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Tagesmutter, scoppia il caso dei voucher

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 Margherita Portelli

Che fine faranno i voucher del comune per il servizio Tagesmutter? Questa domanda tormenta tantissimi giovani genitori che da qualche tempo si chiedono se l’erogazione di benefici economici sotto forma di voucher di conciliazione rilasciati dal Comune alle famiglie, per alleggerire il costo del servizio, verrà rinnovata o meno nel 2013. Con la scelta di emettere, a partire dall’ottobre 2009, un voucher di conciliazione a sostegno delle famiglie, l’ente di piazza Garibaldi ha contribuito notevolmente  in questi anni alla diffusione sul territorio cittadino del servizio Tagesmutter (letteralmente «mamma di giorno», ovvero donna che accudisce  in casa propria bambini di altre madri lavoratrici).
Attraverso la presentazione di una dichiarazione Isee e il calcolo del Quoziente Parma, si accede alle graduatorie, che permettono a tante famiglie di vedersi riconosciuto, per un massimo di cento ore mensili, il contributo di tre euro all’ora, che va a coprire la metà del costo del servizio (sei euro all’ora). «Ci ha stupiti la notizia che al momento è in dubbio il supporto al servizio per il 2013, attraverso i voucher erogati dall’amministrazione comunale - scrive preoccupata Elisa Vitale, una mamma, in una delle tante lettere che in questi ultimi giorni sono state recapitare all’assessore al Welfare Laura Rossi -. Voucher che l’amministrazione precedente, dal nostro punto di vista per tanti aspetti non certamente brillante, garantiva da diversi anni.  Non vogliamo neppure credere che l’eventuale motivazione possa essere economica. In un momento in cui le richieste per i servizi educativi per l’infanzia segnano un forte esubero rispetto l’offerta, ci sembrerebbe inopportuno scaricare ulteriormente su servizi essenziali alle famiglie l’onere di errori del passato». 
«Per noi mamme questo voucher è preziosissimo - spiega mamma Michela Mariani, che si appella all’amministrazione -. Se venisse tolto, per la mia famiglia (due lavoratori full time, ndr.) la spesa diventerebbe pesantissima e quasi insostenibile». La preoccupazione è quella che uno dei servizi che ha permesso alle famiglie di bambini rimasti fuori dalle graduatorie dei nidi di «tirare il fiato», possa essere penalizzato.
«Tagliare gli stanziamenti comunali per il voucher equivarrebbe a tagliare fuori molti genitori dall’utilizzo di questo importante servizio - aggiunge Luca Magozzi, un papà -. Lavorare per uno stipendio che poi venga completamente «girato» alla cooperativa (cooperativa «Sei da me» che gestisce il servizio Tagesmutter in città dal 2006, ndr) è abbastanza stupido, e questo porterebbe molti genitori all’abbandono del posto di lavoro per prendersi cura dei propri figli, con conseguente disagio dovuto al mancato gettito di uno stipendio». Sono tante le famiglie preoccupate.
«Ci siamo rivolti al servizio Tagesmutter della cooperativa "Sei da me", trovando disponibilità, professionalità, flessibilità, un ambiente familiare e soprattutto una risposta alle nostre esigenze, che non abbiamo trovato dalle istituzioni - scrive Jacopo Bianchini con la moglie Paola -. Chiediamo di continuare a supportare questo servizio, così prezioso per tante famiglie, che tra l’altro riempie una lacuna importante visto che i bambini rimasti fuori dagli asili nido sono centinaia».  Per alcuni, le conseguenze del mancato rinnovo dell’erogazione dei voucher sarebbero davvero problematiche. «Lo scenario che ci si prospetta è il ritiro di nostra figlia - spiega Giulia Zaccherini - e di conseguenza il mio licenziamento, rinunciando così all’unico contratto a tempo indeterminato della nostra famiglia».

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  • MV

    14 Novembre @ 15.32

    In un difficile momento come questo arriviamo a togliere l'aiuto alle famiglie che su questi voucher hanno fatto i propri conti, quelli 'da far quadrare a fine mese' per intenderci; si, perché crescere un figlio al giorno d'oggi non è facile a livello economico e non solo... Continuiamo a sostenere tali famiglie ed i loro bimbi, facciamo si che i genitori siano sereni senza pensieri come questi.

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  • j

    14 Novembre @ 14.10

    i soldi per i voucher aiutano tantissime famiglie, bisognose di lavorare, nel gestire i propri figli. Per questo motivo bisogna continuare ad aiutarle

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  • paolo

    11 Novembre @ 23.45

    La Regione conferma i voucher, il Comune sta zitto, il 1° gennaio 2013 è alle porte. L'ansia delle famiglie cresce e in più casi può diventare disperazione. Cara assessora Rossi, Lei sarà stata scelta per il curriculum, la cui validità non spetta a me giudicare, ma sappia che nessun master, nessuna laurea, nessun altro titolo accademico può attestare sensibilità, senso civico ed educazione nel rapportarsi positivamente con una fascia tanto delicata dell'utenza sociale de Suo Comune. se pensava di gestirlo come come un'azienda, ha sbagliato mestiere, queste sono le sciocchezze che ripetono i "liberals de noantri" (v. il Cavaliere disarcionato), ma la loro morale, e a questo punto sospetto anche la Sua, è stantia (e amorale) come e peggio di chi L'ha preceduta: chi ha i quattrini si arrangia, gli altri crepino! Vorrei tanto potermi scusare con Lei perché mi smentirà.

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  • Davide Guerra

    11 Novembre @ 21.22

    Per un servizio essenziale per le giovani famiglie i soldi si devono trovare: Se la passata amministrazione ha speso 150 mila euro per le rose che non sono state piantate, questa può dare più utilmente un aiuto al sociale. In Italia lavorano poche donne perché i servizi sociali non esistono o sono carenti e allo stesso tempo si fanno pochi figli per la stessa ragione. I soldi si devono trovare introducendo un minimo di equità sociale: far pagare le tasse a chi non le paga e farne pagare un po' di più a chi se lo può permettere. La giunta non si trinceri dietro i regolamenti regionali, poiché questo ostacolo è una pura invenzione. Si parli direttamente con le famiglie, visto che questa giunta si vuole caratterizzare per la trasparenza e la democrazia.

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  • Kriss Orl

    11 Novembre @ 19.06

    Il servizio delle tagesmutter sopperisce, in maniera ottima, al deficit di strutture pubbliche per l'accudimento dei bimbi, togliere anche questo, senza offrire altrettanto valide alternative, innescherebbe un meccanismo praticamente di impoverimento (ulteriore) della città. gravi difficoltà per i genitori, perdita di posti di lavoro e quant'altro. Già siamo tartassati in maniera ormai quasi insopportabile che almeno le tasse vengano impiegate in modi che risultino veramente utili alla società!

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