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Perdono la patria potestà e portano via il figlio: coppia in fuga segnalata nel Parmense

Perdono la patria potestà e portano via il figlio: coppia in fuga segnalata nel Parmense
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Un gesto incosulto sta mettendo in seri guai due genitori disperati, mentre il loro bambino può essere in pericolo. Per questo i poliziotti della Sezione Minori della Squadra mobile di Reggio Emilia stanno svolgendo serrate indagini dopo che l’uomo e la donna hanno prelevato il figlio dalla struttura protetta della quale era ospite, nonostante sia loro stata sospesa la potestà genitoriale dal tribunale per i minorenni di Bologna.

Dopo due giorni di ricerche la polizia non avrebbe ancora notizie certe riguardo a dove i tre potrebbero essere nascosti. L'ultimo avvistamento, secondo quanto riporta la stampa reggiana, sarebbe stato venerdì sera in provincia di Parma.
Al mattino, sempre secondo la ricostruzione della stampa, la coppia si sarebbe presentata nella struttura protetta e, approfittando di una distrazione degli operatori dei servizi sociali, avrebbe prelevato il bimbo portandolo con sé. Immediato l’allarme alla polizia che però non è riuscita a intercettare l’automobile della coppia. Gli investigatori (pm Valentina Salvi) starebbero ascoltando parenti e amici dei genitori per i quali si profila almeno l’accusa di sottrazione di minore. La Polizia ha diramato un'allerta per le questure di Parma e di Piacenza: se l'ultimo avvistamento è avvenuto nel Parmense, non è detto che la fuga della coppia termini qui.

(foto d'archivio)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Daniele

    09 Marzo @ 00.43

    Concordo pienamente con Elena e Claudio nei loro commenti Garantisco per esperienza diretta che basta poco per rischiare la sottrazione del figlio quando si è in mano ai servizi sociali, davvero al mattino vanno a scuola poi non tornano più perchè "sequestrati "e portati in istituti.... Provate solo a pensare al TRAUMA per il bambino stesso con azioni di questo tipo...visto che l'azione in questione dovrebbe essere fatta propio per il suo bene..Strano modo direi... Senza parole. Io in prima persona mi sono sempre e sempre mi rifiuterò di somministrare a mio figlio di 11 anni psicofarmaci , tranquillanti, e mi è stato detto (non faccio nomi) che visto il mio rifiuto di ""drogare""(loro chiamano curare..) mio figlio (perchè gli psicofarmaci sono droghe legalizzate per interessi economici delle multunazionali farmaceutiche) dietro denuncia di questo da parte dei servizi al tribunale mi avrebbero potuto sottrarre il figlio in quanto genitore che rifiuta di curarlo..... Senza Parole.. Ci sarebbe molto da discutere riguardo il vero bene per un figlio... a meno di violenze.. non c'è motivo per crearle la piu grande sofferenza che possa affrontare un bimbo che è quella di non poter stare piu con mamma e papà.

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  • Laura

    08 Marzo @ 14.51

    Mi permetto di richiamare l'attenzione della redazione sul fatto che la PATRIA potestà è scomparsa dal 1975 a favore dell'attuale potestà genitoriale.

    Rispondi

  • Elena

    08 Marzo @ 14.15

    mi perdoni, volevo solo segnalare in modo accorato, fatti di cui sono stata diretta testimone. Dovevo virgolettare la parola rapiti perchè effettivamente la bambina che conosco è stata portata via da scuola (in località sconosciuta ai genitori per settimane e settimane) con regolare mandato e non rapita. Ne faccio ammenda. Anche se umanamente vorrei che provaste a immaginare, solo a immaginare la situazione per i genitori cosa significa. E ho visto con i miei occhi gli atti del tribunale dove si motiva il provvedimento con i problemi relazionali e solo con quelli. potevo virgolettare anche la parola assistenti -ragazzine, intendevo solo evidenziare il fatto che magari un po' di esprienza di vita e qualche anno in più non guasterebbe quando si approcciano queste situazioni e anche meno turnover. Per il resto se ho offeso qualcuno chiedo scusa,non era mia intenzione ma bisogna che pacatamente, ma senza rimozioni , questo problema venga alla luce e non solo demandato alle denunce penali (che potrebbero essere in corso). E' una vera e propria emergenza che non vede la luce del sole.

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  • gazzettadiparma.it

    08 Marzo @ 13.20

    Per Elena - Si può parlare di tutto, ma attenzione a non buttare fango su categorie intere con accuse generalizzate, e forse anche generiche. Io ho pubblicato la mail, ma è quasi da querela: se ci sono davvero episodi come lei dice, andrebbero denunciati penalmente.

    Rispondi

    • claudio

      08 Marzo @ 19.08

      invito caldamente la redazione a fare, con tutta la riservatezza dovuta per legge, un profondo e continuo monitoraggio e relativa informazione su fatti simili -non smettete di parlarne- in quanto è vero quello che scrive Elena che è una vera emergenza, anche a livello nazionale ma la città di Parma non ne è indenne. Puo' essere che c'è molto spesso un sistema diverso, di affrontare il probema sociale sottostante, dal prendere i figli e allontanarli dalla famiglia??? Non si tratta di sparare sugli operatori sociali, ma di verificare se davvero nel sistema ci si pone questa domanda.Facciamo tutti l'interesse superiore del minore?? Grazie.

      Rispondi

  • Elena

    08 Marzo @ 12.12

    pacatamente, vi assicuro che spesso i giudici tolgono la patria potestà - e le assistenti sociali rapiscono i bambini a scuola - a seguito di rapporti dove vengono accertate "le difficoltà relazionali" della famiglia. Non si tratta nè di abusi sessuali nè fisici, ma di difficoltà relazionali. Semplicemente è più facile e fa più comodo, anche economicamente, ingrassare il business delle case di accoglienza e del circuito che gravita attorno a questi fatti tragici. Delle famiglie e dei bambini che cresceranno distrutti e segnati per sempre da queste tragedie, importa poco. L'importante è fare convegni e ingrassare apparati. Sulla professionalità delle assistenti sociali che si occupano di minori stendiamo un velo. Si occupano di queste situazioni assistenti-ragazzine che fanno esperienza, con un altissimo turnove. Andate a sollevare il coperchio di ogni singola situazione e vedrete cosa bolle in pentola. Ma di questo in Italia e men che meno a Parma si può parlare. Ribadisco: correte più forte che potete e se avete un qualsiasi problema familiare non rivolgetevi alle Asl. Potreste non rivedere più i vostri figli.

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