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Rutigliano: "Tutto regolare per il termovalorizzatore"

Rutigliano: "Tutto regolare per il termovalorizzatore"
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Marco Federici

«Le autorizzazioni per realizzare, completare e gestire l’impianto ci sono tutte sin dalla fine del 2008». L'avvocato Massimo Rutigliano, il legale che per conto della Provincia ha seguito tutto l'iter amministrativo,  ne è sicuro: l'inceneritore di Ugozzolo  sarà avviato. 
E quando aprirà?
I tempi dipendono solo da Iren che, ovviamente, ha interesse ad avviare prima possibile il suo impianto. Penso che potrebbe completare il tutto entro i primi mesi del 2013 per poi avviare la fase di messa a regime. 
Uno dei  nodi  principali  che ha portato alla sospensione dei lavori, ad un ricorso al Tar e ad una richiesta di sequestro da parte della procura   gira  attorno al permesso a costruire....
Per me (ma anche per il Tar ed il Gip) il permesso c’è perché la Via (valutazione di impatto ambientale, ndr) assorbe tutti gli atti e permessi necessari per realizzare l’opera - come prevede l'articolo 208 del decreto legislativo  n. 152/2006 - e  perché vi era anche il parere favorevole del Comune. Ricordo inoltre che il Comune, proprio per consentire la realizzabilità dell’impianto, ha approvato due distinte varianti di Poc. Quindi la volontà comunale era chiarissima».
Eppure per due volte il Comune ha sospeso i lavori...
Tali sospensioni,  a mio avviso, sono anomale e difficilmente giustificabili sotto il profilo amministrativo  perché, qualcuno, dopo tre anni dalla Via positiva, ha avuto il “dubbio” che non vi era il permesso a costruire. Peraltro poiché le carte erano tutte in possesso del Comune, a mio avviso, invece di sospendere i lavori il Comune avrebbe potuto-dovuto subito assumere una posizione certa e definitiva, che invece non ha mai assunto, così come ancora oggi non ha assunto.
E quale sarebbe la posizione che avrebbe dovuto assumere? 
Se il permesso c’era i lavori non andavano sospesi. Se il permesso non c’era (ma, come ho detto, c’era e c’è) Iren andava sanzionata. Poichè    l’opera è comunque conforme agli strumenti urbanistici la società poteva chiedere la sanatoria, pagare una sanzione pecuniaria e proseguire i lavori.  Non solo: l’anomalia è che il Comune non ha mai preso una posizione precisa e definitiva, neppure con Pizzarotti e Folli, e questo nonostante  la legge imponesse di assumere una posizione definitiva almeno entro 45  giorni  dalla sospensione dei lavori. Anziché fare ciò il Comune, dopo la prima sospensione, ne ha fatta un’altra (ulteriore anomalia) e poi  nulla ha più fatto, se non dichiarazioni alla stampa mentre i Comuni, come noto, debbono parlare con atti formali, non con proclami. D’altronde è noto che la seconda sospensione lavori è stata disposta dopo concitati confronti in casa comunale. La mia convinzione è che le regole del diritto e della buona amministrazione abbiano ceduto il passo alla “ragion politica”, il che non dovrebbe mai avvenire in un Paese civile.
Dopo la sentenza del Tar che ha determinato l'avvio dei lavori la procura ha  chiesto il sequestro dell'impianto...
La Procura fa il suo mestiere di pubblica accusa ma, per fortuna, è un Giudice terzo che decide, ovvero il Gip che ha respinto l'istanza di sequestro.  Non entro nel merito delle altre questioni sollevate dalla Procura,  ma sul permesso a costruire trovo veramente anomala la posizione della procura che cerca addirittura di “contestare” una sentenza del Tar del tutto corretta, che altro non ha fatto che applicare la legge. 
La procura però ha   impugnato la decisione del Gip...
Ribadisco che non entro nel merito di alcune questioni, ma  dalla lettura dei giornali mi risulta che la Procura avrebbe affermato che il Tar avrebbe dovuto rilevare che comunque il permesso a costruire era decaduto per mancato inizio lavori nell’anno e che il progetto esecutivo era successivo al permesso a costruire. Mi auguro che i giornali abbiano male inteso in quanto è noto a tutti che sia la Via che i permessi a costruire vengono rilasciati su progetti definitivi e non esecutivi, così come è ugualmente noto che il Tar (salvo rare ipotesi) non può rilevare d’ufficio questioni non poste, così come è parimenti noto che eventuali decadenze debbono essere accertate e dichiarate dal Comune che, al contrario, nulla ha mai detto su tale questione (il che è ovvio perché il Comune non poteva dichiarare decaduta Iren da un permesso che per il Comune non vi era). Aggiungo comunque che, a quanto mi risulta, non si è verificata alcuna decadenza.
L'altro nodo controverso della vicenda è quella degli oneri di urbanizzazione che Iren dovrebbe versare al Comune...
L’assessore Folli ha dichiarato che gli oneri dovuti da Iren sarebbero  420.000 euro. La cosa anomala è che il Comune questi oneri non li ha mai chiesti (omissione di atti d’ufficio?), continuando nella politica dei proclami, ma omettendo i coerenti atti formali. Per fortuna dei cittadini di Parma il tempo per richiederli è 10 anni e spero che il Comune, almeno su questo, entro breve termine prenda una posizione formale, chiara e definitiva. Se poi il Comune quei soldi non chiede per accordi sottoscritti nel 2006 con Enìa lo dica chiaramente anche perché l’attività di amministrazione si svolge non con partite a scacchi o poker (con ciò mi riferisco ad una dichiarazione alla stampa con la quale il sindaco ha detto che con Iren era una partita a scacchi o poker) ma con atti formali, lealtà, correttezza e trasparenza.
L'amministrazione comunale ha anche sempre dichiarato  di voler impedire l'accensione dell'impianto...
Se il Tribunale del riesame  non dovesse disporre il sequestro dell’impianto (ma a mio avviso non ci sono le condizioni, come lucidamente ritenuto dal Gip), a mio avviso, dal punto di vista delle procedure amministrative, il forno non può essere fermato se non pagando ad Iren il relativo costo, espropriando l’area e l’impianto e, pertanto, indennizzando l’imprenditore, come avviene per qualsiasi cittadino che, per motivi di pubblica utilità, viene espropriato.
Capitolo tariffe:  sono in molti a sostenere che, sotto il profilo economico,   l'impianto non gioverebbe ai parmigiani...
Anche la questione delle tariffe, di cui tanto si è parlato, mi pare una gran presa in giro. Le tariffe che i cittadini debbono pagare le stabilisce il Comune e debbono essere fissate in modo tale da coprire i costi del servizio, che comprendono la raccolta, lo spazzamento, il trasporto e lo smaltimento. Questi costi non sono arbitrari ma debbono essere la conseguenza di regolari gare d’appalto. Si fanno le gare d’appalto, si verificano i costi (che derivano dalle offerte che le ditte formulano in gara) e si stabiliscono le tariffe che i cittadini debbono pagare per coprire tali costi. Maggiore è la raccolta e lo smaltimento differenziato, minori sono i costi di smaltimento e quindi minore è la tariffa. Maggiori sono i costi di trasporto, maggiore è la tariffa. Questa è la realtà.  

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  • rataplan

    16 Ottobre @ 10.14

    Inverce che esser gratii ad Iren che ha permesso loro di aver un sindaco, i grillini continuano, bluffando, ad esorcizzarla. ROBI DA MATT.

    Rispondi

  • rataplan

    16 Ottobre @ 10.10

    Carta canta. Il sindaco gioca a poker

    Rispondi

  • Andrea

    15 Ottobre @ 18.20

    Chiedere all'avv. Rutigliano se il progetto per l'inceneritore dei rifiuti (non usiamo il suffisso "valorizzatore" perché non valorizza proprio un bel niente, anzi inquina in modo subdolo e basta) è rrregolare è come chiedere a Dell'Utri se nel PdL ci sono dei mafiosi. Ma dai, almeno scegliete il parere di un esperto che non sia coinvolto nella faccenda...

    Rispondi

  • Giacosa Dante

    15 Ottobre @ 17.36

    Ahi ahi ahi, caro Comitato, adesso le cose si complicano. Rutigliano ha messo il dito nella piaga. E non sarà facile contraddirlo con argomenti logici, e nemmeno con quelli da palco urlati il 22 u.s. In Piazza della Pace. Dieci anni fa ha sbagliato ATO? Vedremo se ha sbagliato tutta l'Italia, che affidava alle ex municipalizzate la gestione dei rifiuti. Quelli del Comitato stanno vivendo RITORNO AL FUTURO 4. Entrati nella macchina del tempo, ritornano a quando Beppegrillo calcava ancora gli spot della YOMO e cercano di incidere sul presente di oggi manovrando fatti del passato. Roba da Holliwood.

    Rispondi

  • Fulgenzio dei Frati Gaudenti

    15 Ottobre @ 15.02

    Secondo l'avvocato Rutigliano siamo ancora in tempo a fermare l'inceneritore," pagando ad Iren il relativo costo, espropriando l’area e l’impianto e, pertanto, indennizzando l’imprenditore, come avviene per qualsiasi cittadino che, per motivi di pubblica utilità, viene espropriato". Il comune dovrebbe, visto il grave indebitamento, fare un'indagine conoscitiva tra i cittadini su chi è disposto a pagare un contributo volontario a tale scopo. Sono circa 1.100 euro a testa. In alternativa tutte le proposte sono ben accette.

    Rispondi

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