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Dall'Olio: "Non ha mantenuto le promesse: ecco perché Grillo scomunica Pizzarotti"

Il capogruppo Pd: "Dall'inceneritore al trasporto pubblico: doveva essere un rivoluzionario ma ha prevalso l'opportunismo"

Dall'Olio: "Non ha mantenuto le promesse: ecco perché Grillo scomunica Pizzarotti"
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"L'amministrazione Pizzarotti si è dimostrata tutto tranne che rivoluzionaria. Ha prevalso l'opportunismo, l’istinto di sopravvivenza, l'accomodamento con i poteri della città, la difesa non tanto della rivoluzione quanto della propria carica. E nel tempo è cresciuta in Pizzarotti la presunzione di autonomia dai capi indiscussi del movimento".

Il capogruppo Pd Nicola Dall'olio la legge così la scomunica di Grillo al sindaco Pizzarotti. "I consiglieri comunali 5 stelle ci hanno sempre raccontato che Grillo è solo il megafono del movimento e non interferisce sulle scelte dell’amministrazione Pizzarotti. Con le scomuniche via web degli ultimi giorni, la maschera è ormai calata anche per loro. Beppe Grillo, insieme all’entità oscura Casaleggio, non è il megafono del movimento, ma il capo dispotico e assoluto e l’unico detentore del marchio 5 stelle. Chi non sta con lui viene cacciato fuori dal firmamento penta stellato - scrive in una lunga nota -.Bisogna proprio non avere studiato la storia per rimanere sorpresi da quanto sta accadendo al M5S. Il M5S è un movimento rivoluzionario, non violento, ma rivoluzionario". 

"Come tutti i movimenti rivoluzionari - continua Dall'Olio -non può ammettere contaminazioni o intelligenze con il sistema che intende abbattere. Deve difendere costantemente e in modo intransigente la propria purezza e dottrina a pena di perdere coesione, slancio rivoluzionario, identità. La rivoluzione è il bene supremo che va difeso dalle derive dei singoli adepti che possono, in ogni momento, essere sostituiti. In altri contesti storici chi deviava, o non era all'altezza degli ideali della rivoluzione, veniva ghigliottinato o fucilato. Ora viene messo alla gogna del popolo della rete, una ristretta minoranza di zeloti che si lascia condizionare dalle indicazioni del capo supremo e funge da boia web.
La principale colpa di Pizzarotti agli occhi di Grillo è di non essere più, e probabilmente non essere mai stato, rivoluzionario. Dopo avere promesso in campagna elettorale lo stop all'inceneritore, Pizzarotti, una volta eletto, non ha avuto il coraggio e la forza di immolarsi per fermarlo ad ogni costo, come aveva invece garantito Beppe Grillo al Dies Iren (“dovranno passare sul cadavere di Pizzarotti” - i rivoluzionari si sa vanno sempre alla guerra per interposta persona). Sulla gestione dei servizi, Pizzarotti ha fatto nuovamente il contrario di quanto da anni va proclamando Grillo. Mentre il megafono del movimento era in piazza a Genova a urlare contro la privatizzazione del servizio di trasporto pubblico locale, Pizzarotti dava il via libera alla vendita ai privati del 49% di Tep, la società di trasporto di Parma. E lo stesso è stato fatto sui servizi per l'infanzia nonostante nel programma ci si fosse impegnati a reinternalizzare il servizio. Così come non si è visto alcun reale contrasto al consumo di suolo e ai centri commerciali. La lista è lunga e potrebbe continuare.
A parte i primi maldestri mesi di apparente contrapposizione al pre-esistente sistema di potere, l'amministrazione Pizzarotti si è dimostrata tutto tranne che rivoluzionaria. Ha prevalso l'opportunismo, l’istinto di sopravvivenza, l'accomodamento con i poteri della città, la difesa non tanto della rivoluzione quanto della propria carica. E nel tempo è cresciuta in Pizzarotti la presunzione di autonomia dai capi indiscussi del movimento.
Il problema per Grillo è che mentre i parlamentari si possono decimare i Sindaci no. Ce ne è uno solo. Espellere Pizzarotti significa perdere l'unica città capoluogo in cui la presunta rivoluzione è al potere. Al momento non se lo può permettere. E in ogni caso deve prima creare le condizioni mediatiche affinché Pizzarotti sia visto come un eretico pericoloso e fuori controllo agli occhi del tribunale del popolo della rete. La questione vera è ora all'interno della maggioranza 5 stelle in Consiglio comunale. Cosa faranno i 21 consiglieri? Prenderanno le parti di Pizzarotti, rinnegando il movimento per salvare l’amministrazione e dare vita a un nuovo civismo di palazzo, oppure sacrificheranno il sindaco e sé stessi sull’altare della rivoluzione grillina?"

 

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  • Greg

    04 Marzo @ 16.00

    E' molto tempo che vado dicendo che l'inciucio Pizzarotti- PD locale è avvenuto da due anni. Gli unici a non accorgersene sono i grillini infatuati dall'ipnotizzatore miliardario. Queste sono solo manfrine da dare in pasto agli abboccatori. L'inizio del mandato di Pizzarotti avviene con un regalo al PD parmense e regionale:il Teatro Regio. Basta vedere come il PD ha fatto e sta facendo opposizione per capire che l'accordo è andato in porto. Anche la battaglia di facciata contro l'inceneritore è stata una resa ad interessi superiori. Il fenomeno grillino è nato prevalentemente in Emilia-Romagna e avviluppato nell'abbraccio paterno di un PD che governa dal dopoguerra è già stato addomesticato. A Parma si è votato per un cambiamento ma si è solo spostato l'asse del potere sulla sinistra che solo con l'avvento di uno pseudogrillismo edulacorato ha la speranza di riconquistare il feudo ducale. I giochi sono già stati fatti e i debiti saldati. Ora dovremo sorbirci questi strepiti studiati a tavolino per marcare dei ruoli già stabiliti. Una pellicola da parrocchia anni 50. Qui le stelle sono già divenute da addobbo carnevalesco.

    Rispondi

  • Valerio

    04 Marzo @ 14.53

    raq.cantiere.hera@gmail.com

    Sempre comodo parlare al di la' del muro vero? come ogni bravo italiano che al lunedi mattina parla di calcio e commenta la partita mettendosi al posto dell'allenatore... e bravi!

    Rispondi

  • gibi

    04 Marzo @ 14.53

    Bel discorso! E poi vi alleate con la destra! Ma vi siete accorti almeno che continuate perdere voti. Almeno il M5S è coerente, niente alleanze, chi non è s' accordo può andare con il PD. TANTO VOI ACCOGLIETE TUTTI PER AVERE UNA SEDIA!

    Rispondi

  • MrBarnaby

    04 Marzo @ 12.48

    Complimenti per l'analisi storico-politica effettuata dal consigliere Dall'Olio. A questo punto il suo prossimo passo non può essere che chiedere l'ingresso nel gotha dei 5 stelle per poi candidarsi alle prossime amministrative.

    Rispondi

  • Enzo

    04 Marzo @ 12.35

    dall'olio, è inutile che ti scaldi: tanto anche se cade il sindaco, il pd candida bernazzoli o la soliani o peri e faranno la campagna elettorale contro berlusconi

    Rispondi

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