazientare ancora e proprio ieri avrebbero inviato al Comune una controproposta in cui chiedono che la ratifica dell'accordo siglato il 3 agosto avvenga entro il prossimo 28 settembre. Se questo non avverrà, a quel punto ci sarà un nuovo «stop» del cantiere  e le imprese farebbero ripartire le richieste di risarcimento al Comune che fra riserve sui lavori e richieste di interessi per i ritardati pagamenti ammonterebbero a oltre 5 milioni di euro.  Il che significherebbe un contenzioso riaperto e la possibilità concreta che  quello che avrebbe dovuto diventare un «gioiello» del sistema scolastico cittadino resti ancora per molto tempo una «cattedrale nel deserto» incompleta.
La storia della scuola europea
L'idea di creare una scuola europea nella nostra città nasce al momento dell'assegnazione della sede Efsa. L'allora sindaco Elvio Ubaldi ipotizzò fra il 2005 e il 2006 la realizzazione di un nuovo edificio nell'area di via Bizzozero a fianco della scuola elementare «Don Milani». Con l'avvento della giunta Vignali, nel 2007, però, si cambiò idea. La sede venne individuata in una superficie adiacente al Campus universitario in precedenza destinata come fulcro  del Polo scientifico-tecnologico e si pensò a una sorta di «campus scolastico» che, partendo dalla scuola materna, arrivasse fino al cosiddetto «baccalaureato», vale a dire il ciclo degli studi superiori.     Il progetto fu realizzato con la garanzia di finanziamenti del Governo  e per  un costo complessivo di 24 milioni di euro e l'appalto venne aggiudicato all'Ati Unieco-Co.Ge nel 2010. Il 18 dicembre di quello stesso anno l'allora sindaco Pietro Vignali posò la prima pietra dell'edificio annunciandone il completamento per la primavera del 2012. In corso d'opera, però, ci furono problemi  nei finanziamenti, sia per l'erogazione ritardata che per la cancellazione a metà 2011 dell'ultima  «tranche» da 7 milioni e mezzo  da parte del Cipe. Ritardi nei pagamenti e ritardi nei lavori si sono così accumulati fino alla sospensione avvenuta nel maggio scorso e alla ripresa dei lavori, l'8 agosto, grazie alla certezza di aver ritrovato i fondi Cipe e a un accordo che prevedeva pagamenti a scadenze ben precise in cambio della conclusione dei lavori entro fine 2012.
La situazione attuale
Proprio giovedì in consiglio comunale l'assessore ai Lavori pubblici Michele Alinovi aveva tranquillizzato il consigliere del Pd Massimo Iotti sulla ripresa dei lavori e sul rispetto dei tempi. Ora, invece, si profilano all'orizzonte nubi minacciose anche perché, visto il percorso travagliato avuto fin qui dalla struttura, appare alquanto difficile che si possa arrivare a un'ulteriore mediazione che rimetta in discussione l'accordo faticosamente trovato lo scorso agosto. Senza contare che le imprese avevano avuto poco tempo fa rassicurazioni sul fatto che non ci sarebbero stati ulteriori ritardi. All'appello, invece, mancano ora almeno 3 milioni di euro che senza la ratifica del Comune (cui il Cipe ha peraltro già erogato l'ultima tranche di finanziamenti) non possono essere pagati né direttamente, né tramite la cessione del credito. E il tempo per evitare lo «stop» definitivo al «cantiere strategico» ormai stringe.

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  • marco

    23 Settembre @ 11.23

    Scuola europea ? Roba superata... a Parma si sta già pensando all'importantissimo MUSEO DELLO SPORT !!!

    Rispondi

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