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Vignola, parla l'amante di don Panini: "Corteggiata per due mesi. Don Giorgio voleva vivere con me"

Vignola, parla l'amante di don Panini: "Corteggiata per due mesi. Don Giorgio voleva vivere con me"
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Esce allo scoperto la donna che sostiene di essere l'amante di don Giorgio Panini, il parroco di Brodano di Vignola accusato di aver ucciso, la notte della vigilia di Natale, l’amico che lo ospitava da anni nella sua abitazione, Sergio Manfredini. Ai microfoni del telegiornale di Italia1 Studio Aperto, ripresa di spalle, la donna - che ha un chiaro accento modenese - ha rivelato i motivi che secondo lei avrebbero portato il religioso ad aggredire l'amico. Si dilunga anche sulla nascita del suo rapporto con il sacerdote.

In particolare, ad una domanda del cronista di Studio Aperto sull'ipotesi che don Giorgio volesse provvedere a lei, ha risposto in modo chiaro: «Provvedere non è il termine giusto - ha detto -. Per provvedere non vai a comprare una villa per vivere insieme a una persona, una villa da 550-600mila euro. Quindi, non è che stesse facendo beneficenza. È un altro tipo di rapporto che voleva vivere, voleva vivere assieme a me e a mio figlio. Nella vita di don Giorgio Panini ero entrata io, per cui lui, nascendo questo sentimento, decise di prendere un immobile, per vivere insieme. La sua intenzione era quella di lasciare la casa di Manfredini e di vivere assieme a me e a mio figlio in una bella villa, sontuosa, meravigliosa». La villa si troverebbe sull'Appennino modenese.

«Per me è una questione di interessi economici - ha aggiunto, riferendosi alla tragedia di quella notte -. A questo punto credo, dopo quello che si dice di questo patrimonio, di questi immensi conti, di questi quantitativi di conti correnti, che l’unica ragione sia un diverbio sfociato poi in un massacro allucinante e crudele, ma solo ed esclusivamente per atti economici». La donna, già sentita dal procuratore aggiunto Lucia Musti e dal pm Angela Sighicelli, pochi giorni dopo il delitto si presentò al Policlinico di Modena, dove don Giorgio era ricoverato essendo stato colpito dai familiari della vittima durante la tragica aggressione. «Sono la donna di don Giorgio - ha riferito di aver detto in ospedale -. Mi presentai in questo modo e venni fermata dai carabinieri e lì cominciarono le prime domande». Quanto alla fama di "don Giovanni" del sacerdote 57enne, la signora ha detto di aver sentito in passato «che faceva regali a destra e a sinistra, che aveva avuto diverse donne».

Ha poi raccontato l’imbarazzo nell’essere corteggiata da don Giorgio: «Non lo avrei mai creduto, per me è stato qualcosa che ho rigettato per due mesi. Io non volevo assolutamente, mi sentivo anche imbarazzata dal suo corteggiamento, dal fatto che mi dicesse "mi sono innamorato di te". Quindi l’essere abbracciata per me era imbarazzante. Il suo corteggiamento era molto emozionante, gestire una cosa del genere per due mesi non è stato facile per me. E quindi piano piano dall’abbraccio, ecco un bacio sulla guancia, che poi è scivolato sulle labbra. Così è nata questa cosa, io non ero pronta. Indubbiamente, tu non credi che è un prete e soprattutto che possa atteggiarsi in questo modo. In effetti io dicevo: "Ma don, ma no, non si può, assolutamente, ma sei un prete, sei un prete" e lui rispondeva: "Amare è una cosa di Dio, è una cosa bella, per me tu sei il mio angelo"». Quanto all’incontro in ospedale dopo l’omicidio, l'amante ha precisato: «Lui mi ha abbracciata, mi ha baciata, ma non ha voluto parlare della cosa».

Circa il patrimonio del parroco, la donna ha affermato di esserne rimasta stupita: «Quasi quasi mi faccio prete anch’io - ha dichiarato di avergli detto -. Lui mi ha detto di non essere ricco di famiglia, ma di aver cominciato tanti anni fa a giocare in Borsa. Economicamente ora sono nei guai, spiritualmente sono convinta che prima o poi lui dirà la verità: se è un vero uomo, ripeto, se è un vero uomo deve dire la verità».

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  • storiedicronaca puntoit

    04 Marzo @ 11.24

    La storia di don Giorgio Panini: Lorenza racconta che tutto è iniziato per caso, anche un po’ contro la sua volontà. Lei si rivolge a lui perchè aveva bisogno di conforto dopo che perse il lavoro. Aveva bisogno di parlare con un prete ed ascoltare la parola di Dio. Lui sin da subito, iniziò a corteggiarla. Era un corteggiamento imbarazzante, dice Lorenza: l’abbracciava spesso, voleva un contatto fisico da subito. Dopo due mesi, affascinata dalle sue lusinghe e dal suo carisma , si lasciò ammaliare da lui e c’è stato il primo bacio. Dopo mesi di frequentazione, Tutti sapevano del loro fidanzamento. Erano una coppia, c’era un rapporto sessuale normale come avviene tra persone che decidono di stare insieme. Erano a tutti gli effetti fidanzati ed avevano anche deciso di andare a vivere insieme. Lei voleva costruire con lui una famiglia e don Giorgio sosteneva di volersi spogliare delle vesti religiose. Addirittura conobbe il figlio della donna per dirgli che voleva fargli da padre. Questa storia è durata 3 mesi. Lui le faceva regali costosi (le regalò una macchina).Come mai aveva tutti questi soldi nonostante non fosse di famiglia benestante? Nasce dunque il sospetto . Un giorno non la chiamò (cosa strana visto che si sentivano sempre!) ma Lorenza riceve una telefonata da una sua amica che la informa sul fatto che don Giorgio era stato aggredito. Lorenza si reca in ospedale, ma li scopre che il prete aveva commesso un omicidio. Ha ucciso un suo amico tentando acnhe di uccidere la moglie. Lorenza resta sconvolta, successivamente lo andò a trovare in carcere e lui le disse di amarla tantissimo. Lorenza però confessa in studio che non è tutto: Dopo poco infatti lui ha deciso di negare l’esistenza di questa storia, sostenendo che era necessario farlo per una linea difensiva nel processo.

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  • Dr.Feelgood

    17 Febbraio @ 10.26

    La riforma gregoriana risale all'XI secolo, questo vuol dire che fino a quella data numerosi preti si sposavano ancora. In alcuni riti orientali della Chiesa cattolica inoltre sono da sempre ammessi al sacerdozio uomini sposati. Infine è recente la scelta di Papa Benedetto di ammettere nella Chiesa cattolica sacerdoti anglicani sposati. Del resto non bisogna dimenticare che i presbiteri dei primi secoli della Chiesa erano padri di famiglia.

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  • henry

    16 Febbraio @ 22.09

    ... e l'oselin de la comare... non sapea dove volare...

    Rispondi

  • nadia

    16 Febbraio @ 21.00

    Saro' antica ma questo pseudo-prete per me la vocazione ce l'aveva sotto le scarpe! E comunque sul fatto che si possono sposare ......mi devo essere persa un pezzo!!!!!!!!

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  • Dr.Feelgood

    16 Febbraio @ 18.29

    I preti diocesani non fanno alcun voto ma solo la promessa di obbedienza al Vescovo. Quanto al celibato dei preti si tratta solo di una scelta politica della Chiesa cattolica; di per sé infatti il matrimonio è teologicamente compatibile con l'ordinazione al sacerdozio.

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