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Nubifragio, chiesto lo stato di calamità nazionale - Nel weekend ancora pioggia

Nubifragio, chiesto lo stato di calamità nazionale - Nel weekend ancora pioggia
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Le strade non sono più torrenti, ma i canali hanno ancora livelli piuttosto alti, nei campi il grano è schiacciato a terra e le piante di pomodoro quasi sommerse. A Fontanellato, dove questa mattina si è fatto il punto della situazione, le pompe stanno ancora tirando fuori l’acqua dagli scantinati, in particolare quelli del Cardinal Ferrari, la struttura sanitaria nella quale, per un guasto all’impianto elettrico, si è rischiata l’evacuazione dei pazienti. Anche se la situazione permane critica ed è prevista pioggia per sabato e domenica, la Bassa parmense prova a riprendersi dopo il nubifragio che ieri si è abbattuto su otto Comuni che stanno fra la via Emilia e il Po, l’Ongina e il Taro.

MIGLIAIA DI ETTARI ALLAGATI
- Sono migliaia gli ettari di terreno allagati, centinaia le case in cui è entrata acqua. A Samboseto il deflusso si è portato via un pezzo della strada provinciale e a Fontevivo la sp 47 è ancora chiusa perché non si riesce a liberare un sottopasso. Mentre a Fidenza, Soragna e Fontevivo lentamente l’acqua inizia a ritirarsi, Zibello e Polesine hanno ancora a che fare con argini che cedono e case allagate. Tecnici e volontari continuano a tenere monitorata la situazione dei corsi d’acqua e intanto si lavora al ripristino.

RICHIESTO LO STATO DI EMERGENZA
- Al tavolo di coordinamento tenuto questa mattina dal presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, c’erano oltre ai sindaci e ai rappresentanti degli enti coinvolti, anche di Maurizio Mainetti responsabile del servizio gestione emergenze della Protezione civile regionale. Lì, insieme, si sono prese alcune importanti decisioni: la richiesta dello stato di emergenza e conseguentemente la raccolta tempestiva di tutti i danni, l’aggiornamento della mappa delle criticità, l’apertura di un tavolo con le associazioni agricole per valutare l’impatto di quanto accaduto.

CADUTI 150 MM DI ACQUA - I numeri che definisco l’’eccezionalità di quanto accaduto li dà lo stesso Mainetti: “Sono caduti 150 mm di acqua in sei-nove ore, la stessa pioggia che cade nei tre mesi primaverili, un settimo della pioggia annuale in questa zona. Abbiamo concorso con la Provincia ad affrontare le situazioni più critiche dei cittadini e della struttura sanitaria di Fontanellato. E’ stata una risposta pronta da parte di tutto il sistema locale”.

BERNAZZOLI: "SERVONO INTERVENTI STRUTTURALI"
- Il presidente della Provincia di Parma, dopo aver ascoltato sindaci e responsabili degli enti,  sintetizza le azioni che saranno messe in opera. “Ci sono le condizioni per chiedere lo stato di emergenza dato che i danni sono estesi – spiega Bernazzoli - Organizzeremo un tavolo insieme agli enti coinvolti per definire entro 48 ore al massimo il quadro dei danni più preciso. Apriremo un tavolo specifico tecnico per mettere a fuoco quelle che sono le criticità della rete idrica di questa zona. E’ un quadro che ha bisogno di essere aggiornato per individuare le priorità. Perché non accada più quello che è accaduto ieri servono interventi strutturali di messa in sicurezza. Per i danni all’agricoltura apriremo un tavolo specifico con le associazioni di categoria”. Un programma di lavoro che molto concreto, come l’ha definito Maurizio Mainetti: “Da una parte pone ancora l’attenzione sulla gestione del contingente e dall’altra si avvia la ricognizione sollecita delle situazioni di danno per poterle rappresentare alla Giunta regionale, affinché si possano valutare i percorsi successivi per eventuali riconoscimenti. Mi è parsa interessante l’indicazione di cogliere questa emergenza come una occasione per  mirare ancora meglio le priorità sulle quali intervenire, viste le scarse risorse a disposizione che abbiamo in questa fase”. 
Il tema delle risorse è  ben presente a tutti e Bernazzoli raccomanda serietà nell’affrontarlo, ma con l’idea di “fare tutto il possibile”. Sempre su invito di Bernazzoli l’assessore regionale alla Protezione civile e Difesa del Suolo Paola Gazzola sarà a Parma lunedì. “Insieme – dice il presidente – cercheremo di approfondire il quadro complessivo delle cose da fare per i prossimi mesi a partire da quelli che sono gli interventi necessari”.

PROTEZIONE CIVILE IN ALLERTA
- Intanto la Provincia continua a tenere in allerta la struttura della protezione civile per intervenire al bisogno e monitorare la situazione. Almeno fino a lunedì le squadre restano sul campo e il centro unificato attivo.
Il Po non preoccupa. Le piogge sul Piemonte e Lombardia stanno determinando quella che in termini tecnici si chiama “una morbida” di Po cioè una piena che è all’incirca la metà della piena storica del Grande fiume che determinerà una situazione di attenzione ma non allarme.

Segnalate i disagi nella vostra zona nello spazio commenti. Se avete scattato foto, potete inviarle a sito@gazzettadiparma.net

 

 

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  • sabcarrera

    18 Giugno @ 14.31

    Piu' che obbòigare gli enti pubblici a costruire opere e accantonare fondi sarebbe meglio se certe area, costruite da privati fossero fatte includendo la loro manutenzione. Esempio, strade: che siano i costruttori a mantenerle e raccogliere fondi; aree commerciali, che vengano fatte le opere necessarie per evitare i dissesti incluso le starde di accesso. Non scoediamoci che i soldi geli enti pubblici vengono direttamente dalle nostre tasche.

    Rispondi

  • Elena

    17 Giugno @ 18.28

    L'unico modo di evitare queste situazioni è di introdurre una legge che obblighi gli enti che realizzano opere pubbliche ad accantonare i fondi per la loro manutenzione periodica. Esempio realizzo una strada... bene allora mi impegno accantonare un 10% (esempio) per interventi di manutenzione per tutta vita utile del lavoro realizzato. Ma lo sapete che quando un Ente come Provincia o Comune approva il progetto di una nuova opera pubblica nell'atto approvativo dichiara che questa non comporta nuovi oneri di gestione !!!!

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    • sergio poletti

      17 Giugno @ 23.16

      Da quanti anni gli enti preposti non fanno una seria manutenzione ai canali laterali alle strade ed ai canali piu' grandi? Non basta tagliare l'erba con mezzi meccanici che tra l'altro non viene raccolta. I canali vogliono debitamente svuotati e va controllata la situazione nei pressi dei ponti e quando si infilano in tubature sotterranee.... Altrimenti presto parleremo ancora delle stesse cose visto l'accentuarsi delle manifestazioni climatiche.

      Rispondi

  • Elena

    17 Giugno @ 18.23

    L'unico modo di evitare queste situazioni è di introdurre una legge che obblighi gli enti che realizzano opere pubbliche ad accantonare i fondi per la loro manutenzione periodica. Esempio realizzo una strada... bene allora mi impegno accantonare un 10% (esempio) per interventi di manutenzione per tutta vita utile del lavoro realizzato. Ma lo sapete che quando un Ente come Provincia o Comune approva il progetto di una nuova opera pubblica nell'atto approvativo dichiara che questa non comporta nuovi oneri di gestione !!!!

    Rispondi

  • jumbler

    17 Giugno @ 12.01

    Il tratto di provincile tra Soragna e Fontanellato da sempre quando le piogge sono un poco più abbondanti va sott'acqua e in tutto questo tempo nessuno ha pensato bene di prendere provvedimenti per evitare questo tipo di disagi. Aggiungo che ieri sera molte delle strade in direzione di Soragna erano chiuse e nessuna indicazione veniva data circa i percorsi alternativi. Una volta di più la dimostrazione di quanto la Provincia di Parma sia un ente prettamente inutile.

    Rispondi

  • emmegi

    17 Giugno @ 10.37

    MI CHIEDO SE SIA POSSIBILE CHE OGNI VOLTA CHE CI SONO PIOGGE PIù ABBONDANTI DEL "NORMALE" SUCCEDANO DISASTRI A DESTRA E A MANCA...MA BASTA!!! E CONTIAMO PURE I MM. CADUTI MA LO VOGLIAMO DIRE CHE NON C'è ABBASTANZA ATTENZIONE E NON SI FANNO CERTI LAVORI DI MANUTENZIONE CHE POTREBBERO SCONGIURARE CERTI DISASTRI??? MA SI...MA FACCIAMO "LE GRANDI OPERE" CHE INTANTO TUTTO IL RESTO DEL PAESE SE NE VA NEL FRATTEMPO IN MALORA...MANNAGGIA AI POLITICI MANNAGGIA!!!!

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