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Tanzi condannato a 10 anni nel processo per aggiotaggio. Per i giudici di Milano è l'unico colpevole

Tanzi condannato a 10 anni nel processo per aggiotaggio. Per i giudici di Milano è l'unico colpevole
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I giudici del tribunale di Milano hanno condannato a dieci anni di reclusione Calisto Tanzi ritenendolo responsabile dei reati di aggiotaggio, ostacolo  all’attività degli organi di vigilanza e concorso in falso con i revisori. Inoltre l’ex patron di Collecchio è stato interdetto dai pubblici uffici per la durata della pena e condannato a  risarcire in via provvisionale le parti civili. È stato assolto solo per un capo di imputazione relativo al concorso in aggiotaggio con gli ex funzionari di Bank of America che sono stati assolti. Assolti tutti gli altri imputati, a parte la società Italaudit: o per prescri­zione o perché il fatto non sus­siste o perché non è previsto dal­la legge come reato o perché non è stato commesso. Tanzi risulta, quindi, l'unico colpevole del crac. Secondo il pm Francesco Greco, però, la sentenza confer­ma l'impianto accusatorio. Il pm non si è sbilanciato sull'eventua­lità di un appello.
  I giudici hanno anche accolto le richieste di patteggiamento avanzate dagli imputati tranne due, quelle di Maurizio Bianchi e Lorenzo Penca, ritenendo la pe­na patteggiata non congrua.
  Tra gli assolti anche Luciano Silingardi che si è detto «molto soddisfatto della sentenza». «Non ho voluto patteggiare ha detto perché avrebbe signifi­cato riconoscere una colpa che non ho».

Prima di leggere la sentenza i giudici hanno respinto una richiesta di patteggiamento  presentata dai due imputati Maurizio Bianchi e Lorenzo Penca  ritenendo la pena patteggiata non congrua, disponendo quindi la  separazione delle loro posizioni. Per un’altra decina di imputati è stata invece accolta la  richiesta di patteggiamento a pene che vanno dai 5 mesi e 10  giorni ai 2 mesi.

Per Tanzi la procura aveva chiesto una condanna a 13 anni, per Luciano Silingardi 5 anni. Tre anni e sei mesi, invece, per Giovanni Bo­nici, ex presidente di Bonlat e di Parmalat Venezuela. La pena minore avanzata dalla procura di Milano, insieme a quella ­sempre 3 anni e 6 mesi per Luzi.

Sulla Gazzetta oggi in edicola due pagine sulla sentenza con la cronaca dell'inviata Georgia Azzali ed i primi commenti

LE TAPPE DELLA VICENDA GIUDIZIARIA -  Ecco le tappe della vicendaParmalat, cominciata nel dicembre 2003:
– 19 dic 2003: Bank of America disconosce l’autenticità di un documento del 6 marzo che attesta l’esistenza di posizioni in titoli e liquidità per 3.950 milioni di euro al 31 dicembre 2002 di pertinenza di Bonlat, società delle Isole Cayman delgruppo. Standard & Poor's declassa i titoli Parmalat a Default
– 22 dic: a Milano primi iscritti nel registro degli indagati.Fra gli altri il fondatore ed ex presidente Calisto Tanzi.
– 27 dic: Calisto Tanzi viene arrestato a Milano su ordinedella Procura di Parma per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e falso in bilancio. Il 28 ordine di custodia cautelare anche della Procura milanese: aggiotaggio ef alse comunicazioni a revisori. Tribunale delibera l’insolvenza.
– 31 dic: arrestato l’ex direttore finanziario Fausto Tonna.
– 10 feb 2004: sette banche indagate a Milano per aggiotaggio: Bank of America, Citigroup, Deutsche Bank, Morgan Stanley, UBS,Popolare Lodi e la Sgr di Intesa, Nextra.
– 17 feb: arrestati su ordine dei pm di Parma i figli di TanziStefano e Francesca, il fratello Giovanni, quattro dirigentidella holding che opera nel turismo per distrazioni di 900 mln.
– 1 mar: Cassazione decide: a Milano la competenza delle indagini per aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza, falso in comunicazioni. A Parma l’associazione a delinquere e bancarotta.
– 9 apr: il Gip di Parma concede a Calisto Tanzi i domiciliari.
– 26 mag: la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per 29 persone fisiche e tre persone giuridiche, tra cui Calisto Tanzi, componenti dell’ex cda, ex sindaci, direttori,contabili, revisori dei conti, funzionari di Bank of America. Richiesta di giudizio anche per Bank of America e per lesocietà di revisione Grant Thornton e Deloitte & Touche. Le accuse: aggiotaggio, false comunicazioni dei revisori e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob.
– 26 set: fine degli arresti domiciliari per Calisto Tanzi, chetorna in libertà dopo 275 giorni.
– 29 giu 2005: diverse le richieste di patteggiamenti nella fase preliminare a Milano. Accolta quella di Stefano Tanzi.
– 28 set 2005: comincia il processo di Milano per Calisto Tanzi e altri 18. L’ex patron arriva in aula a dibattimento iniziato,saluta i pm, si presenta al collegio, e dopo circa un’ora se neva.
– 12 gen 2006: difesa Tanzi sostiene in dibattimento a Milano che competente a giudicare sul caso Parmalat, anche per l'ipotesi di reato di aggiotaggio, è il tribunale di Parma dove si indaga per il reato più grave di bancarotta fraudolenta.
– 7 feb: i giudici della prima sezione del Tribunale di Milano respingono le eccezioni di incompetenza territoriale.
– 21 mag 2007: i legali di Calisto Tanzi, chiedono al Tribunale di Milano un patteggiamento a due anni e otto mesi per il loro assistito. Oltre a Tanzi altri nove imputati chiedono il patteggiamento
– 31 mag: il Tribunale, presieduto da Luisa Ponti, decreta «l'inammissibilità» del rito speciale disponendo, invece, la prosecuzione del giudizio a carico di Tanzi e altri imputati
– 23 set: i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano, davanti ai quali si celebra il processo per il crac Parmalat dichiarano chiusa l’istruttoria dibattimentale e hanno disposto il procedersi oltre nella discussione.
- 6 ott: Procura di Milano chiede tredici anni di reclusione per Calisto Tanzi, ex patron di Parmalat, per il crac dell’azienda emiliana.
- 17 nov: Nelle sue dichiarazioni innanzi al Tribunale di Milano, Tanzi nega di avere»ideato» e di aver «avuto consapevolezza» che potesse nascere «la grande truffa».
– 9 dic: Si conclude con la riconferma delle richieste di condanna, la replica del procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco al processo sul crac della società parmigiana.
– 17 dicembre: i giudici della prima sezione del Tribunale di Milano entrano in camera di consiglio per decidere la sentenza al processo Parmalat che riguarda Calisto Tanzi e altri otto imputati fra persone fisiche e giuridiche, per i quali si è proceduto con il rito ordinario. Il presidente del collegio, Luisa Ponti dichiara chiuso il dibattimento e annuncia il ritiro del Tribunale in Camera di consiglio per la decisione
- 18 dicembre: Calisto Tanzi è riconosciuto colpevole dei reati di aggiotaggio, ostacolo all’attività degli organi di vigilanza, concorso in falso con i revisori e condannato a dieci anni di reclusione. Assolti tutti gli altri imputati, tranne la società Italaudit.

 

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  • Domenico

    19 Dicembre @ 13.20

    Caso Parmalat, rispondo a Federico: i risparmiatori purtroppo ... si attaccano al tram!! E per chi volesse dilettarsi (si fa per dire) a documentarsi ulteriormente, sulla amara vicenda di cui sopra, in cui i risparmiatori oltre il danno hanno subito anche la beffa, sul web c'è la storia famosa da cui è stato tratto il film e la storia meno famosa di uno sconosciuto poeta parmigiano dal titolo LA STANGATA: Buona lettura.

    Rispondi

  • Domenico

    19 Dicembre @ 13.11

    Sul caso Parmalat rispondo a Federico: i risparmiatori purtroppo ... si attaccano al tram!!! Così oltre il danno, anche la beffa! E a tal riguardo (per chi avesse voglia di documentarsi sulle "amare" vicende in cui sono stati coinvolte decine di migliaia di ignari risparmiatori) sul web c'è una storia famosa da cui è stato tratto un film ed una meno famosa di un oscuro poeta parmigiano dal titolo "i sono

    Rispondi

  • Alex68

    19 Dicembre @ 09.55

    Ha ragione il signor Balestrazzi: aspettiamo le motivazioni. Sì, perchè sono proprio quelle che incuriosiscono. Facciamo un riepilogo, sperando di non dimenticare niente: da subito avvocati, amministratori, manager, banchieri, revisori dissero che non si erano mai accorti di niente, nonostante per 20 anni avessero fatto affari con la Parmalat. Quando Tanzi , anzi Tonna,bussava, ad esempio, alla porta della Bank of America,loro l'aprivano e chiedevano "serve qualcosa?un prestito? Un'operazione in strumenti derivati?volete piazzare obbligazioni sui mercati internazionali? niente paura, siamo qui per questo". Quindi, a sentir loro, si fidavano di quei bilanci grondanti di liquidità, garantiti da amministratori, collegio sindacale e revisori. Mai dubbi, mai perplessità, mai questa semplice domanda: se le casse sono così piene di soldi, come mai la Parmalat contiua a indebitarsi?. E così in 12 anni sono state emesse obbligazioni per quasi 12 miliardi di euro. Nel frattempo, avanti tutta : non solo latte, ma anche merendine e automobilismo,sughi e sci, biscotti e calcio, succhi di frutta e viaggi, poi Odeon Tv, eppoi dalle rive del Taro al Sudamerica, al Canada, agli Stati Uniti. Intanto Cariparma, cioè Silingardi, cioè Intesa, e Banca del Monte, cioè Gorreri, cioè Montepaschi, concedono alla Parmalat affidamenti per il pagamento delle imposte e della previdenza sociale per i dipendenti. Eppure nessuno si era accorto di niente, ad eccezione, ricordiamolo, del ragioniere Valla che già nel 1997 aveva redatto una consulenza tecnica per conto della Procura di Parma a seguito di un'interrogazione parlamentare dell'allora Pds in relazione ai rapporti tra la Pamalat, Cariparma e Banca del Monte, e aveva spiegato che la multinazionale era piena di debiti che mai sarebbe riuscita a rimborsare. Peccato che la Procura archiviò in tutta fretta la vicenda. Concludo, dicendo di attendere con infinita curiosità le motivazioni , ma chiedendomi anche come è possibile solo immaginare che un Tanzi, in solitudine, sia riuscito a gabbare un intero mondo finanziario.

    Rispondi

  • Ari

    19 Dicembre @ 09.02

    ... e le banche?!

    Rispondi

  • Stefano

    19 Dicembre @ 08.16

    più di 24 ore di camera di consiglio per un verdetto del genere, dove le banche sono assolte... Pensavo che i bonifici fossero più veloci, sai com'è... Parma Zurigo in più di 24 ore mi suona strano...

    Rispondi

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