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Pieces: l’Europa per la formazione

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 Sono stati consegnati oggi all’Auditorium di Banca Monte Parma gli attestati ai partecipanti ai corsi del progetto Leonardo Pieces, nato per favorire la creazione di nuovi modelli formativi – fondati soprattutto sull’apprendimento nei luoghi di lavoro – per gli operatori di un comparto sempre più cruciale come quello socio-assistenziale.

Del progetto, che oggi ha vissuto la sua giornata conclusiva, la Provincia di Parma è partner insieme a quattro realtà di altrettanti paesi europei: il Comune di Linkoping (ente coordinatore, Svezia), il Dundee College (Regno Unito), l’ente di formazione Decroly (Spagna) e il Kildare Association of Parents and Friends of Handicapped People (Ong irlandese). Una rete dunque internazionale per far scaturire insieme, da un confronto aperto e ponderato, linee di lavoro condivise: solo attraverso un modello condiviso più efficace si possono infatti garantire i servizi di cura e un’assistenza di qualità ai cittadini che ne hanno bisogno, e rispondere alle esigenze di professionalizzazione degli operatori.
La formazione degli operatori socio-assistenziali rappresenta un obiettivo cruciale per lo sviluppo sociale e del mercato del lavoro. Un tema su cui punta l’attenzione da tempo anche l’Europa, non solo perché c’è carenza di personale qualificato e aggiornato ma anche a fronte della crescita della popolazione anziana e del cambiamento dei bisogni di cura, dovuto ad esempio a nuovi modelli familiari.
Il progetto, biennale, si è concentrato sulla ricerca e sullo sviluppo di un nuovo modello formativo, e sulla possibilità di trasferirlo nei diversi paesi e in settori diversi. Ci si è concentrati in particolar modo sul “mentoring” come strumento di formazione in contesto lavorativo. “Si tratta di un progetto europeo che ha coinvolto partner diversi – ha spiegato l’assessore provinciale all’Europa Francesco Castria - tra cui la Provincia di Parma: siamo riusciti a ottenere 50mila euro per un percorso che ha coinvolto 27 persone. Sappiamo com’è difficile in questo momento fare formazione sia per gli enti pubblici sia per gli enti privati: grazie a questo progetto si è dimostrato che con la figura del mentor, già prevista in altre realtà europee, c’è la possibilità di trasformare il luogo di lavoro in un luogo di formazione diretta, per il lavoratore ma anche per lo stesso datore di lavoro. Ecco l’esempio di un’Europa che ci piace e anche di un ente pubblico, come il nostro, che coglie opportunità messe a disposizione dall’Unione europea. I 27 partecipanti sono stati tutti molto contenti del percorso: pensiamo quindi di continuare su questa strada anche in futuro”.
Nei due anni di Pieces i principali attori sociali interessati allo sviluppo di pratiche innovative hanno collaborato a definire una sperimentazione e hanno partecipato a incontri di approfondimento sul mentoring, anche per costruire a più mani strumenti operativi per l’effettivo avvio di sperimentazioni in realtà socio-assistenziali del territorio. Ma il progetto ha finanziato anche un primo percorso formativo per aspiranti mentor, individuati dalle strutture pubbliche e private che hanno preso parte ai lavori: nel corso di sei incontri loro dedicati, con la guida di un formatore esperto, operatori e operatrici dei servizi socio-sanitari e formatori hanno familiarizzato con la metodologia e sperimentato strumenti adattandoli alle reali esigenze del proprio contesto di lavoro.
Grazie a questa esperienza e agli strumenti realizzati, il mentoring da pratica prettamente anglosassone entra quindi nel patrimonio di conoscenze a disposizione delle organizzazioni di servizio del nostro territorio. 
“Va segnalato come molto interessante innanzitutto il contenuto di questa sperimentazione sul mentor, perché nelle esperienze passate in genere chi ha avuto un mentor poi lo è diventato a sua volta. E questa è una pratica importante, anche di contrasto alla disgregazione sociale: una pratica solidale, che incoraggia alla cooperazione”, ha osservato l’assessore provinciale alla Formazione professionale e alle Politiche attive del lavoro Manuela Amoretti, che ha chiuso i lavori. “Con questo progetto siamo pienamente dentro un orizzonte europeo – ha aggiunto - che incoraggia l’innovazione sociale: un’innovazione che migliori i servizi, la vita delle persone, la vita lavorativa delle persone. Cerchiamo quindi di essere innovatori anche noi”.
La consegna degli attestati si è svolta all’interno di una mattinata interamente dedicata al progetto Leonardo Pieces, nella quale sono intervenuti anche Gaetana Ariu del Laboratorio dell’innovazione del sistema formativo della Provincia, Giacomo Magnanini dell’Ufficio Europa della Provincia, Pietro Stefanini dell’Assessorato alle Politiche sociali della Provincia, Elisabetta Di Pardo del Servizio Formazione professionale della Regione Emilia-Romagna, Rossano Arenare di Isfol. A metà mattina c’è stato spazio per le testimonianze di attori sociali e mentor: sono intervenuti Gaetana Capelli di Proges, Dante Ghisani della Cisl, Maria Corsini di Aurora Domus e Alberto Pomelli dell’Hospice Piccole Figlie.

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