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Piena del Po, cessato il "preallarme" tra Parma e Ferrara. Le Bonifiche: "Il sistema ha retto"

Piena del Po, cessato il "preallarme" tra Parma e Ferrara. Le Bonifiche: "Il sistema ha retto"
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E' cessata la fase di preallarme per i fiumi Enza, tra il Parmense e il Reggiano, e il Reno, nel Bolognese e nell’area di Cento di Ferrara. Lo ha comunicato la Protezione civile regionale. Anche il Panaro - ha fatto sapere a sua volta la Provincia di Modena - è tornato ad una situazione di normalità, mentre in mattinata la piena del Secchia è transitata a Novi, San Possidonio e Concordia senza creare problemi.
La cessazione del preallarme è stata decisa sulle base delle attività di monitoraggio e considerata la previsione di assenza di precipitazioni per le successive 72 ore.

LE BONIFICHE DELL'EMILIA-ROMAGNA FORMULANO UN BILANCIO POSITIVO SUL PROPRIO OPERATO. Nonostante le piogge straordinarie e il maltempo dei giorni scorsi in Emilia-Romagna, «la risposta dei consorzi di bonifica è stata immediata ed efficace, il sistema nel suo complesso ha retto». È questo il commento di Massimiliano Pederzoli, vicepresidente dell’Unione bonifiche emiliano-romagnole (Urber).
La situazione più critica in regione si è verificata nel Piacentino, dove «si è scongiurato il peggio». Il locale consorzio, ha sottolineato Pederzoli, «ha messo in opera tutta la sua capacità organizzativa di risposta all’emergenza, se si considera che la Diga del Molato ha invasato in poche ore 1,5 milioni di metri cubi d’acqua e le portate di ingresso nella diga di Mignano hanno raggiunto i 135 metri cubi/secondo». Il reinvaso del Mignano, ha spiegato, ha permesso uno stoccaggio di quattro milioni di metri cubi, evitando l’esondazione del torrente. Inoltre «per la prima volta si è riempita la cassa di espansione del Riello evitando allagamenti a Piacenza»  «Spesso - ha ragionato il vicepresidente Urber - c'è riluttanza a considerare l’importanza della gestione quotidiana del sistema di bonifica, perchè manca a tutti i livelli una cultura della prevenzione del rischio».
Per proteggere il territorio, ha proseguito, «non basta l’esistenza del sistema delle opere di bonifica, che per fortuna in Emilia-Romagna c'è ed è imponente. Bisogna anche saperlo far funzionare tutti i giorni e soprattutto durante le piene. Servono quindi capacità tecniche, consolidata esperienza e risorse».

LA CRONACA DI QUESTA MATTINA
E' sceso in campo anche l’Eser­cito per aiutare il Veneto flagel­lato dal maltempo che continua a interessare anche il resto d’Ita­lia, spostandosi da nord a sud, con temporali, frane, allaga­menti, disagi e danni ingenti. Tre i dispersi: nel Vicentino, sul Po, nei pressi di Rovigo, e a Tro­pea, in Calabria.
In Veneto è arrivato ieri mat­tina il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Sono 121 i co­muni veneti coinvolti: centinaia di famiglie sono state evacuate, diverse scuole sono state chiuse, mentre altre sono diventate rico­veri per gli sfollati: circa 2.500 in tutta la regione. Intanto la pro­cura di Massa dopo le frane che hanno ucciso tre persone indaga per disastro e omicidio colposo.

SI ATTENDE LA PIENA DEL PO. Pesante la situazione a Parma e nel Parmense dove oggi è at­tesa la piena del Po. Dopo le abbondanti piogge di questi giorni, il livello del Po è cresciuto in modo vertiginoso e la piena sta interessando tutti i paesi rivieraschi del Parmense. Il fiume, stando alle previsioni, dovrebbe continuare a crescere, in modo leggero, per tutta la giornata di oggi, raggiungendo ovunque il livello di guardia. Si prevede pertanto una situazione di «moderata criticità», come viene definita dagli esperti di Ai­po, senza problemi di rilievo

In città sono caduti 75 millimetri di pioggia e i vigili del fuoco hanno fatto 35 interventi. A Salso ci sono stati allagamenti e alcune piccole fra­ne hanno provocato problemi di viabilità. Frane e smottamenti sono stati segnalati anche in montagna: una frana travolto una casa a Cirone e a Cassio è crollato un vecchio edificio.

PREALLARME PER I COMUNI RIVIERASCHI DI REGGIO EMILIA E FERRARA. A causa degli attuali livelli idrometrici e di previsione lungo l’asta del fiume Po, la Protezione civile dell’Emilia-Romagna ha attivato la fase di preallarme per i comuni di Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Berra, Bondeno, Ferrara, Goro, Mesola, Rovigo.
Il preallarme - ha spiegato il direttore della Protezione civile dell’Emilia-Romagna, Demetrio Egidi, riguarda soprattutto Pontelagoscuro, nel Ferrarese, per la foce del Po, dove arrivano 6.500 metri cubi al secondo, contro i 6mila di Boretto, nel Reggiano. Il colmo di piena dovrebbe arrivare sabato, per altro dopo due giorni di tempo buono, ma la buona notizia è che la valutazione delle condizioni del mare sono positive: l’Adriatico dovrebbe essere in grado di ricevere comodamente la massa d’acqua, senza fare resistenza come in condizioni sfavorevoli può accadere, e favorire dunque l’esaurimento della piena.
Le piogge sono proseguite nella notte anche in Romagna, dove sono caduti 40-50 millimetri senza problemi: nelle 90 ore della perturbazione, nella parte emiliana sono caduti complessivamente oltre 300 mm sul crinale appenninico da Bologna a Parma, 250 nel Piacentino. Tutto questo, per altro un raddoppio rispetto alle prime previsioni meteo, spiega il repentino aumento dei livelli del Po, che già aveva preallertato Piacenza, e che si ingrossa maggiormente a partire dal Parmense, a causa dell’innalzamento di fiumi e torrenti sulla destra idralica del grande fiume, che però viene però abbondamente rifornito anche dai laghi lombardi. La protezione civile ha allertato anche la multi-utility Hera affinchè siano intraprese tutte le utili azioni sugli acquedotti del Basso ferrarese, per aiutare lo smaltimento della piena.
Egidi ha anche dato al suo omologo del Veneto la solidarietà della protezione civile regionale. Pur stremate da 90 ore di lavoro incessante, sono state messe a disposizione squadre di uomini e materiali a disposizione dei colleghi veneti, colpiti dalle alluvioni. Nel pomeriggio la decisione sull'eventuale invio, da subito un «ringraziamento» sentito all’offerta.  Le previsioni meteo sono positive: già da stasera si dovrebbe esaurire la perturbazione e da domani a sabato sulla Pianura Padana dovrebbe passare un’ondata di alta pressione: «Tocchiamo ferro», ha concluso Egidi.

LA CRONACA DI IERI
Protezione civile: "Il peggio è passato"

 

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