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Il bilancio del Comune visto dal Prc

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Pubblichiamo il documento del Dipartimento Enti Locali del Prc sul bilancio previsionale del 2009 del Comune di Parma.  

 "Premesso che negli ultimi 10-15 anni i Comuni hanno cambiato il loro carattere di istituzione prossima ai bisogni dei cittadini, di tutela dei ceti deboli, di salvaguardia della democrazia. Hanno assunto compiti di ampliamento del mercato tramite la mercificazione di beni indispensabili alla vita, dell’esaltazione dei profitti e della rendita immobiliari, in questo appoggiati da una normativa che ha visto protagonisti governi di centrosinistra. Ultimamente questa mutazione è accompagnata dall’assunzione di compiti “securitari”, a completamento di un degrado che coinvolge  democrazia,  convivenza civile e  coesione sociale per escludere, con l’alibi dell’ordine pubblico, da diritti e  benessere larghe fasce sociali, a cominciare dai lavoratori migranti (vedi Carta di Parma). Un modello che, soprattutto nella fase di crisi economica che stiamo attraversando, sta mostrando per intero il suo fallimento  e che vede il nostro Comune nel ruolo di capofila".
 
"Il bilancio 2009  esprime con chiarezza questa trasformazione  ed utilizza la contingente crisi finanziaria economica con le restrizioni ai trasferimenti statali, per spingere al massimo su alcuni strumenti per finanziari e favorire le lobby dei costruttori e della finanza: (s)vendita del patrimonio pubblico; sollecitazioni ad aumentare il ritmo edificatorio per introitare gli oneri di urbanizzazione; privatizzazione di funzioni pubbliche;  uso esasperato di strumenti quali la  “finanza di progetto”, l’urbanistica contrattata e l’indebitamento delle società partecipate.  Il bilancio del Comune di Parma appare più un manifesto ideologico, che un reale strumento di amministrazione. Teso a nascondere il più grave attacco subito dagli enti locali dal  governo centrale delle destre, tramite la finanziaria 2009 e quelle successive: un taglio di 9 miliardi di euro nel prossimo triennio e, contemporaneamente, è un inno proprio alle  scelte ultraliberiste,  quelle stesse che sono alla base della devastante crisi economico-sociale in atto".
 
"Sul piano delle Entrate non si disdegna di portare ad oltre un milione di metri-quadrati la superficie di nuova edificazione per poter “contare” su una massa di entrate da poter distribuire anche sulla spesa corrente ( diverse decine di milioni di euro e precisamente 80 in tre anni, in questa fase di grave crisi del settore immobiliare, 3600 unità abitative l’invenduto attualmente presente). Così come non si disdegna di prevedere un aumento esorbitante degli introiti per “multe” ( con un totale che supera i 7 milioni di euro) e di “prevedere” un introito di oltre 20 milioni di euro per la vendita dell’ex-mercato bestiame ( una cifra cresciuta in maniera strabiliante in poco tempo, con  acquirente probabile una partecipata del Comune medesimo) In maniera da prospettare una spesa per opere pubbliche da parte del Comune di oltre 170 milioni di euro. Con la stessa disinvoltura si prevedono investimenti da parte di privati di altrettanti 170 milioni di euro (STU, finanza di progetto, Concessione-costruzione-gestione, realizzazioni di attuatori)".
 
"Normalmente i bilanci di previsione sono esercizi contabili che consentono alle Amministrazioni di tracciare un quadro progettuale coerente con le loro aspettative, dando enfasi a quanto desiderano che la cittadinanza noti, in quanto il consuntivo a posteriori non farà certamente notizia e tutto verrà dimenticato.  Le macroscopiche differenze riscontrate sulla gestione del 2008, come risulta dalle notizie del  Consiglio comunale del 28 nov. scorso,  hanno per una volta smentito questa situazione, ma una analisi conseguente non è consentita per mancanza di dati aggiornati. Analisi che comunque facciamo sulle sintesi consegnate dal Comune ai Consiglieri di Quartiere.  Analizzate le grandi voci che si evincono dal riepilogo generale (equilibri generali), è stata confrontata la previsione attuale 2008, con quella dello stesso periodo l’anno scorso. Questo confronto è estremamente indicativo, si nota infatti una diminuzione complessiva del bilancio, che cala di circa 6 milioni di euro:
 
nel capitolo delle entrate, aumenta l’avanzo di amministrazione, diminuisce di 13,5 milioni di euro il titolo entrate tributarie, aumentano di 14,5 milioni di euro le entrate da Stato e Regione e  aumentano di 6,2 milioni di euro le entrate extratributarie, diminuiscono le entrate da alienazioni  di 40,4 milioni di euro, mentre aumentano le accensioni di prestiti di 8,6 milioni di euro, notevolmente aumentato  (+15,7 mln di euro) il titolo servizi c/o terzi (che è del resto una partita di giro);
nel capitolo delle uscite, le spese correnti aumentano di quasi  13 milioni di euro e diminuiscono di 34,5 milioni le spese conto capitale, cioè gli investimenti, il titolo servizi conto terzi aumentato come sopra.
 
Come si può constatare si tratta di variazioni tutt’altro che marginali, che confermano la scarsa affidabilità della previsione medesima; vengono infatti ancora una volta smentite quindi  le affermazioni che vedevano la progressiva riduzione dei trasferimenti da parte di Stato e Regione, aumentati di quasi 15 milioni di euro, mentre nonostante le ripetute assicurazioni di contenimento la spesa corrente aumenta di quasi 13 milioni.
 
 
Le operazioni effettuate sulla  Multi-utility  dei servizi Enia, fusa nella Mega multi-utility Iride, hanno comportato la diluizione progressiva dell’influenza del Comune sugli indirizzi della multi-utility stessa, che procede così la sua  progressiva privatizzazione. Operazione alla quale siamo fortemente contrari, infatti è dimostrato dall’esperienza, come l’introduzione del mercato nei servizi  porti in genere ad uno scadimento dei servizi stessi e ad un aumento delle tariffe, le quali per legge debbono via, via coprire  la totalità dei costi.
 
Considerato che la pressione fiscale fortemente aumentata due anni fa con il raddoppio dell’addizionale Irpef comunale, da noi fortemente avversata, consente anche quest’anno di concedere genericamente un aiuto alle famiglie numerose, trascurando dai benefici le famiglie monogenitoriali con un figlio e le coppie di fatto. Riteniamo, nonostante questi alleggerimenti, che l’addizionale Irpef comunale sia un balzello iniquo, in quanto colpisce indistintamente tutti i contribuenti con la stessa aliquota, punendo così maggiormente gli strati sociali più deboli.
 
L’ Amministrazione afferma che mantiene incrementandola la quota di bilancio riservata ai servizi diretti alla persona. Questo probabilmente avviene per le cifre stanziate e spese, ma non si forniscono dati che dimostrino il miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi alla persona, ad esempio dando statistiche e pubblicando parametri di riferimento (numero delle persone assistite, quantità di ore effettuate per ogni persona, ecc.), per quanto attiene al mondo dell’assistenza domiciliare  agli anziani, notoriamente soggetti deboli e che hanno difficoltà ad autotutelarsi.
In realtà l’Amministrazione non vuole andare ad intaccare  le realtà clientelari in essere, fonti di business per i privati quasi sempre cooperative nelle quali i salari sono molto bassi e i diritti dei lavoratori (con la figura del socio-lavoratore) non tutelati ed i progetti per la megametropoli (vedasi metropolitana, operazione unicamente di prestigio ed i cui costi di gestione ricadranno inevitabilmente sui cittadini), che addirittura non compaiono in bilancio.
 
 
In fine da due anni purtroppo scomparsi dalla sintesi data ai consiglieri i dati relativi al  Decentramento, segnale della poca importanza politica che questa Amministrazione dà all’Istituzione posta a più diretto contatto con i cittadini. Decentramento fortemente declassato anche a livello di cura del territorio, dando più importanza da parte dell’Amministrazione alle segnalazioni dirette dei cittadini (istituzione del numero 052140521) rispetto alle interpellanze formulate dai Consigli di Quartiere.
 
 
Risibile la quota destinata all’Edilizia residenziale pubblica poco più di 3,3 milioni di euro, per un settore, quello dell’emergenza casa che ha bisogno di risposte strutturali e non di palliativi. Per combattere la speculazione nel campo degli affitti, occorre costruire  un congruo numero di alloggi di edilizia popolare, a fronte di circa 1500 domande inevase. E’ evidente che l’Amministrazione in questo settore si schiera apertamente con la speculazione privata lasciando i cittadini bisognosi in balia del mercato, come dimostrano i 10 milioni di euro destinati all’Edilizia Residenziale Sociale completamente a carico dei privati, ma con vaghi contorni qualitativi, quantitativi  e di destinazione (affitti agevolati, case a riscatto, giovani coppie, ecc.).
Pur se con un impegno maggiore rispetto al passato essa è quindi largamente insufficiente rispetto alla domanda:  occorre un credibile piano casa che si ponga l’obbiettivo di sanare la questione nel giro di pochi anni; l’azione diretta dell’Amministrazione  conferma invece il trend degli anni precedenti.
 
Considerato inoltre il capitolo concernente le opere pubbliche previste ; si presenta sempre di più la verità, cioè che purtroppo, non sono i cittadini a costruire il progetto di città, direttamente, con assemblee pubbliche e convegni col tramite delle  proprie istituzioni decentrate, ma solo la Giunta, nonostante quanto anche recentemente affermato in sede di Bilancio partecipato, con una sorta di sondaggio telematico passato in parte anche dai Quartieri, ma sconosciuto per la grande maggioranza dei cittadini(ha partecipato circa l’1% dell’elettorato) e di cui in ogni caso l’Amministrazione non ha tenuto conto.
 
 
Opere
 
L’assemblaggio dell’intervento pubblico privato (STU, finanza di progetto, Concessione-costruzione-gestione, realizzazioni di attuatori) permette un’operazione di “gonfiaggio” che consente di prospettare su tutto il territorio urbano interventi per oltre 350 milioni di euro distribuiti un po’ ovunque, comunque tutta da verificare nelle sue dimensioni reali.
 
Spese Correnti
 
Su questo piano vengono vantati due aspetti: la riduzione di spese strutturali ( sul personale, sugli incarichi,… ); un aumento dei servizi sociali e alla famiglia. E' inoltre vantata la restituzione di parte dell’addizionale Irpef ed alcuni benefici per alcune fasce sociali e il non aumento della pressione fiscale ( tasse e tariffe). 
-In realtà la riduzione delle spese strutturali, di scarsa entità, sono solo una promessa.
-L’aumento dei servizi sociali è puramente virtuale poiché il grado di esternalizzazione-privatizzazione è così grande da costituire esclusivamente ampliamento del mercato.
-La restituzione ed il sostegno ad alcune fasce sociali, in questa fase di crisi, per le cifre in gioco ( 2 milioni di euro)  sono del tutto insignificanti .
-Il mancato aumento della pressione fiscale è il prodotto da un lato (tasse) del divieto contenuto in finanziaria e dall’altro (tariffe)  di un effetto virtuale poiché l’immissione di nuovi “servizi” in cui opereranno soggetti  privati vecchi e nuovi  produrranno per i meccanismi usati (project financing; concessione-costruzione-gestione; realizzazione attuatori), costi occulti spesso enormi, ma poco valutabili, con  conseguenze di impoverimento delle quali oggi risentono persino i cosiddetti ceti medi.
 
Tutto quanto premesso e considerato ci porta ad un complessivo e severo parere negativo.
 
E’ ovvio che, pur nell’ambito delle normative vigenti molto diversa sarebbe stata la nostra proposta di bilancio, più attenta ai bisogni reali dei cittadini, sul fronte della scuola pubblica , dell’assistenza alla persona, dei trasporti pubblici, dell’edilizia abitativa pubblica che nell’ultimo decennio è stata la cenerentola accumulando un ritardo rispetto alla domanda, che oggi richiede risorse straordinarie. Una città lontana ormai anni luce rispetto all’epoca delle giunte rosse quando per costruire un quartiere si partiva dalle scuole e dalle strade. Non per questo dobbiamo tacere sul fatto che anche le normative generali vanno cambiate per ritornare a modalità nelle quali la presenza dell’Amministrazione pubblica, nei servizi alla persona (scuola, sanità, assistenza, trasporti), nei lavori pubblici  (infrastrutture e apparato di controllo  della loro corretta esecuzione), nella gestione del personale (qualificato a tutela della cittadinanza)  torni ad essere prevalente"

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