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I deputati parmigiani contro la fiducia di Renzi

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L'amarezza e il disappunto viaggiano (anche) su Facebook. In modo separato ma uniti nel criticare la decisione di Renzi di blindare l'Italicum chiedendo la fiducia, Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini hanno affidato il loro pensiero ai social network.

"Non c'era alcun bisogno di apporre la fiducia sulla legge elettorale - si legge nella bacheca della Maestri - . Profondamente sbagliato e non utile per la discussione in aula e per il partito".

"Dopo che la Camera aveva respinto a larga maggioranza le pregiudiziali, porre la fiducia sulla legge elettorale è un gesto che proprio non capisco", ha scritto Romanini, che poi nella discussione che ne è seguita ha aggiunto: " Non c'era motivo di ritenere che il voto del PD non dovesse essere meno che compatto, se non altro per rispetto del principio di maggioranza. Per questo non riesco a capire il senso di questa forzatura".

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  • Nicola Martini

    28 Aprile @ 19.50

    L'apposizione della questione di fiducia è la degna fine dell'iter per l'approvazione di un nuovo sistema elettorale, non c'è che dire. Personalmente considero inquietante e pericoloso che si gestiscano questioni delicatissime come le riforme elettorali, oggi, e magari quelle Costituzionali, domani, attraverso prove di forza di tipo muscolare. La smania di riformare tanto per dire d'aver fatto qualcosa (molto di moda ultimamente) senza porsi il problema di creare provvedimenti di qualità è un atteggiamento disarmante, tanto più che con l'italicum si rischia di riprodurre oltretutto nella nuova Norma condizioni simili a quelle che hanno portato la vecchia ad essere dichiarata incostituzionale. Se per i più ormai questi sono dettagli da poco, mi preme ricordare i guasti (a suo tempo solo in parte previsti) prodotti dal c.d. porcellum, che ha avuto (a mio modesto parere) un ruolo tutt'altro che marginale rispetto i disastri piovuti sul nostro Paese negli ultimi anni. E' il caso di ricordare come nella passata Legislatura un Parlamento (non a caso) di nominati abbia mantenuto la fiducia ad un Esecutivo che stava portando lo Stato al fallimento. Salvo rari casi (grazie alla coscienza del Parlamentare che si ribella ai diktat di partito), infatti, è lecito credere che il nominato sia più fedele al capo politico che appunto lo nomina piuttosto che al corpo elettorale rappresentato. Permettere nuove modifiche alla riforma elettorale, la quale resterà in funzione per molti anni, sarebbe semplicemente un atteggiamento saggio. Porre la questione di fiducia su una norma "costituzionalmente necessaria", come definito dalla Sentenza Corte Costituzionale n°13/2014 a modesto parere di chi scrive è un atto estremamente inopportuno e per certi versi di una certa gravità, anche perché i precedenti fanno testo nel nostro sistema costituzionale. Richiedere una Legge elettorale degna di tale nome che sia in grado di garantire stabilità e governabilità è sacrosanto ma non a totale discapito (o quasi) della rappresentatività. Il combinato riforma elettorale/costituzionale, infatti, rischia di produrre un sistema privo di pesi e contrappesi e ciò non è qualcosa di poco conto. Quando si appronta una riforma sarebbe il caso di comprendere dove la medesima ci condurrà, prima di appoggiarla incondizionatamente. Spero vivamente di sbagliarmi, ma riforme di questo tenore temo che rischino di lanciare a tutta velocità il Paese giù da un dirupo.

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    • Medioman

      28 Aprile @ 23.59

      Signor Martini, premesso che siamo già "lanciati a tutta velocità verso un dirupo", personalmente mi sono rotto le scatole di sentire discutere, da anni, di "riforma elettorale", tanto è vero che ho smesso di andare a votare (come tanti altri italiani). E' una roba che interessa solamente LORSIGNORI, ma a chi lavora veramente non gliene può fregar di meno. Sono stufo di dover pagare tasse esagerate per mantenere questa massa di quaraquaqua.

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      • Nicola Martini

        29 Aprile @ 11.28

        Sig. Medioman comprendo la sua posizione, ma in una realtà normale il dirupo (economico) sarebbe evitabile puntando su provvedimenti volti alla crescita. Quello a cui mi riferivo in precedenza è quello democratico, in quanto le riforme approntate rischiano di creare un sistema oligarchico. A mio modesto parere sarebbe il caso di preoccuparsene in quanto questioni di base. Tutto il resto essendo subordinato (tasse comprese) rischia di peggiorare enormemente. Pare inoltre quantomeno dubbia l'apposizione della Questione di Fiducia, leggendo sotto un profilo letterale il Regolamento della Camera (artt. 49 c. I e 116 c. IV), anche se la Pres. Boldrini ha chiarito la distinzione con i casi in cui il voto segreto è obbligatorio rispetto a quelli facoltativi. Tale distinzione a mio modesto parere è difficilmente condivisibile. Colgo l'occasione inoltre per rettificare un errore di battitura inerente la Sentenza della Consulta citata la quale risale a due anni prima (n°13/2012). Cordialmente.

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        • Medioman

          29 Aprile @ 15.46

          L'unico vero provvedimento "volto alla crescita" sarebbe un taglio sostanzioso della "spesa pubblica", compresi gli stipendi dei quaraquaquà. Per quanto riguarda l'oligarchia, esiste già da tempo (banche, multinazionali, criminalità più o meno legale, magistratura) non sarà certo qualche percento di differenza alle elezioni a cambiare le cose.

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        • Nicola Martini

          29 Aprile @ 20.41

          In realtà i provvedimenti volti alla crescita vanno ben oltre il taglio della spesa pubblica (anch'essa per certi versi necessaria): provvedimenti antimafia ed anticorruzione, normative sui conflitti d'interesse, definizione di una politica industriale nazionale, riforma della Giustizia civile, riforma fiscale, provvedimenti antievasione e così via dicendo. Un sistema oligarchico propriamente detto va ben oltre la situazione in cui siamo ora, anche se in questa sede non v'è lo spazio per parlarne. Se si vuole avere un'idea di cosa può produrre un'oligarchia basta dare un'occhiata alla Russia di Putin, la quale è sottoposta ad un sistema che fa venire i brividi. Il nostro sistema per quanto sgangherato (anche a causa di norme scellerate come il porcellum) sopratutto rispetto quello russo (tanto per fare un esempio) resta un faro di democrazia a cui guardare, quantomeno sino a quando non verrà fatto a pezzi.

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      • Vercingetorige

        29 Aprile @ 11.07

        CERTO , solo che , poi, le condizioni in cui lei lavorerà ed il profitto che lei potrà ricavare dal suo lavoro , dipenderà dai "quaraquaqua" che lei non ha votato , ma si berrà comunque .

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        • Medioman

          29 Aprile @ 15.50

          Lei che mi consiglia? a parte trasferire la residenza in qualche Paese estero (cosa che hanno già fatto in tanti), dovrei comprare un kalasnikov e una buona scorta di pallottole? finché ci saranno candidati i "soliti noti" o i loro prestanome, non penso che la "legge elettorale" sia in grado di migliorare la situazione.

          Rispondi

  • Andreaparma

    28 Aprile @ 19.10

    E pensare che avevo votato Romanini alle primarie! “Una forzatura”? Dopo decenni passati in chiacchiere e a far finta di fare qualcosa, ora che qualcuno ci prova, tutti addosso a fare la morale per salvaguardare gli "alti ideali". Questo paese ha bisogno di una legge elettorale che dia stabilità, anzi, sarebbe stato meglio il doppio turno, come alle comunali: in tal modo i partiti sarebbero stati stimolati a presentare persone a posto, con spina dorsale e non dei mister yes di professione che ubbidiscono ai partiti ma se ne fregano del paese. Io mi auguro che questa legge passi: solo dopo le successive elezioni, se Renzi le vincerà, avremo modo di criticarlo. Attualmente è ricattato da correnti, piccoli partiti e franchi tiratori. L'ambiente di Roma è orribile e operare in un clima del genere è difficile, se non impossibile. Comunque Renzi sta facendo un'ottima figura: ha puntato tutto ponendo la fiducia e rischia di tornare a casa sul serio. Vediamo se i deputati hanno il fegato di votare contro e rinunciare alle loro comode poltrone e ai privilegi.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      28 Aprile @ 19.59

      DAGLI CON QUESTA STORIA DELLA "GOVERNABILITA' " ! NON C' E' REGIME PIU' "GOVERNABILE" DI UNA DITTATURA ! La volontà del Tiranno è Legge , e si fa quel che vuole Lui . Più "governabile" di così ! Già succede nei Consigli Comunali , compreso il nostro. I "grillini" con la maggioranza consigliare , fanno quello che vogliono . L' opposizione , coi vari Buzzi, Ghiretti , Dall' Olio , Guarnieri fanno un pò di chiasso , ma potrebbero anche andare a giocare a burraco , perchè , quando si arriva alla votazione in aula , sono predestinati a soccombere. Per poter cambiare qualcosa bisogna aspettare le prossime elezioni. Un Sistema in cui l' Opposizione può scegliere tra tacere e star zitta è Democrazia ? Poi il ripristino della Camera dei Fasci e delle Corporazioni al posto del Senato , la nomina della maggioranza dei Deputati da parte del Capo del Governo......

      Rispondi

  • Lorenzo

    28 Aprile @ 18.16

    " Non c'era motivo di ritenere che il voto del PD non dovesse essere meno che compatto, se non altro per rispetto del principio di maggioranza" ............... e Renzi dice buttatevi tutti sotto un treno! Voi per principio di maggioranza ci andate? VERGOGNA!!!!!

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  • beta46

    28 Aprile @ 17.56

    Che bella coppia ! Due stipendi rubati.

    Rispondi

    • 28 Aprile @ 18.21

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Prima o poi mi arrenderò (già solo oggi è la quarta volta che lo ricordo), ma ci provo lo stesso, e ovviamente vale per tutti gli schieramenti e per tutti i colori: non riusciamo proprio a fare critiche che non siano anche offensive...? No, eh?

      Rispondi

      • Asterix

        28 Aprile @ 19.19

        Non scambiatemi per il difensore di Pizzarotti, mi pongo una domanda, sul sito della Gazzetta si leggono critiche offensive giornaliere mandate da persone es. Michele ... Cominciamo a fare un po' di censura, almeno sulle cose vaneggianti? Per il commento all'articolo che dire si amareggiano poi si addolciscono al momento del voto ... Devo ancora leggere le motivazioni della Maestri sul voto allo Sblocca Italia, si era amareggiata per l'arrivo dei rifiuti da fuori provincia poi ha dato il consenso per lo sblocca Italia alla prima votazione... Mah ...

        Rispondi

        • 28 Aprile @ 19.36

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Se il discorso "censura" è rivolto a noi, precisiamo per l'ennesima volta: qui accettiamo tutte le opinioni. Quello che è offensivo (quando lo è veramente), diffamatorio o volgare finisce sul cestino: il resto viene pubblicato. E' stato così nel ballottaggio 2012, quando giornalmente arrivava di tutto contro Bernazzoli, ed è ovviamente così - allo stesso modo - per chi Bernazzoli lo ha sconfitto. Non facciamo e non faremo differenze....

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        • Giovanni

          28 Aprile @ 19.58

          Oggi come oggi, visto come è combinata l'Italia, dire e scrivere che ci sono "Due Stipendi Rubati" NON dovrebbe essere un'offesa, se non del fatto che di Spipendi "Rubati" ne habbiamo tanti, ma proprio tanti in tanti campi e settori, non solo di chi amministra la cosa pubblica, purtroppo. Comunque: Per coerenza, i due Deputati, visto anche quello che hanno scritto, la loro posizione è chiara. Aspettiamo solo le loro Dimissioni. Se NON le danno, confermano che la loro è solo una "Fiction", o meglio come ha già più volte detto Papa Francesco: "Sepolcri Imbiancati".

          Rispondi

  • salamandra

    28 Aprile @ 17.53

    Ma oltre ad indignarsi come l'ignavo Civati faranno qualcosa o chineranno supinamente il capo e porranno le terga come spesso accade?

    Rispondi

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