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Il debutto del Ponte Europa - La giunta: "Solo un'apertura, non è un'inaugurazione"

Il debutto del Ponte Europa - La giunta: "Solo un'apertura, non è un'inaugurazione"
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Chiara Cacciani

"Mamma, che cos'è?". "E' un ponte, amore. Quello che vediamo da quando sei nato". Il bimbo che cammina sul marciapiedi "novello" in effetti sembra appena più grande della doppia opera – aperta e coperta -, i cui lavori sono partiti nel 2010 e oggi attesa al parziale debutto.
Non chiamatela più ponte "a nord": il suo nome è "Europa". E non parlate di inaugurazione: per la giunta 5 Stelle "é solo l'apertura di una strada". Il primo a battezzarla gelidamente così è l'assessore alla Mobilità Gabriele Folli. Pochi minuti dopo il concetto sarà ribadito papale papale – nell'ordine d'arrrivo – dall'assessore ai Lavori Pubblici Michele Alinovi e dal sindaco Federico Pizzarotti. Non ha la fascia tricolore, il primo cittadino, e non c'è taglio del nastro: a ribadire che  quello ereditato dall'Amministrazione Vignali non viene considerato un "pacchetto regalo". Non ci sono nemmeno discorsi ufficiali a sancire il momento, nessun messaggio ai cittadini presenti. L'unica concessione alla tradizione è la benedizione affidata a don Luigi Valentini. "Sì sì, me lo ha chiesto il Comune di venire". "Grazie davvero, adesso possiamo aprire questa strada più sereni", gli dirà il sindaco Pizzarotti.

I commenti dei parmigiani
Ma partiamo dal principio: alle 11.15, quando manca un quarto d'ora all'appuntamento fissato dal Comune e già sono diversi i parmigiani che curiosano passeggiando lungo il ponte. Manco a dirlo, le prime a testare la nuova opera sono le ducali biciclette. Ma c'è anche un podista che ne approfitta subito per "valicare". I giudizi si dividono. C'è chi promuove: "A me piace molto, e spero che al coperto ci facciano qualcosa di bello". C'è chi boccia: "Raccolgono anche le offerte per trovare i soldi che mancano?". C'è chi è un po' in confusione: "Il ristorante è già aperto?", chiede un anziano a un vigile urbano. Sono in maggioranza gli anziani, ma qualche papà ha portato  il suo bambino. Ci sono i rappresentanti delle forze di polizia, e arrivano i primi "volti noti". E' l'assessore Folli il più puntuale: "Apriamo una strada. Punto", liquida le domande.

Alinovi: "Un grande spazio polifunzionale nella parte coperta"

Più loquace l'assessore Alinovi, reduce nelle scorse ore di un vivace botta e risposta con l'ex amministratore di Stu Authority sui numeri (i costi) del ponte (vedi sotto). "Era doveroso aprire questo ponte carrabile e la pista ciclabile. Lo facciamo. Ma questa non è una inaugurazione – insiste - Certo questo ponte si poteva non fare ma ormai c'è. Cosa voleva l'opposizione? Che lo bombardassimo? Basta polemiche". Sul fronte viabilità l'assessore annuncia che via Brennero resterà chiusa fino alla conclusione del cantiere della stazione, e subito si palesano al suo fianco alcuni residenti che chiedono un sopralluogo della Giunta "prima che ci scappia la disgrazia". Poi tocca al futuro del ponte coperto: "Ad oggi – sottolinea Alinovi - l'autorizzazione è per una piazza coperta, come lo è la Ghiaia. Senza fare allarmismi, lasciarla così,  poco custodita, la metterebbe a portata di vandali, ci sarebbero pericoli. Servono soldi per completarla e bisogna definire cosa ospiterà. Io penso a un grande spazio polifunzionale con sale per mostre, funzioni universitarie, ristoranti, bar. Stiamo cercando una condivisione sugli usi. Le polemiche non portano a niente". "Non lo vogliono inaugurare? - chiede l'ex vicesindaco Paolo Buzzi, presente all'evento – La chiamino come vogliono, ma questa resta un'opera a servizio dei cittadini. Fare la differenza tra strada e ponte coperto è la classica cosa all'italiana...". 
 

Il costruttore Pizzarotti: "Uno spazio importante per la città e per la vivibilità del quartiere"

Nel frattempo arriva il sindaco Pizzarotti e, dopo il "solito" refrain del "no inaugurazione", incalza: "E' importante collegare due strade che prima non lo erano. A questo punto c'è da pensare agli utilizzi per la parte coperta, anche se sarebbe stato meglio prevederli prima. Per noi questa è un'opera che non andava fatto ma ora che c'è dovremo gestire la questione, visto che sono già stati spesi – male – i soldi dei cittadini. Di sicuri noi altri investimenti non ne faremo". C'è Henry Rotelli che lo abbraccia intonando "Parma voladora", e c'è chi espone un cartello: "Anche Parma ha il suo ponte dei sospiri". "Bellissimo", si complimenta Pizzarotti- sindaco, che poco dopo  incontra - è la prima volta -il Pizzarotticostruttore.

Seguono la benedizione di don Valentini e la prima camminata sul ponte carrabile, poi tocca alla visita dell'opera coperta. "Io vorrei che ci facessero dei mercatini..." butta lì una signora. La curiosità è tanta, e c'è chi si rivolge direttamente al sindaco: "Lei è troppo giovane per saperlo ma qui c'era il "maretto" dei parmigiani. Questo ponte e questo panorama ci portano indietro coi ricordi. Fateci qualcosa di bello". Soddisfatto Paolo Pizzarotti: "Qui ci sono 5 mila metri quadrati da utilizzare: se saranno adeguartamente sfruttati daranno un contributo importante alla città, e anche alla vivibilità del quartiere. Ma vanno appunto sfruttati..."

 

INFORMAZIONI UTILI

L'apertura della nuova infrastruttura è legata la contestuale apertura delle due rotatorie di accesso al ponte stesso in corrispondenza di via Reggio e via Europa come di seguito precisato:

1 – Apertura alla circolazione del Ponte Europa con contestuale apertura della strada, istituzione della pista ciclabile sul lato sud e istituzione del divieto di fermata.

2 – Apertura alla circolazione della rotatoria tra via Reggio e Ponte Europa con l’obbligo di dare la precedenza ai veicoli che si immettono nella rotatoria a quelli che percorrono la rotatoria stessa.

3 – Apertura alla circolazione della rotatoria tra viale Europa e Ponte Europa con l’obbligo di dare la precedenza da parte dei veicoli che si immettono in rotatoria ai veicoli che percorrono la rotatoria stessa».

IL COMUNICATO DI ALINOVI

“L’apertura della sola infrastruttura stradale del ponte Europa – spiega l’assessore Alinovi – è avvenuta alla luce di alcune modifiche richieste e attuate dall’Amministrazione: il ponte, infatti, è stato dotato di una pista ciclabile bidirezionale in sede propria che collega principalmente il quartiere San Leonardo con via Reggio e quindi con il polmone verde del Parco Ducale e con la pista ciclabile che conduce a Baganzola. Le modifiche attuate non erano presenti nel progetto originario ed hanno avuto lo scopo di migliorare la viabilità sull’infrastruttura: per questo sono state ridotte le carreggiate da quattro a due ed è stata migliorata la viabilità accessoria al ponte: rotatoria di via Reggio e rotatoria su via Europa, dove è stato modificato l’ingresso in rotatoria su via Europa, direzione centro città, con l’allargamento della strada e l’inserimento di un’isola spartitraffico. Un intervento necessario per scongiurare l’accesso in contro mano alla rotatoria.  La riduzione delle carreggiate è avvenuta sulla scorta delle sollecitazione fatte a suo tempo in sede di conferenza dei servizi da parte del settore mobilità del Comune di Parma, rimaste, però, a suo tempo inascoltate. In effetti un ponte a quattro corsie sarebbe stato sovradimensionato rispetto alla possibile carico di traffico delle rotatorie ai due capi del ponte stesso. I costi per queste modifiche, pari a 60mila euro, sono stati sostenuti da parte dell’azienda che ha in appalto i lavori che si è resa disponibile ad dare seguito alle indicazioni dell’Amministrazione.

 Vorrei ribadire il fatto che si tratta di un’apertura parziale, per la sola fruibilità delle infrastrutture stradali, mentre ci vorrà ancora tempo per quanto riguarda il volume vetrato, attualmente ancora aperto e incompleto. Una procedura che richiederà tempo, dal momento che per rendere completamente funzionale il volume coperto occorreranno altre risorse. Il nostro obiettivo, dopo l’apertura della strada, è quello di completare la volumetria presente sul ponte. Per questo sono stati attuati i passaggi preliminari che hanno comportato l’appalto per la realizzazione ed il montaggio delle vetrate che chiudono la parte coperta dell’infrastruttura, per un costo  pari a circa 850mila euro. Alla chiusura della parte strutturale dell’infrastruttura con le vetrate, vanno aggiunti circa 3 milioni e 980mila euro per opere di completamento: opere impiantistiche e opere civili per rendere funzionale l’edificio, attraverso la suddivisione degli spazi interni.

Al momento le funzioni legittimate ed insediabili sul ponte, in alveo fluviale, sono quelle di un grande spazio pubblico, ovvero di una grande piazza coperta, tipo la vela di Piazza Ghiaia, che può ospitare al massimo funzioni temporanee, ma non permanenti. Allo scopo di legittimare funzioni permanenti all’interno del ponte, quindi, che siano di natura prettamente pubblica, - conclude Alinovi – abbiamo avuto contatti con Regione, Provincia ed Aipo che hanno dimostrato una certa apertura a valutare assieme a noi soluzioni normative che portino, anche mediante varianti urbanistiche specifiche, ad ammettere usi pubblici permanenti all’interno del ponte. Questa possibilità garantirebbe prima di tutto la piena fruibilità di un’opera, della quale avremo fatto volentieri a meno, che è costata 39 milioni di euro di cui ben 25 milioni di euro di contributi pubblici, cifra che, lo dico con rammarico, sarebbe, ad esempio, bastata per la riqualificazione dell’ospedale vecchio”.

 

CONTINUANO LE POLEMICHE SUI FONDI MANCANTI. L’assessore all’Urbanistica Michele Alinovi aveva dichiarato che mancano più di 3 milioni e mezzo di euro per completare la struttura coperta, di vetro ed acciaio, sospesa sopra il torrente. A mezzo stampa, l'ex amministratore unico di Stu Authority Francesco Fochi lo ha smentito dicendo che i fondi ci sono. Ora Alinovi risponde, con un comunicato: «Sono stupito delle affermazioni dell’ing. Fochi, visto che lo stesso è assolutamente al corrente che, per dare un uso che non sia quello di una semplice piazza coperta all’edificio, servono 3 milioni e 980 mila euro, oltre ai fondi di 25 milioni di euro attualmente stanziati dal Ministero. Questo numero non è una mia invenzione, ma è dedotto dagli elaborati del progetto definitivo e depositati in data 12/03/2012 presso gli uffici di Stu Authority. Ricordo che questi soldi servirebbero per fornire l’edificio-Ponte di impiantistica adeguata ad usi permanenti, attualmente non autorizzati, e per le corrette suddivisioni interne degli spazi».

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  • nador 52

    12 Novembre @ 12.25

    x gigi:per ponte strallato intendo quello che attraversa solo il torrente parma.,per quello della rotonda di via langhirano,collegato con il ponte de gasperi cosa sia costato non lo so',ma penso parecchio.per quanto riguarda il ponte di calatrava di reggio emilia e' stato pagato dall'alta velocita',ma personalmente quando lo vedo,lo reputo una opera di architettura stupenda.

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    12 Novembre @ 07.17

    Alexparma78 fa una critica civile e corretta. Non ho titoli per dare la risposta che mi chiede, ma cerco di dargliela ugualmente con le parole che avevo usato da direttore di Tv Parma nell'ultimo tg, invando un saluto particolare "a tutti coloro che ritengono di non avere avuto spazio nel nostro tg. Può essere, perchè nessun organo di informazione è mai davvero completo. Ma posso dire che abbiamo ascoltato ogni critica e ne abbiamo tenuto conto". Ecco, credo che il cammino verso l'obiettiviità (che non si raggiungerà mai da nessuna parte) passi proprio attraverso dibattiti come questo sul web. Almeno quando le critiche sono civili e costruttive come le sue. E sicuramente, concordo sul fatto che le nostre testate, accanto alla legittima linea editoriale, debbano sempre essere un pungolo per chi guida la città, di qualunque colore sia la giunta. Grazie (G.B.)

    Rispondi

  • pier luigi

    12 Novembre @ 00.26

    X enry: certamente sarà costato, ma il balzo che fa non è solamente quello della Parma ma anche la rotonda del campus. Certo se lo avesse firmato calatrava sareste tutti ad ammirarlo come i veneziani e i reggiani! per quanto riguarda il 'a detta di molti' mi sa tanto di chiacchiere da bar! ritorno poi sull'altro ponte, quello al termine del viale du tillot, costruito in fretta ed eliminando quello di fronte all'ex telecom, di fronte a viale san Martino che avrebbe tolto parte del traffico dallo stradone, petitot e ponte Italia. Per non parlare di quella via Ugo Bassi aperta ultimamente e che appariva simile su una pianta della città del 1953 e sul tuttocittà della suddetta telecom degli anni '70.

    Rispondi

  • Paolo

    11 Novembre @ 20.46

    é bello , è brutto, è uno spreco di soldi, non serve a nulla....etc etc. Io ci farei un albergo.

    Rispondi

  • filippo

    11 Novembre @ 17.49

    Vorrei sapere cosi''...solo per curiosita', quanti di questi saggi critici alle precedenti elezioni votavano felici l'allegra banda di Vignali e co....!! Adesso tenetevi il ponte e non rosicate se con i VOSTRI quanto miei soldi hanno ridicolizzato questa citta'...!! IO DI SICURO NON LI HO VOTATI!!!

    Rispondi

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