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Delrio: "Parma in condizione di dissesto". Pizzarotti: "Non è vero"

Delrio: "Parma in condizione di dissesto". Pizzarotti: "Non è vero"
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DELRIO - «I Comuni in difficoltà sono tantissimi. Più della metà è certamente in grande difficoltà di bilancio, di liquidità di spesa». Lo ha dichiarato, intervistato da Belpietro, il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, aggiungendo che «Palermo e Napoli sono in condizione di pre-dissesto finanziario, Parma e Alessandria di dissesto vero e proprio».

Delrio ha quindi assicurato che l’Anci non è «contraria a sanzioni per chi amministra male il denaro pubblico» nè «ai controlli preventivi da parte della Corte dei Conti e a trasmettere gli atti alla Corte ogni sei mesi».

 Delrio si è poi detto stupito che non ci si sia accorti prima del debito che accumulavano alcuni comuni: «io mi ero accorto, ad esempio, di come a Parma spendevano più soldi di quelli che avevano».

Sul fronte, infine, dello scandalo riscossione causato da Tributi Italia Delrio ha ricordato che «i Comuni avevano denunciato il problema da dieci anni». «La colpa – ha osservato – è di una giustizia che va lenta nell’accertare le vicende».

PIZZAROTTI - «Condividiamo il pensiero del Presidente Delrio quando afferma che le passate giunte di centrodestra hanno dissipato le casse municipali, spendendo oltre quello che Parma si poteva realmente permettere, ma il Comune non è in dissesto». Lo sostiene Federico Pizzarotti, sindaco di Parma del Movimento 5 Stelle, che ha replicato così al presidente dell’Anci e sindaco della vicina Reggio Emilia che ha indicato Parma come una città in dissesto finanziario. 

 «La mala-gestione passata – ha detto Pizzarotti – ci ha costretto ad una seria politica di riparazione che la minoranza, con irresponsabilità consapevole, definisce di tipo immobilista. Non siamo però d’accordo nel considerare Parma vicina al dissesto. Come già assicurato dall’assessore Gino Capelli in Consiglio Comunale, depotenzieremo i rischi economici gravanti sulle casse comunali: la volontà di vendere le quote Stu Pasubio (società partecipata di trasformazione urbanistica, ndr) è stato un primo, importante passo che ci permetterà di evitare un danno economico futuro. Rassicuro, quindi, Delrio sul fatto che, se continueremo ad agire con una visione ragionieristica e razionale, non ci sarà nessun fallimento economico».

LA PRECISAZIONE DI DELRIO. Il riferimento al Comune di Parma riguardava una «condizione di dissesto» attinente le gravi difficoltà di bilancio che il sindaco attuale si è trovato ad affrontare, ma non nel senso tecnico del termine, non essendo stato dichiarato il dissesto del Comune di Parma. Lo precisa, con una nota, il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci Graziano Delrio, dopo che il suo riferimento a Parma in una trasmissione televisiva, avevano provocato la replica del collega parmigiano Federico Pizzarotti. «Così come - ha aggiunto - per quanto riguarda i Comuni definiti in predissesto, solo il decreto emanato ieri dal Consiglio dei ministri potrà attivare il meccanismo di preadesione volontaria a tale procedura».

 

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  • sisto

    01 Maggio @ 18.41

    VORREI SAPERE PERCHE' PARMA CI SONO STRADE CON VORAGINI ENORMI,E NESSUNO FA' QUALCOSA?PARCHI DOVE NON C'E' NESSUN CONTROLLO FECI DI CANI LUNGO I VIALI ,PERSONE CHE PORTONO I CANI A FARE I LORO BISOGNI DOVE DOVREBBERO GIOCARE I BAMBINI?OK MI DIRA'IL SIGNOR SINDACO NON CI SONO FONDI,ALLORA PERCHE' NON CHIEDERE AI CITTADINI DI AIUTARE HA TENERE IN ORDINE I PARCHI CON LE VARIE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO?OVVIAMENTE DARGLI UN CERTO SOSTEGNO DI MATERIALE I MODI PER RENDERE PIU'VIVIBILE LA NOSTRA CITTA' SONO MOLTEPLICI NON RIPETERE CHE QUESTO E'STATO EREDITATO DALLA VECCHIA AMMINISTRAZIONE

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  • Francesco

    07 Ottobre @ 18.24

    GENTILE AMICO PAOLO REGGIANI , mi permetta di esemplificarle ciò che intendo quando dico che, a Parma, crogiolandoci nelle scontate glorie della "petite capitale" , ci siamo fatti superare da città viciniori che, 40 - 50 anni fa , a quando risalgono i suoi , e i miei, ricordi, erano dietro a noi, ma ora ci hanno raggiunto e superato. Lasciamo stare il "casus belli" Reggio Emilia e guardiamo , per esempio , a Brescia. Fino agli anni cinquanta all' Ospedale Civile di quella Città c' era , di notte e di festa, un solo Medico di Guardia a coprire il Pronto Soccorso e tutti i Reparti di Degenza. A Parma avevamo già un rinomato nosocomio universitario , suddiviso in Reparti Specialistici d' avanguardia , ciascuno con un proprio Medico di Guardia dedicato . Una differenza abissale. A Brescia non avevano neanche l' Università. Venivano a studiare da noi. Guardi la situazione di oggi. A Brescia c' è un Ospedale enorme e moderno , con servizi avanzatissimi , la Facoltà universitaria di Medicina , e , mentre , ai tempi che lei ricorda , i Bresciani che avevano qualche serio problema di salute , venivano a farsi curare a Parma, oggi sono i Parmigiani ad andare , in gran numero, a Brescia, per non parlare di quelli che vanno al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Il nostro Ospedale, un tempo Policlinico di levatura nazionale , oggi, tra chiusure, ridimensionamenti , tagli passati per "razionalizzazioni" , si è ridotto ad un qualsiasi modesto Ospedale di Provincia. Per questo ed altre analoghe situazioni in diversi campi, sono riluttante ad accettare affermazioni come quella secondo cui "Parma ha una marcia in più " Certo , i monumenti e le opere d' arte ereditate dal passato le abbiamo ancora , finché non le lasciamo andare in rovina, però , "una marcia in più" ce l' avevamo, ma non ce l' abbiamo più. Ringraziamenti e cordialissimi saluti anche a Lei..

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  • Paolo Reggiani

    07 Ottobre @ 15.37

    Grazie, gentile amico Vercingetorige per la Sua risposta alla mia nota ad un Suo precedente commento. C’è quindi la possibilità di un piccolo confronto di idee ed esperienze su questioni importanti per il nostro vivere. Invero sono d’accordo su quel che mi ha risposto. Circa il maiuscolo che Lei predilige lo considero segno di convinzione: sono gli esperti del web che mi hanno detto che significa “urlare”, ma si urla anche per forte partecipazione: niente di male. Io non attacco briga con nessuno e sono, come Lei, parmigiano dell’Oltretorrente, pur non abitando la mia città (e di questo me ne cruccio). Nella vita ho avuto il grande privilegio di avere abitato in tre città e non di passaggio ma per molti anni in ciascuna, quindi di avere imparato molto da ognuna di esse. Questo rende abbastanza lontani dal campanilismo (che Lei mi addebita) ed avere opinioni fondate su dati reali. Il cuore ha sempre un ruolo nel nostro modo di vedere, ma le esperienze vissute in presa diretta impediscono di nascondersi dietro ad un dito. Potrei parlarne a lungo, ma poi il nostro amico Balestrazzi mi inseguirebbe con un bastone nodoso per lo spazio che ruberei e desidero risparmiargli la fatica. Ho detto “piattume” perché così è. L’alternativa ad esso non si pone nelle frenesie di una movida senza controlli: ci sono molte possibilità intermedie, perché fermarsi agli estremi? Gentile amico, Le cito un caso fra tanti col mio ricordo di 40 anni fa quando, giovanotto, la sera partivo da Parma in direzione Reggio. Lasciavo Parma con tanta gente nelle strade, nei bar e senza bisogno di movide: qui sta il busillis; anche gli autobus non erano vuoti. A Reggio trovavo il deserto: sembrava esserci il coprifuoco (ovviamente non ci andavo per far vita notturna). Molto più tardi rientravo a Parma e trovavo ancora una città viva e con un bel movimento. Allora si dormiva tranquilli sia nella vuota Reggio che nella movimentata Parma. Non c’è critica né campanilismo ma solo l’osservazione di un fatto in sé curioso, ma così era. Sulla base di questa osservazione direi che è meglio quel tipo di vita sociale attiva al mortorio (che poi non è solo nelle strade ma anche nelle idee: le cose vanno a braccetto). La movida è una sbracatura recente e sfuggita di mano: ma si può recuperare ritornando un poco a tanti anni addietro e ad una sana vita sociale con la repressione della criminalità: è quella che ha svuotato le strade notturne anche a Parma tanto da inventarsi quella sciocchezza della movida. Anziché sulla causa del problema si è agito sulle conseguenze. La solita amministrazione fatta a rovescio. E si potrebbe continuare con le altre cose che ha citato il mio cortese corrispondente. Ho buone conoscenze per dire il bene ed il male di Reggio, riconoscere le sue glorie (e l’ho fatto) e le sue oscurità. Come pure quelle di Parma. Sempre in questo confronto tra città vicine ho riassunto il concetto nelle poche parole di un commento, lasciandone tante altre fuori e quindi di essere equivocato. Di una cosa sono però ben certo e dopo innumerevoli osservazioni, azioni fatte, proposte, ecc.: Reggio non ha nulla da insegnare a Parma, ma qualcosa da imparare e, per primo, dalla Gazzetta, che gentilmente ci ospita, in fatto di cultura sociale condivisa (sempre perfezionabile, s’intende). Viste dal di fuori queste funzioni aggreganti che Parma ha, assumono una valenza ben diversa, che si perde un po’ vivendoci a contatto. A proposito a Reggio si può vivere benissimo, è una questione di istanze personali, di modo di vedere le cose … ma è più facile avere poi bisogno di Parma per certi fatti che per i parmigiani necessitare del contrario. E questa non è un’opinione ed ancor meno campanilismo. Ancora grazie a Vercingetorige per l’opportunità e cordiali saluti.

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  • Abby

    07 Ottobre @ 10.04

    @william they. Ma davvero un sostenitore sfegatato dei sindaci che hanno fatto il disastro di Parma parla ancora? Contro un sindaco di Reggio che ha i conti in ordine e le idee chiare?? E con argomenti di così minima fatta??? A Parma si chiama becco di ferro...

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  • Francesco

    06 Ottobre @ 11.57

    GENTILE AMICO PAOLO REGGIANI , SULL' USO DEL MAIUSCOLO NON LE RISPONDO PERCHE' L' HO GIA' FATTO QUALCHE MIGLIAIO DI VOLTE E NON POSSO CHE RIMANDARLA AI MIEI MESSAGGI PRECEDENTI. Continuare ad insistere su questo punto è soltanto un pretesto per attaccar briga. IO ABITO A PARMA E NON SONO MENO PARMIGIANO DI LEI , ESSENDO NATO "DE DLA' DA L' ACQUA" , PERO' , IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI , AD ONOR DEL VERO , NON POSSO NON AMMETTERE CHE QUELLI DI REGGIO EMILIA SONO NETTAMENTE MIGLIORI DEI NOSTRI , ED AGLI ASSESSORI ROSSI E PACI ANDARE A FARE UNO STAGE AL COMUNE DI REGGIO EMILIA FAREBBE SOLTANTO BENE. Lei dice che non c' è campanilismo in quanto scrive , ma, forse, la lingua batte dove il dente duole , perchè il suo messaggio è tutto infarcito di campanilismo . LEI DICE DI REGGIO EMILIA QUEL CHE "ORSOBIANCO" DICE DI PARMA. Le solite storie : a Reggio Emilia ci sono le mucche che pascolano nelle strade , eccetera eccetera................Cose che van bene allo Stadio Tardini per la partita Parma - Reggiana, ma non vanno oltre . Io tifo per il Parma, se le interessa.............E' FUOR DI DUBBIO CHE, SUL PIANO DEL PATRIMONIO ARTISTICO E MONUMENTALE , PARMA SUPERI REGGIO EMILIA , MA NON E' DI QUESTO CHE SI PARLA. Se , poi, per "piatto quieto vivere" intende che gli abitanti del centro storico di Reggio possono dormire di notte, senza bande di teppisti ubriachi ululanti che vomitano in mezzo alla strada, pisciano e defecano nei portoni delle case , si azzuffano e si accoltellano , io direi "viva il piatto quieto vivere" ! "PARMA UNA MARCIA IN PIU' CE L' HA " , LA "PICCOLA PARIGI" , LA "PICCOLA PECHINO" SONO QUEI LUOGHI COMUNI, CROGIOLANDOCI NEI QUALI , MENTRE GLI ALTRI SONO ANDATI AVANTI NOI SIAMO RIMASTI INDIETRO . GLI ALTRI VANNO IN QUINTA E NOI SIAMO RIMASTI IN FOLLI................

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