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Elezioni regionali: Legambiente presenta le sue "richieste" ai candidati

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In vista delle elezioni del 28-29 marzo, Legambiente Emilia-Romagna chiede ai candidati alla presidenza regionale di sottoscrivere 6 punti qualificanti per coniugare modernità e benessere, con  sostenibilità e tutela del territorio.
Questi in sintesi i punti lanciati da Legambiente, sui quali l'associazione tornerà ad insistere nelle prossime settimane:

1. UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA REGIONALE - L’Emilia-Romagna diventi una regione guida sul tema del risparmio energetico e l’uso delle fonti rinnovabili: per questo occorre che tutti i Piani della regione adottino e superino gli obiettivi europei  del 20-20-20 (20% riduzione dei consumi di energia, 20% utilizzo di fonti rinnovabili, 20% riduzione delle emissioni di CO2).
2. UN PIANO DI RIDUZIONE RIFIUTI - I candidati si impegnino ad adottare uno specifico piano di riduzione rifiuti e promozione della raccolta differenziata, in modo da limitare il consumo di nuove materie prime e ridurre il ricorso a discarica ed incenerimento, che devono essere concepiti come soluzioni davvero residuali. Se i Comuni difficilmente possono avviare azioni strutturali sul tema della riduzione, la Regione ha invece un potere legislativo che le da la possibilità di incidere in modo deciso su questo tema.
3. UN TETTO AL CONSUMO DI SUOLO - Dopo 6 decenni di crescita urbanistica inarrestabile e interi tratti del territorio compromessi (ad esempio l’area costiera o la striscia della Via Emilia) occorre che la Regione fissi un quantitativo limite di cementificazione da non superare. Indispensabile istituire un sistema informativo sul consumo di suolo.
4. UN RIPENSAMENTO DEL SISTEMA DEI TRASPORTI - Per uscire dall’emergenza cronica dello smog e diminuire la dipendenza dal petrolio occorre attuare un rinnovamento strutturale del sistema di mobilità. Serve un piano che metta al primo posto gli investimenti per sistemi di trasporto collettivi, efficienti e competitivi con l’auto, soprattutto nei centri cittadini e per la mobilità pendolare.
5. UN NO CHIARO AL NUCLEARE - Il cammino verso risparmio energetico e rinnovabili non lascia spazio ad una improvviso ritorno al nucleare. Si tratta di una tecnologia con impatti potenzialmente elevatissimi, per cui mancano progetti seri per lo smaltimento delle scorie, che ci lascia comunque dipendenti dall’estero per il combustibile. Oltre a questo, investire sul nucleare significa sottrarre importanti risorse pubbliche alle rinnovabili (pulite, diffuse sul territorio e con ampi indotti) per investire su una tecnologia monopolistica e a scarso ritorno occupazionale.
6. DEMOCRAZIA  E PARTECIPAZIONE - Strutturare processi di reale partecipazione dei cittadini nel confronto sui temi ambientali (prevenzione dei rischio, tutela della salute, qualità della vita). Occorre individuando procedure informative e percorsi decisionali che aiutino ad anticipare i conflitti e a raggiungere il consenso prima dei grandi interventi di modificazione del territorio.

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  • Rinaldo Sorgenti

    15 Marzo @ 16.51

    Allo scopo di fornire un contributo alla comprensione del tema, suggerirei quanto segue: Sarebbe interessante che NON si chiedesse semplicemente ai candidati alla Presidenza Regionale la sottoscrizione dei 6 "auspici", ma che si indicasse anche COME pensano di eventualmente raggiungere tali "auspici". Per esempio: 1. UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA REGIONALE: Si auspica il superamento del valore del 20% di Rinnovabili (senza precisare che tale impegno è riferito al consumo negli usi finali di energia quindi, in termini di "produzione di energia - poi da consumare - il valore aumenta drasticamente! Interessante quindi capire come si pensi di poter raggiungere tale obiettivo, senza riportare l'Italia indietro alle condizioni di inizio secolo XX (1900), quando l'energia veniva soprattutto dalle rinnovabili (idrico, biomassa e poco altro! Sull'altro punto che segue: 5. UN NO CHIARO AL NUCLEARE: Sarebbe utile fosse precisato perchè, secondo i proponenti, "...Il cammino verso risparmio energetico e rinnovabili non lascia spazio ad una improvviso ritorno al nucleare". Dato che non è immaginabile che il risparmio energetico possa incidere per oltre la metà dei consumi attuali e le Rinnovabili potranno dare un contributo marginale ma certamente non potranno produrre tutta l'emnergia che necessita ad un Paese sviluppato (salvo non auspicare quanto detto per il punto 1), tale affermazione sembra priva di senso. Inoltre, l'affermazione: "... investire sul nucleare significa sottrarre importanti risorse pubbliche alle rinnovabili ..." è del tutto fuorviante, perchè NON è affatto previsto che i nuovi impianti per produrre elettricità dal Nucleare siano finanziati da "risorse PUBBLICHE", quindi NON vi è ragione di far credere che il Nucleare sottrarrà risorse pubbliche alle Rinnovabili (con un aggravio di costi in Bolletta per tutti i consumatori) che, come sappiamo ne hanno invece assoluto bisogno, altrimenti non sarebbero sostenibili. La materia dell'energia è di particolare importanza e non bisogna rischiare che il cittadino possa non comprendere bene il significato delle ragioni di fondo che governano questa materia.

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