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L'assessore Capelli: "Debito a 607 milioni, non c'è dissesto" - Poi è ancora scontro su colpe e prospettive

L'assessore Capelli: "Debito a 607 milioni, non c'è dissesto" - Poi è ancora scontro su colpe e prospettive
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Consiglio comunale: la cronaca

Giovedì 8 novembre potrebbe essere la data per il dibattito in Consiglio comunale sull'inceneritore, con la presenza dei responsabili di Iren. Lo ha anunciato l'assessore Folli, in apertura di seduta rispondendo ad una interrogazione del consigliere Roberto Ghiretti (Parma Unita).

Ancora Ghiretti solleva poi il problema dell'aeroporto, chiedendo al Comune di sollecitare Regione e governo per il destino del Verdi. Qualche scintilla fra lo stesso Ghiretti e il sindaco a proposito delle valutazioni su costi e benefici dell'edizione in corso del Festival Verdi.

Il consiglio passa poi al tema principale della seduta, ovvero la relazione del commissario Ciclosi e la situazione dei debiti del Comune. Si parte dalle spiegazioni dell'assessore al Bilancio Capelli.

L'assessore Gino Capelli illustra le cifre del debito del Comune e delle partecipate. Il patrimonio netto del solo Comune è 524 milioni, quello delle società partecipate è positivo per 112 milioni (senza considerare i debiti di Spip, sale a 161 milioni). Quindi l'attivo "è di gran lunga superiore al debito". I problemi restano complessi e la situazione è tutt'altro che rosea, anche se non c'è un quadro di dissesto. Per uscire dalle difficoltà serve la collaborazione di banche e creditori, dice Capelli. Pesano anche proventi per 45 milioni di euro che il Comune fatica ad incassare (causa ritardi).
"Questa sarà una legislatura di risanamento", dice l'assessore. "Bisogna contenere i flussi finanziari fra Comune e Partecipate; vanno bloccate le opere già pianificate; bisogna agire sulla lotta all'evasione".

Capelli sottolinea che il dato di 1,2 miliardi di debiti di cui parlava la relazione di Ciclosi nasce da meri dati contabili. In quel dato, ad esempio, veniva conteggiato l'intero debito di Autocisa Spa, di cui però il Comune è azionista con una quota molto piccola e di quel debito non sarà chiamata a rispondere. In realtà il debito di Comune e Partecipate insieme è di 607,8 milioni, a fronte di un patrimonio netto totale di 636 milioni.

"L'eredità della passata amministrazione è: abbiamo fatto il passo più lungo della gamba. Se resta unita, la città saprà superare questo momento". Capelli rimanda al mittente le polemiche sul dissesto sollevate dal sindaco di Reggio Emilia (e presidente Anci) Graziano Delrio. Pretende rispetto per Parma dalle istituzioni e dice "no alla lotta politica consumata sulla pelle della nostra città". Pizzarotti ricorderà in seguito che comunque Delrio ha rettificato le prime dichiarazioni, sottolineando di non aver parlato di "dissesto" in senso tecnico per il Comune di Parma.

Dopo la spiegazione di Capelli inizia il dibattito, con un confronto acceso fra maggioranza e opposizione e parecchie polemiche: segui la cronaca sulla nostra pagina Twitter (a cura di Andrea Violi)

In uno degli interventi, Maria Teresa Guarnieri (Altra Politica) chiede se sia vero che "Bnl ha ritirato le linee di credito a Metro Parma e ha chiesto il rientro in 3 giorni". L'assessore al BIlancio Capelli conferma: "Sì, è vero. Vedremo cosa succede. E' un'azione improvvida e di natura tecnica, dettata da una normativa della Banca d'Italia". L'intenzione del Comune è di fare in modo che "la situazione non degeneri, nell'interesse della città".

Maggioranza e opposizione si punzecchiano a più riprese. Dalla minoranza arrivano accuse di mancanza di "visione". Il sindaco sottolinea che "prima bisogna fare ordine, poi ci sarà tempo per la progettualità. Non so se preferiate che il Comune fallisca per dimostrare che chi c'era prima ha fatto male".

Il consigliere Roberto Ghiretti critica l'assenza, nella seconda parte della seduta, del sindaco Federico Pizzarotti, uscito poco prima. Passato dall'aula durante un intervento di Ghiretti, il sindaco ribatte che con la diretta streaming in vari locali del Comune può seguire i lavori del Consiglio pur occupandosi di altre cose. Lo ribadisce il consigliere del Movimento 5 Stelle Mauro Nuzzo in uno dei suoi interventi. E Ghiretti ironizza sul "sindaco telematico".

Un ampio servizio è sulla Gazzetta di Parma in edicola

Scarica a fondo pagina, in formato pdf, il testo integrale della relazione di Capelli sul bilancio

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  • strajè

    11 Ottobre @ 18.25

    Leggo i commenti,noto che a Parma sono tutti professori di economia,ragioneria degli enti pubblici,pronti a pontificare so ciò che non conoscono.Nulla sanno di conto economico,tutti destra,sinistra,centro ognuno con opinione ma generalmente solo in visione politica e quindi di semplice odio per i reciproci avversari. L'ammionistrazione precedente durata 3 legislature se non altro,magari precorrendo tempi e modi anche soggetti a critica ha dato la sveglia ad una città,che ho lasciato 40 anni fa,che era addormentata e legata a mentalità molto vecchia. Ha fatto opere di ammodernamento ha proiettato Parma in Europa e nel mondo,troppo per essere compresa da cittadini che non si meritano di esser parmigiani e restano ancorati a mentalità del 1860,quando diventammo tutti piemonmtesi ed italiani,perdendo la nostra libertà. Schiavi di una burocrazio ereditata da piemontesi,borboni e papalini chè il male assoluto dell'italia di oggi.

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  • sgtmarchand

    11 Ottobre @ 09.54

    Il valore assoluto del debito non è significativo per dichiarare default. La quantità algebrica per dire che un comune è in dissesto, di per sè, non vuol dire nulla. Cito: Articolo 242 del TUEL. Individuazione degli enti locali strutturalmente deficitari e relativi controlli. 1. Sono da considerarsi in condizioni strutturalmente deficitarie gli enti locali che presentano gravi ed incontrovertibili condizioni di squilibrio, rilevabili da una apposita tabella, da allegare al certificato sul rendiconto della gestione, contenente parametri obiettivi dei quali almeno la metà presentino valori deficitari. Il certificato è quello relativo al rendiconto della gestione del penultimo esercizio precedente quello di riferimento. In pratica un comune è dichiarato in dissesto se non rientra in determinati parametri. I parametri vengono fissati per triennio. Nel 2011 sono i seguenti. 1) Valore negativo del risultato contabile di gestione superiore, in termini di valore assoluto, al 5% rispetto alle entrate correnti (al tali fini al risultato contabile di aggiunge l’avanzo di amministrazione utilizzato per le spese di investimento) 2) Volume dei residui attivi di nuova formazione, provenienti dalla gestione di competenza e relativi ai titoli I e III, con esclusione dell’addizionale Irpef, superiori al 42% dei valori di accertamento delle entrate dei medesimi titoli I e III, esclusi i valori dell’addizionale IRPEF 3) Ammontare dei residui attivi di cui al titolo I e al titolo III superiore al 65% (provenienti dalla gestione dei residui attivi), rapportata agli accertamenti della gestione di competenza delle entrate dei medesimi titoli I e III 4) Volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I superiori al 40% degli impegni della medesima spesa corrente 5) Esistenza di procedimenti di esecuzione forzata superiori allo 0,5% delle spese correnti 6) Volume complessivo delle spese di personale a vario titolo rapportato al volume complessivo delle entrate correnti desumibili dai titoli I, II, II superiore al 39% (al netto di contributi regionali nonché di altri enti pubblici finalizzati a finanziare spese di personale) 2) Volume dei residui attivi di nuova formazione, provenienti dalla gestione di competenza e relativi ai titoli I e III, con esclusione dell’addizionale Irpef, superiori al 42% dei valori di accertamento delle entrate dei medesimi titoli I e III, esclusi i valori dell’addizionale IRPEF 3) Ammontare dei residui attivi di cui al titolo I e al titolo III superiore al 65% (provenienti dalla gestione dei residui attivi), rapportata agli accertamenti della gestione di competenza delle entrate dei medesimi titoli I e III 4) Volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I superiori al 40% degli impegni della medesima spesa corrente 5) Esistenza di procedimenti di esecuzione forzata superiori allo 0,5% delle spese correnti 6) Volume complessivo delle spese di personale a vario titolo rapportato al volume complessivo delle entrate correnti desumibili dai titoli I, II, II superiore al 39% (al netto di contributi regionali nonché di altri enti pubblici finalizzati a finanziare spese di personale) 7) Consistenza dei debiti di finanziamento non assistiti da contribuzioni superiore al 150% rispetto alle entrate correnti per gli enti che presentano un risultato contabile di gestione positivo e superiore al 120% per gli enti che presentano un risultato contabile di gestione negativo (fermo restando il rispetto del limite di indebitamento di cui all’art.204 del Tuel) 8) Consistenza dei debiti fuori bilancio formatisi nel corso dell’esercizio superiore all’1% rispetto ai valori di accertamento delle entrate correnti (l’indice si considera negativo ove tale soglia venga superata in tutti gli ultimi tre anni) 9) Eventuale esistenza al 31 dicembre di anticipazioni di tesoreria non rimborsate superiori al 5% rispetto alle entrate correnti: 10) Ripiano squilibri in sede di provvedimento di salvaguardia di cui all’art. 193 del TUEL riferito allo stesso esercizio con misure di alienazione di beni patrimoniali e/o avanzo di amministrazione superiore al 5% dei valori della spesa corrente

    Rispondi

  • alle

    10 Ottobre @ 18.32

    speriamo che non siano conti dettati da esigenze contabili ,diversamente il comune sarebbe al default. Ad ogni modo i precedenti amministratori dal 1998 al 2011 , con il benestare di bernazzoli hanno creato una voragine incredibile. che vergogna. Non e' giusto che paghino i cittadini , deve pagare chi ha colpe. La procura non deve arrestare chi ha fatto debito , deve obbligare a restituire.

    Rispondi

  • UMBERTO

    10 Ottobre @ 15.24

    Ma siamo su scherzi a parte? l'assessore al bilancio che afferma : “ il debito sarebbe inferiore se non considerassimo i debiti di SPIP? “ Ma i bilanci si fanno coi dati reali o coi giochi di prestigio? E i bilanci consolidati sa cosa sono? Ci parla di patrimonio a copertura del debito?! è come dire “” vendo tutti i beni del comune e azzero il debito!! .... purtroppo alcune proprietà sono state concesse a garanzia e quindi sono invendibili perché gravati da garanzie già spese sul sistema! nessuno acquisterebbe un bene gravato da ipoteca potenzialmente aggredibile in ogni momento dal tribunale ..col rischio di vederlo vendere all’asta giudiziaria….... lo fareste voi che state leggendo ? Se poi il comune non vendesse il patrimonio per ridurre il debito accumulato con le banche si vedrebbe conseguentemente appesantito da importanti interessi passivi dovuti agl’oltre 600 milioni di debito. Se invece Il comune procedesse alla cessione di patrimonio mi dite quale istituto di credito gli darebbe un fido senza garanzie? ( provate a chiedere un fido in banca senza fideiussioni o un finanziamento importante anche per sola liquidità senza un’ipoteca su un immobile ! ). C’è sempre la Cassa Depositi e Prestiti per chiedere credito ma senza immobili da dare in garanzia siamo sicuri che ci concederebbero credito .( lo stato non regala specialmente ora che sta raschiando il fondo del barile per trovare risorse ). In sostanza non basta usare la fantasia e dare dati per tranquillizzare la città ; quel che conta è garantire i creditori( con beni e non con sole parole) che i debiti verranno onorati. Da ultimo, che senso aveva il grande gazzabuglio sotto i portici del grano nei primi 6 mesi 2011 ??... solo una sceneggiata … una farsa … solo mettersi in mostra e darsi visibilità per le elezioni di maggio??! … o eravamo su scherzi a parte Parma ha davvero tanti problemi !Non per nulla chiudono tanti negozi e imprese; per cui sarebbe utile mettere insieme idee valide da chiunque provengano per dare risposte vere e non solo chiacchere per far tacere i cittadini. .

    Rispondi

  • Michele75

    10 Ottobre @ 13.40

    ....... In effetti la situazione non è preoccupante. a ingoiare merda ci siamo talmente abituati che tutte le porcate che hanno fatto sotto i nostri occhi non le abbiamo contestate a tempo debito ed ora le perdoniamo. Mah....... In 15 anni ho visto Parma cambiare in peggio senza che ci fossero proteste in piazza e senza che nessuno rendesse conto dell'operato ai fantastici amministratori.

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