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Ragazza sfugge allo stupro gettandosi dal balcone - Corradi: serve campagna anti-omertà

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Dopo la ragazza kosovara che si èlanciata dalla finestra a Parma per sfuggire a un parente che cercava di violentarla, il consigliere regionale leghista Roberto Corradi ha chiesto alla Giunta «una campagna di sensibilizzazione presso le comunità straniere, affinchè superino tendenze 'omertosè e denuncino i connazionali autori di reati, soprattutto se si tratta di violenza alle persone ed alle donne». Per Corradi, che ha preannunciato una interrogazione regionale, «quando a subire le aggressioni sono italiani/e i fatti vengono quasi sempre denunciati, mentre se le vittime sono donne straniere sono frequenti i casi di mancata denuncia», che «rendono difficoltoso il lavoro degli inquirenti e delle Forze di Polizia, favorendo la reiterazione del reato (ai danni di straniere o italiane) da parte dei colpevoli. Occorre – prosegue - sensibilizzare le comunità straniere regolari, affinchè denuncino o segnalino i connazionali autori di comportamenti violenti, cosa che spesso non avviene per retaggi culturali, per timore oppure per diffidenza verso il nostro sistema giudiziario. La collaborazione nel contrasto alla criminalità - sostiene – deve diventare uno degli elementi per verificare la volontà di integrazione delle comunità straniere».

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  • franco

    08 Agosto @ 01.34

    QUINDI CAAARO CLANSMAN MEGLIO 2 ITALIANI IN CARCERE X OMICIDIO KE 10 EXTRACOMUNITARI CHE HANNO RUBATO 1 BICICLETTA A TESTA.....VERO!!!! SE HAI STUDIATO STATISTICA, VATTI A RIPASSARE LA MEDIA PONDERATA VA'!!!!!!

    Rispondi

    • mauro

      08 Agosto @ 10.33

      le statistiche non si discutono; rispediamo a casa tutti gli immigrati e avremo una diminuzione dei rearti. Tanto per cominciare. Dopo mandiamo in groenlandia tutti gli italiani e avremo un azzeramento dei reati; e il sito www. gazzettadiparma.it tornera' ad essere tranquillo come vuole il suo moderatore.

      Rispondi

  • parmense doc

    07 Agosto @ 16.03

    il fatto che i reati siano stabili non vuol dire nulla! visto che a parma ci sono il 75% di arresti di stranieri, se non ci fossero loro i reati sarebbero calati vistosamente..mi pare una conclusione ovvia, da 1à elementare...ma certo che chi fa ricerche dicendo che gli stranieri non fanno aumentare i reati e poi però si dice che in carcere sono la stragrande maggioranza non si accorge di dire cose assurde??

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  • franco

    07 Agosto @ 14.48

    FRAN(K)O QUELLO KE SKRIVE KON LA K, MA FONDAMENTALMENTE SCRIVE COME VUOLE (APPUNTO CON LA "K" E PURE IN MAIUSCOLO), NON PROPONE UN BEL NULLA, MIKA VOGLIO DIVENTARE MINISTRO DEGLI ESTERI IO......!!!! CMQ A PARMA ESISTE IL CENTRO ANTIVIOLENZA CHE FA UN EGREGIO LAVORO....E DAI LORO DATI RISULTA CHE LA MAGGIOR PARTE DELLE VIOLENZE ALLE DONNE E AI BAMBINI SONO PEPETRATE DA ITALIANI (CREDO UNA % VICINA AL 65%) QUINDI NON E' QUESTIONE DI PASSAPORTO, BENSI' DI KI E' UN DELINQUENTE E DI KI NON LO E'!!!! SE FOSSE PER ME' A QUESTI, A PRESCINDERE DA NAZIONALITA', CREDO RELIGIOSO, APPARTENENZA POLITICA, GLI TAGLIEREI GLI ATTRIBUTI E LI MANDEREI A CANTARE IN CHIESA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Rispondi

  • francesco

    07 Agosto @ 13.31

    " Strano che le carceri italiane siano stracolme di extracomunitari " : scrive Luigi. La solita iperbole per parlare di una realtà che al solito è più complessa di come si vuol farla apparire per comodità o per interesse.. Negli ultimi anni c’è stato in generale un fortissimo incremento della popolazione detenuta in Italia ( le carceri ormai scoppiano) . Un incremento inspiegabile se si considera la diminuzione del peso e della frequenza di episodi delittuosi, specie quelli che intaccano la sfera del privato come le violenze o la sottrazione di beni personali . In realtà, lo Stato sceglie sempre più di punire penalmente tutti quei fenomeni che - a torto o a ragione - vengono messi in relazione alla questione della sicurezza e in particolare della sicurezza urbana. A fare le spese di questo inusitato ricorso alla risposta penale sono sempre più spesso i "soggetti deboli", cioè quelle categorie di persone che incontrano maggiori handicap nell'accesso ai diritti e alle garanzie (sempre più ridotte) offerte dallo stato sociale, tra cui anzitutto gli stranieri, la cui presenza in carcere infatti negli ultimi anni è notevolmente aumentata, sia in termini assoluti che percentuali ( una tendenza diffusa in tutto il mondo occidentale : in tutta Europa, gli stranieri, gli immigrati non occidentali detti di "seconda generazione" e le persone di colore, ossia le categorie più vulnerabili sul mercato del lavoro e meno tutelate dal settore assistenziale dello Stato, sono decisamente sovrarappresentate tra i carcerati, in maniera simile ai neri degli Stati Uniti»). Attualmente, secondo i dati del Ministero della Giustizia, nelle carceri italiane sono presenti 68mila detenuti , di cui quasi 25mila stranieri , cioè il 37 per cento, quindi circa il doppio di quanti erano per esempio nel 1995, quando gli stranieri erano il 17,7 % della popolazione detenuta complessiva. In alcuni Istituti la percentuale di presenza di detenuti stranieri è davvero altissima: nella Casa Circondariale di Padova sono l’83%, al Don Soria di Alessandria il 72% come a Brescia mentre nella sarda Is Arenas Arbus sono il 73%. E buona parte dei penitenziari del Nord hanno una presenza varia che oscilla tra il 60 ed il 70%. Il fatto è che per gli stranieri, più che per gli italiani, si fa un notevole ricorso alla custodia cautelare, e questo fa sì che quasi il 60 % degli stranieri nelle carceri italiane siano detenuti in attesa di giudizio, mentre gli italiani sono il 40 % . Inoltre, gli stranieri in Italia finiscono in carcere con imputazioni mediamente meno gravi degli italiani. I reati ascritti agli italiani risultano mediamente reati molto più gravi (in particolare omicidi) mentre tra gli stranieri sono nettamente più frequenti reati come lesioni, minacce ecc. Analogo discorso vale per i reati contro il patrimonio : in media risultano esserci più detenuti italiani per rapina o estorsione e più detenuti stranieri per il semplice furto. Il fatto è che quei reati (furti, scippi, spaccio di droga), anche se meno gravi, sono proprio quelli che più frequentemente associati alle istanze di sicurezza dei cittadini e alle politiche di controllo del territorio e dell'attenzione delle forze dell'ordine. Inoltre, trattandosi per lo più di reati di strada, l'individuazione dell'autore di questo tipo di crimini coincide per lo più con un arresto in flagranza di reato (senza dover ricorrere a un notevole impiego di risorse investigative, come invece esigono, ad esempio, i reati economici e finanziari). Una volta entrati in contatto con il sistema penale italiano, poi, i cittadini stranieri subiscono ulteriori situazioni di discriminazione di fatto. Innanzitutto perché spesso per loro le garanzie di difesa in sede processuale risultano essere meno tutelate, per una serie di ragioni ben note. Infine, a parità di imputazione o di condanna, gli stranieri restano in carcere più a lungo degli italiani, sia in fase di custodia cautelare che dopo l'eventuale sentenza, perché spesso non hanno un domicilio certificato per poter usufruire degli arresti domiciliari o delle misure alternative alla detenzione; ma anche quando la società civile è in grado di offrire soluzioni provvisorie per rimediare a questo problema (come nel caso delle molte associazioni di volontariato che, su tutto il territorio nazionale, si stanno attrezzando per offrire un alloggio temporaneo agli stranieri che possono accedere alla detenzione domiciliare o alle misure alternative), da parte della Magistratura di Sorveglianza si riscontra spesso un atteggiamento di maggiore chiusura nei confronti degli stranieri che rende loro ancor più infrequente che per gli italiani il ricorso a percorsi penali alternativi al carcere.

    Rispondi

  • Luigi

    07 Agosto @ 10.13

    .......più migranti non vuol dire più criminalità.... strano che le carceri italiane siano stracolme di extracomunitari

    Rispondi

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