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I prof del Marconi: 10 motivi per dire no al sabato a casa

Studenti Liceo Marconi

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Dall'allungamento della normale giornata scolastica alle difficoltà degli studenti che abitano fuori Parma, dal problema dell'alimentazione a quello dei progetti oggi attivi a scuola: ecco i 10 punti sollevati da un gruppo di prof del Marconi per dire no al sabato a scuole chiuse.

Ecco la loro lettera:

"Siamo un folto gruppo di insegnanti del Liceo Marconi e siamo molto preoccupati per la proposta della Provincia di istituire, per il prossimo anno, per tutte le scuole superiori, la concentrazione dell’orario scolastico in cinque giorni, dal lunedì al venerdì.
Siamo convinti che questo costituirebbe un peggioramento notevole della qualità dell'insegnamento e della qualità di vita dei nostri studenti.
Vorremmo far riflettere le famiglie e l'opinione pubblica di Parma sulle seguenti questioni. Per la nostra competenza specifica, parliamo della realtà liceale; ma siamo convinti che valutazioni identiche o analoghe siano valide, a maggior ragione, per gli Istituti che hanno un orario settimanale ancora più oneroso:
1) Il curricolo del triennio per un liceale prevede 30 ore settimanali, quindi ci sarebbero 5 ore da recuperare durante la settimana;

2)il che significa necessariamente: un minimo di due rientri settimanali, oppure un orario che vada ogni giorno dalle 8 alle 14. Troviamo entrambi gli scenari didatticamente drammatici, soprattutto per ragazzi che abitano fuori città.

3)Riteniamo, nel caso dei rientri, che il livello di attenzione della sesta, settima o ottava ora di scuola possa essere insignificante. Immaginiamo poi la situazione di studenti che rientrando a casa alle 17:30-18 debbano mettersi a studiare per le diverse materie del giorno dopo o preparare una verifica. Situazione impensabile.

4) Nel caso di sei ore ininterrotte, avremmo studenti a digiuno o quasi dalle sette o sette e mezza del mattino: immaginiamo la resa scolastica della sesta ora.

5)In entrambi i casi, tutte le attività pomeridiane, sia di recupero che di eccellenza, non potrebbero più essere programmate. Al Liceo Marconi vengono presentati più di 120 progetti per valorizzare le capacità degli studenti e per il recupero, che ne sarà di queste iniziative?

6) In entrambi i casi, non essendo presenti mense in quasi nessun liceo cittadino, i ragazzi dovrebbero fermarsi a mangiare fuori casa, con spese aggiuntive per le famiglie e come altra conseguenza una insana alimentazione.

7) Quasi tutti gli studenti che partecipano ad un'attività sportiva di squadra dovranno rinunciare, poiché non avrebbero il tempo di studiare (l'inizio di queste attività in genere è intorno alle 17-18); in alternativa, potrebbero rinunciare a studiare.

8) Ragazzi e ragazze cominceranno verosimilmente ad uscire il venerdì sera, come gli universitari. La conseguenza sarà che invece di passare una mattinata a scuola insieme ai loro compagni ad imparare qualcosa, la passeranno a letto. A nostro parere non è un miglioramento.

9)Ovviamente, chi non conosce le differenze fra i sistemi scolastici, obietterà che in altri paesi gli studenti sono a casa al sabato, senza tenere conto che in queste scuole i ragazzi scelgono 6-7 materie al massimo (inclusi coro, cucina o teatro), e le frequentano 6-8 ore durante la settimana, quindi hanno il tempo di studiarle e approfondirle in classe. La nostra scuola fornisce agli studenti un panorama di conoscenze molto più ampio (almeno 12 materie), ma per questo è necessario un tempo di approfondimento personale a casa, quindi il pomeriggio libero.

10) Ultima considerazione: non è possibile che si voglia sempre risparmiare demolendo la qualità dell'istruzione!

 

 

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  • Sabry

    29 Novembre @ 17.39

    Sono d'accordo con quanto dicono i professori del Marconi e rilancio dal punto di vista dei pendolari. Noi abitiamo a soli 30 km da Parma, ma mia figlia - prima superiore - uscendo da scuola alle 13:00 arriva a casa attualmente alle 14:50. Con un'ora in più al giorno arriverebbe alle 15:50, ovvero quasi 10 ore di digiuno (al mattino esce di casa alle 06:30 per prendere il pullman). Vi pare un ritmo sostenibile, per 5 anni di fila? Pranzare alle 16.00 e cominciare a studiare alle 17:00? Ma che vita sarebbe? E inoltre come si fa a prepararsi adeguatamente con così poche ore di studio? Se poi la soluzione proposta dall'amministrazione fosse quella di introdurre i pomeriggi, vorrebbe dire che per far risparmiare (al Comune) 8 € a ragazzo, le famiglie dovrebbero sobbarcarsi il costo di due pasti alla settimana consumati fuori casa (ergo una sessantina di euro al mese a famiglia, senza contare la differenza tra un panino preso al bar ed un piatto di pasta mangiato a casa). Negli stati europei in cui si va a scuola anche al pomeriggio, ogni istituto ha la propria mensa! A nostro avviso, la proposta dell'amministrazione volta a risparmiare (forse) sulle spese di riscaldamento bada solo all'aspetto economico (per l'amministrazione) e non al bene dei ragazzi (e delle loro famiglie)

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    • Wait

      03 Dicembre @ 15.11

      Ma i costi delle scuole non sono a carico della Provincia? Per il resto, concordo in pieno.

      Rispondi

  • Marta

    28 Novembre @ 11.19

    Perfettamente d'accordo con quanto scritto nelle lettera e ammirazione per questi insegnanti che hanno dato voce a quanto tanti, compresa la sottoscritta, hanno pensato e dibattuto al momento della comparsa della notizia sui media. Finalmente qualcuno che pensa al bene della scuola e alla formazione dei ragazzi , che incentra il problema sulla didattica e sul profitto scolastico . Non si tratta certo di organizzazione .. forse non tutti sanno che il nostro sistema scolastico e soprattutto la preparazione che viene data è avanti anni luce rispetto a quella data negli istituti superiori all’estero… lasciamo pertanto perdere i confronti, che possono comunque essere fatti se alla base ci sono interessi di natura non propriamente didattici e formativi … non è possibile credere che si ritenga ininfluente sul rendimento la soppressione di una giornata con l’aumento delle ore nelle altre mattine con tutto quanto ne conseguirebbe (concentrazione di interrogazioni e verifiche nella stessa giornata ad esempio) E' demenziale la proposta... evidentemente chi ha pensato fattibile una cosa del genere non ha mai "cavalcato" un banco di scuola e soprattutto non ha figli impegnati in questo ... Se la motivazione della proposta, come mi è parso di leggere, è puramente un fatto di risparmio (ad esempio il riscaldamento) mi viene molto spontaneo pensare che il sistema per pagare il riscaldamento nelle scuole ci sarebbe…. Basterebbe togliere il denaro (il nostro denaro) laddove molto spesso impropriamente viene intascato (e a Parma ne abbiamo viste tante) … Si potrebbero affrontare i costi di gestioni delle scuole senza grossi problemi !!!!!! chissà perchè viene molto facile pensare di voler risparmiare togliendo all' istruzione !!!! sicuramente alcuni ragazzi accoglierebbero con molto entusiasmo questa proposta ma il buon senso e soprattutto la responsabilità di chi ha l'obbligo di far crescere i giovani di oggi e prepararli per un futuro che poi è il futuro di tutti , dovrebbe portare a riflettere ... la scuola non è un SPA .... è un'istituzione destinata all'educazione e all'istruzione di studenti e allievi sotto la guida di figure professionali appartenenti al settore dei lavoratori della conoscenza. ....e come tale parlare di risparmio in questi termini è veramente misero..... sarebbe auspicabile una risposta in merito da parte dei nostri benemeriti politi dalla cui mente fervida è scaturita questa proposta

    Rispondi

  • vv

    27 Novembre @ 10.26

    @gea: i professori al pomeriggio preparano le lezioni per il giorno dopo e correggono compiti e verifichi, e preparano compiti in classe. se non lo fanno,l si vede dal rendimento degli studenti. ma anche se uno studente passa i pomeriggi in giro invece che a studiare, si vede dai risultati! di fannulloni ce ne sono in tutte le categorie, ma non facciamo di un filo d'erba un fascio. anche ai professori servono i pomeriggi, per prepararsi esattamente come agli studenti!

    Rispondi

    • federicot

      27 Novembre @ 18.20

      federicot

      Le proprietà delle 4 operazioni le abbiamo studiate? La settimana ha 7 giorni, si va a scuola dal lunedì al sabato : 5 ore per 6 giorni. Ammettiamo che le ore che extrascolastiche sia per i prof che per gli studenti siano 10 a settimana ( ma se mettiamo un altro numero non cambia. quindi il totale delle ore diventa 40 . 40 /4 = 8 oppure 40/6=6,6 periodico.... mi spieghi cosa diavolo cambia?????????? Le ore sono sempre quelle distribuite in modo diverso.

      Rispondi

  • Patrizia

    27 Novembre @ 10.26

    Condivido in pieno quanto detto dai professori. li ammiro per aver preso posizione. È inutile fare paragoni con le scuole all'estero che sono strutturate e organizzate in modo totalmente diverso. Nella nostra realtà italiana spalmare le ore del sabato nei giorni settimanali significherebbe solo meno qualità didattica e rinuncia dei ragazzi ad attività pomeridiane come sport o attività scolastiche extracurricolari.

    Rispondi

    • federicot

      27 Novembre @ 18.15

      federicot

      quindi è inutile migliorare la scuola. Se magari ci sono buoni esempi di organizzazione lasciamoli perdere... Ma avete tutti le pigne in testa?

      Rispondi

  • vv

    27 Novembre @ 10.23

    Marco hai letto la lettera? all'estero sono organizzati in modo diversi. é spiegato bene!

    Rispondi

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